lunedì 1 maggio 2017

Troppe feste

Qualche giorno fa una signora per telefono mi dice: "Adesso non si può far nulla, ci sono troppe feste, gli uffici sono chiusi, è tutto fermo, non trovi nessuno".

Si lamenta poi anche un mio conoscente: troppe feste in questi giorni a cavallo fra aprile e maggio, feste che per molti hanno ormai poco senso o che dividono, come l'acido commentatore Massimo Fini ebbe a dire del 25 Aprile.

Nell'antica Roma questi giorni a cavallo fra aprile e maggio erano ugualmente festaioli, anche se per altro motivo dai nostri.

Dal 28 aprile al 3 maggio, ricorda Ovidio, si celebrava la Mater florum, festa meglio conosciuta come Floralia, che si svolgeva al Circo Massimo e dove i partecipanti dovevano presentarsi vestiti con abiti colorati a guisa di fiori. Vi si svolgevano giochi di caccia e rappresentazioni teatrali 'leggere' e primaverili, in tema insomma.

Il primo maggio poi non si celebrava la Festa del Lavoro, ma una dea severa e casta, la Bona Dea (come ci ricorda anche Thornton Wilder nel suo romanzo, meno famoso di Memorie di Adriano della Yourcenar, ma non meno bello e forse nella sua struttura più originale,  Idi di Marzo), che era rappresentata circondata dai serpenti; anzi addirittura ne teneva in mano uno. Qualcuno dice che la Bona Dea è quasi una anticipazione della Grande Madre cristiana, la Madonna.

Mentre di notte si sacrificava alla Bona Dea, di giorno si sacrificava a Maia, probabilmente la moglie di Vulcano, e da cui il nome del mese di maggio, dea questa che i libri dei Pontefici equiparavano però alla prima.

Ma torniamo al presente e alle nostre feste.

Molti le vorrebbero eliminare, ma ahimè è praticamente impossibile; ché sia quelle laiche e politiche, come quella di oggi, la Festa del Lavoro, o del 25 Aprile, che servono anche a dare un senso politico a organizzazioni che ormai ne hanno molto poca, o materia e argomento alla retorica di Stato, sia quelle religiose, tutte le feste sono diventate fonte di commercio e guadagno, e per questo fine quasi servono più dei giorni cosiddetti lavorativi o feriali. Tant'è che anche le un tempo battagliere Coop sono aperte la domenica e in molte feste comandate. E poi dove mettiamo San Turismo, da tutti considerato potenziale salvatore delle casse pubbliche e private?

E che le feste abbiano ormai questa funzione commerciale ed economica pura lo testimonia il fatto che ogni giorno o quasi è dedicato a qualcosa o qualche ruolo (e non più solo la Festa della Mamma o del Papà, ma il Giorno di...), e quindi diventa fonte di varia strumentalizzazione.

Da tempo le feste, tutte quante, hanno perso le loro sacralità e significato quindi a livello emotivo e politico non evocano né significano né celebrano più nulla.
Le feste insomma sono per la maggioranza di noi tempo di pura noia, e per questo nei giorni festivi molti si ritrovano e si salutano, catturati a far la spesa, nei vari spazi commerciali del mondo.

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