martedì 26 maggio 2026

Vissi al tempo di Matteone

Voglio spiegare l'origine del detto: Vissi al tempo di Matteone.

C'era una volta un sindaco che a ogni elezione stravinceva, e si chiamava Matteone.

I cittadini di... lo votavano e lo rivotavano. Non c'era verso. Lui vinceva.

Hai voglia a costruire opposizioni, liste, far nascere apposta costruttori di alternative, lui  vinceva sempre.

Occomemmai? Occomemmai? Per le sue idee? Che idea, non esistevano più le idee! Era dotato di superpoteri? Macché, era un uomo come gli altri.  Era semplice e misteriosamente diventato un idolo, e riusciva con niente a sbaragliare ogni concorrenza a ogni nuova elezione.

Certo che Matteone aveva dalla sua i circolanti, che per lui brigavano distribuivano tessevano, e bisognava essergliene grati. (Però per favore non parliamo di intrallazzi di mafie e massonerie, eh!).  Eppoi c'erano le fanatiche i creduloni e i bischeroni, che erano le liste a lui collegate, che non mancavano mai di portare voti a Matteone, a cui fermamente credevano.

Era arrivato, alla decima elezione, a nemmeno farsi vedere più per la città, si affacciava dal balcone della sua casona, e salutava con la manina il suo elettorato in giubilo.

Fu così che dopo la quattordicesima elezione, il sindaco Matteone - ormai vecchio - fu acclamato direttamente e nominato di fatto sindaco senza alcun voto,  insomma non ci furono nemmeno più elezioni, ormai considerate dispendio di soldi e di tempo, almeno per quella città, tanto si sapeva chi avrebbe vinto, e poi nessuno aveva più forza e voglia di organizzare opposizione nella città di...

Fu così che nacque il detto: vissi al tempo di Matteone, nell'anno eccetera eccetera, e il tempo di Matteone fu più di cinquant'anni.


giovedì 21 maggio 2026

Come eravamo

Durante le mie periodiche pulizie, dove tutto è sconvolto e rivisto e buttato o altrove riposto, ecco che trovo questa cartolina che mi regalò babbo Loris, grande accumulatore di oggetti e cose, e in questo non gli somiglio, dove si vede una immagine di Casale di Prato della seconda metà anni '80, con la chiesa di San Biagio in primo piano e la Baracca sulla sinistra prima che diventasse, nel 1993, teatro. Poche macchine, diverse biciclette (se si paragona a oggi!), forse era un giorno di festa,  di fine maggio come ora,  probabilmente.




mercoledì 20 maggio 2026

La prossima stagione, una immagine

In questo disegno è immaginato lo spazio del teatro La Baracca, con l'orto pereto,  la strada e la piazza del borgo di Casale a Prato.

Non so se è la piazza a entrare nel teatro o, viceversa, il teatro nella piazza. O forse simboleggia il teatro come centro, come piazza, come agorà. 

Ma anche: il quadrato spezza la continuità di qualcosa, è una ciminiera? Tutto è colorato di nero, solo il teatro è chiaro. Lo spazio è cosparso di parole nello sfondo, illeggibili.

E' l'immagine che ho impostato e scelto per il prossimo percorso del teatro.

C'è ancora tempo per presentare proposte per la stagione teatrale a venire.


lunedì 18 maggio 2026

La politica di sasso

E' definitivamente tramontato il tempo dei programmi sulla cultura, degli assessori alla cultura che progettavano, che impancavano prospettive.

Infatti a che serve la cultura se non a immaginare, inventare tempo e spazio? Portare futuro e passato nel presente, e viceversa?

E che non si voglia impancare più è dimostrato dal fatto che la cultura è un argomento che i candidati di questa tornata elettorale amministrativa qua e là per l'Italia, non contemplano.

La lasciano ai litigi di partito e stati delle biennali, alle barchette fenicie, ai saloni dei libri, paradiso degli editori che tutti frequentano, ma chi legge?

Al massimo si fanno concioni sul turismo, su cui però si preparano ricette maldestre: o manca il sale, o c'è troppo olio nella pietanza. Ma cosa si vuole cucinare, non si sa.

Gli argomenti di cui si tratta nelle campagne elettorali sono quelli ritenuti urgenti per quanto accade nelle città, ormai vissute come minaccia quando un tempo erano, con le loro vecchie mura che nessuno restaura, difesa:  la "sicurezza" dei cittadini e  le misure contro i vari degradi del centro sono ovunque i temi fondamentali.

Ma il degrado del centro va di pari passo con l'aumento del turismo e con il definitivo abbandono delle questioni ecologiche, dell'artigianato, questioni urbanistiche e del territorio!

Ricordo che quando andai in scena con Turista il barbaro - dramma  che potei rappresentare solo alla Baracca- fui attaccata da diversi spettatori che sbandieravano il turismo come espressione della democrazia. - Vorresti tornare al tempo del turismo d'élite, tu? -

Qualche volta i candidati aggiungono al programma fantasma la ricettina del risveglio della periferia (dopo che sono stati eliminati circoscrizioni e i quartieri in molte città ecc.), e vi si afferma di voler vivacizzare le piazze con una manciata di rose piantate in un'aiuola.

