sabato 17 giugno 2017

Un post anti-moderno: contro i grattacieli

Dài, scriviamo un post anti-moderno!...

Io non capisco come si possa vivere in un grattacielo, che ne so, al trentesimo piano.
Anche nel miglior grattacielo del mondo, costruito con tutti i crismi. 

Se fossi un professore di architettura parlerei di come non bisogna costruire i grattacieli, che sono contro gli uomini, il loro benessere, la loro vita.

Il grattacielo non è costruito solo per mancanza o risparmio di suolo, ma anche per prepotenza, arroganza, dominio. Speculazione!

Tutto ciò che in architettura va in alto per me esprime questa volontà di schiacciare, rinchiudere, ingabbiare, massificare l'essere umano.

Sì, se abitare in un grattacielo è la 'modernità',  sono totalmente contro..


Io canterò politico


venerdì 16 giugno 2017

Prato, un Comune disastrato

Il Comune di Prato è stato condannato dalla Corte di Londra a pagare 14,5 milioni di euro all'istituto di credito Dexia Crediop, col quale lo stesso Comune ha un contratto sulla ristrutturazione del debito basato sui cosiddetti swap o derivati. Ma sono solo questi, o ce ne sono altri, di debiti? Forza, ditecelo, tanto pagheremo noi. Che storia triste per la città, che zero prospettive!


La Nazione, data di oggi:
Un conto da almeno 14 milioni Il sindaco: altro che tesoretto «Questo per noi è un disastro»

UNA MAZZATA. Sulla vicenda Swap la corte d’appello di Londra ha dato ragione a Dexia. Il Comune dovrà pagare 12 milioni di euro, ovvero i differenziali di quanto non corrisposto dal 2010 a oggi, quando la giunta Cenni decise di fare causa contro quei contratti capestro, oltre alle spese legali sostenute dalla controparte, per ora quantificate in 2,5 milioni di euro. Una cifra molto probabilmente destinata a crescere, ma la misura precisa si conoscerà solo nei prossimi giorni: si ipotizza un massimo di spese legali di cinque milioni di sterline (quasi sei milioni di euro), ma la speranza è che siano cifre inferiori. Certe sono due cose: la sentenza è inappellabile; il pagamento di 14,5 milioni (differenziali e prima parte delle spese legali) deve essere perfezionato entro il 31 luglio. Un lampo, per i tempi così rigidi della contabilità pubblica.

I DODICI milioni per i differenziali sono stati negli anni prudenzialmente accantonati. Peccato non si possano spendere per la città, ma questo è il verdetto di Londra (foro competente secondo i contratti stipulati ai tempi delle giunte Mattei e Romagnoli). Per le spese legali l’accantonamento è di 2,1 milioni: restano da trovare 400mila euro, per ora. La sentenza è stata pubblicata ieri ed è stata una doccia fredda, la seconda in pochi giorni, dopo l’assoluzione di Dexia nel processo penale celebrato a Prato con l’accusa di truffa. In primo grado i giudici londinesi avevano invece dato ragione al Comune, ma si erano espressi solo su questioni di tipo formale.

La vicenda è molto complessa - non è un caso che le spese legali siano così rilevanti: il Comune ha speso finora tre milioni per i propri consulenti, ma è purtroppo semplice da capire l’esito dell’annosa vicenda: si deve pagare. 

Ieri sera il sindaco Biffoni ne ha informato il consiglio comunale e le polemiche non sono mancate. «Questa sentenza inciderà in modo molto significativo sul bilancio – ha detto –. Dopo la prima sentenza dall’opposizione mi era stato detto: ‘Il Comune ha vinto, ora si devono abbassare le tasse’. Conservo una dolorosa rassegna stampa di quei giorni. Dicevo invece che si doveva essere cauti: altro che tesoretto per tagliare le tasse, questo è un disastro... Prima di andare a giudizio, ho cercato di transare con Dexia, come altri Comuni hanno fatto, ma non è stato possibile. Ora siamo condannati a risarcire». 

IMMEDIATA la replica di Alessandro Giugni, di Energie per l’Italia. «Biffoni tiene un comizio su una notizia così grave – ha detto – e sembra quasi che la colpa degli swap sia della giunta Cenni, che invece ha cercato giustizia su una scelta scellerata e maldestra compiuta dal centrosinistra». Sulla stessa linea Rita Pieri, capogruppo di Forza Italia: «Non li abbiamo fatti noi, gli swap. Abbiamo cercato di porre rimedio, non ce l’abbiamo fatta, e ora il Comune dovrà pagare, come avrebbe dovuto fare ugualmente». La replica è venuta dal capogruppo Pd, Lorenzo Rocchi: «Il sindaco ha detto solo la verità: se avessimo abbassato le tasse, saremmo a gambe all’aria. Certo sugli swap è stato fatto un errore, come in molti enti locali, che però hanno transato e non si trovano in questa situazione». Ne parleranno ancora in consiglio comunale. Intanto, c’è da pagare.
Il Tirreno:
http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2017/06/15/news/colpo-alle-casse-del-comune-dovra-sborsare-14-5-milioni-a-dexia-crediop-1.15492629?ref=hftiprer-3

