lunedì 23 gennaio 2017

Prato: che brutta visione condivisa

Si cominciano a scaldare i motorini per le prossime danze elettorali a Prato: dopo l'annuncio del segretario dei democartici Bosi di una leopoldina a Galciana, arriva, con il nome piacione di "Manifattura Democratica",  una nuova associazione politica di Sinistra che organizza prossimamente un convegno dal titolo impegnativo: "Una visione condivisa", in cui sentiremo (anzi, sentiranno) parlare l'assessore Barberis, l'antropologa Jacopini (quella che si è stracciata le vesti per la Festa delle Luci non c'è più insieme alla signora Pezzoli), e il Prof. Nigro. Naturalmente al Chiesino di San Giovanni, luogo del miglior conformismo cittadino.
Un po' qua un po' là si preparano i giovani candidati 'visionari' (sic!) sotto la dolce ala dei...signori del 'giusto' pensiero.

Intanto la  visione condivisa che i pratesi hanno avuto stamani percorrendo il centro storico è stata la più deprimente: una città non curata, sporca, vuota; a tratti appariva una città abbandonata.

Troppo poco rifare due piazze ed esultare di  vita ritrovata. La città di Prato è morta, mortissima.
Forse per cominciare a rianimarla (non solo di localini del sabato sera) bisognerebbe che certa gente abbandonasse la politica e si desse all'ippica (come si diceva una volta). Ma questi non se ne vanno; anzi, per restare ricamano danze che sono utili solo a loro e ai relativi galoppini.

Per avere un'altra visione condivisa della città è necessario intanto che non ritornino sempre  gli stessi intermediari o pseudo-convegni leopoldeschi.

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