Ma cosa vuol dire "vivacizzare"? Perché lo si deve fare?

Posto, per esempio, che io togliessi il parcheggio da piazza Mercatale di Prato (cosa che nessuno ha osato nominare questa volta!) e quindi le sgombrassi dalle antiestetiche ma comodissime macchine, cosa ne farei? Lascerei ambulettare la gente a suo gusto e piacimento, permetterei il gioco del pallone ai ragazzi, metterei le panchine, o piuttosto monetizzerei gli spazi con mega dehors? O ci metterei la ruotona panoramica - peraltro io le vedo sempre vuote - come fanno gli amministratori al fine di mostrare che esistono in qualche modo, che ci sono e che organizzano ecc.!

C'è, bisogna proprio dirlo, molto pressappochismo, banalità, presunzione, ma anche timore, tant'è che gli incontri fra candidati si organizzano in aree chiuse, e li osserviamo come infilati in un grande uterone protetto da preservativo (ma se siamo in menopausa, che serve?) un profilattico che difende da attacchi da domande a cui non si è in grado o non si vuole rispondere, da idee che possono minimamente fecondare lo status quo e far traballare la "vincita".

Nei confronti di aree dissidenti questioni scottanti figure impertinenti (ma ancora esistono, non li hanno ammazzati tutti?) c'è poi la solita strategia del silenzio, vecchio metodo con cui il potere avanza immoto e si autoconserva sottovuoto.

Si dichiarano la difese dei migranti, che però rimangono confitti nelle attività di cosiddetto basso livello e disprezzati dunque, ma non si difende affatto e si perseguita chi, pur autoctono, è migrante di idee e di fatti.

(Si può solo migrare col corpo e solo con quello, certo sempre con il rischio altissimo di finire in fondo al mare, ma mai è concesso di migrare con altri mezzi, perché migra solo  chi è disposto a pagare con corpo e lavoro la licenza di penetrare nella geografia dei dominatori; coloro che compiono altre qualsivoglia migrazioni sono condannati a non esistere e quindi nemmeno a morire).

Il potere è arroccato, ecco cosa si percepisce chiaro e tondo in questa campagna, e i suoi agenti sottomessi e quasi in-differenti, intercambiabili, nonostante l'illusione della "scelta" nel voto, tanto che l'ormai vecchio motto uno vale uno si è convertito alla definitiva legge dell'uno vale l'altro, insomma siamo dunque arrivati a quella che già è e che sarà ancora per diverso tempo, alla politica del non è-è, ossia dobbiamo smentire Parmenide, anche se lui intendeva in senso ontologico e non politico, certo, ma sia: ormai il non essere è e può essere, e  la politica è di sasso.

domenica 10 maggio 2026

Grazie


Ringrazio tutti coloro che in questa stagione hanno fatto vivere il piccolo Teatro La Baracca.

Con piacere pubblico una foto, scattata da Gianfelice, durante lo spettacolo di ieri sera, Non leggo le donne e non le rappresento.

Ora ci aspetta la tournée estiva. 

Arrivederci alla Baracca con la nuova programmazione 2026-2027! 

 

sabato 9 maggio 2026

Replica di Non leggo le donne e chiusura stagione 2025-2026


Stasera, sabato 9 maggio ore 21,15 ci sarà la seconda replica del discorso imbarazzante Non leggo le donne e non le rappresento, e con questa chiuderemo la stagione 2025-26 alla Baracca, durante la quale sono stati presentati dieci spettacoli senza alcun aiuto pubblico e senza alcun tipo di sostegno, se non gli spettatori stessi.
Anche se non ve ne importa nulla, lo scrivo lo stesso.

Alla Baracca, fatto salve una tantum fra giugno-luglio al Pereto come a volte mi piace fare,  spettacoli e laboratori riprenderanno con regolarità a settembre con la nuova stagione 2026-2027.

Questi gli spettacoli del 2025-2026:

Prosare Borchert

Un mese con Carlo Monni

Scaramànzia

Intervista a Pasolini

Compendio della vita di Gesù Cristo, di Blaise Pascal

Novello Belfagor

Carla Lonzi sono io!

Quel porco di Medardo (saggio di laboratorio)

Pinocchia

Non leggo le donne e non le rappresento


E' stato poi presentato uno spettacolo in ospitalità (Finoanottefonda).


(P.S. Ho scelto di presentare lo spettacolo Non leggo le donne e non le rappresento con  diverse immagini di donne, perché il testo è in divenire e ribelle all'autrice, e in fatti stasera il testo con le canzoni sarà un po' diverso dal debutto della scorsa settimana e le immagini necessariamente  cambiano. E poi mi piace così, ecc).

venerdì 8 maggio 2026

Della fu provocatoria indipendenza

Citazione pasoliniana. Oggi non è più possibile provocare con la provocatoria indipendenza e d'altronde nessuno lo vuole, in nessun campo. Figuriamoci culturalmente!

