giovedì 12 maggio 2016

La compagnia degli scopiazzini

Leonardo da Vinci era ossessionato dagli scopiazzini. A Roma gli spuntavano da tutte le parti, e doveva lavorare di nascosto.
Anche per tutelare la sua originalità il povero Leonardo se ne scappò dall’Italia, terra notoriamente disonesta, terra di furbi e mestieranti che vogliono ottenere tanto con poco.

Per il teatro la questione è impossibile da evitare, perché il teatro devi pubblicizzarlo, e con certo anticipo, e quindi è facile essere scopiazziati dalla compagnia degli scopiazzini della zona.

Ogni città ogni provincia ogni regione ha la propria compagnia teatrale degli scopiazzini che si rispetti; una molto furba e abile esiste anche qui vicino,  e come tutte ha bisogno di essere protetta e foraggiata, altrimenti non ce la fa. 

Si presenta sempre con tanti stemmi al lato; e su e giù, di qua di là, in mezzo a ogni locandina.

La compagnia degli scopiazzini è adatta al potere che la foraggia, perché totalmente scopiazzinante, priva di ogni vera originalità, come deve essere chi lavora per il potere; o meglio: apparentemente deve produrre cose nuove, ma in realtà offre appunto scopiazzature di idee originali a cui sono state tolte significanze o potenzialità dissonanti; insomma, deve risultare roba posticcia, teatrale nel senso più bieco del termine, finto, in modo che, condita con il condimento della pubblicità che promana da sua entità teatrale, sia maniera e vetrina che abbagli sì da far accorrere il pubblico a mandrie, senza far tremare i tromboni. Per questa posticceria ogni tanto ricevono anche premi, dato che è quasi ormai uso in Italia dar premi solo ai più mediocri.

Notoriamente io sono stata scopiazzata, come ho detto altre volte – Matilda, Cuori di donna (gli scopiazzini hanno spacciato la finta testimonianza teatrale) e ora anche, seppur in modo camuffato e contorto perché sanno che li porterei in tribunale, scimmiottano con altri mezzi Lo spettacolo della città.

Ma l’originalità non si può copiare, e la compagnia degli scopiazzini posticcioni rischia di morire appena cangia il trombone al potere, e il tromboncino direttore se ne va a far danni altrove. O nasce altra compagnia scopiazzina concorrente, più abile e lecchina, o più adatta alle necessità del momento che sostituisce la prima.

Con Pierluigi Zollo ne parlavo sempre, e insieme si commentava che spesso, involontariamente, siamo proprio noi ad allevarli, gli scopiazzini.



1 commento:

Anonimo ha detto...

Purtroppo sentiremo parlare di questi scopiazzini a lungo, del resto
"homo HOMINI lupus"
e del verbo "sacchettinare" neologismo che sta per "scandagliare per poi plagiare ad arte, per poi rubacchiare con cura" proprio di certe faine da pollaio consortile, spesso elette o nominate per piacere dei forti.

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