Primavera di Prato
- Diario in pubblico di Maila Ermini
venerdì 21 agosto 2026
giovedì 20 agosto 2026
Come creare l'alluvione: l'esempio di Prato
La Regione Toscana ha appena diramato allerta arancione per stanotte e domani, ed ecco come lasciano le strade a Prato, dopo aver ripulito i marciapiedi ( la ripulitura è stata eseguita solo a seguito di varie telefonate da parte dei cittadini)
L'erba tagliata - se piove come prevedono e non la tolgono - non finirà nei tombini e non li occluderà?
Questo a Prato, località Casale, Via Montessori. Ma tutta la zona è stata lasciata nella stessa condizione.
Si aggiungerà anche il vento a completare l'opera. Almeno secondo le previsioni.
Scrivo questo post nella speranza che provvedano entro stasera. (In realtà dovevano provvedere entro le 15).
Altrimenti sarà mostrato come si può creare, e anche con poca pioggia, una alluvione in città.
(Ore 17,30. Strada ripulita, anche se in alcune vie le macchine sono state riparcheggiate dopo le 15 e quindi la pulizia non è stata compiuta a dovere).
Il meterologo etrusco
Non è un intervento contro le previsioni del tempo. Siamo nati e cresciuti nelle previsioni del tempo, nelle trasmissioni - e non quelle di oggi - sul tempo che farà.
Come fare a parlarne male? Non ne sarei capace. Non consulto anch'io le sentenze del meteorologi?
Voglio però ricordare che la parola meteorologia ha in sé la radice del discorso, in questo caso del parlare intorno al tempo. Non è una scienza, pur ben supportata dalla tecnologia. E necessariamente sbaglia. E meno male che spesso ci azzecca.
In questi anni è un gran parlare del tempo che farà, se pioverà o meno e del caldo che è diventato ossessivo come fino a qualche tempo fa, negli anni '70 si prevedeva un periodo di glaciazione (vedi il film Quintet). Le previsioni, con l'aggiunta oggi il sistema della propagazione delle informazioni e delle "mappe rosse", indubbiamente sono diventate un buon diversivo e controllo, hanno fatto spuntare e proliferare i soliti esperti-guru, (ognuno ha il suo metereologo di fiducia), che riescono in modo pulito e fintamente scientifico ad allontanarci da molte problematiche, non solo quelle legate all'aggressione del territorio e di sua poca cura - anche grazie a lavori demandati a cooperative spesso poco scrupolose e a una nessuna cultura ecologica di gran parte di noi -, ma anche dal sistema della cura collettiva che spetta a tutti noi, singolarmente.
Non c'è più nessun comune che investe nella cultura ecologica, tanto per fare un esempio.
Con la scusa del nostro bene, per la nostra incolumità - ma certo c'è anche quello - in realtà la previsione meteo, che si presenta come certa e presuntamente scientifica, influenza ormai le nostre scelte, le direzioni, i pensieri, gli umori e rende - oh, ma quanto sono poetessa! -sempre più arida l'azione e l'immaginazione.
Io non sono faccio parte dei laudatores temporis acti, ma quanta saggezza e osservazione popolare se n'è andata con questa meteorologia, quanta mancata osservazione del cielo affidata agli esperti, che tra l'altro sono in concorrenza feroce fra loro, aspri combattenti per il trofeo delle previsioni migliori.
Io, è noto, sono a mio modo un'etruscologa e quindi non vi sorprendete se dico che i meteorologi di oggi mi ricordano sempre di più gli aruspici etruschi, usati a piene mani dalle varie fazioni nella Roma antica.
A noi non ci resta che alzare la testa in su e osservare le eclissi quando ce lo dicono, come è accaduto qualche giorno fa. E aspettare il tanto annunciato nubifragio per stanotte.
mercoledì 12 agosto 2026
Il laboratTorio
Oltre agli spettacoli e alle interviste, alla Baracca terrò un corso che ho chiamato il
IL LABORATTORIO
Sarà un percorso teatrale tecnico e pratico, didattico e culturale. Età minima 20 anni, ma aperto a tutti. Questi gli argomenti, che elenco non in ordine di trattamento:
1. I modi teatrali (classico, avanguardia, dialettale, futurista, ecc.).
2. Tempi e ritmi scenici.
3. Le narr-azioni.
4. Scrittura e non scrittura teatrale.
5. Movimento, geometria, schemi e danza libera.
6. Voce, suoni e silenzi.
7. Dizione e dialetti, le contaminazioni linguistiche.
8. La donna fa l'uomo e l'uomo fa la donna. Recitazioni e
9. Economia del teatro.
10. Educazione e rivolta alla teatralità
Il laboratTorio inizia lunedì 5 ottobre 2026 e si svolge
due volte al mese, a lunedì alternati dalle ore 20,30 alle ore
23 e si protrarrà fino a lunedì 22 marzo 2027.