Né nel vecchio e nuovo teatro (sembra che sarà il riceeercato a CHI L'HA VISTO?), né nel noiosissimo cinema neo celebrante e vuoto dei Donatelloni o col kitsch algoritmico hollywoodiano, né nelle Biennali dell'arte contemporanea- strumentali alle guerre e carissime - prego mille euro a notte per dormire a Venezia se non vuoi finire a dormire nell'acqua  - né con nessun sconcerto musicale dove dirigi e stai solo per grazia di partito tanto per cambiare, né con i libri atTORINO... Andate un po' a vedere gli sponsor della Salone del Libro, fatevi un giro e vi perdete nell'ennesimo programma obeso e noioso della mostra (quest'anno dedicato all'infanzia, ancooora?!), programma soffocante, dove, parafrasando Wittgestein, si potrebbe dire che troppi libri, nessun libro...

E infatti non legge nessuno. Meno si leggono libri, e più obeso diventa il salone.

Detto chiaramente: non sanno che farsene della TUA indipendenza, bella mia. Ti lasciano proprio essere indipendente, anzi meglio così...Rimani da solo, non ti appoggia nessuno, e non costituisci alcun potere.

Dove trovi qualcuno disposto a buttare un po' di soldi per te come faceva il produttore Bini per Pasolini? 

Oggi va di moda e ciascun vuole essere culturalmente DIPENDENTE o AFFILIATO. GOVERNATO. Chi non è governato, è un disgraziato! 

E chi non pensa come noi...peste lo colga!

Scriveva Pasolini, che viveva quando essere indipendenti era ancora possibile ancorché doloroso e pericoloso:

-"Ho saputo per caso stamattina, da una persona che mi dà sempre brutte notizie, che un regista (appartenente all'intelligenza dell'opposizione) mi ha violentemente attaccato. Non è che un ennesimo attacco: ma c'è sempre l'attacco che va al di là della sopportazione, proprio per un puro e semplice fatto numerico. Una certa quantità di dispiacere può essere sopportata: oltre un certo limite non può più essere sopportata. Ora, all'inizio di un nuovo anno (il caso vuole che questo esame della mia situazione coincida con l'inizio di un nuovo anno) che cosa devo propormi di fare? Io sono completamente solo. E, per di più nelle mani del primo che voglia colpirmi. Sono vulnerabile. Sono ricattabile. Forse, è vero, ho anche qualche solidarietà: ma essa è puramente ideale. Non può essermi di nessun aiuto pratico. È chiaro che, nella lotta contro il potere, bisogna opporre una certa forma di potere: se non altro come prestigio. In questo momento, grazie a Dio, mi aiuta, in tal senso, miserando, il successo delle mie opere all'estero: «Edipo Re» in Francia, «Teorema» in Germania, «Una vita violenta» e così «Teorema» libro in Inghilterra, ecc. È tremendo dire, pubblicamente, queste cose: ma si tratta di fare calcoli meschini, per vedere come preventivare una certa sicurezza contro meschine ma atroci« persecuzioni ». Fatti questi calcoli, se tornano, potrò conservare la mia indipendenza: la mia provocatoria indipendenza. "

P.P. PASOLINI, La mia provocatoria indipendenza, dalla rubrica Il Caos, su «Tempo», n. 2, a. XXXI, 11 gennaio 1969, p.10.

martedì 5 maggio 2026

Replica di Non leggo le donne...

In attesa della prossima stagione alla Baracca su cui sto già lavorando, forse avrò modo ancora di presentare o replicare uno spettacolo o due, magari a giugno o luglio al Pereto, chissà.

Intanto sabato 9 maggio ore 21,15 alla Baracca replico Non leggo le donne e non le rappresento.

Per prenotare scrivere a teatrolabaracca@gmail.com oppure telefonare al (solo telefono e solo sms) 348 704 6645.



sabato 2 maggio 2026

I filosofi che diventano attori

Ora che i filosofi gli psicologi gli storici e quanti altri fanno i teatranti calcando le scene di teatri e festival per vendere il loro libri e illuminarci nella via della sottomissione con le loro lezioncelle di verità luminose e fatti incontrovertibili, insomma trasformando i pensieri in spettacoli e muovendosi sulle tavole come vecchi e astuti ipnotizzatori, 

per i teatranti è arrivato il tempo di gettare le maschere e fare i filosofi gli storici gli psicologi e quanto altro, trasformando i loro spettacoli in pensiero e azione, e finalmente condurre gli spettatori verso la più sana disperazione?

O povero teatro, che grazie a questi vendenti maitre-à-penser, a questi filosofi attori sei diventato uno dei luoghi preposti per l'accecante conformistico commercio culturale!

A causa della loro prepotenza modaiola, sono banditi tutti gli ingredienti del fastidioso teatro, ossia le storie la fantasia il gioco l'allegria l'amore la ribellione la vita la morte.

Allo spettatore non è lasciato più nulla, nessuno spazio per l'immaginazione, per l'interpretazione, per la creazione, per l'opposizione: come fare? dal palco cola verità!

martedì 28 aprile 2026

Per chi voterò

Ho già deciso per chi voterò alle prossime elezioni a Prato, la città dove vivo.

