lunedì 25 giugno 2018

La Toscana come non l'avete mai vista

PD al capolinea in Toscana dopo il ballottaggio delle elezioni amministrative di ieri. E quindi fine della storia del PD, in sostanza, che perde il comando a Siena (!), Pisa, Massa...

Scelte tutte sbagliate e, in particolare, l'atteggiamento di molti rappresentanti di quel partito sul territorio, che da tempo non ascoltano proprio quel territorio da cui ora qualcuno dice, come in un disco rotto, di voler ripartire: politica confezionata calata dall'alto, protervia, arroganza, sicurezza di vincere ancora e ancora dopo quarant'anni di dominio incontrastato.

Finita la canzone dell'ideologia e delle illusioni politiche (nonostante si facciano risuonare le corde dell'antifascismo) le roccaforti dei circoli, il sistema delle partecipate e simili non basta più per un partito che si è costruito un fortino di potere e di benefici per i suoi rappresentanti e amici, in una corte chiusa e sorda. Sprezzante.

In mano al PD sono rimaste solo tre città capoluogo, in un finale di partita ormai scontato, Firenze, Lucca e Prato. La prima e l'ultima incertissime: Nardella e Biffoni, uomini di Matteo Renzi, rischiano di non essere riconfermati alle scadenze elettorali del 2019.

A parte qualche caso isolato, la Sinistra in Italia vince dove il PD non c'è.

Riecheggiano le parole di Rosy Bindi: "Il PD deve essere sciolto", ma in realtà quello che rimane del sistema di partito tenterà ancora di rimandare la fine in qualche modo (magari con qualche travestimento di lista, accorpandosi con altri, o finte rifondazioni eccetera), spianando ancor più la strada verso la sua dissoluzione definitiva, e magari trascinando con sé nel cupio dissolvi quel che resta della Sinistra.

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