martedì 7 luglio 2015

Modello Sala di Pistoia

Sono tutti contenti che anche Prato vada verso il modello Sala di Pistoia, con tutti i locali aperti, i dehors con la gente seduta fuori, tanto che non puoi camminare.

La Sala di Pistoia è diventata così brutta e sgualcita che non val la pena andarci più. A vedere cosa, poi? La gente guarda la bellezza delle case e dei negozi antichi? Non ci pensa proprio, non sa nemmeno cosa calpesti!
Gente e gente seduta a mangiare e a bere: e così vuole fare Prato, che prima scimmiottava Firenze, ora Pistoia.

Oggi non potrei fare più lo spettacolo di poesia che feci ai piedi del Leoncino nel 1994! Ci vorrebbe un mega impianto audio e nessuno guarderebbe se con il proprio piatto o il bicchiere. La poesia? Non porta numeri, folla! La musica? Solo se 'blues', puramente commerciale!

L'Italia appare come una grande tavola, con tanti commensali al lato con bicchiere in mano.
D'altronde, questi ragazzi, non avendo più la possibilità di un lavoro fisso, non sapendo che fare, non trovano di meglio che improvvisarsi gestori di locali. Con immancabile dehors! Per tenere le sedie davanti al locale costa mediamente 2 euro a metro quadro, ma chi controlla questa occupazione di suolo pubblico? D'altronde i Comuni devono far cassa! 


Guai se i centri storici non sono invasi da frotte di giovanotti e giovanotte con bicchiere in mano, vuol dire che non si è fatto abbastanza per l'economia e il...turismo della città!
Infatti tutti gli assessori si fanno fotografare con il bicchiere in mano! Che non ha una fotografia con bicchiere di vino o birra in mano su facebook?

E pace a coloro che vivono e dormono nei centri storici, e  che protestano, ché vorrebbero dormire. 

Presto le città saranno solo negozi e localini, un po' come ormai è già Venezia la Finta: città centri commerciali, per cui non avrà più senso ricostruire, come si è fatto con l'Outlet di Barberino, la città pseudorinascimentale fiorentina, perché la città stessa si trasformerà in un centro commerciale.

Bere bere bere. Localini localini localini per la 'movida'. Parola spagnola che ha portato quell'uso di trascinarsi di notte degli iberici; alzarsi tardi, dormire tardi. Ma la 'movida' era un movimento di liberazione culturale dall'oppressione franchista; qui invece, la 'movida' è l'espressione dell'oppressione stessa, culturale ed economica. Antropologica.

Questo è il modello di turismo che vince, oggi. Piatto e bicchiere.
Un po' come il sesso negli anni '70, ecco un nuovo modo di falsa liberazione o libertà, e di presunta ripresa economica.

Viene da ridere e, soprattutto, da tenersi lontano dalle città.
E zero divertimento, sia chiaro: i giovani si annoiano da morire, e le serate sono tutte uguali, e nessuna iniziativa, nessuna creatività, zero alternative, e devi solo e sempre comprare il bicchierino per mettere in pappa il tuo cervellino.


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