venerdì 8 dicembre 2017

“Un nuovo palinsesto di ricerca per gli Etruschi di Gonfienti” - Giornata di studio al Teatro La Baracca


Teatro La Baracca / Associazione “Ilva- Isola d’Elba- Via Etrusca del Ferro”
presentano

Giornata di studio
“Un nuovo palinsesto di ricerca per gli Etruschi di Gonfienti”


Domenica 17 dicembre, ore 16,00 – 19,30 (Teatro La Baracca, via V. Frosini, 8 – Casale di Prato)
Non solo “onori di casa”  Maila Ermini 
Presenta gli interventi Carlo Alberto Garzonio
Relazione introduttiva di  Michelangelo Zecchini: “L’importanza di Gonfienti in epoca Etrusco Arcaica”
Conferenza di Mario Preti: “Dalla ricerca di E’: gli Etruschi nella piana fra Fiesole e Gonfienti”
Coordina  il dibattito pubblico Giuseppe A. Centauro
La Giornata di Studio che l’Associazione Ilva – Isola d’Elba - Via Etrusca del Ferro” e il Teatro La Baracca di Maila Ermini congiuntamente promuovono intende avviare un nuovo percorso di conoscenza nei confronti della Civiltà Etrusca e della protostoria in genere, attraverso un approccio libero da qualsiasi preconcetto o dogma ideologico per riscoprirne la dimensione autentica troppo volte negata o obliterata nel buio della “damnatio memoriae”.
L’insediamento etrusco arcaico di Gonfienti costituisce da questo punto di vista un caso emblematico: già dichiarata eccellenza dell’archeologia toscana all’indomani della suo pur fortuito rinvenimento, la città è stata rapidamente derubricata nella categoria delle scoperte ingombranti e irricevibili  per conflitto di interessi, prima ancora che si potesse conoscerne tutte le distinte specificità e le enormi peculiarità testimoniali. Si è fin qui trattato di un vero fallimento per l’archeologia, per le istituzioni e per il mondo accademico, distratto e inerte.
Oggi, con questo convegno, intendiamo raschiare la carta del consunto spartito che fin qui è stato scritto per la città degli Etruschi sul Bisenzio, per riscriverne uno di nuovo che osservi, studi e protegga, a tutto tondo, i lasciti di incommensurabile valore culturale di quel popolo presenti in quel sito. In particolare, interessa porre l’accento sull’organizzazione e le conoscenze, sui modi del vivere quotidiano, sull’arte, sul loro modo di intendere il trascendente, recondita espressione della volta celeste e della Madre Terra, non disgiunto dalla matematica e motore dell’avanzamento tecnologico. Interessa soprattutto capire e divulgare quella scienza che pare dimenticata dall’uomo moderno di saper vedere la natura,  di fondare le città con sapienza in luoghi di energia positiva, di tracciare arditi percorsi carrabili per agevolare l’interscambio e il commercio, di aprire nuove vie alla ricerca di frontiere inesplorate nel segno di un desiderio di scoperta e di viaggio mai sopito tanto che riscopriamo quella civiltà in terre lontane a latitudini impensabili; interessa rigenerare quella capacità  gromatica a loro riconosciuta dai tempi del dominio di Roma in grado di realizzare trame territoriali in armonia con le risorse dell’ambiente, come pure di sfruttare da abili metallurgi i giacimenti minerari più profondi e di regimare le acque per l’agricoltura, la caccia, la pesca e l’habitat stanziale dimostrando progettualità invidiabili dalle quali dovremmo ancor oggi apprendere molto.
Un condensato di tutti questi saperi gli Etruschi lo hanno improntato nella piana fra Fiesole e Gonfienti.
A noi il compito di non disperdere questi valori, intercettarli, farli leggere e conoscere, ma anche custodirli adeguatamente, proteggerli e valorizzarli per il futuro. (GAC 2017).




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