giovedì 24 settembre 2026

Sem Benelli, il racconto


Copio l'articolo uscito oggi su La Nazione sul mio racconto di Sem Benelli: ringrazio per l'articolo e per la foto, azzeccata (del fotografo Angelo Sabanito Polizzi)  e scelta dal giornale, che mi ritrae nel mio Controdiva: Appuntamento con Clara Calamai di qualche anno fa.

Come è noto, la Calamai fu la famosa interprete de La Cena delle Beffe insieme ad Amedeo Nazzari e Osvaldo Valenti nella versione cinematografica di Alessandro Blasetti, quella col presunto primo seno nudo...

Benelli, contrariamente a Malaparte, non fu mai entusiasta del cinema, anche se altri suoi drammi furono trasposti in pellicola, fra cui L'argigogolo e Gorgona.

La trasposizione cinematografica delle opere di Benelli era oltremodo facile, perché i suoi drammi sono già scritte in forma di sceneggiatura. Insomma, Benelli faceva cinema col teatro. (E teatro col cinema, visto che partecipò, come sceneggiatore non accreditato alla versione filmica della Cena, e forse non solo a quella).  Anche per questo Sem Benelli piaceva a Carmelo Bene. 

Ma anche di questo parlerò nello spettacolo che ricordo debutta venerdì 25 settembre, con replica sabato 26 settembre, alle ore 21,15, alla Baracca.


mercoledì 23 settembre 2026

Gonfienti etrusca di Prato: ecco il nuovo proclama


Come ogni anno, puntuale come un vecchio ma ben orchestrato orologio, ecco che arriva il proclama della propaganda su Gonfienti, secondo cui 'sta volta e a breve avremo in loco, per la cifra di 27 mila euro, una rivoluzione archeologica copernicana.

Il proclama ci informa che proseguono gli scavi nella "città etrusca più importante del centro Italia", per cui vivremo la grande emozione di visitare un'altra bella villa eccetera eccetera: peccato che siano dichiarazioni fuori tempo massimo, ché quasi tutto è stato orchestrato perché l'area archeologica, intesa come parco archeologico strutturato con museo a latere (come a Vulci o Luni, per esempio), non nascesse.

E infatti nessuna menzione del museo etrusco a Prato che, come sa chi mi legge, hanno traslocato a Campi Bisenzio proprio lontano dagli scavi e nessun cenno, ovvio!, a quello che abbiamo impancato in questi venti anni circa perché la città etrusca non venisse dimenticata affossata seppellita: libri, marce, firme, sit-int. 

Come se non fossimo mai stati! Ma il nostro impegno è stato fondamentale, altrimenti questi politici ed esperti non poserebbero come in cartolina. Per questo ci hanno in uggia, perché siamo esistiti e insistiamo a ricordare.

E poi che il parco archeologico non c'è e non ci sarà, lo testimonia una insignificante mancanza:  i cartelli turistici, che invece darebbero la misura di un piano strutturato di valorizzazione del territorio che non è affatto in programma. A parte il cartello balzano che hanno messo in un altro luogo lasciato all'abbandono, le Cascine di Tavola, secondo il quale si potrebbe andare a piedi da lì a Gonfienti, passando ovviamente per il Macrolotto con i mega tralicci e il pullulare di pronto-moda cinesi.

A Gonfienti le visite una tantum alla zona archeologica sono affidate a volontari, e gli scavi vengono eseguiti dagli studenti che studiano archeologia, gratuitamente o quasi, i quali tutti allegri (che occasione, il volontariato!) chissà se hanno contezza che il lavoro professionale nel settore è ben lungi dall'essere realtà. Sindacalisti, avanti!

La Sinistra è cattiva?

In una intervista al discusso scrittore francese Michel Houellebecq, maestro conservatore, mentre partecipava in Italia a uno degli infiniti festival sulla lettura sulla filosofia sulla creatività sulla non so cosa con sui si tenta di riempire invano la miseria culturale del nostro tempo, ecco che ha dichiarato ciò che tutti i giornali, non solo quelli di destra, riportano: la sinistra francese è diventata cattiva. Una volta, asserisce il poeta, la sinistra aveva un consenso culturale vasto ed era come rilassata, era munifica di sorrisi, era vicina agli artisti, anche quelli che non la pensavano come lei eccetera, ora invece è diventata appunto cattiva, aggressiva.

E quella italiana?

