venerdì 9 ottobre 2026

Benelli e il Minculpop


Il Ministro della Cultura Popolare (Minculpop) Alfieri "consiglia" a Benelli di non tenere una conferenza in Svizzera sulla missione dell'autore drammatico. Siamo negli anni dorati della dittatura fascista.

In Svizzera Benelli ci andrà però nel 1944, ricercato dai Nazisti. Che lui scriveva con due z, per rabbia, a dimostrare la loro violenza.

Nelle due repliche precedenti del mio racconto sull'autore pratese non ho potuto, data la lunghezza, dettagliare sulla differenza fra la censura di allora e quella di oggi, che è occulta ma ugualmente viva. Tenterò di farlo domani.

Leggere le opere di Benelli e scoprire la sua drammatica vita e contraddittoria è un buon esercizio per intendere le forme del potere, e di come esso stabilisca la storia e la letteratura che noi studiamo a scuola, prediligendo alcuni autori, e cancellandone del tutto altri. Come è accaduto fra Manzoni e Ippolito Nievo, quest'ultimo scartato dallo studio scolastico perché laico.

(Il documento riprodotto si trova presso la Biblioteca Economica di Chiavari, che mi ha autorizzato a pubblicarlo. Chi lo copia deve citare questo blog e la biblioteca che lo possiede).

giovedì 8 ottobre 2026

Il pubblico sceglie

Ho dedicato e dedico diverse opere teatrali a Prato, città amata odiata  problematica come poche, e ad alcuni dei suoi personaggi più famosi e discussi, che spesso hanno avuto rilevanza nazionale. Come appunto è il caso del racconto su Sem Benelli che ripresento il prossimo sabato (10 ottobre).

Ho deciso di replicare una di queste opere passate, e di farlo nel periodo fra dicembre e febbraio prossimo: per questo chiedo, agli spettatori della Baracca e non solo, il sondaggio è aperto a tutti, di scegliere una fra quelle elencate sotto e che vorrebbero vedere o rivedere. Senza nessun impegno, s'intende, è solo un desiderata che mi aiuta per orientarmi.

La scelta che farete rimarrà del tutto anonima e, ripeto, senza alcun obbligo. Nel caso che non aveste idea delle singole opere, potete consultare il mio blog, Primavera di Prato, e cercare nell'apposita mascherina della ricerca, in alto a destra, digitando il titolo.

Potete scrivermi a teatrolabaracca@gmail.com, o anche esprimervi di persona se venite alla Baracca, tramite il questionario anonimo che troverete.

Le opere che potete scegliere sono:


L'INFANZIA NEGATA DEI CELESTINI (si può scegliere anche, oltre che il racconto della triste vicenda, anche il dramma Felino, fughe e vita di celestino, o la mostra parlante Ti mando ai celestini)

DRAMMA INTORNO AI CONCUBINI DI PRATO (su Mauro Bellandi e Loriana Nunziati, definiti pubblici concubini negli anni '50).

KARL LAQUA, sul boia di Figline di Prato.

ANTOLOGIA DEL BISENZIO, spettacolo strutturato su testi poetici che riguardano personaggi della storia locale.

PRATO NEL SACCO, sul Sacco di Prato.

GAETANINA BRESCI (Mio padre Gaetano, il regicida)

CAFIERO LUCCHESI (Vita e morte fra Mussolini e Stalin)

IO E FEDERICO (Dramma-commedia su Federico II, che è legato a Prato dal suo castello)

NEL NOME DI DIO E DEL QUATTRINO (Francesco Datini, il mercante di Prato)

CONTRODIVA (Appuntamento con Clara Calamai)

IO MALAPARTO (lettere a Curzio)

TI RICORDI DELLA VITA? (Dialogo impossibile fra Roberto Giovannini e Sibilla Aleramo).

LO SPETTACOLO DELLA CITTA', teatro-tour in pullman (questo però solo possibile in primavera 2027).


