sabato 20 agosto 2016

Tourists, go away

La foto si riferisce a una piccola silenziosa rivolta contro i turisti a Venezia.
Chissà quando ci renderemo conto, non solo da abitanti, come sta accadendo a Venezia, ma anche come turisti, quanto sia insulso e vacuo e ridicolo ormai il nostro viaggiare, in particolare in certi periodi dell'anno come questo.
Giriamo per Venezia come pesci rossi nella brocca che pensiamo sia l'oceano.
Invadiamo lo spazio altrui esattamente come pensiamo ci invadano i profughi, ma portando ben altra devastazione.

Naturalmente questa invasione piace alla maggioranza perché porta soldi e una ricchezza apparente.
Il nostro 'turisteggiare' non porta nemmeno scambio o arricchimento culturale perché non c'è più nulla da scambiare o molto poco nel famoso villaggio globale, se non l'incivile e il triviale in cui il turismo contribuisce a trasformarci.
Il turismo in realtà non vuole conoscere il territorio se non superficialmente, come riposo e passatempo dalla noia dell'esistenza e non vuole fastidi o problemi. Si fissa su certi settori e periodi storici considerati di valore e imprescindibili. Se va al mare il turista vuole il mare pulito, nonostante con i suoi comportamenti, non si occupi dell'ambiente. Il turista vuole il 'prodotto'. E non importa se Firenze come città moderna faccia schifo e non 'produca' più nulla di interessante, e sia assimilabile a tante altre città del mondo, da tutti i punti di vista. Per intenderci, Firenze oggetto di ammirazione rimane ferma al Rinascimento e Venezia al Doge. Insomma, al tempo in cui il turismo non esisteva praticamente, e non esisteva l'Italia.

Lo so bene di essere con la mente in controtendenza, ma tant'è. Fin da bambina, dai tempi delle forzate vacanze di mare al Camping Belmare di Donoratico, allora pieno quasi soltanto di turisti olandesi e tedeschi, ho sempre avuto il turismo in sospetto.

Su questa base di rivolta e di ripugnanza mi sono inventata la "Lo spettacolo della città" che, non avendo nulla di turistico confezionato ed essendo teatro in viaggio nel territorio e forma nuova e ibrida e pericolosa per le menti, come ben hanno intuito i campioni dell'ente turistico toscano intenti a trovare il turista da attirare e la formula 'sicura', non è stato ritenuto 'degno' dell'attenzione istituzionale. 



giovedì 18 agosto 2016

Caro Renzi, le tue tasse mangiano tutti i miei miseri guadagni

Ecco la lettera che ho ricevuto stasera dal mio commercialista, e che dimostra come quest'anno dovrò pagare salatissimo i miei miseri guadagni. E questo senza contare il resto che pago.
E proprio mentre Renzi va dicendo che con lui si paga meno tasse.
NON E' AFFATTO VERO!

E questi soldi vanno poi a una classe dirigente, per esempio, che mi dà indietro bricioline, e pochi o punti servizi!
E questi soldi vanno alla Regione, per esempio, che ha decretato che il mio teatro deve morire (molti altri sono già estinti), perché è piccolo e non lecca il cuculo a nessuno!

Danno soldi solo ai grandi eventi, alla cultura del consenso e dell'assenso.

Chiaramente non pubblico questa lettera per chiedere prestiti (pochi, ma ci sono) o impietosire (La Baracca, pur squattrinata e zoppicante, non chiude), ma per dimostrare come i 'piccoli' siano vessati dalle tasse e soffocati.
Senza contare poi che in Italia c'è un esercito di persone che è sconosciuto al fisco, non paga le tasse o solo un po'.


"Buonasera Maila,
ho appena definito la tua Dichiarazione dei Redditi .. io provo a scriverti, se invece sei in vacanza meglio per te.

Ti dico subito che non ci sono buone notizie.
L’anno 2015 ha portato un po’ di reddito tassabile in più rispetto all’anno precedente (... nel 2015 contro i ... del 2014); questo naturalmente va bene ma tradotto in tasse da pagare viene qualcosa in più dello scorso anno.
C’è poi l’aggravante che gli acconti di novembre 2015 non hai pagato (pensando di guadagnare meno) e quindi prima o poi vanno recuperati.

Riassumendo questa è la situazione:
-          Al 22 agosto 2016 sono dovuti euro 1.972,06 a titolo di saldo 2015 e primo acconto 2016;
-          Al 30 novembre 2016 sono dovuti euro 1.363,80 a titolo di secondo acconto 2016;
-          Appena sei in grado di farlo sono ancora da recuperare i 904,20 di secondo acconto 2015 rimasti impagati.
La somma da pagare al 22 agosto può essere rateizzata al massimo in 4 rate mensili (22/08 – 16/09 – 16/10 – 16/11) però in questo modo l’ultima è molto ravvicinata alla data del secondo acconto 2016 (30/11) e quindi potrebbe valer la pena di ragionare su sole 3 rate (22/08 – 16/09 – 16/10) .. ma dimmi tu come preferisci.