Voterò coloro che hanno in animo la questione sociale, ossia; voterò per chi propone di alleviare le difficoltà di chi deve gestire bambini (e la cultura qui non è cambiata, cari signori, sono donne, nonne), anziani (sempre donne), familiari con problematiche psicologiche e mentali; chi tenta di occuparsi della questione giovanile e non solo in termini di degrado e violenza, proponendo soluzioni creative e culturali.

Voterò per chi ha un minimo di programma ecologico sul territorio e sua cura (ecologia, questa sconosciuta ormai!): basta cemento a volontà, basta nuovi mega-capannoni, attenzione alla gestione dei rifiuti a livello zonale e personale. Per chi organizza corsi e percorsi di educazione ecologica!

 

Voterò coloro che hanno un programma culturale e non ancora una volta e sempre turistico e di marketing! Che non proponga i soliti set festivalieri a circuito chiuso ed esclusivo (e senza paga dignitosa ecc.); per chi intende rinnovare la gestione di enti e incarichi intesi e ormai sempre assegnati in termini fiduciari o di partito o di loggia massonica, o di tribu familiare ecc.

Voterò per coloro che non attuino razzismo culturale e ideologico così diffuso e praticato silenziosamente!
(O almeno si proponga la creazione di un Ufficio Esclusi, dateci - ci sono anch'io - un marchio anche a noi in modo da essere in qualche modo riconosciuti, e infilateci in una specie di lazzaretto culturale ben contraddistinto e visibile).

Voterò per coloro che considerano Prato anche passato, patrimonio archeologico (Gonfienti etrusca) storico e ambientale (anche sue colline), e non solo presente fabbriche e stoffe e cinesi.

Voterò per chi propone programmi educativi non omologanti.

Voterò per chi motiva e crea cultura folk (e non parlo solo di canzoni, ma anche di artigianato e manualità).

Voterò per chi tratta la questione sicurezza e sfruttamento del lavoro non soltanto in termini di forze di polizia; ma anche, andando in controtendenza, chi pensa a misure economiche sociali e culturali, e anche vuole incentivare comportamenti di singoli che possano anche in piccolo ostacolare lo schiavismo neocapitalistico.

Voterò chi propone un qualche programma serio per la mobilità alternativa e di comunità. Lo sapete, sono una "biciclante".
Voterò per chi mette la freccia quando va in macchina e la usa meno che può e rispetta i limiti di velocità.

Voterò per chi non dimentica le persone che hanno creato comunità e rispetto, piantato idee e altri modi di essere, come Fulvio Silvestrini o altri.

Voterò per chi ogni tanto viene a farci visita alla Baracca, anche quando non c'è spettacolo.

lunedì 27 aprile 2026

Venezia contro Venezi

Seguo con interesse la vicenda politica della Maestro Beatrice Venezi - fatta sloggiare dal Teatro La Fenice dal sovrintendente con il placet della destra che ce l'aveva messa e per la felicità degli orchestrali che la vedevano come il fumo agli occhi ecc. -  che avrebbe dichiarato niente popòdimenoché a La Nacion di Buenos Aires (la lucchese è direttrice al Teatro Colon), che in quel della Laguna certi posti si tramandano di padre in figlio. 

Ché, nel caso, accade solo là? Si può fare diversamente che in modo nepotistico in questo paese?

E perché, all'Università? E perché in banca? E perché fra i direttori dei teatri, nei partiti, ecc.?

Solo che non si può dire. Non si può dire, che si solleva il mondo. Tutti si sentono offesi.

Vi assicuro che oltre alla parentela vale molto anche la tessera di partito. Per esempio da queste parti. E dalle vostre?

Solo che non si può dire. Se lo dici, qui anche gli amici ti abbandonano. Lo sanno a Buenos Aires? E là come funziona, per merito?


giovedì 23 aprile 2026

Sul festival Seminare idee, ovvero dell'appalto della cultura

Intendo commentare il programma di SEMINARE FESTIVAL che si terrà a Prato a inizio giugno 2026 nella sua seconda edizione, annunciato ieri con fanfare e dei,  e nelle stanze della Regione Toscana.

Sottolineo che commento solo il programma, visto che il festival non è ancora iniziato, e quindi non posso entrare nei singoli incontri.  Non posso approfondire. E tuttavia, dal programma si capisce molto, almeno l'intento generale; e solo questo voglio commentare. 

Il programma è composto, e come ormai si presentano tutti i festival,  da una sfilza di "nomi" più o mediatici,  e trattano temi invitanti, morbidi e piacevoli, temi che "promettono": quest'anno l'argomento del festival, guarda caso è il desiderio.

Cosa vuoi desiderare oggi? Cosa c'è da desiderare? Cosa c'è da vedere?

In questi festival vi domina dall'alto l'organizzato e il tranquillo.  Le lezioni spettacolo sono condotte da certi  personaggi che sono collegati a certe case editrici, alla televisione, ai media, e che si presentano nella forma gurata,  ossia il guru santone che parla e che ci illumina spettacolando! Alleluia! Namastè!

Quello che si semina è ancora una volta e sottilmente conformismo, acquiescenza, sudditanza e a piene mani, visto che poi gli ingressi sono gratuiti. C'è bisogno di fare numero!