Dalla mia esperienza locale, piccolina e insignificante invero, direi proprio che si può dire lo stesso.

Gli artisti eterodossi, quei pochi che riescono a sopravvivere, ma ormai siamo agli sgoccioli son quasi tutti estinti, sono visti da certa sinistra come i can gialli, si dice a Prato, cioè male, e su di loro punta uno sguardo aggressivo e cattivo. O finto indifferente.

Sembra che stiano aspettando che certa gente muoia, artisticamente s'intende. E che facciano di tutto perché ciò avvenga prima possibile. E' così?

In Italia c'è qualcuno che la pensa come il maestro conservatore francese, ed è un filosofo di sinistra e si chiama Leonardo Caffo, che ha scritto un pamphlet dal titolo "Sinistra cattiva", secondo cui la sinistra è diventata un amministratore conformista dello status quo, moralista e perbenista, ed è sostenuta soprattutto da chi sta in condizioni economiche avvantaggiate. E' così?

lunedì 21 settembre 2026

Prossimo programma alla Baracca (settembre-novembre 2026)

Do qui informazione sommaria di alcuni prossimi appuntamenti al Teatro La Baracca; alcune date, da definire, lo saranno presto.

L'inizio è alle ore 21,15.

Intanto vi aspetto allo spettacolo su Sem Benelli, che forse riserverà sorprese, e non solo rispetto all'autore, ad oggi da riscoprire, ma anche per capire certi meccanismi politici e culturali.

Venerdì 25 e sabato 26 settembre Maila Ermini racconta Sem Benelli

Sabato  3 ottobre ospite il saggista e filosofo Valter Bucelli Essere controcorrente e veramente alternativi è ancora possibile?

Sabato 10 ottobre, appuntamento da definire

Sabato 17 ottobre Casa Minestra di e con Maila Ermini

Sabato 24 ottobre, Doppio Faust (Frammenti) di e con Gianfelice D'Accolti

Sabato 7 novembreappuntamento da definire

Sabato 14 novembre Memorie di Settemplice Luce, ultima amante di Casanova




mercoledì 16 settembre 2026

Io Malaparto...con Benelli

Caro Malaparte, 
dopo tanto parlare di te,  ecco che, come ti avevo preannunciato, mi dedico a un altro pratese, Sem Benelli: insomma dopo tanto malapartare, benelliamo un po'!

Curzio caro, dirò, farò... anche un confronto fra lui e te.

Perché poi, diciamoci la verità: tu non fosti tanto carino con Sem nei primi tempi fascisti, quando, come disse Gobetti, giocavi a essere l' "eroe di corte" e promuovevi una concezione intransigente, "integrale", del fascismo nella rivista La conquista dello stato...

Tuttavia, per non smentire il tuo solito doppismo consustanziale, qualche anno dopo invitasti Benelli a scrivere su Prato nella rivista Prospettive...

Vogliamo dire come andò a finire?



lunedì 14 settembre 2026

Festivàl, Criminàl

Sono perplessa. 

Ci lamentiamo di una società sempre più delinquenziale, inorridiamo davanti a uomini che buttano donne dai cavalcavia, sì invoca la sicurezza cittadina, eppure non ci basta: accorriamo in massa ai festival del crimine, con personaggi di grido a spiegarci perché siamo così cattivi, come se da loro potessimo ricevere soccorso e soluzioni.

E sono tutte spiegazioni psicologiche, nessuna sociale  politica o economica, così che nulla cambi nei cardini dello status quo che finanzia e ospita.

È come tornare al vecchio teatro dei ruoli fissi, con il narcisista al posto del malfattore, del drogato o dell' ubriacone.  

Sì tratta della vecchia morbosità da fumetto Diabolik o è finalmente realizzato quel teatro di massa che qui da noi vagheggiava Mussolini?