Solo se ci saranno le condizioni si potrà passare a un
allestimento scenico o saggio o quello che potrà essere.
Per altre informazioni e sapere quanto costa si può scrivere
teatrolabaracca@gmail.com.
martedì 11 agosto 2026
Caro Sem, ora tocca a te
Ringrazio La Nazione per questo articolo uscito oggi, che annuncia i prossimi spettacoli alla Baracca.
Approfitto per confermare già da ora il primo spettacolo (gli altri di volta in volta), ossia Maila Ermini racconta Sem Benelli, il cui debutto sarà venerdì 25 e sabato 26 settembre prossimo...
Eh, sì, caro Sem, ora tocca a te!
giovedì 6 agosto 2026
Malaparte versus Sem Benelli
Caro Malaparte,
A quei tempi tu eri "solo' un giornalista o poco più e scrivevi articolacci; quello su Sem fece addirittura arrabbiare l'allora sindaco di Prato.
Poi, dopo l'assassinio di Matteotti il giudizio nei confronti del tuo concittadino si fece ancora più aspro ...
E vedremo perché.
Ora tu vai celebrato, rivalutato, riletto e riportato in scena, e anche da me, mentre Benelli né legge né rappresenta nessuno; e alla tua tomba tutti portano fiori e bandiere, inerpicandosi sulla collina sopra Prato che porta il tuo nome, mentre la tomba di Sem pochi sanno dove a Prato sia.
E vedremo perché.
Sarà insomma uno spettacolo un po' malapartesco, e più politico che letterario chissà, con i giusti raffronti col presente.
E vedremo perché.
E pensa che tutto è nato dal mio solito ripulisti primaverile, quando sommersa dai libri mi son capitate fra le mani quelle ristampe anastatiche dei drammi benelliani che una funzionaria della provincia mi regalò con sollievo, ché non sapevano che farne..., E che ho riletto con sorpresa, anzi meraviglia.
Malaparte, siete così diversi, ma alla fine ho trovato cosa ti accomuna a Sem, ossia la mania delle ville maestose, forse imitando entrambi D'Annunzio: Sem sul golfo del Tigullio, e tu poi a Capri.
Altri tempi, durante il fascismo e anche prima, quando i poeti sì illudevano di essere potenti e liberi,
Ora non ci illudiamo più. E vedremo perché.
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Le foto della villa del Benelli (stile eclettico, architetto Giuseppe Mancini, ora proprietà inaccessibile di una immobiliare), sono mie.
giovedì 30 luglio 2026
Gli elettrodotti e il paesaggio
L'ultima protesta contro gli elettrodotti che Terna semina in Italia è quella nata a Calenzano, dove passerà una ennesima linee elettrica di 84 km fra Toscana ed Emilia Romagna, che prevede tralicci alti fino a 60 metri.
Per renderli invisibili, questi mostri, li vogliono colorare di azzurro. Ridicoli.
E già da anni, passando per Calenzano, siamo investiti totalmente da questi mostri, stazioni elettriche ed elettrodotti. E non basta, vogliono rendere questa cittadina una totale pattumiera elettrica!
Dopo aver rovinato praticamente molto del paesaggio toscano, vedi le colline sopra Firenze (i tralicci di Foster), quelle del Carmignano, dove i bei colli tanto celebrati per vino e olio sono invasi da questi mostri.
Non c'è altro modo di far passare questa benedetta corrente, di cui tutti ormai siamo schiavi?
Una parte si potrebbero già interrare (come è stato fatto in Valtellina per le olimpiadi invernali del 2026), o trovare altre soluzioni energetiche. Troppo costose? Troppo difficili?
Intanto, con la collaborazione di tutti, friggiamo e urliamo contro il cambiamento climatico di cui tutti noi siamo autori protagonisti con cementificazioni senza limite, macchine e automazioni di vario tipo, automobili che sempre più assomigliano a carrarmati (d'altronde non ci si sta preparando alla guerra?), inquinamento di ogni genere...
Terna se la ride delle nostre proteste. Per ora.
Io, personalmente, sono elettropatica e non vi dico cosa significhi tutto questo proliferare di cavi e ripetitori per l'aria. La gente non ci crede, non ci crede, e dileggia.