P.S. Anche Laris Pulenas, dramma etrusco, sebbene non legato a nessun personaggio etrusco locale, è un opera che posso definire "pratese", perché il suo debutto, a Poggio Castiglioni nel luglio del 2008, è legato alla battaglia per il riconoscimento del sito etrusco di Gonfienti. Tuttavia non è inclusa in questo elenco perché è opera più adatta da rappresentarsi in estate, all'aperto.

martedì 6 ottobre 2026

Torna il racconto di Sem


Sabato prossimo, 10 ottobre, replico il mio racconto su Sem Benelli. E allora mi viene da dire queste curiosità, fare queste riflessioni.

Per capire la differente attenzione dei contemporanei nei confronti di Sem Benelli e di Curzio Malaparte,  entrambi pratesi, basta dare uno sguardo allo stradario di Prato e confrontare via Curzio Malaparte con via Sem Benelli.

La via intitolata al primo è molto più lunga (oltre ad avere a suo nome una collina sopra la città dove è sepolto); quella del secondo, molto più breve. A Benelli sembra (così mi è stato riferito da parenti di Sem) fosse titolato tutto il viale Borgovalsugana,  poi chissà perché, gli hanno lasciato solo un pezzettino: viale Sem Benelli ci stava bene, no?

Ma Benelli al momento non fa guadagnare nessuno, tantomeno gli editori, né lustra gli studiosi, men che meno i teatranti. E quindi sarà per questo che gli hanno ridotto la via.

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Che il teatro sia un'arte al maschile, ossia dominata dagli uomini, è cosa nota. In Italia, prima del fascismo invece molto meno, le compagnie erano spesso dirette gestite finanziate eccetera da capocomiche. E' stato il fascismo, come spiego nel mio racconto su Benelli, a cambiare il teatro italiano così come confezionato ora. Ma non si può dire. 

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Benelli era notoriamente un antimachista. Notoriamente per chi lo ha letto, ossia pochissimi, nonostante le sue opere teatrali siano ben scritte e ancora godibilissime. Il teatro italiano soffre di asinite, avrebbe detto Carmelo Bene, che mise in scena La cena delle beffe, beffando tutto il teatro italiano.

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A dispetto del suo nome, Sem non era ebreo. Ma la Chiesa di Roma lo additò, per sciocco dispetto sbagliando, come tale. E lui dichiarò che, oltre a non essere ebreo, non era affetto né da antisemitismo né da razzismo.  Anche per questo i nazisti lo ricercarono. E solo per un soffio riuscì a scappare dal campo di concentramento.

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Sempre autobiografica è la prosa in Sem Benelli; il libro più scandaloso e per noi quasi illeggibile, è Io in Africa; quello più bello e sorprendente è Schiavitù.  Il primo racconta la sua avventura in Etiopia, e sono riuscita a leggerlo solo legandomi alla sedia alla modalità Alfieri; il secondo, bello e sorprendente, con un linguaggio meraviglioso, fu libro odiato da subito, perché racconta verità scomode del fascismo nel primo antifascismo. Fu un libro pubblicato troppo presto, 1945, ma lui ormai non aveva più molto tempo da vivere, e doveva sbrigarsi. Grazie a questo libro gli storici lo hanno riacciuffato e salvato dal completo oblio.

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Stanotte ho letto il dramma Le nozze dei centauri, uno di quelli che la scena italiana non rivedrà mai più rappresentato. Fa parte di quei drammi di quel periodo ante Grande Guerra, quando lui cominciò a fare il poeta-soldato, e scriveva libri politici mascherati da drammi storici, caratterizzati da un forte antigermanesimo in funzione antiaustriaca. Eppure, come riesco a leggere i drammi storici di Shakespeare, non meno questi suoi ammantati non c'è dubbio di a tratti pesante retorica nazionalistica (un nazionalismo però diverso dal nostro),  ché sono affascinanti, ben strutturati dal punto di vista drammatico, con donne protagoniste sempre, e non ti mollano fino a che non hai concluso e leggi la parola "fine".