Ci vuole coraggio

Ci vuole coraggio in sere come questa, dove fai teatro da sola, con una ragazza che ti aiuta, e non sai poi come andrà.
Prima hai studiato, per alcuni giorni; il testo è difficile, e non puoi lasciare nulla all'improvvisazione, e tu sei sola in scena, sola in teatro.
Hai montato la scena; è semplice, e tuttavia devi fare anche questo. Costruire il piccolo mondo.
Poi hai mandato il comunicato; quello in realtà l'avevi fatto prima, e càpita che qualche volta lo rimandi. Scopri spesso che non pubblicano niente, soprattutto in periodi come questo, l'estate, che a Prato e in zona ci sono tanti eventi. Gratuiti. Come stasera.
Però senti che non tutto è perduto; che forse vale la pena.
Il tuo piccolo teatro si trova lontano dal centro, non è gratuito, ma soprattutto  non è gradito. Non è gradito al sistema politico locale, che fa finta che non esista. E' troppo fuori da tutto, non solo dal centro; anche dall'opposizione, anche  da quelli che pensi che ti dovrebbero almeno avere in simpatia.
Il fatto è che te lo sei costruito da sola, con tuo padre, è tuo, e lì non possono comandare, né decidere. Lì decidi tu. Senza soldi, ma decidi tu.
Non ti possono eliminare fisicamente, ma ti possono liberamente detestare, calunniare; soprattutto ignorare. 
E appena possono, lo fanno.
Non sei alla moda, non vuoi nemmeno esserlo, né mai hai voluto. Sei fuori dal giro dei giovani, dei maturi, dei vecchi, e da tutti gli altri giri; non lecchi le terga a nessuno, e anche chi lavora con me, uguale a me.
Alla fine arriva il giorno dello spettacolo e prima di entrare in scena ti chiedi chi te lo fa fare. Si guadagna veramente solo lavorando fuori.
Ma a un certo punto arriva il pubblico. Addirittura da Firenze, e ti regala un po' di felicità. E allora dimentichi il piccolo silenzioso calvario che hai vissuto, ché è sempre più grande man mano che aumenta l'età. E non perché non ti sostiene il fisico, no; ma perché aumenta il capitale nero della disillusione e delle difficoltà.

Ci vuole coraggio a resistere in queste condizioni.
E' per darmi coraggio e per continuare a resistere che chiediamo agli spettatori di scrivere un commento, di darci liberamente il loro piccolo dono. La vanità non c'entra. C'entrano il sostegno, la vicinanza, la sensazione di non aver lavorato inutilmente. Mi danno l'idea che non sono sola, non siamo soli!
E anche stasera, con  "L'amore è un brodo di capperi", non lo sono stata.


Per i commenti sullo spettacolo, leggete qui:
http://primaveradiprato.blogspot.it/p/appuntamenti.html

giovedì 15 giugno 2017

Campi estivi per ragazzi...gestiti da ragazzi!

Forse non si sa, i genitori non sanno, nella fretta di lasciare i propri pargoli in qualche 'parcheggio',  che spesso chi gestisce i loro ragazzi nei cosiddetti campi scuola sono ragazzi poco più grandi con alcuna esperienza e poca responsabilità?

C'è molta superficialità nella gestione dei campi estivi, e molto interesse nell'intascare le quote; e tutto va liscio fino a quando non succede qualcosa di grave. Che è accaduto.

Per il resto, si osserva di tutto; il peggio: maleducazione, cattiva gestione, poco rispetto per chi vive vicino.

E in qualche caso anche danni, danni a cose, come è accaduto a mee poca cura di tutto. Oltre alla pochezza dei programmi educativi e di intrattenimento.

martedì 13 giugno 2017

Il teatro è ancora vivo e vegeto

Quando il teatro è coraggioso e non si fa intimidire dal potere, mantiene intatta la sua funzione sociale e politica.
Negli Stati Uniti un Giulio Cesare scatena il putiferio perché vi si vedono riferimenti espliciti a Trump.

Questo è il teatro che ci piace, non quello organizzato dalle cariatidi italiane, che si preoccupano delle loro carriere, dei borderò, degli abbonamenti. O dei politici che considerano il teatro solo una vetrina o, peggio ancora, una 'eccellenza'!

http://www.repubblica.it/esteri/2017/06/13/news/usa_trump_giulio_cesare_william_shakespeare-167982563/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P4-S2.4-T1


Ciao, voto.

Ma chi andrà a votare, fra 15 giorni a un passo dal luglio (luglio, il bene che ti voglio...); chi voterà al ballottaggio delle elezioni comunali?
Praticamente quasi nessuno, se dobbiamo valutare dai dati di affluenza alle urne di ieri.

Chi rappresenteranno poi, che cosa, questi nuovi sindaci, queste nuove giunte? Pochi potranno dire di essere espressione popolare...

E' il paradosso: molti disposti a correre per la corsa nel settore casta, e va bene anche una 'castina' piccola -- peraltro quanti liste civiche finte...- e poi pochi vanno a votare, ché ormai il gioco è scoperto e, visti i presupposti, le speranze di cambiamento, nulle.