E tanto riscuotono successo, questi festival (che nome squalificato!) con file impazienti e bramose di spettatori, che qualche amministratore se ne congratula, e promette séguiti.

venerdì 11 settembre 2026

Una intervista su "Maila Ermini racconta Sem Benelli"

Una intervista rilasciata all'improvviso, non mi hanno dato nemmeno il tempo di sistemarmi un po', darmi una truccatina, un ritocchino...Di prepararmi le risposte. Come si usa in tutti i video del mondo, che sono costruiti ben bene. Vabbé, spero vi piaccia lo stesso, e soprattutto vi convinca a venire a vedere lo spettacolo!


mercoledì 9 settembre 2026

Primi appuntamenti alla Baracca, stagione 2026-2027


VENERDI' 25 e SABATO 26 SETTEMBRE, ore 21,15

MAILA ERMINI RACCONTA SEM BENELLI
sul drammaturgo, un tempo famosissimo a livello internazionale per La cena delle beffe, poi dimenticato.
Non sarà soltanto un ripercorrere la vita e le opere, molte e varie, dell'autore, ma trarremo spunto dalla vicenda di Sem Benelli,  "dio caduto", perseguitato dal Fascismo come pochi, e considerato autore sorpassato e oggi illeggibile (ma è davvero così?)  per fare considerazioni attuali e raffronti col presente.


SABATO 3 OTTOBRE, ore 21,15
Le contro-interviste del Teatro La Baracca
ESSERE CONTROCORRENTE 
E VERAMENTE ALTERNATIVI E' ANCORA POSSIBILE?
incontro con il filosofo e saggista
VALTER BUCELLI
Questa la prima contro-intervista di una serie che spero ci accompagnerà per tutta la stagione su vari temi stimolanti e con personaggi significativi (e con ciò intendo che hanno qualcosa da dire), ma assolutamente non televisivi o famosi sul web.


MARTEDì 6 OTTOBRE 
IL LABORATTORIO
primo incontro del laboratorio teatrale aperto a tutti, che si terrà ogni martedì dalle ore 21 alle 23
Per gli approfondimenti tematici si può leggere nel link, ma anche scrivermi, incluso per i costi o altro:


Teatro La Baracca via Virginia Frosini 8, Casale, Prato.
Per informazioni e prenotazioni: tel. 348 704 6645 o scrivere all'indirizzo teatrolabaraacca@gmail.com

martedì 8 settembre 2026

Bene Benelli


Nel 1974 alla Pergola Carmelo Bene debuttò con La Cena delle Beffe di Sem Benelli, insieme alla sua attrice-schiava Lydia Mancinelli e a Gigi Proietti.

La versione di Carmelo fu un fiasco, come ebbe a scrivere il critico e drammaturgo Giorgio Prosperi:...il risultato è stato deludente, perché non si può operare con gli strumenti crudeli dell'irrisione su un testo che è già grottesco...  Tuttavia Giovanni Testori definì lo spettacolo una rappresentazione capace di mettere in scena il "disastro della nostra indifferenza".

In realtà la versione di Bene era un atto polemico nei confronti del teatro italiano, ché rimetteva in vita - more suo - un autore sepolto e disprezzato in primis dal teatro, e restituiva al testo il senso barbarico di vendetta del piccolo contro il grosso, del poeta contro il potere! 

Bene rinnovò quella polemica che già fu di Benelli nei confronti dell'astioso e statalistico teatro italiano.

E io, che polemica farò?




Che barba che noia, il corteggio!


Perché, non si può dire? Ve lo proibisce l'opportunità politica? Bisogna dirlo, invece!

Diversi pratesi evitano di andare in centro l'8 settembre, festa della città di Prato con l'ostensione della sacra Cintola, anche perché lo spettacolo che si presenta è veramente noioso, e ormai divertente solo per chi l'organizza e vi partecipa chissà: ogni anno le stesse sfilate, incluso di personaggi politici cittadini. Anche quelli sempre gli stessi. Da quanti anni ormai? Tralascio l'aspetto religioso. 

Un corteggione polpettone. E visto uno, visti tutti.

Ora, ammettiamone anche l'utilizzo pro-propaganda, ma insomma! Nessuna nessuna novità, frizzo, fantasia, cambiamento, fissità assoluta ammorban...zzz...zzz...

venerdì 4 settembre 2026

L'archivio di Prato: quando una sede nuova e dignitosa?