A me Benelli intriga, anche se non piace sempre, come Malaparte d'altronde: entrambi incoerenti, contradditòri, intellettuali che hanno combattuto con le armi e poi sono finiti pacifisti, fascisti e poi antifascisti, si sono dibattuti, coraggiosi e codardi, egocentrici e sanamente folli, come i poeti e tutti gli artisti devono essere per essere veramente tali.

A me gli artisti tutti d'un pezzo non piacciono più.

lunedì 5 ottobre 2026

Aggiornamento spettacoli ottobre novembre 2026

Questo il programma sintetico dei prossimi spettacoli alla Baracca.


Sabato 10 ottobre
Maila Ermini racconta Sem Benelli

Alla riscoperta di un poeta dimenticato e vituperato, Sem Benelli.


Sabato 17 ottobre

Casa Minestra 

Ecco cosa può succedere se inviti a pranzo i tuoi coinquilini

di e con Maila Ermini

 

Sabato 24 ottobre

Doppio Faust, frammenti

di un mito, da Goethe e Thomas Mann

di e con Gianfelice D'Accolti

 

Sabato 14 novembre

Memorie di Settémplice Luce

l’ultima amante di Casanova

Per la prima volta è una donna a parlare del famoso libertino!

di e con Maila Ermini

 

Sabato 21 novembre

Le contro-interviste della Baracca

Cantastorie e folclore, oggi solo memorie?

ovvero come sta la cultura popolare

ospite Lisetta Luchini

con la sua chitarra

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Teatro La Baracca, via Virginia Frosini 8, Prato. Inizio spettacoli ore 21,15. Per prenotare scrivere a teatrolabaracca@gmail.com L’incontro del 21 novembre è a ingresso libero.

domenica 4 ottobre 2026

L'incontro con il filosofo Valter Bucelli


Ieri sera alla Baracca abbiamo ascoltato il filosofo Valter Bucelli che ha risposto alla domanda: "Essere controcorrente e veramente alternativi è ancora possibile?".

Lui ha quel piglio semplice e aspro e profondo, un modo di parlare diretto, pungente asciutto, è apparso nei suoi modi come una sorta di filosofo antico redivivo, che ci ha riportato alla consapevolezza dello stato fallimentare dell'umanità nel tempo presente, noi con i nostri maligni mezzi di falsa comunicazione, che ci intricano nel bosco senza uscita dei "like", dove tutti uguali, tutti meccano-informatizzati, intelligenziati artificialmente, restiamo ben poco umani, ma indistinti e senza voce autonoma, senza pensiero critico. Una massa destinata al nulla.

In questo scenario l'arte è diventata cosa miseranda, corollario piacione, estensione del "like" collettivo uniformante, calderone mitologico dove tutto viene mangiato e digerito in fretta e cancellato; dove ogni anticonformismo, politico o più in generale del pensiero, diventa automaticamente impossibile, un aspetto sociologico del passato. Chi lo tenta, viene isolato, deriso, stigmatizzato.

C'era molta gente venuta ad ascoltare Valter Bucelli, per quel molto che alla Baracca è possibile, ché è uno spazio piccolo e periferico e isolato in molti sensi.

Credo che il suo parlare abbia lasciato in noi molti spunti e riflessioni.

Valter Bucelli è filosofo e saggista e ha scritto vari libri: (cito non in ordine cronologico): Il pensiero critico nell'era dei social,  L'artista e il fruitore,  Questione di. valori (Punti di vista su scelte e valutazioni)., Nell'occhio del pettirosso (sulla fisica quantistica).

Io ho già letto due libri suoi, e mi accingo al prossimo.

Grazie a Valter che ha reso possibile questa serata libera e critica, e forse davvero alternativa.

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P.S. Alcune persone fra il pubblico hanno chiesto altre serate così, e invero già la prossima è in programma, ma vorrei specificare, cosa che ieri sera non ho potuto fare, che non è per niente facile organizzarle. In primo luogo perché bisogna che l'ospite accetti l'invito: il che non è immediato, visto che non mi posso permettere di offrire un cachet né ricevo fondi pubblici né ho l'aureola dell'ente o dell'associazione no profit; e poi, perdonate se continuo a scoprire l'acqua calda, per organizzare l'incontro bisogna ben prepararsi. Ci vuole tempo.