Se hai bisogno di chiarimenti dimmi quando ti posso chiamare così ne parliamo per telefono.
Grazie,
..."

Videoclip su "Lo spettacolo della città in Valbisenzio"

video

mercoledì 17 agosto 2016

Quelle femministe occidentali che giustificano il velo...

In Europa ci sono le femministe illuminate (male) che giustificano il velo, in qualche modo, sostenendo che le donne sono variamente e pregiudizialmente costrette da molti 'veli' anche in Occidente, come per esempio l'essere magre e belle, disponibili e attraenti per il maschio in tutti i sensi e necessità. 
Insomma, il velo sarebbe se non il minore, una delle tante gabbie in cui vengono rinchiuse le donne.

Io non sono d'accordo. Il velo è comunque un simbolo presente visivo forte della sottomissione e del controllo sul corpo delle donne, tant'è in certi paesi tutte le donne sono obbligate a portarlo, è un obbligo di stato, e vediamo anche le ministre occidentali in visite ufficiali o le corrispondenti in diretta TV umiliate con tanto di veletto in testa, altrimenti non possono trattare o parlare.

E' l'umiliazione e la violenza sessuale che si rende palese e manifesta!

Altrove la taglia 42 posso anche non 'indossarla';  non è un obbligo conformarsi a un vestito o a un modo di essere, anche se essere grassa o brutta o non truccata, non bella insomma secondo certi canoni, è certamente pregiudizievole per una donna.

Se la mia taglia diventa 46 non vengo ripudiata. Se invece la ragazza si toglie il velo, sì.

Non vengo ripudiata se mio marito mi trova il clitoride intatto nella fica con cui mi posso masturbare, cosa che molte donne mussulmane non possono fare!

Non si può equiparare il burqua, le mutilazioni genitali o altro con la taglia 42 o rifarsi i seni, checché le femministe autorizzate (dai Corrieri e Repubbliche!) la pensino e scrivano. 

Bene fa il ministro francese Valls a vietare il burquini sulle spiagge, che è solo una provocazione politica e pseudoreligiosa o, anche in alcuni casi (come mi è stato dichiarato alcuni anni fa da giovani donne che indossavano il burqua), abitudine alla sottomissione trasformato in strumento di vanità, eccentricità e seduzione, equiparabile al trucco occidentale. 

http://27esimaora.corriere.it/articolo/non-solo-il-veloin-quali-altre-gabbievengono-rinchiuse-le-donne/

P.S. Che monsignor Galantino sostenga "che non ci può far paura una donna vestita, al mare", non è da stupire; la Chiesa, come tutte le altre religioni tra l'altro a potere maschile, ha sempre amato gestire e dirigere il corpo della donna e quanto più possibile controllarla.
Ma i tempi sono reazionari e questo spiega che molte donne, fra cui anche storiche femministe- con la scusa che comunque la donna è eterodiretta e condizionata anche in Occidente - , sostengano che le donne possono vestirsi come pare a loro. 
Sì, se fossero libere di svestirsi come pare a loro!

Una giunta fra cocomero e wifi

Ecco il regaluccio agostano: dal Comune di Prato ci promettono la magia della 'rete' con un unico 'wifi' con cui ci collegheremo ovunque e con più rapidità. Ora basta cambiare parola chiave a ogni passo!

Testuali parole: "Obiettivo: portare Prato su smartphone e tablet il più possibile, perché no, anche per ragioni di marketing".

Sì, avete letto bene: "Portare Prato" ancor più sulle tavolette magiche, e il che potrebbe anche essere davvero auspicabile, se la città vedesse risolti i suoi problemi concreti e vedesse un futuro.

Cosa ce ne facciamo, signora Squittieri, assessore dell'innovazione (!) cosa ce ne facciamo del 'marketing', quando siamo incapaci di trasformare minimamente la città e si finisce per organizzare ogni anno una patetica Festa del Cocomero ribattezzata per Ferragosto?
Quando si pensa che per la città il massimo sia il Settembre Pratese, con cantanti e cantantesse, pugili e pallanti?