L'elettropatia non è dimostrata scientificamente ecc.
Ho smesso di lamentarmene. Ma non di lottare per l'eliminazione di elettrodotti e di ripetitori fischianti.
Quando alcuni anni fa andai a parlare con un assessore di Prato degli elettrodotti del Macrolotto (di cui metto una foto usata come locandina per Lo Spettacolo della Città, teatro-tour in pullman del 2015), e quando gli feci presentet della loro nocività, oltre che come esempio di orrore estetico, fui dileggiata ancora una volta. Presa come signora bizzarra.
A Prato poi, come in altre molte città, ci sono stazioni elettriche vicino alle case, come per esempio in viale Galilei, dove io non posso camminare a piedi. O lungo la declassata, come a salutare chi arriva in città con uno scossone. Oltre che con i sottopassi allaganti e le strettoie del Soccorso.
E, incredibile, nessuno ha mai protestato. Sono tutti contenti dei traliccioni. Finché non se li ritrovano nel giardino.
Speriamo nei comitati di Calenzano.
martedì 28 luglio 2026
Pasolini e la Torre di Chia
Io sono un morto di qui, che torna, oggi, 5 marzo 1974, in un giorno di festa…”
(PPP, da La Meglio Gioventù, scritta originariamente in friulano).
In merito alla Torre di Chia, ultima dimora di PPP, copio una lettera della cugina di Graziella Chiarcossi, pubblicata due giorni fa su Il Messaggero, al cui articolo rimando in fondo a questo mio.
"Sono Graziella Chiarcossi, cugina di Pier Paolo Pasolini ed erede della madre Susanna Colussi. Da più di cinquant’anni curo le opere di Pasolini occupandomi della conservazione, edizione, e studio del suo patrimonio culturale.
venerdì 24 luglio 2026
Il teatro e la pizza vietata
Lo spettatore deve pensare o no alla pizza dopo aver visto uno spettacolo? Secondo la regista Emma Dante, no.
Lo spettatore deve stare male, necessariamente. Se non sta male, significa che il teatro non ha svolto la sua funzione di "far pensare".
Ecco l'impegno in salsa punitiva, baroccante e controriformista, la tragediuzza che deve essere ingurgitata, che deve far stare male.
Povero spettatore. Perché non concedergli che davanti alla pizza possa invece meglio pensare e riflettere su ciò che ha visto? O che magari non ci pensa subito, o ci pensa il giorno dopo.
Digerisce dopo.
Emma Dante ce l'ha contro il teatro che non fa pensare. Già. Contro lo spettatore che vive il teatro come una occasione mondana. Che si diverte.
Come se il divertimento in senso assoluto non portasse con sé dramma o pensiero.
Ma Emma Dante si dimentica degli attori! Perché non racconta il dopo teatro degli attori?
Non ho conosciuto un attore, pur impegnato che fosse, che non pensasse a cosa mangiare dopo teatro, dove andare a mangiare.
Quando avevo una compagnia era una delle mie preoccupazioni principali, più del dormire, più del viaggiare, dover dare e bene da mangiare agli attori.
Tutti mi chiedevano: - Stasera dove si mangia?
Casa mia è stata per anni un ristorante, una "casa minestra". E la Baracca lo è ancora, ed è assolutamente anche per questo un teatro molto impegnato, in tutti i sensi.
Perché dopo la tensione della recita è bello e salutare mangiare, anche per la mente.
Mangiare dopo il teatro, voler stare a tavola con gli altri non oscura il senso del teatro. Per me tutto il contrario!
Personalmente a tavola ho sempre riflettuto, e con attori e con amici, su quello che avevamo fatto o visto.
Tutto questo bigottismo intellettualoide d'antan è ipocrita e un po' sprezzante; è engagement sulla carta, è di maniera, come certo teatro che, per dimenticarlo o digerirlo o smascherarlo, consiglio vivamente di andare al ristorante.
https://www.gamberorosso.it/notizie/attualita/emma-dante-mangiare-prima-dopo-teatro/
martedì 21 luglio 2026
Si inzia con Sem Benelli
In locandina il primo appuntamento teatrale della stagione 2026-2027 al Teatro La Baracca di Prato.
Alla riscoperta di un poeta dimenticato e vituperato, Sem Benelli.
Autore celebratissimo in gioventù, Sem Benelli finì perseguitato dal fascismo che pure aveva per certo tempo sostenuto. Mussolini lo detestava, e alla fine fu contraccambiato.