Insomma, la forma del desiderio è ancora e sempre quella consumistica (il desiderio e il consumismo sono strettamente legati) e la cultura affascina ormai nella forma spectaculis da intrattenimento-conforto-medicina-guarigione. Zitti tutti, parla lo specialista. L'illuminata.  maitre-à-spectaculaire!

I festival sono ormai le epifanie cittadine della cultura appaltata e ammorbata. Sostanzialmente spenta.

(Anche se qui non si tratta del classico appalto, visto che paga una fondazione e la regione, ma la sostanza non cambia).

Nei festival tutto è organizzato da una agenzia, non dalla politica, non dal popolo, non dai Fulvio Silvestrini che mettevano in moto tutto un quartiere per fare cultura! 

Tutto questo non esiste più, non può più esistere, è vergognoso, è povero, mette a disagio, non è confezionato, non è presentabile...Non è maneggiabile a uso e consumo di...

E questi sono ormai i soli eventi, la sola cultura che ci danno in pasto, e noi siamo tutti d'accordo (ma insomma, che vuoi?) confortati da i nomi televisivi, mediatici, à la page, che pubblicano con Monda Feltri e Pinco Pallo e magari che ci ammanniscono loro consigliastri sui video-internet (non ti dimenticare di cliccare per non perdere nulla del mio canale!).

Questo è ciò che ci aspetta ancora nei prossimi anni, questa calata di personaggioni e di soluzioni confortanti,  curiosità e spiegazioni serali che ci dimenticheremo all'alba per la nostra prossima disperazione che loro capiranno e cureranno, ovviamente, ancora una volta e sempre e su cui scriveranno il prossimo tuo libro, scritto da loro! 

Non li senti, non li senti che dicono: ma come, visto che non c'è nulla a Prato, almeno c'è questo, che ti lamenti? 


 

 

 

mercoledì 22 aprile 2026

Residenze artistiche? Ma allora vi siete proprio dimenticati di Fulvio



Dicevo appena ieri che questa campagna elettorale locale (parlo di Prato) non vedeva progetti culturali ed ecco che oggi ne leggo di uno, che riguarda ovviamente le periferie.

Un candidato parla di voler creare "centri per il lavoro" e addirittura di "residenze artistiche" naturalmente in periferia:

«Coworking e residenze artistiche condividono la stessa idea di fondo: riconoscere il lavoro come valore sociale, creare luoghi di produzione e non solo di consumo, rendere i quartieri vivi, aperti e attraversabili».

Peccato che noi, che siamo residenza artistica periferica da tanti anni, questi signori non li abbiamo mai visti. Anzi, chi fa politica e abita qui vicino, e ama così tanto parlare di periferia, proprio ci evita, come il fumo agli occhi e non è mai venuto a vedere al Teatro La Baracca quello che facciamo!

Peccato anche che le residenze artistiche organizzate da Fulvio Silvestrini, la Bottega d'Arte Comune a Iolo (ve la ricordate, o "dimentecatti"?), o le sue carovane culturali, sono state, la prima distrutta letteralmente dopo anni di "Giugno con l'Arte",  e le altre non prese in considerazione! Per anni Fulvio ha cercato una sede culturale, andando a chiederla a destra e a sinistra. Qui più a sinistra che a destra per ovvi motivi. 

Vi siete dimenticati anche di Fulvio Silvestrini, nonostante la targa che avete messo alla Biblioteca Lazzerini (e l'avete messa solo grazie a me e alla mia raccolta firme, anche per rendere inoffensivo il mio impegno) con tanto di fanfara per farvi belli, o forse per cancellare il ricordo dei vostri continui no, che a me però Fulvio raccontava per filo e per segno!

E poi chi le gestirebbe queste residenze comunali? Qualche altra associazione che tiranneggia sul territorio con le sue conventicole e privilegiati come funziona per tutti i circuiti culturali regionali?

Non resta che sperare che queste fantasticate residenze artistiche del futuro incerto siano più frequentate da chi le propone e dispone e con animo più democratico di quello che finora s'è visto in città, e altrove.


martedì 21 aprile 2026

Campagna elettorale - Prato dopo di Prato.

Segnalo questo documentario promozional-politico e quindi buonista della Rai su Prato:

https://www.raiplay.it/video/2026/04/Linea-Verde---L-Italia-e-straordinaria---Prato---18042026-2c0e26d3-1728-48c8-b1a1-600c03990771.html 

Tutto è troppo perfetto e felice e legato alla contemporaneità (a parte il Castello dell'Imperatore),  di cui però si tacciono i problemi relativi alla convivenza con la comunità cinese e in generale con gli extracomunitari, unita alla grave mancanza di cura di cui soffre l'intera città. 

Unisco anche un documentario archeologico vecchio di due anni, Prato prima di Prato, non entusiasmante, però parla di Gonfienti Etrusca.  Anche in questo caso nessun accenno alle problematiche che vi sono legate, ossia il sostanziale mis-conoscimento della scoperta archeologica, ormai trentennale.

