mercoledì 30 novembre 2016

Piccola analisi politica di Pratofestival

Sono stati presentati gli eventi di Pratofestival, in cui è stato inserito anche un mio spettacolo: ringrazio e mi rallegro, ma questo non mi impedisce di fare una piccola analisi politica. Anche per dimostrare quanto la cultura sia strumento della politica e come nulla sia lasciato al caso.

Aggiungo: gli spettacoli, quelli che si presentano alla Baracca, e di cui si dà notizia nell'opuscolo informativo, sono autogestiti.

Primo punto:  E' un festival più 'povero' rispetto agli altri anni? L'impressione generale è che il Pratofestival sia stato fatto con meno soldi, come se si volesse risparmiare. Oppure, potrebbe anche intendersi, che non si voglia renderlo tanto importante come il "Settembre Pratese" per non dare fastidio, per esempio, al Teatro Metastasio o al Politeama, quest'ultimo notoriamente in difficoltà (tant'è che scrivi a loro, ma non rispondono, come se dall'altra parte non ci fosse nessuno... O sono io noi nessuno?). Ci deve essere, il Festival, ma non deve essere ingombrante. 

Secondo punto:  E' 'protetto? Il secondo punto dimostra il primo: gli spettacoli per ragazzi sono tutti organizzati dal TPO o da ARCI.

Altri spettacoli di teatro-ragazzi, non sono stati scelti. 
ARCI praticamente  - come ho avuto modo di dire qualche giorno fa - dà solo un misero rimborso spese per gli spettacoli,  tanto che noi incassiamo di più alla Baracca e con molta meno fatica. E' un accordo improponibile per compagnie di professionisti.

TPO non sceglie le compagnie di Prato, e di questo ho parlato anche con Davide Venturini, via e-mail, che mi ha rivelato, ma è risaputo, che la programmazione del TPO viene fatta sia da don Edoardo Donatini - gran 'maestro' del MET e radicatovi da anni e anni, tanto che è diventato, buon per lui,  un dipendente del teatro -e sia dal Metastasio (Venturini ha detto qui genericamente, forse intende che la programmazione viene scelta dallo 'spirito' del MET).

Dare spazio e visibilità ad ARCI (i circoli, che in senso politico hanno sostituito le scomparse circoscrizioni), non fa che mettere a tacere un po' di insoddisfazioni e lamentele levatesi da tempo da quelle parti. Sebbene appaia  valorizzato soprattutto il circolo di Coiano, e punto quello di Viaccia: cito questi due, che sono per lo più i circoli dove si fa più 'curtura'; ma forse perché in quest'ultimo non organizzano nulla?

Terzo punto.  E' scoordinato? Scorrendo gli eventi si nota poi la mancanza di coordinamento, o uno strano coordinamento, perché in alcune date ci sono eventi doppi,  soprattutto in campo musicale, come se, per esempio, il programma di Officina Giovani, già predisposto, si fosse confuso senza criterio con quello del Natale eccetera.

Quarto punto. C'era bisogno del contributo di Toscana Energia? O è un  reciproco 'assist', una legittimazione, vista la passata 'guerra del gas' fra questa società, fiorentina, ed Estra?

Per il programma completo di Pratofestival:
http://www.pratofestival.it/sfoglia/index.html

1 commento:

Anonimo ha detto...

Sicuramente è un festival più povero di altri anni , sia come cifre complessive investite, sia come offerta generale . Meno serate, meno varietà conseguentemente...e anche sciocchi "accumuli" in date singole a fronte di altri giorni totalmente sguarniti. Sicuramente, come fa notare Maila, il programma di Officina Giovani è stato sovrapposto e fatto coincidere già fatto e stilato al resto delle serate, in modo abbastanza dilettantesco. Se vogliamo parlare di Prato "europea" questo modo di organizzare le cose è assolutamente facilone e provinciale. A cominciare dal fatto che una delle serate considerate "di punta" è quella dell'ameno Rocco Hunt, con tutto il rispetto non proprio un De Gregori o un Vasco Rossi.