Ma questo non gli bastò per essere apprezzato dagli antifascisti.
La sua opera teatrale rimane oggi irrappresentata e lontana, vista come pura teatralità; altri testi di prosa sono considerati illeggibili (ma è davvero così?), a tal punto che nessuna storia della letteratura lo menziona, nonostante il successo mondiale delle numerose opere teatrali, prima fra tutte "La Cena delle beffe."
Parabola discendente e drammatica di un poeta, che ancora oggi rappresenta un monito per tutti gli artisti. E vedremo perché.
lunedì 13 luglio 2026
Casa Minestra, andata e ritorno
Dopo la stimolante serata di sabato scorso al Pereto della Baracca, vi informo che CASA MINESTRA tornerà nella prossima stagione, di cui vi dirò presto.
Per me è stata una serata oltremodo impegnativa, ma ne valeva la pena.
Trascrivo tre commenti: il resto è affidato al ricordo dei presenti.
Un racconto bellissimo, un meraviglioso affresco di quartiere immerso in un giallo personale e sociale. Ma dire giallo scolora quello che invece è colorato. Serata come poche, grazie: mi sono compiaciuta nell'aver scelto di esserci. La coralità del racconto non ha risentito dell'unica interprete, anzi! Buzzati e Gadda, Pasolini e il surrealismo magico sudamericano. E un tocco di Lonzi, nel femminismo antifemminista, che mi è sembrato anche di Argia. (La definizione con cui ha definito Lonzi è sua, Maila). (Rob-Co).
Come sempre uno spettacolo oltre le aspettative, sarcastico, profondo, surreale, filosofico... e un'ottima cena fresca e salutare. (Erica Tedino).
Davvero uno spettacolo. (Patrizia Pacini).
sabato 11 luglio 2026
Gatta Silvestra
Anche Gatta Silvestra, stasera, ore 18,30 per il debutto di CASA MINESTRA. Interessante il menu, ha miagolato.
Le lucertole invece, lei presente, hanno già dato forfait.
La Silvestra non è la mia gatta, né le ho mai dato da mangiare; eppure quando apro la Baracca lei puntuale si presenta, e sta dentro e va fuori, dove dà appunto la caccia a lucertole e gechi. E merli.
Ama anche sdraiarsi sul palco, a prescindere dalla stagione e dal fatto che non vi trova, a parte come stasera, niente da mangiare, ma solo teatro.
Quando i gatti scelgono un posto, non se ne vanno più.
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P.S.
Alcuni mi chiedono:
mercoledì 8 luglio 2026
Casa Minestra, memento!
Questa mia per ricordare che la prenotazione per Casa Minestra scade venerdì 10 luglio alle ore 14. Questo ci permette di organizzarci non solo per lo spettacolo, ma soprattutto. per quello che segue.
Agli spettatori daremo anche, oltre la minestra estiva, una piccola anticipazione della prossima succosa stagione alla Baracca.
giovedì 2 luglio 2026
La follatura di Gonfienti
Come riporta la Nazione nell'articolo che copio sotto, in occasione delle Notti dell'Archeologia, alla ex-Gualchiera di Prato è stata organizzata una serata dedicata a Gonfienti dall'associazione l'Offerente.
Peccato non essere stati invitati; ma forse non si volevano ricordare le 10 Camminate per Gonfienti e per il mancato e mancante Museo Etrusco a Prato, che abbiamo negli anni passati organizzato anche con la presenza di alcuni de L'Offerente; non si volevano ricordare gli innumeri incontri e presentazioni; la raccolta di più di 1600 firme proprio per il museo etrusco che non c'è, le tante belle e faticose iniziative, insomma le tante sempre civili proteste che abbiamo organizzato proprio per non far scomparire il sito, che vive assediato dall'Interporto e dal cemento.
L'articolo informa che alla serata ha fatto capolino anche il vice sindaco Diego Blasi, il quale si ricorderà certamente il nostro pranzetto, del 2012 credo, in piazza del Comune a Prato quando lui era ai primi passi della sua carriera e che sollecitò smanioso di ben operare per l'area archeologica. Peccato che dopo non l'abbiamo più visto, e da nessuna parte dove si è trattato di Gonfienti.
Ricordo anche che quando Blasi era presidente di ALP (Assemblea Libertà e Partecipazione) caldeggiò la realizzazione di un incontro spettacolo su Gonfienti, ma poi non se ne fece più nulla.