In questi giorni a Prato non si parla che di piscina di Iolo, che non c'è, ma che ci sarà con il nuovo Stadio dell'Acqua (addirittura una piscina olimpionica), e del nuovo stadio per cui anche oggi si promette non so cosa.
Vorrei però anche segnalare una carenza meno popolare ma altrettanto grave: la condizione da non so quale mondo dell'archivio di Prato in via Pomeria, sistemato in una ex fabbrica e tenuto anche troppo decorosamente da alcuni pochissimi impiegati, che lavorano in una sede che una qualsiasi asl definirebbe fatiscente, degradata, assolutamente non idonea.
Ci sono stata per consultare il materiale esistente a Prato di Sem Benelli. Tutto l'archivio - e non voglio dire di Sem Benelli, di cui si conserva il primo manoscritto de La Cena delle Beffe - tutto l'archivio avrebbe bisogno di un'attenzione maggiore, come si può vedere dalle foto e dai video che posto. Per fortuna all'interno della fabbrica archivio c'è un pozzino, il famoso pillozzo che c'era nelle vecchie fabbriche pratesi, dove almeno gli impiegati, gentilissimi e pazienti, lasciano lavare le mani ai poveri utenti che hanno l'ardire di andare a ciacciare nel passato come me ma sinceramente, dopo aver consultato un po' di faldoni, ci vorrebbe una doccia.
Mancano anche i guanti, e per gli stessi impiegati! Quanti costano i guanti? Vogliamo fare una piccola colletta per avere un po' di guanti di lattice in archivio, almeno fino a quando qualche consigliere o non so chi non perori questa ennesima miseranda causa cittadina? E' forse questa battaglia di poco appeal o ritorno che dir si voglia?






mercoledì 2 settembre 2026

L'arzigogolo


Sto leggendo tutto il teatro di Sem Benelli. Dico tutto. 

Stanotte ho letto il suo Arzigogolo, anno 1922, e non ho dormito fino a che non l'ho concluso.  A volte certi drammi non si possono interrompere con il segnalibro.

Protagonista, oltre al Buffone Spallatonda, Violante, femminista punita per la sua arditezza, intelligenza, libertà sessuale, ecc.

Quelli che hanno cianciato su Sem Benelli, molti almeno, ormai l'ho chiaro, non l'hanno letto.

E lo dimostra la pagina di Wikipedia dedicata al film tratto dal dramma (Violante nel film era interpretata da Maria Almirante, la zia del famoso politico del M.S.I.), in cui, oltre a diverse inesattezze, si rivela un finale inesatto: Spallatonda uccide la donna, non fugge con lei.


"Monna Violante, figlia del Principe di Carpi, è costretta dal padre a trovarsi un marito tra i suoi pretendenti o lui la chiuderà in convento. Violante sceglie Floridoro, un grasso e ricco mercante, sicuro di sé e convinto di essere protetto dalla buona sorte. Anche dopo le nozze, però, Violante non abbandona l'obbiettivo di trovare l'uomo dei suoi sogni. In una visita ai castelli del Principato, incontra il conte Giano, uno dei suoi ex corteggiatori. Crudelmente, ella finge di essere disposta a cedergli. Così Giano ordina a Spallatonda, il suo buffone di corte e servo, di portargli la donna, pena la decapitazione. Spallatonda tenta, ma con tale veemenza che Violante ne rimane sensualmente turbata, fino a lasciarsi sedurre dal buffone che, dopo, non vuole più portarla dal suo padrone. A Giano non rimane quindi di mettere in atto la sua terribile minaccia. Violante però si offre per la vita del buffone; Gianno accetta. Spallatonda sarà decapitato per finta. Il buffone finge di perdere i sensi e si nasconde nella stanza di Violente e quando arriva Giano l'uccide, per poi fuggire con la donna".

https://it.wikipedia.org/wiki/L%27arzigogolo



lunedì 31 agosto 2026

Sulle Pro Loco, i circoli, le associazioni e il loro uso politico

Naturalmente io amo tutte le proloco e tutti i circoli, e questo articolo non vuole in nessun modo deprezzare l'ottimo lavoro di certi gruppi di persone sul territorio.

Tuttavia, potendo osservare da vicino il loro comportamento e la gestione, posso affermare che l'uso politico delle Pro Loco, dei circoli e delle associazioni è un fenomeno diffuso in molti comuni italiani. 

Per statuto sono associazioni di promozione sociale, private, apolitiche e apartitiche, ma in sostanza,  essendo  molto addentro nel territorio con la gestioni di fondi e visibilità pubblica, le pro loco sono un terreno di scontro o di consenso per la politica locale. 