Infatti la questione culturale (e che non riguarda certo solo il sito archeologico che nessuno vuole, ma anche sarebbe da discutere per una nuova meno asfissiante conduzione a nomine di partito) si unisce a quella gravissima ecologica (la gestione degli scarti tessili, il vandalico abbandono dei rifiuti ovunque, la gestione delle acque, il problemone dell'energia, ecc.) e insieme costituiscono i grandi assenti dagli argomenti della campagna elettorale di questi giorni. 

Per ora si intravedono solo programmi miseri, urlati, accuse reciproche, il solito teatro del nulla politico... È già questa Prato dopo di Prato?


https://www.youtube.com/watch?v=JCFmJeQYx7w

domenica 19 aprile 2026

Com'è andato il debutto di "Non leggo le donne e non le rappresento"

Così ha ben debuttato il primo discorso teatrale "Non leggo le donne e non le rappresento" alla Baracca.

Spettacolo sui generis, è diviso in due parti o tempi: la prima tratta dell'aspetto letterario (Non leggo le donne), che riporta le mie ricerche con diverse curiosità - tutto teatralizzato, ovviamente; nel secondo tempo racconto la mia esperienza personale in teatro (non le rappresento): e qui viene il bello. Le canzoni che canto sono poesie di Gaspara Stampa, poetessa del '500 (Gaspara ringrazia, è la prima volta che viene cantata dopo tutti questi secoli. Lei cantava  le sue poesie- e sembra con una stessa melodia - ma io l'ho trattate, a livello musicale, modernamente).

Apprezzata anche la non-scenografia cromatica. 

Un lavoro che, fra ninne e nanne, mi ha preso molto tempo e con diverse riscritture e che potrete vedere solo alla Baracca, perché i nostri non son tempi del teatro che "provoca": per questo replico sabato 9 maggio alle ore 21,15.

Ringrazio gli spettatori che mi applaudono e che dibattono fra loro in maniera vivace e critica.

venerdì 17 aprile 2026

Debutto di "Non leggo le donne e non le rappresento"

Domani vado in scena con - credo - l'ultimo spettacolo della stagione NON LEGGO LE DONNE E NON LE RAPPRESENTO.

Noi, che siamo figli di un dio minore ma molto testardo,  andiamo avanti portando in scena temi e storie e quanto altro che difficilmente vedrete altrove.

Domani sera sono sicura di sorprendere il mio pubblico!

Non so davvero se e quando farò la replica, nel caso come sempre vi informo.

Grazie a chi ci sarà domani alla Baracca sostenendo, questa sì davvero, l'alternativa.


Sabato 18 aprile Teatro La Baracca, ore 21,15 debutta

Non leggo le donne e non le rappresento.


Campagna elettorale - 3 - I falsi paladini

Arieccoci coi falsi paladini.

I rodomonte, gli spacca tutto, gli annuciatori di rivelazioni. Quelli che dicono di essere contro il sistema, del con me tutto cambia.

Basta vedere con chi si accompagnano, chi li sostiene.

Ambiziosi e avidi, sono i candidati perfetti di certo potere per raccogliere il malcontento e incanalarlo nell'acquitrinio dell'italico  gattopardismo.

Occhio!

lunedì 13 aprile 2026

Non ritorno

E' incredibile, ma qualcuno, a proposito del mio prossimo spettacolo Non leggo le donne e non le rappresento (un discorso imbarazzante) mi ha chiesto se davvero io penso così, se faccio così: se io non leggo le opere delle donne ecc.

Credo che siamo arrivati al cosidetto punto di non ritorno. 

Per quanto mi riguarda, io no, per fortuna non ritorno.


domenica 12 aprile 2026

Campagna elettorale - 2 - CANDIDATO LOGGETTO

Si riconosce subito ma non bisogna dirlo, lui stesso è il primo a non dirlo. E' il candidato loggetto.

E' il giovane rodomonte della politica, di solito un maschietto (le donne loggette s'è visto riservano sorprese), spara a zero su tutto, accusa a destra e a sinistra: attenzione, siete tutti compromessi con i partiti!

Non c'è che dire, fa sognare, perché promette di cambiare tutto. Anche sé stesso.

sabato 11 aprile 2026

Campagna elettorale - PIETA'

Uno degli slogan più triti e tristi è VOGLIAMO PARTIRE DALLE PERIFERIE.

L'hanno detto quasi gli schieramenti,  tutti i partiti. 

Pietà!

Data sbagliata

Lo spettacolo Non leggo le donne e non le rappresento si terrà alla Baracca sabato 18 aprile  ore 21,15 e non stasera, come erroneamente comunicato oggi da La Nazione.


martedì 7 aprile 2026

I discorsi teatrali

Ci avviciniamo alle elezioni amministrative e voglio dare il mio piccolo contributo con  argomenti e spunti di discussione attraverso discorsi teatrali che presenterò alla Baracca.

Certo nessuna sorpresa per chi ci conosce: La Baracca da sempre si occupa di politica col suo teatro, e addrittura diversi anni fa ho osato sfidare me stessa presentandomi come candidato sindaco, cosa che, voglio rassicurare i miei detrattori, non ripeterò.

Naturalmente con i discorsi teatrali non si tratta di appoggiare alcun candidato o lista.  Non si fa politica in questo senso, ma in quello più filosofico e profondo, o anche scherzoso e giocoso, ossia in versione satirica.