E poi insisto sull'aspetto economico, di cui nessuno parla mai, ma sui cui a me invece piace dire. Le serate delle "Contro-interviste" saranno libere. Ciò significa che uno può entrare senza pagare. Come ieri sera, però, oltre ad acquistare i libri di Valter,  chi voleva poteva lasciare una offerta al teatro. Specifico: quest'anno i soldi donati serviranno per rifare il fondale nero, ormai usurato, anzi bucato!, dopo più di trent'anni. D'altronde, chi mi segue lo sa, anche l'incasso dei biglietti, sui cui pago le tasse e SIAE, serve quasi tutto per il mantenimento costante di cui ha bisogno lo spazio. 

sabato 3 ottobre 2026

Abbiamo molte cose da dire

Copio un articoletto uscito inatteso stamani su La Nazione (grazie!), che annuncia la prima contro-intervista di stasera con Valter Bucelli e il ritorno dello spettacolo su Sem Benelli del prossimo sabato.

Insieme agli spettacoli, è già in cantiere la prossima contro-intervista di cui saprete stasera.

Abbiamo molte cose da dire.

mercoledì 30 settembre 2026

Controintervista a Valter Bucelli

Iniziano le contro-interviste alla Baracca con ospiti fuori da circuiti mediatici chicchessia, che siano nello stile libero del Teatro La Baracca. Con temi che vogliono essere significativi.

Iniziamo con Valter Bucelli, filosofo e saggista. Il titolo della serata è: Essere controcorrente e veramente alternativi è ancora possibile?


lunedì 28 settembre 2026

Ottobre e novembre 2026 alla Baracca

Ecco il prossimo programma alla Baracca, che arriva fino a metà novembre.  Se ci fossero variazioni o aggiunte, sempre possibili per il nostro teatro non finanziato, le comunicherò per tempo.



domenica 27 settembre 2026

Maila Ermini racconta Sem Benelli: com'è andato il debutto



Ringrazio il pubblico di venerdì e sabato scorso alla Baracca che ha molto apprezzato il mio lavoro su Sem Benelli. 

Replico il prossimo sabato 10 ottobre sempre alla Baracca ore 21,15.


Alcuni commenti:

Semplicemente straordinario (Mirko).

Bellissimo lavoro. (Patrizia Pacini).

Un autore che non conoscevo. Grazie Maila. (Cinzia Lucera).

Complimenti. Ricostruzione storica molto interessante, precisa: un lavoro profondo. Brava davvero! (Cristina Magelli).

Fluidissimo racconto, avvolgente e sapiente. (Tiziana)

sabato 26 settembre 2026

Benelliana, ovvero quando il potere distrugge il poeta

Ieri sera ho debuttato con lo spettacolo su Sem Benelli, e stasera sabato 26 settembre replico.

Vado in scena con un racconto teatrale che somma storia, politica, teatro e che, rispetto al teatro in sé, forse può sembrare sui generis, eterodosso, ma per me anche questo è teatro. O chissà è una forma mia specifica.

Sem Benelli è un autore politico, ed ecco il motivo principale del suo esilio dal teatro, del considerarlo "datato". Io provo a rimettercelo dentro.

Ringrazio le bibliotecarie della Biblioteca di Chiavari e gli archivisti del Comune di Prato che mi hanno assistito in questo viaggio benelliano: viaggio contro l'oppressione e l'annientamento di tutti i poeti e gli artisti non "graditi" che, badate bene, ancora oggi, certo in altre forme rispetto alle dittature passate, continua malignamente la sua opera.


venerdì 25 settembre 2026

Avviso per lo spettacolo su Sem Benelli

Per lo spettacolo di stasera e domani alla Baracca su Sem Benelli raccomando a tutti la puntualità, perché devo raccontarvi molte cose! Inizio alle ore 21,15. Per coloro che non conoscono la zona, indico il parcheggio, entrambi vicinissimi al teatro: o in piazza della Chiesa di Casale, oppure nel piazzale Clara Calamai (non è una "beffa", si chiama proprio così!).

