mercoledì 24 febbraio 2016

Studiare a memoria

Ora, morto il semiologo Umberto Eco, molti ricordano il suo scritto sulla memoria pubblicato su L'Espresso: Impara la vispa Teresa.  E' in forma di lettera al nipote e tratta della necessità di imparare a memoria.

Invitando a studiare a memoria, per anni sono stata maltrattata, e quando facevo l'insegnante con i miei allievi nelle scuole, ormai tanti tanti anni fa, e ora in teatro, dove studiare a memoria è prassi comune.

Pochi capiscono la bellezza e la salute nello studio a memoria, sia per la salute fisico mentale, che per quella etico-morale, dato che ognuno di noi è passaggio fra passato e futuro.

Quasi tutti gli allievi vivono lo studio della memoria come tormento, perché studiare a memoria è faticoso, certo; implica disciplina, attenzione, esercizio della logica quando si mettono in pratica le basilari regole memotecniche.
Invito ciascuno di loro a imparare una poesia a memoria.  E continuerò a farlo. Oltre a ciò, consiglio di usare un quaderno dove scrivere i propri appunti e riflessioni, e magari calcoli fatti a mano.

Quando ero ragazza, i primi tempi che studiavo un copione, impiegavo molti giorni. Ora, donna matura, impiego la metà del tempo e con migliori risultati. Mediamente, in una settimana, riesco a imparare un copione di una ventina di pagine. 
Una volta imparato a memoria un copione, se dopo un periodo lo si riprende per recitarne il testo, la memoria è subito recuperata. Non è quindi impossibile avere in testa vari copioni insieme e rappresentarli.

Il senso del mio, nostro teatro è proprio quello dell'esercitare la memoria; sia quello di praticarla con l'esercizio personale, sia, ancora di più, in quello più ampio di praticare la memoria nel senso di Storia.

La memoria è il braccio armato del passato, e il nutrimento per il futuro.

Faccio mie le parole dell'intellettuale architetto Le Corbusier: "Oggi mi si taccia di rivoluzionario. Eppure io confesso di aver avuto un solo maestro: il passato: una sola disciplina: lo studio del passato".

Aggiungo: il Teatro La Baracca è proprio questo, con tutti i suoi molti limiti e piccolezze: un luogo della memoria.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Mirabile.

Anonimo ha detto...

Mi riprometto un commento - quando avro' un po' di tempo - sulla memoria e sul mio rapporto personale con essa.
Spero di ricordarmene.
Gianfelice

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