Il primo dei discorsi teatrali è Non leggo le donne e non le rappresento, previsto per sabato 18 aprile, ore 21,15: è un "discorso imbarazzante" e provocatorio sul pregiudizio letterario (e in genere artistico-culturale) contro le donne, che sembrerebbe ampiamente superato dalle moltissime scrittrici e artiste che affollano la scena editoriale e artistico-culturale in genere ecc.;  tuttavia in ambito letterario gli editori lo confermano: gli uomini non leggono le donne...  A parte le debite eccezioni. Mentre le donne, oltre a leggere di più e leggere le opere delle donne, leggono come sappiamo quelle degli uomini da sempre. In alcuni casi le donne affermano addirittura preferire la lettura delle opere dell'altro sesso. Possiamo aggiungere, trovandoci a svolgere il nostro discorso in contesto specificatamente teatrale,  che di rado i registi rappresentano commedie o drammi scritti da donne; mentre come sappiamo alle (poche) registe accade il contrario da sempre, ecc. Cercheremo di capire il perché di quest'arcano. Si direbbe, in termini giallistici, un caso ingarbugliato ma interessante. E, nel caso ci siano, i colpevoli sembrano essere più d'uno. 

Vi darò poi notizia più precisa degli altri discorsi che seguiranno.

mercoledì 1 aprile 2026

Etruschi a Prato, o il nulla cosmico


Questo è un articolo de La Nazione sulle prossime iniziative sugli Etruschi nei Musei della Provincia di Prato.

Intanto al sito etrusco di Gonfienti il nulla cosmico, a parte qualche ingresso per gruppi di scuole.  Gli scavi non vanno avanti, non ci sono soldi come mi dicono da più parti, e tutto rimane nel dimenticatoio.

E proprio nulla anche c'è da sperare nella messa in moto della politica locale per le elezioni, che tratta solo di candidature e s'affanna solo per questo.

lunedì 30 marzo 2026

Ancora Pinocchia

Pubblico alcune foto di Pinocchia con il commento che l'ufficio cultura del Comune di Castel Bolognese ha voluto dedicare, collettivamente, a questo personaggio:

"Grazie, Maila perché tutti i linguaggi che hai utilizzato nel tuo spettacolo "Pinocchia" ci hanno ricordato che non dobbiamo cambiare per accontentare Geppetto, Lucignolo, la Fata dai Capelli Turchini e neppure il Pescecane. Ciascuna di noi va benissimo esattamente come è."

venerdì 27 marzo 2026

Censimento (Vale per la Giornata Mondiale del Teatro)

In questi giorni la Regione Toscana sta svolgendo un censimento dei teatri toscani, e chiede dettagli, se e come esistiamo, e come facciamo ad esistere. Quanti spettacoli avete fatto quest'anno? chi sono i proprietari? Tutto questo dopo che, almeno per quanto riguarda il teatro La Baracca, questo piccolo 'teatro di nicchia' come ebbe a definirci un simpatico e acuto poliziotto, tramite norme, regolamenti scelte politiche ed esclusioni (costantemente ignorati dal circuito regionale di Toscana Spettacolo), è stato praticato il possibile per non farci vivere (vedi la distruzione del circuito dei piccoli teatri della Toscana, tanto per dirne un'altra), dopo che nessuno dei lor signori che chiedono di sapere  si veda mai a sbirciare da queste parti per capire cosa facciamo, nessun funzionario, nessun rappresentante politico o culturale, come se esserci in veste autonoma e indipendente per un teatro fosse solo una colpa, una vergogna: insomma, come se  senza crisma di partito non si dovesse fare cultura, e come se poi si potesse capirci qualcosa solo con i dati, con le informazioni, senza rendersene conto di persona, (essere visti da loro è concesso solo a quelli della greppia o che ne potrebbero far parte), senza in pratica voler veramente capire di che farina è fatta questa pasta che non intendo no mangiare perché sospetta.  Il censimento, a cui ho risposto, serve a loro, non a noi, serve a coloro che continueranno a tenerci distanti, indifferenti o piccati che dopo tanti anni ancora siamo qui a guardare coi nostri occhi .

(Questo vale per la Giornata Mondiale del Teatro).


giovedì 26 marzo 2026

Torna Borchert alla Baracca

Sabato 28 marzo ore 21,15, questo sabato ci sarà la replica di ProsARE Borchert che Gianfelice D'Accolti sta portando in tournée (e oggi è uscita una bella presentazione de La Nazione sullo spettacolo che merita vedere).


venerdì 20 marzo 2026

Una Pinocchia fa primavera

Sabato 21 marzo ore 21,15 al Teatro La Baracca, a celebrare la primavera e la poesia, torna Pinocchia, dove presento la celebre favola in versione comica e femminile.


giovedì 19 marzo 2026

I' babbo


 

Babbo, uso il tuo martello come un pazzo.

Che ci farei sennò con tutti questi arnesi

che mi ritrovo appesi

al bancone su cui picchiavi

sega morsa e saldatrice

quante costruimmo

di scenografie

come perfette artiglierie.

