Rispetto alla programmazione che ho comunicato, s'è l'aggiunta di uno spettacolo, sabato 31 ottobre, che è una ripresa. Per il resto, nulla è cambiato.
Primavera di Prato
- Diario in pubblico di Maila Ermini
domenica 18 ottobre 2026
Replica di Casa Minestra
Ieri, sabato 17 ottobre alla Baracca, replica di Casa Minestra. Inserisco una foto e i commenti del pubblico. Grazie!
Brava, molto intenso (Milla).
Grazie per l'idea e la realizzazione (senza firma).
Lode alla grande professionalità e all'atmosfera creata...Spettacolo teatrale di nicchia, una vera chicca! Maila bravissima, come si addice a una vera professionista appassionata e coinvolgente. Grande attenzione e cura per il pubblico, accolto con calore e coccolato al termine dello spettacolo con i deliziosi dolcetti di Migliana. Grazie! (Paola Lucchi).
venerdì 16 ottobre 2026
Il mondo è pieno di automobili
Ieri sono andata in bici a Prato. Vado sempre in bici a Prato, che c'entra, sono abituata al traffico, ma ieri m'è sembrato che sia stato più arduo di altre volte, e pensare che io faccio il possibile per imboccare le piste ciclabili, i sentieri segnati per le ciclabili, ma ecco, vedo che per i pedoni e i ciclisti la situazione in città è diventata quasi impossibile.
Ora, oltre ai morti sul lavoro che non finiscono mai, un altro numero su cui parlare è quello dovuti alle automobili. Un numero mostruoso, di cui non si parla abbastanza.
Molte persone alla guida consultano i telefonini, o vanno troppo veloci, le macchine assomigliano sempre di più a carri armati, voluminose e prepotenti che, nella forma ibrida, spesso nemmeno le senti arrivare dietro di te. Sarà un segno che ci avviciniamo alla guerra?
I ciclisti rischiano di più - forse - ma per i pedoni non c'è più spazio.
I marciapiedi sono spesso invasi, o da macchine o da erbacce, la situazione è disastrosa.
Provate, provate a camminare in città, o come me, dalla periferia andare al centro e viceversa, e poi ne riparliamo.
Nessun invito a non prendere le macchine, nessun pensiero per un muoversi alternativo, nessun progetto viene dalla politica. E non basta nemmeno il costo esorbitante del carburante a farci smettere di riempire il mondo di macchine.
Perché, non so se ve ne siete accorti, il mondo è pieno di automobili. (Ma dài, che banalità, direte voi).
giovedì 15 ottobre 2026
I libretti imperfetti: Casa Minestra
Eccoli accontentati, è arrivata la pubblicazione zero del racconto, una sorta di prototipo che spero sia il primo dei miei "libretti imperfetti", puro prodotto fatto in casa a tiratura limitatissima, che gli spettatori potranno acquistare solo alla Baracca e con pochi spiccioli a partire da sabato 17 ottobre prossimo.
lunedì 12 ottobre 2026
Casa Minestra bis
Proseguono gli spettacoli alla Baracca.
Il prossimo è CASA MINESTRA.
Non offriremo una merenda come nel luglio passato, ma certamente seguirà un piacevole "confortino", all'uso della Baracca.
Casa Minestra si potrebbe definire... una "storia saporita".
Un sunto in poche parole:
domenica 11 ottobre 2026
Racconto su Sem Benelli (terza replica alla Baracca)
Foto ricordo del mio spettacolo su Sem Benelli, con altri due commenti della terza replica di ieri alla Baracca.
Con questo racconto su Sem Benelli, molto gradito al pubblico e significativo per me, ritornerò spero abbastanza presto con una sorpresa.
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Un autore a cui, grazie a quest'opera, s'inizia a restituire giustizia...Con una interpretazione e un'espressione scenica strepitosa e generosa, grazie, Maila (Alessio Zipoli)
Grazie per il dono e l'impegno verso la città di Prato (Marco).
venerdì 9 ottobre 2026
Benelli e il Minculpop
Il Ministro della Cultura Popolare (Minculpop) Alfieri "consiglia" a Benelli di non tenere una conferenza in Svizzera sulla missione dell'autore drammatico. Siamo negli anni dorati della dittatura fascista.
