domenica 4 giugno 2017

Prato, capitale della cultura industriale?

Invidiosa della troppo vicina Pistoia, anche Prato farà la domandina per diventare, nell'anno del chissà, Capitale della Cultura italiana.

Ma di una cultura tutta speciale: quella industriale.

Anche se le industrie, qua, sono ormai in fase declinante. Almeno che non si chiamino industrie le confezioni cinesi.

La città di Prato, dopo essere stata massacrata per più di un secolo con queste industrie del tessile che hanno rovinato totalmente o quasi aria acqua terra, ora, così in tempo di declino trova i suoi cantori della sua solita eccellenza, a tal punto che vuole diventare capitale della cultura industriale.

Ma che sarà mai questa cultura industriale? E' una cultura 'rock', manco a dirlo, una cultura partorita dall'estetica del brutto e sudicio, dall'incuranza, dallo scarto, dal riciclo, dal rifiuto, della fabbrica. Dall'asfalto e dal cemento. Tutto fuorché Prato! (che destino amaro, in questo nome!) Una cultura inquinata. Una cultura che vuole essere 'out', poco impegno e studio e molto 'trendy', una cultura rosso tinta industriale, e sempre col bicchierino in mano, tanto che si difendono i localini del centro dai camion della spazzatura ('Ma non c'è un altro orario per togliere la spazzatura?', a noi ci piace tanto mangiare sulla strada, fra la polvere, il sacco dell'immondizia accanto e il topolino sgusciante!).

Una cultura che non ti permette di invecchiare, oppure ti permette di invecchiare ma solo nell'effigie 'rock e maledetta' e sempre col bicchierino in mano e per la strada.

Un cultura giovanilista, ma...profondamente vecchia, astuta, e perbenista e conformista. Ista!

In tutto questo, nel compitino che presenteranno per passare all'esame ministerialen (difficile sarà), certo i nostri amministratori non presenteranno nulla o poco del passato, se non quello 'lecitizzato': Medioevo, cambiale, Datini, Pretorio e Lippi...le ciminiere, Pecci! Le Beghinage! Tutto quello che c'è stato prima, scavi archeologici e compagnia scavando, non vedono l'ora che venga dimenticato.

E nello stesso modo, tutto quello che non entra nel 'sistema loro', nel loro  interessaccio perbenista e untuoso, le Beguinage! vestito di alternativo per gli allocchi che ci credono, va cassato.
Messo sotto il tappeto come una polvere fastidiosa.

Quindi Prato città della cultura industriale servirebbe solo a confermare il loro dominio e la loro prospettiva culturale (come avviene altrove). E per 'loro' intendo una cultura calata dall'alto.
Posto che ancora possa esistere o nascere una alternativa.

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