Vincono  i partiti che si coalizzano, punto. I partiti ben radicati sul territorio con i loro circoletti e truppine cammellate che si nutrono del sistema dello 'scambio'; davvero la solita storia che si ripete alle elezioni amministrativa. E' una magra vittoria di 'pirlo' in cui solo il Centro Destra sembra risorgere dal lungo sonno in cui era sprofondato. Ma vi si trova un bel covetto di serpentelli, là dentro, pronti a mordere. (Eh, ci si attacca anche al fumo della pipa...). E, visto i risultati, come morderanno presto!

Il M5S perde anche perché si è totalmente 'istituzionalizzato',  irrigidito e ingessato, non solo perché corre da solo...I suoi rappresentanti sono scollegati dal territorio, non comunicanti, non empatici; non basta insomma postare le foto e commenti su Facebook, e avere i 'like' dell'onestà mandando affanculo il mondo.

Ciao, voto. E fra questa marmaglia c'è chi si merita anche di più di una diserzione.

domenica 11 giugno 2017

Prato, una città che mangia sé stessa

Poveri pratesi che vivono dentro le mura, come li compiango! Il sabato sera costretti a sopportare la gente che a frotte mangia e beve per strada; localini e sudicio ovunque; musica a tutto volume di pessimi concertini rock; gente che staziona a frotte con il bicchiere in mano; rassegne di mangiare, come quella di Eat-Prato, dove la calca in piazzetta Buonamici è soffocata da una entrata-uscita molto stretta, non proprio in tutta sicurezza...

Il fine settimana la città di Prato mangia, e beve, e mangia, e beve...Questo è il tràino culturale...

(Simile a tante altre città, lo so! Ma non a tutte per fortuna ancora. La dittatura culturale della bottiglia non è ancora assoluta. La 'mortida' non è ancora completa sullo Stivale, e qualcuno cerca anche di cambiare rotta...).

Il Metastasio, teatro ormai in rosso (ieri il suo direttore artistico ha annunciato alla città indifferente la sofferenza dello storico teatro pratese), un teatro scollegato da una città allevata dalla presente amministrazione e anche dalle precedenti allo sbevazzo collettivo per rendere il centro 'vivo' e parecchio sudicio e puzzolente,...insomma, il teatro Metastasio, per far sì che la gente possa celebrare il sabato sera 'mangia e bevi e stordisci' - sintomo evidente di alienazione collettiva, c'è poco da fare - ecco che decide, confortato dal pubblico, che gli spettacoli saranno alle 19,30. Così alle 21,30 i pratesi potranno andare allo sbevazzo liberi.

A oggi tutti i fondi commerciali davanti a quel teatro sono vuoti e abbandonati; tutti, generando uno spettacolo di spettrali presenze...
Ci saranno anche altri motivi, ma è certo che avere un negozio davanti al teatro non rende; infatti, non potendoci mettere il solito localino mangia-e-bevi, perché darebbe fastidio al teatro, e non essendo fruttuosa altra attività ormai, altro commercio che quello, ecco che il vuoto fa mostra di sé. Questa è l'economia e l'anima della città, che alcuni rappresentanti politici celebrano con gli hashtag!

Fino a pochi anni fa i pratesi cenavano alle 19  e correvano a teatro. E solo i teatranti dopo le 23.
In alcuni casi lo spettacolo era fissato alle 20,45 perché le opere duravano anche tre ore, e c'era l'intervallo - alla fine erano sempre 20 minuti che se ne andavano - e il pubblico utilizzava il caffè del teatro prima di entrare e anche durante. Insomma, tutto era focalizzato sullo spettacolo. 
In questo modo, anticipando di un'ora e mezzo lo spettacolo, il teatro annuncia la resa a un cambio che probabilmente sarà seguito da altri; ma soprattutto annuncia la sua fine.

E non solo lo spettacolo di prosa è sul viale del tramonto; ma anche la musica e altro. Infatti vanno molto quegli spettacoli in cui puoi fare altro, come mangiare e bere appunto, tipo una volta il caffè chantant; il concertino rock da ascoltare bevendo e mangiando e chiacchierando; il comico zampettante sul palco davanti alla ressa masticante deglutente. Lo spettacolo disimpegnato.

Gli amministratori potranno pur cantar vittoria sul centro storico redivivo, ma ai miei occhi e non soltanto miei, questa è una vitalità presunta, oltreché maleducata e sporca; è una vitalità a senso unico, asfissiante, che non dà nulla di sé e tutto prende. Infatti, dopo essere stati a giro per Prato il sabato sera, si torna a casa con la sensazione davvero del vuoto. Anche perché sempre più famiglie lo stanno abbandonando, e chi ci va a vivere è solo costretto, attirato dagli affitti davvero molto convenienti in case in completa svalutazione.

Morire da turista

Sono morto da turista. Un privilegio per pochi. Nemmeno me ne sono reso conto. Ero lontano dalla mia città, Barcellona, che in questi gio...