Comunque chi ha scritto l'articolo pubblicato oggi, e che ringrazio, ha ben pensato di non farci finire in follatura, operazione che com'è noto si realizzava in gualchiera al fine di rendere impermeabile e liscio il tessuto, per meglio lavorarlo. A Prato, com'è noto, di questo son campioni.
lunedì 29 giugno 2026
Casa Minestra
Sabato 11 luglio 2026, alle ore 18,30, nel Pereto del Teatro La Baracca
giovedì 25 giugno 2026
Scaramànzia per S.Giovanni
Pubblico due fotografie della replica di Scaramànzia a Palazzo Datini ieri sera, 24 giugno, nell'ambito di Pratoestate 2026.
Ringrazio il pubblico, numeroso, per l'applauso e i commenti:
"Spettacolo molto particolare, brava!" (Giusi).
"Esilarante e poetico." (Guarducci)
"Interessante, divertente" (A.Funtanno).
"Delicato, e ci si rispecchia tutti" (Sara).
"Grazie, Maila. Non so se vedere il tuo spettacolo possa portare fortuna, ma sicuramente ci fa star bene, e ci fa pensare e sorridere". (E. Giovannetti).
mercoledì 24 giugno 2026
Mari-Murgia
L’ipocrisia del rispetto
Massimo Recalcati
La Repubblica – 23 giugno 2026
Trovo profondamente ipocrita il dibattito che si è sviluppato intorno alle frasi oggettivamente oltraggiose che Michele Mari ha pronunciato in riferimento a Michela Murgia. Queste frasi non sono state scritte o dichiarate pubblicamente ma sono state pronunciate in una conversazione tra scrittori.
È quello che accade normalmente in qualunque gruppo sociale. Il giudizio tagliente e ingiustamente violento, la diagnosi selvaggia o la condanna spietata su persone che neppure conosciamo personalmente sono una tragica prerogativa dell’essere umano.
Sarebbe del tutto ipocrita non volerlo riconoscere. In qualunque ceto sociale o professionale l’esercizio della denigrazione del proprio simile è un fatto quotidiano.
Alzi la mano, si potrebbe chiedere ai nostri lettori, chi di noi non si è macchiato almeno
una volta di questo genere di cattiveria meschina?
Sappiamo bene che c’è addirittura chi ne ha fatto una vera e propria professione: dire male, parlare male, criticare a prescindere, condannare, diffamare, sentenziare sistematicamente, ecc. Si tratta di un’attitudine umana – indubbiamente non tra le migliori – che si infiamma particolarmente, come già riteneva Aristotele, all’interno di gruppi omogenei. Raramente ho sentito uno scrittore parlare bene dei suoi amici e colleghi. Ma vale, ovviamente, anche per gli psicoanalisti che almeno loro dovrebbero garantire una certa imparzialità e neutralità bonaria nei loro giudizi e che invece si distinguono per una peculiare attitudine all’esercizio della malalingua. Ma vale ovviamente per ogni insieme umano: cantanti, avvocati, commercialisti, idraulici, panettieri, giornalisti, ecc.
Nessun codice deontologico potrà mai sanare questa attitudine a parlare male dei propri simili o dei propri colleghi, all’utilizzo del giudizio sprezzante o della diagnosi selvaggia esercitato con intenzioni malevole. Sarebbe del tutto ipocrita misconoscere questo fatto. Come sarebbe altrettanto ipocrita invocare la dignità di chi è colpito perché anche chi viene colpito non è mai esente – tolto Gesù Cristo – dalla piaga della maliziosa attitudine al parlare male dell’altro. Soprattutto, ripeto, se questo altro fa il nostro stesso mestiere. Allora scatta qualcosa di pressoché irresistibile. Subentra non
solo l’aspetto diabolicamente ludico della passione critica, ma anche una forte dose di robusta invidia.
Lo sappiamo non solo perché la psicoanalisi lo ha spiegato con dovizia di particolari, ma anche per esperienza diretta: l’invidioso colpisce nell’invidiato quello che vorrebbe essere e non è. Può ricorrere volentieri anche alla diffamazione per colpire chi costituisce il proprio Io ideale irraggiungibile. E tutto questo può anche accadere senza che si conosca nulla, letteralmente nulla, della vita dell’invidiato. Quello che conta è solamente la natura maligna del pregiudizio.