In Svizzera Benelli ci andrà però nel 1944, ricercato dai Nazisti. Che lui scriveva con due z, per rabbia, a dimostrare la loro violenza.
Nelle due repliche precedenti del mio racconto sull'autore pratese non ho potuto, data la lunghezza, dettagliare sulla differenza fra la censura di allora e quella di oggi, che è occulta ma ugualmente viva. Tenterò di farlo domani.
Leggere le opere di Benelli e scoprire la sua drammatica vita e contraddittoria è un buon esercizio per intendere le forme del potere, e di come esso stabilisca la storia e la letteratura che noi studiamo a scuola, prediligendo alcuni autori, e cancellandone del tutto altri. Come è accaduto fra Manzoni e Ippolito Nievo, quest'ultimo scartato dallo studio scolastico perché laico.
(Il documento riprodotto si trova presso la Biblioteca Economica di Chiavari, che mi ha autorizzato a pubblicarlo. Chi lo copia deve citare questo blog e la biblioteca che lo possiede).
giovedì 8 ottobre 2026
Il pubblico sceglie
Ho dedicato e dedico diverse opere teatrali a Prato, città amata odiata problematica come poche, e ad alcuni dei suoi personaggi più famosi e discussi, che spesso hanno avuto rilevanza nazionale. Come appunto è il caso del racconto su Sem Benelli che ripresento il prossimo sabato (10 ottobre).
Ho deciso di replicare una di queste opere passate, e di farlo nel periodo fra dicembre e febbraio prossimo: per questo chiedo, agli spettatori della Baracca e non solo, il sondaggio è aperto a tutti, di scegliere una fra quelle elencate sotto e che vorrebbero vedere o rivedere. Senza nessun impegno, s'intende, è solo un desiderata che mi aiuta per orientarmi.
La scelta che farete rimarrà del tutto anonima e, ripeto, senza alcun obbligo. Nel caso che non aveste idea delle singole opere, potete consultare il mio blog, Primavera di Prato, e cercare nell'apposita mascherina della ricerca, in alto a destra, digitando il titolo.
Potete scrivermi a teatrolabaracca@gmail.com, o anche esprimervi di persona se venite alla Baracca, tramite il questionario anonimo che troverete.
Le opere che potete scegliere sono:
L'INFANZIA NEGATA DEI CELESTINI (si può scegliere anche, oltre che il racconto della triste vicenda, anche il dramma Felino, fughe e vita di celestino, o la mostra parlante Ti mando ai celestini)
DRAMMA INTORNO AI CONCUBINI DI PRATO (su Mauro Bellandi e Loriana Nunziati, definiti pubblici concubini negli anni '50).
martedì 6 ottobre 2026
Torna il racconto di Sem
Sabato prossimo, 10 ottobre, replico il mio racconto su Sem Benelli. E allora mi viene da dire queste curiosità, fare queste riflessioni.
Per capire la differente attenzione dei contemporanei nei confronti di Sem Benelli e di Curzio Malaparte, entrambi pratesi, basta dare uno sguardo allo stradario di Prato e confrontare via Curzio Malaparte con via Sem Benelli.
La via intitolata al primo è molto più lunga (oltre ad avere a suo nome una collina sopra la città dove è sepolto); quella del secondo, molto più breve. A Benelli sembra (così mi è stato riferito da parenti di Sem) fosse titolato tutto il viale Borgovalsugana, poi chissà perché, gli hanno lasciato solo un pezzettino: viale Sem Benelli ci stava bene, no?
Ma Benelli al momento non fa guadagnare nessuno, tantomeno gli editori, né lustra gli studiosi, men che meno i teatranti. E quindi sarà per questo che gli hanno ridotto la via.
