giovedì 30 marzo 2017

Chi votare? Che sgomento!

E' un po' prestino,forse: il 2018, quando andremo a votare per rinnovare il Parlamento, appare ancora lontano. Ma non è affatto così! E allora, chi votare? A questa domanda, molti sono colti dallo sgomento.
Per risollevare l'animo e scongiurare la paura, scrivo qui alcune considerazioni sui due schieramenti candidati alla 'vittoria', il PD e il M5S:

PD: con il giochino delle primarie stanno lavorando per ridare verginità e forza a Renzi che, lo sanno e cinguettano anche gli uccellini sul terrazzo, vincerà vincerà vincerà! Gli sfidanti primari: Orlando non si sa se esista veramente e dove, un mistero la sua apparizione, ed Emiliano il furbo gioca la sua carta per sedere sull'ultimo ma sempre comodo strapuntino e non cadere dal treno. Come invece hanno fatto Rossi e compagnia, che si sono auto-eliminati. Non tutto viene per nuocere.
Dopo la moina delle primarie, nel caso di vincita finale, non si potrà dire che Renzi non si sia meritato giustamente il 'jackpot', il primoministrato, e  con tanto di bollino democratico. Al momento, sostenuto dai potentat e della cosaindustria lo intervistano e lo consultano come se ancora lo fosse, il ministro primo.
A livello locale i 'piddini' risultano come entità sconosciute, che però tutti sentono e vedono, soprattutto ai giochi misteriosi di partito, o a quelli delle primarie o dei consigli...soprattutto d'amministrazione. Detestano fortemente i loro non elettori, per cui il motto è: chi non vota per me...peste lo colga! E la maledizione funziona, come la calunnia; infatti molti innocenti cittadini sono considerati alla stregua degli untori di manzoniana memoria, e il 'Dagli all'untore' è un grido che si ode in continuazione.

M5S: con il giochino delle eliminazione dei candidati sgraditi, dei sindaci ribelli, dei non allineati eccetera, il M5S ha davvero creato movimento nel movimento, con obbligo di adorazione certificata per l'Ente Supremo, per cui tutto e tutti gli attivisti e consiglieri esistono. Senza di lui, niente, il vuoto infinito universale. I consiglieri e deputati e deputanti ripetono ormai stancamente il motto 'uno vale uno', ma ultimamente è piuttosto da intendersi 'uno vale trino', anche se, per la trinità molti di loro non abbiano i titoli.
Difficile comunicare con loro, incluso a livello locale: una volta eletti si considerano eletti facenti parte di un protoparadiso e, diventate semi-deità, osservano dall'alto il volgo come dall'altare.
Insomma, i divetti a cinque stele, come nelle più antiche investiture, una volta arrivati a palazzo, si considerano sacri come oggetti votivi, e non ti 'cagano di pezza'.
Riuscirà la 'banda degli onesti' a sconfiggere la corruzione, il malaffare, l'intrigo di marca italiana? Ci sarà un cambio di direzione? Dicono che nel 2018 vinceranno loro, ma non si sa se essere contenti o piangere. Intanto, alcuni miei colleghi, prevedendo una vittoria pentastelata, sono già passati dalla loro parte...
(Segue e persegue...)


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