martedì 11 aprile 2017

Corsa corsie corsari: l'ampliamento dell'A11

Sempre la solita storia, il solito copione.
Intanto, gli stessi interpreti! Da una parte gli industriali, come nel caso del fu morto Interporto che ha definitivamente avuto ragione (contro la forza la ragion non vale!) sulla zona archeologica (che dite, la organizziamo un'altra marcetta per Gonfienti, visto che NESSUNO se ne occupa più di una delle più importanti scoperte archeologiche degli ultimi anni?);  e dall'altra, i comitati.
Trama: con la benedizione dei 'nostro' Riccardo Nencini, oh, quanti etruschi a Roma!, viceministro alle infrastrutture, si va avanti tutta, così dicono, con la realizzazione della terza corsia dell'A11 fra Firenze e Lucca. Perché serve, per tutti i diavoli, per il progresso, la mobilità, l'ampliamento e approfondimento degli affari!
Nonostante le proteste della gente, la nascita dei comitati, appunto...Eh, dicono ad Autostrade SpA, 'saranno prese in considerazione le richieste dei territori'.

A chi serve la terza corsia? Ai nostri moderni corsari, per diamine!, a cui non bastano più due corsie soltanto, che hanno bisogno di 'solcare', di 'andare, di 'fare'. A loro, che eseguono i lavori, servono eccome.
E alla politica che, quando c'è il lavoro, eh, la politica, 'respira'! Anche se si tratta di cemento...Tanto, i Verdi, non ci sono più; chi vuoi che rompa gli zebedei? Ora poi i partiti sono tutti per il 'grigio', figuriamoci, e per fortuna i comitati, prima o poi, si metteranno a tacere!

E' solo questione di tempo. D'altronde, sarà facile,  in nome del lavoro; vuoi tu o non vuoi far lavorare l'operaio? Eh! Pensiamo agli operai, alle famiglie, al pane! Basta con la sindrome 'nimby'.

Te lo do io il 'nimby'!

Ci saranno, l'ha detto il sindaco di Prato Biffoni, l'ha detto lui e anche un assessore regionale, più treni sfreccianti fra Firenze e Prato e poi, costruiranno anche una ciclabile. A compensare il disagio e per accontentare il comitato.

Dove?  Non si sa! Andremo a Firenze in bici costeggiando l'autostrada, sentendo il rumore del TIR sfreccianti  sull'asfalto rabberciato (tutu tum tutu tum tutu tum!) e il ru-morire delle nostre macchinine oncologiche?

Il sindaco di Prato! Prato? Perché, Prato? E' l'ora di cambiare nome a questa città, a cui non corrisponde più alcuna realtà. Facciamo un bel referendum; anzi, consultazione 'online' per cambiare adeguatamente il nome della città! Qual è il contrario di 'prato'? 'Mattone' potrebbe andare? La Città di Mattone, mica sarebbe male, così sarebbero contenti tutti i 'muratori'!

Ah, ma già! Un po' di verde resterà. Infatti, siamo in attesa del Grand Parc du Soleil, che prenderà il posto del quando lo demoliranno vecchio ospedale (dimenticavo un atto così importante, soprattutto per la destinazione dei calcinacci); e il famoso Sottopasso al Soccorso, dove, se non lo fanno all'olandese ma all'italiana come temo,  dovrà essere istituto un 'soccorso' permanente nel sottopasso per l'acqua che alla minima pioggia traboccherà dalla falda...Sottopasso Soccorso.

Che futuro corsaro e rapace si avvicina. Anzi, è già qui.



1 commento:

Anonimo ha detto...

Proporrei

Ca' Pannone

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