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Che il teatro sia un'arte al maschile, ossia dominata dagli uomini, è cosa nota. In Italia, prima del fascismo invece molto meno, le compagnie erano spesso dirette gestite finanziate eccetera da capocomiche. E' stato il fascismo, come spiego nel mio racconto su Benelli, a cambiare il teatro italiano così come confezionato ora. Ma non si può dire.
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Benelli era notoriamente un antimachista. Notoriamente per chi lo ha letto, ossia pochissimi, nonostante le sue opere teatrali siano ben scritte e ancora godibilissime. Il teatro italiano soffre di asinite, avrebbe detto Carmelo Bene, che mise in scena La cena delle beffe, beffando tutto il teatro italiano.
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A dispetto del suo nome, Sem non era ebreo. Ma la Chiesa di Roma lo additò, per sciocco dispetto sbagliando, come tale. E lui dichiarò che, oltre a non essere ebreo, non era affetto né da antisemitismo né da razzismo. Anche per questo i nazisti lo ricercarono. E solo per un soffio riuscì a scappare dal campo di concentramento.
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Sempre autobiografica è la prosa in Sem Benelli; il libro più scandaloso e per noi quasi illeggibile, è Io in Africa; quello più bello e sorprendente è Schiavitù. Il primo racconta la sua avventura in Etiopia, e sono riuscita a leggerlo solo legandomi alla sedia alla modalità Alfieri; il secondo, bello e sorprendente, con un linguaggio meraviglioso, fu libro odiato da subito, perché racconta verità scomode del fascismo nel primo antifascismo. Fu un libro pubblicato troppo presto, 1945, ma lui ormai non aveva più molto tempo da vivere, e doveva sbrigarsi. Grazie a questo libro gli storici lo hanno riacciuffato e salvato dal completo oblio.
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Stanotte ho letto il dramma Le nozze dei centauri, uno di quelli che la scena italiana non rivedrà mai più rappresentato. Fa parte di quei drammi di quel periodo ante Grande Guerra, quando lui cominciò a fare il poeta-soldato, e scriveva libri politici mascherati da drammi storici, caratterizzati da un forte antigermanesimo in funzione antiaustriaca. Eppure, come riesco a leggere i drammi storici di Shakespeare, non meno questi suoi ammantati non c'è dubbio di a tratti pesante retorica nazionalistica (un nazionalismo però diverso dal nostro), ché sono affascinanti, ben strutturati dal punto di vista drammatico, con donne protagoniste sempre, e non ti mollano fino a che non hai concluso e leggi la parola "fine".
A me Benelli intriga, anche se non piace sempre, come Malaparte d'altronde: entrambi incoerenti, contradditòri, intellettuali che hanno combattuto con le armi e poi sono finiti pacifisti, fascisti e poi antifascisti, si sono dibattuti, coraggiosi e codardi, egocentrici e sanamente folli, come i poeti e tutti gli artisti devono essere per essere veramente tali.
A me gli artisti tutti d'un pezzo non piacciono più.
lunedì 5 ottobre 2026
Aggiornamento spettacoli ottobre novembre 2026
Questo il programma sintetico dei prossimi spettacoli alla Baracca.
Alla riscoperta di un poeta dimenticato e vituperato, Sem Benelli.
Sabato 17 ottobre
Casa Minestra
Ecco cosa può succedere se inviti a pranzo i tuoi coinquilini
di e con Maila Ermini
Sabato 24 ottobre
Doppio Faust, frammenti
di un mito, da Goethe e Thomas Mann
di e con Gianfelice D'Accolti
Sabato 14 novembre
Memorie di Settémplice Luce
l’ultima amante di Casanova
Per la prima volta è una donna a parlare del famoso libertino!
di e con Maila Ermini
Sabato 21 novembre
Le contro-interviste della Baracca
Cantastorie e folclore, oggi solo memorie?
ovvero come sta la cultura popolare
ospite Lisetta Luchini
con la sua chitarra
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Teatro La Baracca, via Virginia Frosini 8, Prato. Inizio spettacoli ore 21,15. Per prenotare scrivere a teatrolabaracca@gmail.com L’incontro del 21 novembre è a ingresso libero.
domenica 4 ottobre 2026
L'incontro con il filosofo Valter Bucelli
Ieri sera alla Baracca abbiamo ascoltato il filosofo Valter Bucelli che ha risposto alla domanda: "Essere controcorrente e veramente alternativi è ancora possibile?".