Queste le dinamiche principali attraverso cui avviene la strumentalizzazione politica:
1. Trampolino di lancio elettorale
La presidenza o la partecipazione al consiglio direttivo di una Pro Loco offre una visibilità pubblica  a livello locale. Organizzare sagre, eventi culturali e mostre permette di stringere relazioni dirette con i cittadini. Molti esponenti politici locali iniziano la propria carriera o consolidano il proprio bacino di voti proprio partendo dal direttivo di queste associazioni.
2. Controllo dei fondi e patrocini comunali
Le Pro Loco dipendono fortemente dai finanziamenti pubblici, dai contributi regionali e comunali e dalla concessione di spazi e patrocini. Questo crea un legame di interdipendenza con le amministrazioni: un sindaco tende a favorire una Pro Loco guidata da persone vicine alla propria giunta e garantisce risorse e logistica per eventi che di fatto promuovono l'operato dell'amministrazione stessa.  Invece, se il direttivo della Pro Loco è espressione dell'opposizione o non è allineato, possono nascere conflitti che si traducono in tagli ai fondi, revoche delle sedi (sfratti) o richieste di commissariamento.  (Quello che accadde, per chi lo ha conosciuto, a Fulvio Silvestrini a Prato, anche se lui non gestiva proprio una pro loco).
3. Gestione del consenso e braccio operativo
Molti piccoli comuni non hanno le risorse economiche o il personale interno per organizzare eventi culturali, come per esempio nei piccoli paesi montani.  La Pro Loco diventa così il braccio operativo gratuito della giunta in carica. I politici locali usano le manifestazioni dell'associazione per salire sul palco, tagliare nastri e fare propaganda, o facilitare l'erogazione di fondi, intestandosi indirettamente il merito del lavoro svolto dai volontari. In qualche caso si erogano fondi proprio dopo la riuscita elettorale, come a compenso del sostegno ottenuto.
4. Il tesseramento "pilotato"
In teoria nelle Pro Loco vige il principio democratico e quindi l'assemblea dei soci elegge il presidente e il consiglio.   Però in prossimità dei rinnovi delle cariche associative, si assiste a campagne di tesseramento massiccio orchestrate da partiti o liste civiche.
In qualche caso, pur raro, ho osservato che le proloco sono come dei presidi di potere arbitrari che gestiscono concretamente terreni, aree a giardino o simili che invece dovrebbero essere pubblici e non lo sono perché appartengono proprio alle proloco che pure le spacciano come pubbliche.  Con le loro attività monopolizzano il territorio.
Nello stesso modo può accadere con  circoli o associazioni nelle città, in particolare dove non si hanno più le circoscrizioni o i quartieri.  I circoli in questo caso funzionano come delle emanazioni di parte o partito, proprio come ho descritto per le pro loco.
La diretta azione politica sul territorio, sempre più rara, è da preferirsi a tutte le associazioni o gruppi, ché presenta una gestione strutturalmente più "oggettiva" e controllabile,  anche se è espressione di maggioranza politica come avviene per esempio con le circoscrizioni, e costituisce una barriera più efficace contro infiltrazioni e storture, finanziamenti, favoritismi o persecuzioni occulte (di cui tratterò presto)  e, soprattutto, contro la gestione pilotata del voto e del controllo sul territorio.

giovedì 20 agosto 2026

Come creare l'alluvione: l'esempio di Prato




La Regione Toscana ha appena diramato allerta arancione per stanotte e domani, ed ecco come lasciano le strade a Prato, dopo aver ripulito i marciapiedi ( la ripulitura è stata eseguita solo a seguito di varie telefonate da parte dei cittadini)

L'erba tagliata - se piove come prevedono e non la tolgono - non finirà  nei tombini e non li occluderà?

Questo a Prato, località Casale, Via Montessori. Ma tutta la zona è stata lasciata nella stessa condizione.

Si aggiungerà anche il vento a completare l'opera. Almeno secondo le previsioni.

Scrivo questo post nella speranza che provvedano entro stasera. (In realtà dovevano provvedere entro le 15).

Altrimenti sarà mostrato come si può creare, e anche con poca pioggia, una alluvione in città.

(Ore 17,30. Strada ripulita, anche se in alcune vie le macchine sono state riparcheggiate dopo le 15 e quindi la pulizia non è stata compiuta a dovere).







Il meterologo etrusco

Non è un intervento contro le previsioni del tempo.  Siamo nati e cresciuti nelle previsioni del tempo, nelle trasmissioni  - e non quelle di oggi - sul tempo che farà.

Come fare a parlarne male? Non ne sarei capace. Non consulto anch'io le sentenze del meteorologi?

