giovedì 19 aprile 2018

Il teatro guitto di Firenze

Proprio non ce la fa a non essere guitto.
A non essere un po'...? tanto grossolano. Bravo certamente, ma guitto. E con la tendenza a vestirsi da Medici, sempre, o da Lorenzo il Magnifico, con tanto piacere sguaiato o granguignolesco.
Con temi che piacciono tanto al pubblico, a cui non osano certamente opporre la loro eventuale visione della vita. Per carità, giammai. Se osano, strapazzano i classici...
E' il teatro fiorentino. Con un sapore per La Travestita piuttosto che per La Traviata, con un gusto dal sapore bottegaio, con quelle locandine espressioniste, forzate, violente che tanto piacciono agli spettatori.

La versione migliore di questo teatro? Paolo Poli, il più raffinato di tutti, l'unico capace di recitare in vernacolo in maniera simpatica e non forzata. Di ironizzare e di recitare en travesti come si deve.
Pasolini lo detestava proprio per il gusto dichiaratamente finto della scena, l'essere operetta a teatro, l'omosessualità gonnesca.

Dall'altra parte sta Marisa Fabbri.

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