Lui ha quel piglio semplice e aspro e profondo, un modo di parlare diretto, pungente asciutto, è apparso nei suoi modi come una sorta di filosofo antico redivivo, che ci ha riportato alla consapevolezza dello stato fallimentare dell'umanità nel tempo presente, noi con i nostri maligni mezzi di falsa comunicazione, che ci intricano nel bosco senza uscita dei "like", dove tutti uguali, tutti meccano-informatizzati, intelligenziati artificialmente, restiamo ben poco umani, ma indistinti e senza voce autonoma, senza pensiero critico. Una massa destinata al nulla.
In questo scenario l'arte è diventata cosa miseranda, corollario piacione, estensione del "like" collettivo uniformante, calderone mitologico dove tutto viene mangiato e digerito in fretta e cancellato; dove ogni anticonformismo, politico o più in generale del pensiero, diventa automaticamente impossibile, un aspetto sociologico del passato. Chi lo tenta, viene isolato, deriso, stigmatizzato.
C'era molta gente venuta ad ascoltare Valter Bucelli, per quel molto che alla Baracca è possibile, ché è uno spazio piccolo e periferico e isolato in molti sensi.
Credo che il suo parlare abbia lasciato in noi molti spunti e riflessioni.
Valter Bucelli è filosofo e saggista e ha scritto vari libri: (cito non in ordine cronologico): Il pensiero critico nell'era dei social, L'artista e il fruitore, Questione di. valori (Punti di vista su scelte e valutazioni)., Nell'occhio del pettirosso (sulla fisica quantistica).
Io ho già letto due libri suoi, e mi accingo al prossimo.
Grazie a Valter che ha reso possibile questa serata libera e critica, e forse davvero alternativa.
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P.S. Alcune persone fra il pubblico hanno chiesto altre serate così, e invero già la prossima è in programma, ma vorrei specificare, cosa che ieri sera non ho potuto fare, che non è per niente facile organizzarle. In primo luogo perché bisogna che l'ospite accetti l'invito: il che non è immediato, visto che non mi posso permettere di offrire un cachet né ricevo fondi pubblici né ho l'aureola dell'ente o dell'associazione no profit; e poi, perdonate se continuo a scoprire l'acqua calda, per organizzare l'incontro bisogna ben prepararsi. Ci vuole tempo.
E poi insisto sull'aspetto economico, di cui nessuno parla mai, ma sui cui a me invece piace dire. Le serate delle "Contro-interviste" saranno libere. Ciò significa che uno può entrare senza pagare. Come ieri sera, però, oltre ad acquistare i libri di Valter, chi voleva poteva lasciare una offerta al teatro. Specifico: quest'anno i soldi donati serviranno per rifare il fondale nero, ormai usurato, anzi bucato!, dopo più di trent'anni. D'altronde, chi mi segue lo sa, anche l'incasso dei biglietti, sui cui pago le tasse e SIAE, serve quasi tutto per il mantenimento costante di cui ha bisogno lo spazio.
sabato 3 ottobre 2026
Abbiamo molte cose da dire
Copio un articoletto uscito inatteso stamani su La Nazione (grazie!), che annuncia la prima contro-intervista di stasera con Valter Bucelli e il ritorno dello spettacolo su Sem Benelli del prossimo sabato.
Insieme agli spettacoli, è già in cantiere la prossima contro-intervista di cui saprete stasera.
Abbiamo molte cose da dire.
mercoledì 30 settembre 2026
Controintervista a Valter Bucelli
Iniziano le contro-interviste alla Baracca con ospiti fuori da circuiti mediatici chicchessia, che siano nello stile libero del Teatro La Baracca. Con temi che vogliono essere significativi.