Voglio però ricordare che la parola meteorologia ha in sé la radice del discorso, in questo caso del parlare intorno al tempo. Non è una scienza, pur ben supportata dalla tecnologia. E necessariamente sbaglia. E meno male che spesso ci azzecca.

In questi anni è un gran parlare del tempo che farà, se pioverà o meno e del caldo che è diventato ossessivo come fino a qualche tempo fa, negli anni '70 si prevedeva un periodo di glaciazione (vedi il film Quintet). Le previsioni, con l'aggiunta oggi il sistema della propagazione delle informazioni e delle "mappe rosse",  indubbiamente sono diventate un buon diversivo e controllo, hanno fatto spuntare e proliferare i soliti esperti-guru, (ognuno ha il suo metereologo di fiducia), che riescono in modo pulito e fintamente scientifico ad allontanarci da molte problematiche, non solo quelle legate all'aggressione del territorio e di sua poca cura - anche grazie a lavori demandati a cooperative spesso poco scrupolose e a una nessuna cultura ecologica di gran parte di noi -, ma anche dal sistema della cura collettiva che spetta a tutti noi, singolarmente.

Non c'è più nessun comune che investe nella cultura ecologica, tanto per fare un esempio.

Con la scusa del nostro bene, per la nostra incolumità - ma certo c'è anche quello - in realtà la previsione meteo, che si presenta come certa e presuntamente scientifica, influenza ormai le nostre scelte, le direzioni, i pensieri, gli umori e rende - oh, ma quanto sono poetessa! -sempre più arida l'azione e l'immaginazione.

Io non sono faccio parte dei laudatores temporis acti,  ma quanta saggezza e osservazione popolare se n'è andata con questa meteorologia, quanta mancata osservazione del cielo affidata agli esperti, che tra l'altro sono in concorrenza feroce fra loro, aspri combattenti per il trofeo delle previsioni migliori.

Io, è noto, sono a mio modo un'etruscologa e quindi non vi sorprendete se dico che i meteorologi di oggi mi ricordano sempre di più gli aruspici etruschi, usati a piene mani dalle varie fazioni nella Roma antica. 

A noi non ci resta che alzare la testa in su e osservare le eclissi quando ce lo dicono, come è accaduto qualche giorno fa. E aspettare il tanto annunciato nubifragio per stanotte.

mercoledì 12 agosto 2026

Il laboratTorio

Oltre agli spettacoli e alle interviste, alla Baracca terrò un corso che ho chiamato il 

IL  LABORATTORIO


Sarà un percorso teatrale  tecnico e pratico, didattico e culturale. Età minima 20 anni, ma aperto a tutti. Questi gli argomenti, che elenco non in ordine di trattamento:

 

1.     I modi teatrali (classico, avanguardia, dialettale, futurista, ecc.).

2.     Tempi e ritmi scenici.

3.     Le narr-azioni.

4.     Scrittura e non scrittura teatrale.

5.     Movimento, geometria, schemi e danza libera.

6.     Voce, suoni e silenzi.

7.     Dizione e dialetti, le contaminazioni linguistiche.

8.   La donna fa l'uomo e l'uomo fa la donna.  Recitazioni e     personaggi. 

9.     Economia del teatro.

10.   Educazione e rivolta alla teatralità


Il laboratTorio inizia martedì 6 ottobre 2026 e si svolge ogni 

martedì dalle ore 21 alle ore 23 e si protrarrà fino a martedì 27

marzo 2027. 

Solo se ci saranno le condizioni si potrà passare a un

allestimento scenico o saggio o quello che potrà essere.

Per altre informazioni e sapere quanto costa si può scrivere 

teatrolabaracca@gmail.com.

martedì 11 agosto 2026

Caro Sem, ora tocca a te

Ringrazio La Nazione per questo articolo uscito oggi, che annuncia i prossimi spettacoli alla Baracca.

Approfitto per confermare già da ora il primo spettacolo (gli altri di volta in volta), ossia Maila Ermini racconta Sem Benelli, il cui debutto sarà venerdì 25 e sabato 26 settembre prossimo...

Eh, sì, caro Sem, ora tocca a te!


Sem Benelli, il racconto

Copio l'articolo uscito oggi su La Nazione sul mio racconto di Sem Benelli: ringrazio per l'articolo e per la foto, azzeccata (del f...