Sarebbe necessario un esercizio di ascesi singolare per ciascuno di noi per provare a sottrarsi alla tentazione della condanna sommaria, della demolizione critica, della veemente passione di gettare fango sull’altro. Nella vita privata questo esercizio di ascesi risulta assai più difficile perché si allentano i freni inibitori. «Scrive come un cane e pensa solo al denaro», disse impunemente uno scrittore di una certa fama di un altro scrittore mio amico in mia presenza. Sarebbe stato il caso di dichiarare pubblicamente tale misfatto? Sarebbe come pretendere di svuotare il mare avendo tra
le mani un secchiello d’acqua. La tendenza al giudizio perfido nei confronti dei propri simili è inemendabile. Sono certo che nemmeno i premi Nobel per la letteratura possano dirsi del tutto esenti da questa attitudine che è la stessa che permea la vita delle famiglie, dei gruppi amicali, dei partiti, delle congregazioni religiose e di qualunque dir si voglia formazione umana. Basta girare le proprie spalle che il commento acido è in agguato. Con l’aggiunta che più uno si distingue dagli altri più cattura fatalmente la critica astiosa.
Da questo punto di vista, se non si vuole negare ipocritamente questa verità “umana troppo umana”, la sola cosa possibile è quella di discriminare il piano privato da quello pubblico. Se il privato è una giungla, una gara tra chi colpisce il proprio nemico-amico il più duramente e malignamente possibile, il giudizio, quando invece diventa pubblico, acquista un peso specifico differente. Ma non mi pare il caso di Michele Mari. Il quale resta ai miei occhi innanzitutto un notevole scrittore. Nemmeno sarebbero state necessarie le sue scuse visto che quello che ha fatto è quello che tutti tendiamo
irresistibilmente a fare.
martedì 23 giugno 2026
Scaramànzia a Palazzo Datini
L'articolo che La Nazione dedica a Scaramànzia che replico domani mercoledì 24 giugno a Palazzo Datini nell'ambito di Pratoestate. Grazie per l'attenzione che mi dedicate.
domenica 21 giugno 2026
A teatro ti pagano per non far niente!
Uffa. Quella che il teatro sarebbe una pacchia. Che vecchia storia. Ora che anche il vecchio attore Giannini si lasci andare a questi sproloqui da intervista corrieresca, e quindi in vendita di libro (vedi il riferimento sotto) , risulta abbastanza fastidioso per chi invece a teatro fatica e tanto, e studia e si applica.
E poi...quanto teatro ha fatto Giancarlo Giannini? All'inizio della sua carriera certo sì, ma poi, soprattutto cinema.
Mi è sembrata una intervista volgare, da persona superficiale e me ne dispiace per lui, senza poesia, senza vigore intellettuale né politico.
Ma non è stato lui a dire che l'attore se ne deve stare zitto e buono e non si deve occupare di politica? E' così che si fa carriera, oltre che per bravura?
Io mi trovo al suo opposto, e non solo perché contrariamente a quanto è successo a lui a teatro faccio molto e mi pagano poco: per me ogni messa in scena è un atto politico, e questo mi salverà dal vedermi premiata con la stellina di cui lui va tanto fiero.
venerdì 19 giugno 2026
Le toppe di Gonfienti
L'Assessore Manetti (vedi l'articolo sotto) annuncia nuovi scavi a Gonfienti; ma dimentica di dire che:
1. i lavori di scavo vengono fatti da volontari, a cui si concede solo vitto e alloggio.
Ma non si è svolto recentemente uno sciopero sulle condizioni di fame in cui devono lavorare i cosiddetti operatori della cultura? Perché non dirlo?
2. Che il risultato dello scavo va a Campi Bisenzio al cosiddetto Museo di Gonfienti, e non a Prato che, nelle condizioni affondate in cui si trova, avrebbe tanto bisogno di un rilancio culturale. La zona di scavo e il museo sono del tutto scollegati e l'uno non beneficia dell'altro.
3. Che non c'è un progetto di ampio respiro sugli scavi. Che ancora a Prato molti non sanno dove si trovano. I cartelli che li indicano non ci sono, e certo non li possono mettere, perché nessuno apre gli scavi se non temporaneamente; insomma non c'è ritorno alcuno sul territorio, nessuna opportunità turistica.
Le solite misure-toppa e propaganda rispetto a errori del passato che difficilmente potranno essere risolti con questi annunci.
L'articolo è di oggi, su la Nazione.
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Signor Ministro, io non so per quale arcano motivo Lei sia diventato ministro della Cultura, ma tant'è. In virtù di ques...
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Non era per nulla scontato che all'incontro ci fossero tutti i candidati (eccetto Rubino) e, soprattutto, così tanta gente. Troppa p...

