giovedì 24 settembre 2026

Sem Benelli, il racconto


Copio l'articolo uscito oggi su La Nazione sul mio racconto di Sem Benelli: ringrazio per l'articolo e per la foto, azzeccata (del fotografo Angelo Sabanito Polizzi)  e scelta dal giornale, che mi ritrae nel mio Controdiva: Appuntamento con Clara Calamai di qualche anno fa.

Come è noto, la Calamai fu la famosa interprete de La Cena delle Beffe insieme ad Amedeo Nazzari e Osvaldo Valenti nella versione cinematografica di Alessandro Blasetti, quella col presunto primo seno nudo...

Benelli, contrariamente a Malaparte, non fu mai entusiasta del cinema, anche se altri suoi drammi furono trasposti in pellicola, fra cui L'argigogolo e Gorgona.

La trasposizione cinematografica delle opere di Benelli era oltremodo facile, perché i suoi drammi sono già scritte in forma di sceneggiatura. Insomma, Benelli faceva cinema col teatro. (E teatro col cinema, visto che partecipò, come sceneggiatore non accreditato alla versione filmica della Cena, e forse non solo a quella).  Anche per questo Sem Benelli piaceva a Carmelo Bene. 

Ma anche di questo parlerò nello spettacolo che ricordo debutta venerdì 25 settembre, con replica sabato 26 settembre, alle ore 21,15, alla Baracca.


mercoledì 23 settembre 2026

Gonfienti etrusca di Prato: ecco il nuovo proclama


Come ogni anno, puntuale come un vecchio ma ben orchestrato orologio, ecco che arriva il proclama della propaganda su Gonfienti, secondo cui 'sta volta e a breve avremo in loco, per la cifra di 27 mila euro, una rivoluzione archeologica copernicana.

Il proclama ci informa che proseguono gli scavi nella "città etrusca più importante del centro Italia", per cui vivremo la grande emozione di visitare un'altra bella villa eccetera eccetera: peccato che siano dichiarazioni fuori tempo massimo, ché quasi tutto è stato orchestrato perché l'area archeologica, intesa come parco archeologico strutturato con museo a latere (come a Vulci o Luni, per esempio), non nascesse.

E infatti nessuna menzione del museo etrusco a Prato che, come sa chi mi legge, hanno traslocato a Campi Bisenzio proprio lontano dagli scavi e nessun cenno, ovvio!, a quello che abbiamo impancato in questi venti anni circa perché la città etrusca non venisse dimenticata affossata seppellita: libri, marce, firme, sit-int. 

Come se non fossimo mai stati! Ma il nostro impegno è stato fondamentale, altrimenti questi politici ed esperti non poserebbero come in cartolina. Per questo ci hanno in uggia, perché siamo esistiti e insistiamo a ricordare.

E poi che il parco archeologico non c'è e non ci sarà, lo testimonia una insignificante mancanza:  i cartelli turistici, che invece darebbero la misura di un piano strutturato di valorizzazione del territorio che non è affatto in programma. A parte il cartello balzano che hanno messo in un altro luogo lasciato all'abbandono, le Cascine di Tavola, secondo il quale si potrebbe andare a piedi da lì a Gonfienti, passando ovviamente per il Macrolotto con i mega tralicci e il pullulare di pronto-moda cinesi.

A Gonfienti le visite una tantum alla zona archeologica sono affidate a volontari, e gli scavi vengono eseguiti dagli studenti che studiano archeologia, gratuitamente o quasi, i quali tutti allegri (che occasione, il volontariato!) chissà se hanno contezza che il lavoro professionale nel settore è ben lungi dall'essere realtà. Sindacalisti, avanti!

La Sinistra è cattiva?

