sabato 27 agosto 2016

Lo spettacolo della città in Valbisenzio



Siamo pronti. Quello di domani, domenica 28 agosto, è l'ultimo viaggio-spettacolo del 2016. Per rendere tutto più interessante, anche per me, all'ultimo momento ho deciso di farmi alcune sorprese e di cambiare qualche carta in tavola; insomma, di mettere un po' di pepe sulla vivanda. Non dico altro. Preciso solo che questo viaggio è un po' più lungo dei precedenti, ma sempre ci ritroveremo a teatro a mangiare, commentare, e visto i tempi, riflettere insieme alla fine. Serve un abbigliamento comodo e magari anche una salvietta o simile antizanzara. Grazie a tutti coloro che partecipano e ci regalano la loro umanità. Siate puntuali.

venerdì 26 agosto 2016

Le pubblicità dei grandi centri commerciali

Non ricordo di essere mai entrata una volta da Decathlon. Se l'ho fatto, solo perché accompagnavo qualcuno.
Come sa chi segue il mio blog, non mi sono mai piaciuti questi posti, i centri commerciali, i supermercati, le coop, le esselunga eccetera; se posso, li evito sempre. 

E, se vedo in giro una pubblicità come questa sopra, me lo dicono loro il perché.
D'altronde è vero che in campo non servono i libri, e infatti i calciatori sono, nella stragrande maggioranza, dei veri ignoranti. Anche per questo il calcio non mi attira, non solo per il gioco in sé. Perché poi, se fossero solo ignoranti, beh, poco male; spesso sono anche ricchi e prepotenti, e questo mix è intollerabile.

Di questa pubblicità esiste diciamo la versione opposta, ed è la pubblicità della biblioteca nel supermercato Coop, con tanto di logo di ente pubblico e di benedizione dall'alto. 
In questo caso il disgusto è, se possibile, ancora maggiore. Mettere la biblioteca nel supermercato è come voler dare una imbiancata al forno. Si vuole far apparire un luogo commerciale e spersonalizzante come uno a misura di uomo e di pensiero.

Nonostante il messaggio, insomma, chi organizza non vuole affatto che si 'alimenti la mente', ma solo che si compri il più possibile, e senza pensarci troppo su.
L'operazione buonista è solo riciclaggio di ideologia sporca, e cela solo affari e interessi.
Uno specchietto per le allodole.
Una iniziativa molto più ipocrita e disonesta della pubblicità della Decathlon.


mercoledì 24 agosto 2016

Ma chi sono gli sciacalli?

Fin dalle prime ore dal terremoto è stato subito chiaro che la macchina della propaganda governativa si era messa in moto alle parole d'ordine del tipo:

- E' l'ora del dolore e del silenzio -

-E' stata una terribile fatalità-

-Meglio tacere -

-E' l'ora della solidarietà -

-E' l'ora del pianto-.

Era l'ora per tutta una serie di emozioni e di atti conformi, ma non del pensiero. Non della rabbia.

Parola d'ordine: nessuna polemica.

C'era da liberare, in tutti i sensi, anche metaforici, la Salaria, per far passare i mezzi di soccorso; liberare anche "la Salaria del pensiero". E farsi domande, chiedersi cosa sia stato fatto in tutti questi anni per diminuire i i disastri dei terremoti, no, non è stato possibile.

C'è da lasciar andare la macchina organizzativa dei soccorsi, e non ci devono essere domande e dubbi. Bisogna credere e fare affidamento. E nessuno spazio a polemiche.

Si osserva chiaro, anche tramite il terribile evento, lo stallo della democrazia in questo paese. E' una democrazia che non vuole il pensiero libero, che magari sbaglia anche, ma che non teme. Ah non lo vuole. E chi dice qualcosa, viene subito etichettato come 'sciacallo'.

Guai a dire che oggi siamo arrabbiati perché dopo l'Aquila ci siamo dimenticati di tutto. Che in Emilia Romagna, dopo il terremoto del 2012, alcune famiglie vivono ancora nei moduli abitativi.

Il governo si irrita se è disturbato, messo in dubbio, contraddetto. Il popolo italiano viene ampiamente allevato e foraggiato con inviti al silenzio e alla fatalità. E in questo caso, dove la tragedia è assoluta, il tabu funziona.

Ma chi sono gli sciacalli?