Iniziamo con Valter Bucelli, filosofo e saggista. Il titolo della serata è: Essere controcorrente e veramente alternativi è ancora possibile?
lunedì 28 settembre 2026
Ottobre e novembre 2026 alla Baracca
Ecco il prossimo programma alla Baracca, che arriva fino a metà novembre. Se ci fossero variazioni o aggiunte, sempre possibili per il nostro teatro non finanziato, le comunicherò per tempo.
domenica 27 settembre 2026
Maila Ermini racconta Sem Benelli: com'è andato il debutto
Replico il prossimo sabato 10 ottobre sempre alla Baracca ore 21,15.
Alcuni commenti:
Semplicemente straordinario (Mirko).
Bellissimo lavoro. (Patrizia Pacini).
Un autore che non conoscevo. Grazie Maila. (Cinzia Lucera).
Complimenti. Ricostruzione storica molto interessante, precisa: un lavoro profondo. Brava davvero! (Cristina Magelli).
Fluidissimo racconto, avvolgente e sapiente. (Tiziana)
sabato 26 settembre 2026
Benelliana, ovvero quando il potere distrugge il poeta
Ieri sera ho debuttato con lo spettacolo su Sem Benelli, e stasera sabato 26 settembre replico.
Vado in scena con un racconto teatrale che somma storia, politica, teatro e che, rispetto al teatro in sé, forse può sembrare sui generis, eterodosso, ma per me anche questo è teatro. O chissà è una forma mia specifica.
Sem Benelli è un autore politico, ed ecco il motivo principale del suo esilio dal teatro, del considerarlo "datato". Io provo a rimettercelo dentro.
Ringrazio le bibliotecarie della Biblioteca di Chiavari e gli archivisti del Comune di Prato che mi hanno assistito in questo viaggio benelliano: viaggio contro l'oppressione e l'annientamento di tutti i poeti e gli artisti non "graditi" che, badate bene, ancora oggi, certo in altre forme rispetto alle dittature passate, continua malignamente la sua opera.
venerdì 25 settembre 2026
Avviso per lo spettacolo su Sem Benelli
Per lo spettacolo di stasera e domani alla Baracca su Sem Benelli raccomando a tutti la puntualità, perché devo raccontarvi molte cose! Inizio alle ore 21,15. Per coloro che non conoscono la zona, indico il parcheggio, entrambi vicinissimi al teatro: o in piazza della Chiesa di Casale, oppure nel piazzale Clara Calamai (non è una "beffa", si chiama proprio così!).
giovedì 24 settembre 2026
Sem Benelli, il racconto
Copio l'articolo uscito oggi su La Nazione sul mio racconto di Sem Benelli: ringrazio per l'articolo e per la foto, azzeccata (del fotografo Angelo Sabanito Polizzi) e scelta dal giornale, che mi ritrae nel mio Controdiva: Appuntamento con Clara Calamai di qualche anno fa.
Come è noto, la Calamai fu la famosa interprete de La Cena delle Beffe insieme ad Amedeo Nazzari e Osvaldo Valenti nella versione cinematografica di Alessandro Blasetti, quella col presunto primo seno nudo...
Benelli, contrariamente a Malaparte, non fu mai entusiasta del cinema, anche se altri suoi drammi furono trasposti in pellicola, fra cui L'argigogolo e Gorgona.
La trasposizione cinematografica delle opere di Benelli era oltremodo facile, perché i suoi drammi sono già scritte in forma di sceneggiatura. Insomma, Benelli faceva cinema col teatro. (E teatro col cinema, visto che partecipò, come sceneggiatore non accreditato alla versione filmica della Cena, e forse non solo a quella). Anche per questo Sem Benelli piaceva a Carmelo Bene.