In una intervista al discusso scrittore francese Michel Houellebecq, maestro conservatore, mentre partecipava in Italia a uno degli infiniti festival sulla lettura sulla filosofia sulla creatività sulla non so cosa con sui si tenta di riempire invano la miseria culturale del nostro tempo, ecco che ha dichiarato ciò che tutti i giornali, non solo quelli di destra, riportano: la sinistra francese è diventata cattiva. Una volta, asserisce il poeta, la sinistra aveva un consenso culturale vasto ed era come rilassata, era munifica di sorrisi, era vicina agli artisti, anche quelli che non la pensavano come lei eccetera, ora invece è diventata appunto cattiva, aggressiva.

E quella italiana?

Dalla mia esperienza locale, piccolina e insignificante invero, direi proprio che si può dire lo stesso.

Gli artisti eterodossi, quei pochi che riescono a sopravvivere, ma ormai siamo agli sgoccioli son quasi tutti estinti, sono visti da certa sinistra come i can gialli, si dice a Prato, cioè male, e su di loro punta uno sguardo aggressivo e cattivo. O finto indifferente.

Sembra che stiano aspettando che certa gente muoia, artisticamente s'intende. E che facciano di tutto perché ciò avvenga prima possibile. E' così?

In Italia c'è qualcuno che la pensa come il maestro conservatore francese, ed è un filosofo di sinistra e si chiama Leonardo Caffo, che ha scritto un pamphlet dal titolo "Sinistra cattiva", secondo cui la sinistra è diventata un amministratore conformista dello status quo, moralista e perbenista, ed è sostenuta soprattutto da chi sta in condizioni economiche avvantaggiate. E' così?

lunedì 21 settembre 2026

Prossimo programma alla Baracca (settembre-novembre 2026)

Do qui informazione sommaria di alcuni prossimi appuntamenti al Teatro La Baracca; alcune date, da definire, lo saranno presto.

L'inizio è alle ore 21,15.

Intanto vi aspetto allo spettacolo su Sem Benelli, che forse riserverà sorprese, e non solo rispetto all'autore, ad oggi da riscoprire, ma anche per capire certi meccanismi politici e culturali.

Venerdì 25 e sabato 26 settembre Maila Ermini racconta Sem Benelli

Sabato  3 ottobre ospite il saggista e filosofo Valter Bucelli Essere controcorrente e veramente alternativi è ancora possibile?

Sabato 10 ottobre, appuntamento da definire

Sabato 17 ottobre Casa Minestra di e con Maila Ermini

Sabato 24 ottobre, Doppio Faust (Frammenti) di e con Gianfelice D'Accolti

Sabato 7 novembreappuntamento da definire

Sabato 14 novembre Memorie di Settemplice Luce, ultima amante di Casanova




mercoledì 16 settembre 2026

Io Malaparto...con Benelli

Caro Malaparte, 
dopo tanto parlare di te,  ecco che, come ti avevo preannunciato, mi dedico a un altro pratese, Sem Benelli: insomma dopo tanto malapartare, benelliamo un po'!

Curzio caro, dirò, farò... anche un confronto fra lui e te.

Perché poi, diciamoci la verità: tu non fosti tanto carino con Sem nei primi tempi fascisti, quando, come disse Gobetti, giocavi a essere l' "eroe di corte" e promuovevi una concezione intransigente, "integrale", del fascismo nella rivista La conquista dello stato...

Tuttavia, per non smentire il tuo solito doppismo consustanziale, qualche anno dopo invitasti Benelli a scrivere su Prato nella rivista Prospettive...

Vogliamo dire come andò a finire?



lunedì 14 settembre 2026

Festivàl, Criminàl

Sono perplessa. 

Ci lamentiamo di una società sempre più delinquenziale, inorridiamo davanti a uomini che buttano donne dai cavalcavia, sì invoca la sicurezza cittadina, eppure non ci basta: accorriamo in massa ai festival del crimine, con personaggi di grido a spiegarci perché siamo così cattivi, come se da loro potessimo ricevere soccorso e soluzioni.

