mercoledì 5 aprile 2017

Le primarie, ovvero il gioco-voto

Come potete immaginare non voterò alle cosiddette 'primarie' per eleggere il candidato del PD, che sarà Renzi, il 30 aprile prossimo.
Né gli darò i due euro (o sono di più?), che richiedono per darti il servizio, e che alla fine sono poi tanti tanti soldi che vanno al partito.

Credo però che saremo in pochi a non votare. Chi infatti rinuncerà al gioco, al "Grande Fratello" elettorale; chi non vorrà essere protagonista, negando un misero contributo al partito che fornisce il servizio?
Il servizio consiste in un fatti-conto democratico, una specie di gioco-reality delle elezioni, in attesa, non si sa bene ancora quando,  di andare a votare sul serio.

Ci andremo? Chissà.

Nell'attesa i cittadini, tutti tutti i cittadini, potranno divertirsi o scaricare le proprie tensioni politiche così, in modo da provare l'illusione del voto andando al circolino o nelle sedi del partito; e non sarà male, visto che ci sono tre opzioni: Renzi, Orlando e Emiliano. Con tale diversità di personaggi, la faziosità è assicurata. E non manca, notate, la diversità geografica, il nord il centro il sud. Di sicuro poi non mancherà l'intreccio insipido come in una vieta commedia all'italiana.

Il "Grande Fratello" (ma perché non il "Grande Gratello"?) elettorale sarà divertente. E la sera guarderemo Enrico Mentana in diretta televisiva e ascolteremo le domande agli ospiti e i commenti della Lilli Gruber nella sua trasmissione dopo le otto e mezza. E infine tutti si sfogheranno, e magari anch'io ci sarò della partita anche se non avrò votato, come veri elettori e commentatori fighi sui social, con i commenti su sfondo colorato dal senso sospeso e ammiccante (in stile primi cartelli di Forza Italia), come va ora di moda su Facebook. 

Buon gioco-voto!

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