Ma anche di questo parlerò nello spettacolo che ricordo debutta venerdì 25 settembre, con replica sabato 26 settembre, alle ore 21,15, alla Baracca.
mercoledì 23 settembre 2026
Gonfienti etrusca di Prato: ecco il nuovo proclama
Il proclama ci informa che proseguono gli scavi nella "città etrusca più importante del centro Italia", per cui vivremo la grande emozione di visitare un'altra bella villa eccetera eccetera: peccato che siano dichiarazioni fuori tempo massimo, ché quasi tutto è stato orchestrato perché l'area archeologica, intesa come parco archeologico strutturato con museo a latere (come a Vulci o Luni, per esempio), non nascesse.
E infatti nessuna menzione del museo etrusco a Prato che, come sa chi mi legge, hanno traslocato a Campi Bisenzio proprio lontano dagli scavi e nessun cenno, ovvio!, a quello che abbiamo impancato in questi venti anni circa perché la città etrusca non venisse dimenticata affossata seppellita: libri, marce, firme, sit-int.
Come se non fossimo mai stati! Ma il nostro impegno è stato fondamentale, altrimenti questi politici ed esperti non poserebbero come in cartolina. Per questo ci hanno in uggia, perché siamo esistiti e insistiamo a ricordare.
E poi che il parco archeologico non c'è e non ci sarà, lo testimonia una insignificante mancanza: i cartelli turistici, che invece darebbero la misura di un piano strutturato di valorizzazione del territorio che non è affatto in programma. A parte il cartello balzano che hanno messo in un altro luogo lasciato all'abbandono, le Cascine di Tavola, secondo il quale si potrebbe andare a piedi da lì a Gonfienti, passando ovviamente per il Macrolotto con i mega tralicci e il pullulare di pronto-moda cinesi.
A Gonfienti le visite una tantum alla zona archeologica sono affidate a volontari, e gli scavi vengono eseguiti dagli studenti che studiano archeologia, gratuitamente o quasi, i quali tutti allegri (che occasione, il volontariato!) chissà se hanno contezza che il lavoro professionale nel settore è ben lungi dall'essere realtà. Sindacalisti, avanti!
La Sinistra è cattiva?
In una intervista al discusso scrittore francese Michel Houellebecq, maestro conservatore, mentre partecipava in Italia a uno degli infiniti festival sulla lettura sulla filosofia sulla creatività sulla non so cosa con sui si tenta di riempire invano la miseria culturale del nostro tempo, ecco che ha dichiarato ciò che tutti i giornali, non solo quelli di destra, riportano: la sinistra francese è diventata cattiva. Una volta, asserisce il poeta, la sinistra aveva un consenso culturale vasto ed era come rilassata, era munifica di sorrisi, era vicina agli artisti, anche quelli che non la pensavano come lei eccetera, ora invece è diventata appunto cattiva, aggressiva.
E quella italiana?
Dalla mia esperienza locale, piccolina e insignificante invero, direi proprio che si può dire lo stesso.
Gli artisti eterodossi, quei pochi che riescono a sopravvivere, ma ormai siamo agli sgoccioli son quasi tutti estinti, sono visti da certa sinistra come i can gialli, si dice a Prato, cioè male, e su di loro punta uno sguardo aggressivo e cattivo. O finto indifferente.
Sembra che stiano aspettando che certa gente muoia, artisticamente s'intende. E che facciano di tutto perché ciò avvenga prima possibile. E' così?
In Italia c'è qualcuno che la pensa come il maestro conservatore francese, ed è un filosofo di sinistra e si chiama Leonardo Caffo, che ha scritto un pamphlet dal titolo "Sinistra cattiva", secondo cui la sinistra è diventata un amministratore conformista dello status quo, moralista e perbenista, ed è sostenuta soprattutto da chi sta in condizioni economiche avvantaggiate. E' così?
Rispetto alla programmazione che ho comunicato, s'è l'aggiunta di uno spettacolo, sabato 31 ottobre, che è una ripresa. Per il re...
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Signor Ministro, io non so per quale arcano motivo Lei sia diventato ministro della Cultura, ma tant'è. In virtù di ques...
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Non era per nulla scontato che all'incontro ci fossero tutti i candidati (eccetto Rubino) e, soprattutto, così tanta gente. Troppa p...