Impariamo dai terremoti

"Cara Maila,
alla tua condivisibile avversione nei confronti dell’ipocrisia generalista dell’informazione e della politica di maniera, dopo avere  studiato  tra le macerie e osservato, con  cognizione di causa, gli affanni della ricostruzione, aggiungo una mia personale riflessione sui terremoti italiani. Specie dopo L’Aquila 2009, è stato detto impariamo dai terremoti , in particolare su quanto si deve fare per limitare i danni dell’ineluttabile. Tre fondamentali comportamenti che in ambito pubblico si possono così riassumere: costante prevenzione, vigile attenzione verso il patrimonio edilizio esistente e sul consumo selvaggio dei suoli , infine, ma non ultimo, rispetto assoluto delle regole costruttive anche nel miglioramento strutturale in  territori come i nostri, ad alto rischio “classificato”, nella consapevolezza che nessuno di queste aree può ritenersi esente dalla minaccia. Aggiungerei tra le criticità anche il diffuso dissesto idrogeologico, la cura degli alvei fluviali e, dopo l’abbandono rurale,  l’incipiente franosità dei versanti  collinari. Oggi, dopo quanto è di nuovo accaduto nel Centro Italia, tra Lazio, Marche, Umbria ed Abruzzo, cos’altro  possiamo aggiungere se non constatare le tante, troppe analogie in queste “oramai ordinarie” ricorrenze prodotte dalla terra che trema, distrugge ed uccide. La storia, più che la stessa scienza moderna, ce lo insegna da millenni. Ecco perché, pur nel dramma del momento, mi associo incondizionatamente alla tua riflessione nel domandarci, tutti insieme e senza il timore di stonature: quando smetteremo di “predicare bene e razzolare male”?
Nella speranza che il tempo del silenzio, del soccorso e della solidarietà non debba perdersi di nuovo nel dimenticatoio quotidiano di un’assordante mancanza di provvedimenti"
Prof. Giuseppe A. Centauro

Terremoto

Stanotte impossibile dormire ai piani alti.
Si ondeggiava.
Ma già ieri sera, dopo le dieci io stavo lavorando a casa, ho percepito chiaramente alcune deboli scosse di terremoto. Insomma, si è fatto sentire prima già a diversi chilometri di distanza dall'epicentro di Accumoli-Amatrice (Rieti).
La domanda è: se ieri sera l'ho sentito io da così distante e mi sono preoccupata, nei centri di monitoraggio sismico dormivano?
All'Aquila è accaduto.
Inutile che il bel Mentana, Sua Altezza Televisiva, ci dica di evitare le polemiche e di usare i social solo per comunicare, che già lo si fa, o di dare una mano. Ma va!
L'Italia è un paese a rischio sismico o no? E non è stato fatto nulla, praticamente, in questi ultimi anni per prevenire questi disastri.

P.S. Questa è l'occasione buona, per i politici eletti a livello regionale e nazionale, di donare un po' dei loro soldi alla popolazione colpita.


Qualche ora dopo è stato confermato dai sismologi che non c'è stato nessun sciame sismico prima del terremoto. Altri hanno parlato di un radon anomalo...Insomma, la situazione sarebbe ben diversa da L'Aquila.

I sismologi sono tranquilli, gli scienziati soddisfatti.

Tutti gli altri, però, no. 

Le cosce della casta

La contessa
deputata
alla riserva dell'oro
s'è stizzita:
quando mai
quando mai

il popolino
si ribella
e manganella?

Chi vuol sapere
che vuol vedere
chi mostra
le cosce della casta?

Chi è stato
a metter la coscia
nel bollito?
Il solito pollame!
Ma noi non finiremo
nel lesserume,
noi restiamo in sella
in ca...sella
in cast...sella.

Casta fu giammai
postribolante
i panni si lavano in vasca
io però non lavo
chi lavor
lavor pavor!,
e non mostrante
le cosce polposette
a questi miserandi!

La contessa
deputata
alla riserva dell'oro
s'è stizzita

e con un post post quem
commenta l'ante quem quem.

Ehm ehm
è riecheggiato
nel mondo deputato.

martedì 23 agosto 2016

Lo Spettacolo della città in Val di Bisenzio: un commento


Uno degli aspetti più belli nel costruire Lo Spettacolo della città in Val di Bisenzio è stato quello di scoprire la Guida della Val di Bisenzio scritta nel 1881 da Emilio Bertini (fondatore del CAI pratese) in un italiano incantevole, chiaro, asciutto ed elegante, che oggi non s'usa più.