Intanto ci stiamo dimenticando dei fondamentali: la cura, la gestione basilare, la mobilità alternativa, l'ecologia sepolta e seppellita (aria e acqua inquinata, tanto per dirne due), nessuna prospettiva di città futura, se non con progetti che odorano di speculazione (la zona del Fabbricone, l'ex-ospedale) , oppure odorano di nulla (come il parco fluviale, rinominato e riproposto variamente, mentre ogni progetto è abbandonato su Piazza Mercatale); niente altrettanto o retorica di 'piazze immaginarie' sul fronte immigrazione e relazioni con i cinesi,  per non parlare di occasioni perdute per sempre - Gonfienti e il parco archeologico, bugia colossale per tutte le ultime amministrazioni, tutte indistintamente votate a un interporto inutile e a altra speculazione- insomma, niente prospettive serie per rendere Prato una città un pochino più interessante, diversa, culturalmente stimolante.

martedì 16 agosto 2016

E questa di Prato è una ciclabile?

In questi giorni il Corriere della Sera mostra le pessime condizioni delle ciclabili di Roma - forse in funzione anti-Raggi? -, ma perché ancora non sono arrivati a Prato.

E questa di Prato è una ciclabile?

Aspettando il "Settembre pratese", la "Festa di Mezza Estate" è...deludente

Sembra che la Festa di Mezza Estate sia stata, se non proprio un fiasco grazie alla presenza dei cinesi, deludente rispetto all'anno passato e, se si esclude qualche foto e notizia da velinaben poco si vede sul web. Ricordo che gli anni passati i giornali locali mostravano ben altri risultati, con tanto di servizio video.

E' mai possibile che non chiamino qualche maestro delle feste a pensare cosa fare, in alternativa a questa festucola strapaesana? Dacché fu inventata dal Sindaco Giovannini negli anni '60, Prato è cambiata.

Il Sindaco Cenni ebbe l'idea di renderla una festa 'pratese', e per questo richiamava dal mare tanti cittadini d.o.c. importanti, almeno per qualche ora, in modo che facessero numero e non si vedessero solo cinesi, come accade ora.

Ora la Festa del Cocomero, ribattezzata, è davvero dimezzata e senza carattere, nonostante il nome alluda a grandi opere e a sogni più alti. Quest'anno la festa si è svolta non proprio in piazza delle Carceri, 'di lato', come a non voler offendere il luogo più bello della città, e davvero l'unica tangibile eredità dell'amministrazione precedente.

Sù, un pochino di sforzo, e i 'comunali' ce la possono fare a cambiare la formula!

Perfino a me, che quella festa eliminerei del tutto,  vengono diverse idee in testa, semplici semplici...

Ben diverso da quest'anno:

era il comunicato dell'anno passato: 

Ma si sa, aspettano tutti - in Comune e anche qualche smanioso di carrieretta - il Settembre Pratese, la cui epifania non sarà molto diversa da quelle che si vivono e subiscono in altre città, trasformate in biglietterie e arene di consenso, volgarità, diseducazione e ignoranza: assisteremo alla sequela dei concertoni con i 'big' della canzone italiana e simili; la Palla Grossa e anche combattimenti di pugilato. 

Insomma, ci sarà da piangere.


lunedì 15 agosto 2016

Ferragosto, ti detesto

-Ferragosto, ti detesto-,
diceva la nonna;

e poi il resto
rimaneva biascicato
fra un seme di cocomero
e un litigio col marito.

-Ferragosto, passa presto-;

il mare, la folla,
a Viareggio era la regola;

in pineta poi
lei solo lo lasciava

a mangiare le sue fette;
un'altra un'altra ancora,
senza darle retta.

E lei se ne andava,
trascinandomi con sé,
impestata di resina e pinoli.

-Mimma, lascia la pina,
ché si va via.

- E il nonno? -

-Lascialo stare, che si consoli;
...'sti bucaioli!-

domenica 14 agosto 2016

Prato, come muore la periferia e la cultura popolare

Mentre la politica sviluppa la retorica della periferia, essa in realtà muore.
Sotto leggete lo scritto lasciato sulla vetrina di un negozio di Iolo, una delle realtà periferiche più abbandonate e marginali della città di Prato.

Ed è bene ricordarsi questo: mentre con la bottega si trasmettono saperi e conoscenze, perché vi avvengono incontri ripetuti e profondi, in un centro commerciale questo non potrà mai avvenire.

Questo negozio muore ucciso dal centro commerciale di Parco Prato, troppo vicino.

Ed è anche così che si perde la cultura popolare, e si smarrisce la stessa città.

Nessun 'Settembre Pratese' con sfilate in costume, fanfare, rock star, ricchi premi e cotillons, potrà mai ridarci questo.


Noticina conclusiva su Lo spettacolo della città in Valbisenzio

Spettacolo della Città in Valbisenzio. Vi ricordate? quello che facciamo col pullman che in diversi hanno tentato di sco...