E sono tutte spiegazioni psicologiche, nessuna sociale  politica o economica, così che nulla cambi nei cardini dello status quo che finanzia e ospita.

È come tornare al vecchio teatro dei ruoli fissi, con il narcisista al posto del malfattore, del drogato o dell' ubriacone.  

Sì tratta della vecchia morbosità da fumetto Diabolik o è finalmente realizzato quel teatro di massa che qui da noi vagheggiava Mussolini?

E tanto riscuotono successo, questi festival (che nome squalificato!) con file impazienti e bramose di spettatori, che qualche amministratore se ne congratula, e promette séguiti.

venerdì 11 settembre 2026

Una intervista su "Maila Ermini racconta Sem Benelli"

Una intervista rilasciata all'improvviso, non mi hanno dato nemmeno il tempo di sistemarmi un po', darmi una truccatina, un ritocchino...Di prepararmi le risposte. Come si usa in tutti i video del mondo, che sono costruiti ben bene. Vabbé, spero vi piaccia lo stesso, e soprattutto vi convinca a venire a vedere lo spettacolo!


mercoledì 9 settembre 2026

Primi appuntamenti alla Baracca, stagione 2026-2027


VENERDI' 25 e SABATO 26 SETTEMBRE, ore 21,15

MAILA ERMINI RACCONTA SEM BENELLI
sul drammaturgo, un tempo famosissimo a livello internazionale per La cena delle beffe, poi dimenticato.
Non sarà soltanto un ripercorrere la vita e le opere, molte e varie, dell'autore, ma trarremo spunto dalla vicenda di Sem Benelli,  "dio caduto", perseguitato dal Fascismo come pochi, e considerato autore sorpassato e oggi illeggibile (ma è davvero così?)  per fare considerazioni attuali e raffronti col presente.


SABATO 3 OTTOBRE, ore 21,15
Le contro-interviste del Teatro La Baracca
ESSERE CONTROCORRENTE 
E VERAMENTE ALTERNATIVI E' ANCORA POSSIBILE?
incontro con il filosofo e saggista
VALTER BUCELLI
Questa la prima contro-intervista di una serie che spero ci accompagnerà per tutta la stagione su vari temi stimolanti e con personaggi significativi (e con ciò intendo che hanno qualcosa da dire), ma assolutamente non televisivi o famosi sul web.


MARTEDì 6 OTTOBRE 
IL LABORATTORIO
primo incontro del laboratorio teatrale aperto a tutti, che si terrà ogni martedì dalle ore 21 alle 23
Per gli approfondimenti tematici si può leggere nel link, ma anche scrivermi, incluso per i costi o altro:


Teatro La Baracca via Virginia Frosini 8, Casale, Prato.
Per informazioni e prenotazioni: tel. 348 704 6645 o scrivere all'indirizzo teatrolabaraacca@gmail.com

martedì 8 settembre 2026

Bene Benelli


Nel 1974 alla Pergola Carmelo Bene debuttò con La Cena delle Beffe di Sem Benelli, insieme alla sua attrice-schiava Lydia Mancinelli e a Gigi Proietti.

La versione di Carmelo fu un fiasco, come ebbe a scrivere il critico e drammaturgo Giorgio Prosperi:...il risultato è stato deludente, perché non si può operare con gli strumenti crudeli dell'irrisione su un testo che è già grottesco...  Tuttavia Giovanni Testori definì lo spettacolo una rappresentazione capace di mettere in scena il "disastro della nostra indifferenza".

In realtà la versione di Bene era un atto polemico nei confronti del teatro italiano, ché rimetteva in vita - more suo - un autore sepolto e disprezzato in primis dal teatro, e restituiva al testo il senso barbarico di vendetta del piccolo contro il grosso, del poeta contro il potere! 

Bene rinnovò quella polemica che già fu di Benelli nei confronti dell'astioso e statalistico teatro italiano.

E io, che polemica farò?




Benelli e il Minculpop

Il Ministro della Cultura Popolare (Minculpop) Alfieri "consiglia" a Benelli di non tenere una conferenza in Svizzera sulla missio...