Ieri sera alla Baracca abbiamo ascoltato il filosofo Valter Bucelli che ha risposto alla domanda: "Essere controcorrente e veramente alternativi è ancora possibile?".
Lui ha quel piglio semplice e aspro e profondo, un modo di parlare diretto, pungente asciutto, è apparso nei suoi modi come una sorta di filosofo antico redivivo, che ci ha riportato alla consapevolezza dello stato fallimentare dell'umanità nel tempo presente, noi con i nostri maligni mezzi di falsa comunicazione, che ci intricano nel bosco senza uscita dei "like", dove tutti uguali, tutti meccano-informatizzati, intelligenziati artificialmente, restiamo ben poco umani, ma indistinti e senza voce autonoma, senza pensiero critico. Una massa destinata al nulla.
In questo scenario l'arte è diventata cosa miseranda, corollario piacione, estensione del "like" collettivo uniformante, calderone mitologico dove tutto viene mangiato e digerito in fretta e cancellato; dove ogni anticonformismo, politico o più in generale del pensiero, diventa automaticamente impossibile, un aspetto sociologico del passato. Chi lo tenta, viene isolato, deriso, stigmatizzato.
C'era molta gente venuta ad ascoltare Valter Bucelli, per quel molto che alla Baracca è possibile, ché è uno spazio piccolo e periferico e isolato in molti sensi.
Credo che il suo parlare abbia lasciato in noi molti spunti e riflessioni.
Valter Bucelli è filosofo e saggista e ha scritto vari libri: (cito non in ordine cronologico): Il pensiero critico nell'era dei social, L'artista e il fruitore, Questione di. valori (Punti di vista su scelte e valutazioni)., Nell'occhio del pettirosso (sulla fisica quantistica).
Io ho già letto due libri suoi, e mi accingo al prossimo.
Grazie a Valter che ha reso possibile questa serata libera e critica, e forse davvero alternativa.
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P.S. Alcune persone fra il pubblico hanno chiesto altre serate così, e invero già la prossima è in programma, ma vorrei specificare, cosa che ieri sera non ho potuto fare, che non è per niente facile organizzarle. In primo luogo perché bisogna che l'ospite accetti l'invito: il che non è immediato, visto che non mi posso permettere di offrire un cachet né ricevo fondi pubblici né ho l'aureola dell'ente o dell'associazione no profit; e poi, perdonate se continuo a scoprire l'acqua calda, per organizzare l'incontro bisogna ben prepararsi. Ci vuole tempo.
E poi insisto sull'aspetto economico, di cui nessuno parla mai, ma sui cui a me invece piace dire. Le serate delle "Contro-interviste" saranno libere. Ciò significa che uno può entrare senza pagare. Come ieri sera, però, oltre ad acquistare i libri di Valter, chi voleva poteva lasciare una offerta al teatro. Specifico: quest'anno i soldi donati serviranno per rifare il fondale nero, ormai usurato, anzi bucato!, dopo più di trent'anni. D'altronde, chi mi segue lo sa, anche l'incasso dei biglietti, sui cui pago le tasse e SIAE, serve quasi tutto per il mantenimento costante di cui ha bisogno lo spazio.

















