lunedì 18 dicembre 2017

Gonfienti: santuario e acropoli

Pubblico alcune foto del convegno di ieri La Baracca (Un nuovo palinsenso per gli Etruschi di Gonfienti), a vent'anni dalla scoperta di Gonfienti etrusca (1997), dove abbiamo registrato l'ennesima assenza della politica locale, che ha dimostrato il suo sostanziale disinteresse, non solo per il passato, ma anche per il presente e futuro della città di Prato e perché no,  di tutta la Piana.

Però, in compenso, la piccola sala del teatro era piena, con la presenza anche di associazioni venute da Perugia e Arezzo.

La nuova 'interpretazione' della domus che ieri è stata data dal Prof. Mario Preti rilancia il progetto per un parco di un'area archeologica che, da oggi, non potrà essere considerata solo un 'interporto del passato'; non si potrà più dire 'anche un tempo vi passavano qui le autostrade', come se fosse un antico nodo commerciale e basta,  a giustificazione della costruzione dell'Interporto moderno, che ha totalmente o poco meno ricoperto l'area archeologica.

Il Prof. Preti,  che da anni compie studi sulle antiche civiltà, sulla base di calcoli e raffrontando con templi di altre civiltà, ha dimostrato che la 'domus' bisentina ha tutti i 'numeri' per essere considerata un tempio, una reggia santuario probabilmente con attorno una zona sacra dedicata al dio Vertumno.

A mio avviso la tesi della presenza del santuario vicino alle acque del Bisenzio potrebbe essere anche avvalorata dalle testimonianze di antichi poeti ed eruditi latini, secondo cui quel dio aveva la capacità di arrestare le acque del Tevere.

In aggiunta si è parlato dei ritrovamenti in Calvana: le imponenti 'mura' di Poggio Castiglioni, per esempio, non possono essere considerate solo 'terrazzamenti' costruite da contadini; sono troppo imponenti e richiedono una tecnologia di cui singole persone non potevano essere dotate. Tutto questo potrebbe far pensare all'esistenza di un' acropoli, che purtroppo non può essere dimostrata perché, come ha ricordato  il Prof. Zecchini, finora  non è stato permesso alcun studio in zona e quindi di ufficiale non può dirsi nulla.

Proprio Prof. Zecchini ha ripercorso brevemente, ma con grande efficacia e con il suo solito guizzo 'politico', la storia dell'area archeologica e ha ricordato a tutti la sua importanza.

Il convegno è stato introdotto dal Prof. Carlo Aberto Garzonio,  professore ordinario di Scienze della Terra all'Università di Firenze; il dibattito coordinato dal prof. Centauro, docente di Restauro a Firenze, a cui si deve il merito di aver voluto e organizzato il convegno.

Materiale di studio del prof. Preti si possono trovare sul suo sito: http://www.mariopreti.it/





Articolo de La Nazione, Prato, del 18-12-17

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