E poi conoscere tanta bella gente della Vallata, che mi ha aiutato e con cui sono entrata in amicizia. Davvero ho trovato più disponibilità che altrove, e questa particolarità la voglio testimoniare.
Insomma, comunque vada domenica 28 agosto, fatica ripagata.
Questo spettacolo non è turistico, ma molto di più. Peccato che alcuni funzionari in Regione, a cui avevo chiesto un sostegno economico, non abbiano capito che a volte per fare turismo, non bisogna farlo. Noi siamo più avanti, o altrove: e lo dico oggettivamente, senza vantazione.

lunedì 22 agosto 2016

L'epifania della dittatura (1): Stefano Benni e il premio rifiutato (che scopro solo ora)


Finalmente qualcuno lo ha detto quasi chiaramente (che siamo in dittatura), e ha rifiutato un premio di stato (nel 2015, ma io lo scopro ora...). Certo Benni se l'è potuto permettere; tuttavia è un segnale forte, e ultimamente in Italia, paese di conformisti lecchini - nel settore cultura è fenomeno omnicomprensivo altrimenti non mangi -, c'è da rallegrarsi.
Non solo tagli alla cultura (con la conseguente moria, ed è l’accusa di Benni), ma io aggiungo e ripeto per l'ennesima volta che la cultura finanziata lo è solo in funzione di partito o di consenso. Per esempio: i direttori degli enti culturali sono ormai marionette e basta e le programmazioni una farsa. Anzi, inutili e dannose alla cultura. Tutto il resto è deliberatamente lasciato morire e il processo alle opinioni, di cui anche parla l'autore, è in stato avanzato (vedi nella scuola), e chi la pensa diversamente o pratica cultura alternativa è bandito, lasciato 'morire' o perseguitato subdolamente.

"Poichè sono uscite notizie un po' imprecise a riguardo, ecco il testo della motivazione con cui il Lupo Benni non ha accettato il premio Vittorio De Sica:
Gentili responsabili del premio De Sica e gentile Ministro Franceschini, vi ringrazio per la vostra stima e per il premio che volete attribuirmi.
I premi sono uno diverso dall'altro e il vostro è contraddistinto, in
modo chiaro e legittimo, dall'appoggio governativo, come dimostra il fatto che è un ministro a consegnarlo.
Scelgo quindi di non accettare. Come i governi precedenti, questo governo (con l'opposizione per una volta solidale), sembra considerare la cultura l'ultima risorsa e la meno necessaria.
Non mi aspettavo questo accanimento di tagli alla musica, al teatro, ai musei, alle biblioteche, mentre la televisione di stato continua a temere i libri, e gli Istituti Italiani di Cultura all'estero vengono di fatto paralizzati.
Non mi sembra ci sia molto da festeggiare.
Vi faccio i sinceri auguri di una bella cerimonia e stimo molti dei premiati, ma mi piacerebbe che subito dopo l'evento il governo riflettesse se vuole continuare in questo clima di decreti distruttivi e improvvisati, privilegi intoccabili e processi alle opinioni. Nessuno pretende grandi cifre da Expo,ma la cultura (e la sua sorgente, la scuola) andrebbero rispettate e aiutate in modo diverso. Accettiamo responsabilmente i sacrifici, ma non quello dell'intelligenza.
Comprendo il vostro desiderio di ricordare il grande Vittorio De Sica, e voi comprenderete il mio piccolo disagio.

Un cordiale saluto e buon lavoro.
Stefano Benni" (Settembre 2015)

Intanto, quest'anno, sempre Benni - forse un po' furbescamente - ha rifiutato un invito al festival di Arcidosso organizzato da Cristicchi, perché finanziato da Enel, rifiuto sollecitato dagli irriducibili dell'antigeodermia...

http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2016/08/19/news/lo-sponsor-e-l-enel-benni-messo-in-fuga-dagli-anti-geotermia-1.13982937

Italia: la corruzione ci soffoca la vita

Sono molto contenta che qualcuno abbia avuto il coraggio di denunciare all'autorità la corruzione dilagante che esiste per i concorsi u...