venerdì 13 gennaio 2017

Fornone metropolitano

Mancava da qualche tempo l'articoletto locale, a Prato, sul forno crematorio. Ma è arrivato.
I familiari piangono i defunti nella lunga attesa di passare a miglior cenere; le 'associazioni'  (le solite, si presume: Pubblica Assistenza, Misericordia, Croce Verde...) aspettano. Oh, come aspettano a gloria l'arrivo di questo grande forno. E allora ci vuole, ci vuole, ci vuole!
Forno per l'aldilà che ora il capogruppo del PD locale Lorenzo Rocchi propone di realizzare insieme a Campi e Calenzano, e non più a Chiesanuova, in modo da  pensare addirittura a un Fornone Metropolitano.
Lo faranno a Gonfienti nei pressi dell' area archeologica  già cimitero?   O non lontano dai Gigli? Ma sì, là, verso la zona industriale, dove già c'è un alto tasso di ogni genere di inquinamento e abbrutimento, sarebbe proprio consolatorio veder bruciare e piangere il proprio caro...


«Attese fino a dieci giorni Serve un forno crematorio»
«LA COSTRUZIONE di un tempio crematorio a Prato non può più essere rimandata. Ci sono momenti dell’anno in cui passano anche dieci giorni prima che il defunto venga cremato. E questo comporta un prolungamento del dolore per le famiglie. Tutto questo è inaccettabile, il Comune deve farsi carico del problema e trovare una soluzione». Il capogruppo del Partito Democratico, Lorenzo Rocchi solleva nuovamente il tema della mancanza di un forno crematorio a Prato. Una esigenza sempre più sentita in città, visto che negli ultimi anni è in costante crescita il numero di coloro che scelgono la cremazione. Il progetto di costruirne uno all’interno del cimitero di Chiesanuova (promosso dalla giunta Cenni) è stato abbandonato e ora manca una valida alternativa.
«Le famiglie pratesi sono costrette a rivolgersi alle strutture fuori provincia – spiega Rocchi – Con Firenze non siamo convenzionati e quindi va cercato posto fra Pistoia, Livorno e Bologna. Il fatto è che spesso passano anche dieci giorni fra il funerale e il momento della cremazione. Senza dimenticare che ci sono costi maggiori derivanti dalle spese per lo spostamento della salma. Penso che una discussione non sia più rimandabile».
IL CAPOGRUPPO del Pd individua due possibili soluzioni. «Da un lato c’è il progetto di costruire un tempio crematorio a Prato – dice – Dall’altro potremmo allearci con Campi Bisenzio e Calenzano, con cui ci sono già contatti in corso, e pensare ad un forno d’area metropolitana. In tutto questo c’è la posizione del Comune, che deve individuare il posto giusto dove realizzarlo e creare le condizioni per il permesso a costruire. In seguito la palla passerà nelle mani delle associazioni».
Rocchi però non vuole sentire parlare di speculazioni. «L’area del cimitero di Chiesanuova non era quella giusta – prosegue – risultava troppo vicina alle abitazioni. Ora, o se ne cerca un’altra sempre all’interno di un cimitero oppure nella zona industriale. L’importante è che il progetto si limiti a svolgere il servizio di cremazione e non che si pensi a ristoranti, bar o altre strutture commerciali da inserire all’interno degli spazi del tempio».
La scelta del metodo di cremazione farà sicuramente discutere. «Qui non entro nel merito – conclude – Dico solo che dobbiamo cercare la migliore tecnologia esistente. Poi la scelta la prenderanno i tecnici. La soluzione proposta in passato dai grillini di liofilizzare i cadaveri mi sembra invece irricevibile, anche perché non è prevista dalla legge».
Stefano De Biase  (La Nazione, Prato, 12 gennaio 2017)

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