martedì 19 giugno 2018

Ma il Datini a Prato vale così poco?

Con altri enti e attori ci sarebbero stati giornalisti e interviste ad annunciare lo spettacolo di domani e dopodomani (20 e 21 giugno), Nel nome di Dio e del quattrino, su Francesco di Marco Datini, che questa volta sarà rappresentato proprio nel 'suo' Palazzo di Prato nell'ambito della Pratoestate.

Noi ci dobbiamo accontentare dei comunicati, dovuti, del Comune di Prato, dato che è l'organizzatore, e poco più di un misero trafiletto ed un articolo rituale.

Di rappresentare l'opera del Datini a casa sua ho chiesto io di fare, ché mi sembrava la cosa più naturale, subendone le conseguenze del caso, perché significa lavorare due volte, senza alcuna assistenza tecnica data dall'organizzazione del Comune per la Pratoestate, in quanto Palazzo Datini non è luogo stabilito per gli eventi.


Ma il Datini vale così poco? Non è una eccellenza?
Eppure c'è una sua statua in Piazza del Comune!
Ma che importa!

Scrivo questo per dimostrare, ancora una volta, come funziona il sistema politico e la sua industrietta culturale, anche a livelli di grasso e profondo provincialismo, che deve star lì a suo servizio, per portare avanti e mostrare in titoloni soltanto chi deve, secondo un piano ben preciso.

Insomma, il sistema stabilisce chi è una eccellenza e chi no, a prescindere dal suo valore e dal suo significato.

Infatti, chi non porta il suo marchio, che con i suoi contenuti di propaganda traveste la menzogna in verità,  risulta inattendibile e trascurabile. 

E tuttavia, il teatro che non porta quel sigillo è da vedere, cari amici, che ponendosi come menzogna assoluta trasparente, può ancora mostrare qualche lacerto di verità.

A domani.

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