Quanto mi manchi

e mi dicevi, forza, picchia

la donna è ben che picchi

e poi impara tutta l'arte

e infatti per quanto ho potuto

l'ho messa da parte.

 

Babbo, di te dicevano

fa i piedi ai gatti,

ed era vero,

io li ho visti sul serio

co' piedi da te rifatti,

e ancora oggi

i mici malconci

passan di qua a cercarti

-non c'è chi ci racconci

gli altri ne sanno uno zero-

mi sembra che miagolino

e con la coda bassa

poi se ne vanno, e col pensiero.


I PIEDI A' GATTI, poesie per il babbo.



mercoledì 18 marzo 2026

In ricordo di Simone Bartoli

Caro Simone,

non ci sei più, ho letto stamani sul giornale.

Alla bella età di quarantatré anni una infezione ti ha portato via.

Eri più che un sommelier, lo sapevano tutti, e molti andavano nei locali dove lavoravi solo per essere serviti e consigliati da te.

Con dolcezza accarezzavi il cliente. E senza fingere. Eri buono, eri competente, eri un artista. 

Ecco, sì, eri un artista. E non solo perché anche dipingevi. 

Eri un artista naturale, non di quelli "maledetti", costruiti sul modello: un artista senza mostrarlo, senza vanto, un artista delicato. 

Gli artisti che preferisco e a cui mi ispiro.

https://www.lanazione.it/prato/cronaca/morto-infezione-sommelier-simone-bartoli-geadzbim

domenica 15 marzo 2026

La colpa dell'autrice


Pubblico qui alcuni degli ultimi commenti delle spettatrici su 
Carla Lonzi sono io! in questa tournée 2026, non ancora del tutto conclusa per la verità.

Nel quaderno dello spettatore nessun commento è stato annotato dagli uomini, che pure a voce mi hanno manifestato il loro apprezzamento. Un signore a Faenza mi ha anche abbracciato dopo lo spettacolo. Ma scritto niente. 

Trascrivo qui i commenti non tanto per lodarmi appoggiata al solito disponibile Narciso o perché, come qualcuno evidenziò tentando di screditarmi,  questo blog fa parte del mio "core business", ma perché lo spettacolo è stato duramente attaccato (in modo aperto e velato), come se la Lonzi fosse un tabu intoccabile. Come se interpretandola a teatro l'autrice fosse colpevole. O si è trattato solo della banale e silenziosa invidia?

Rivendico - lonzianamente - di averla portata sulla scena prima di tutti, di averla letta e studiata a fondo, con difficoltà a volte, e solo dopo averla "digerita" ho potuto scrivere come una summa drammaturgica del suo pensiero e della sua vita.  

Per un anno il radiodramma a vista non ha interessato nessuno. L'ho potuto replicare solo alla Baracca, nel mio piccolissimo e periferico teatro (come ho fatto anche ieri), come appunto fosse una colpa, un'offesa per tutti. Poi piano piano le cose sono cambiate. Ci sono assessore e altre coraggiose, e le ringrazio tutte. 

Rispondo qui alla domanda che moltE mi hanno fatto: le canzoni popolari inserite nella pièce, a parte due, sono tutte mie. Si sa, e lo annuncio per i miei prossimi denigratori, sono diventata col tempo,  e mi garba molto, anche una cantautrice folk. 

 

-Grazie per averci fatto conoscere un'artista che è mancata troppo presto, spettacolo emozionante (Dimma Milani). 

-Attrice bravissimo, una bella scoperta d'una femminista divesa dalle altre, uno spettacolo che ti fa pensare. Grazie. (Marilisa Villa).

- Grazie per il coraggio di recitare le nostre contraddizioni, dubbi e riflessioni su dove andiamo. (Giusi).

- Grazie a questa bravissima attrice e alla sua voce. Grazie per aver parlato, raccontato di questa donna e il suo libero pensiero. (Patrizia Bucci).

- Bravissima attrice, splendida trascrizione della piece, complimenti. (Frigeni e Facchinetti).

-Grazie per aver averci fatto conoscere un’artista che è mancata troppo presto. Spettacolo emozionante. (Dimma Noemi).

-Attrice bravissima, una bella scoperta di una femminista diversa dalle altre, uno spettacolo che fa pensare. Grazie. (Marilisa Villa).

-Grazie per il coraggio di raccontare le nostre contraddizioni, dubbi, riflessioni su dove andiamo. (Carla Gusmeroli).

-Grazie a questa bravissima attrice a alla sua voce. Per aver parlato di questa donna, del suo libero pensiero. (Patrizia Bucci).

-Bravissima attrice, splendida trascrizione della pièce. (M. Frigeni).

-Bellissimo, toccante. Purtroppo una realtà molto attuale. (Ilaria).

-La mia idea di femminismo è diversa da quella di Carla Lonzi. Per questo è stato molto stimolante lo spettacolo. Brava l’attrice per aver catturato il pubblico. (Alessandra Canin ?).

-Carla Lonzi sarebbe contenta della tua interpretazione, autentica sincera, e tu poi sei troppo ironica e simpatica. Vorrei averti come amica. Brava. (Cinzia Spaolonzi).

-Grazie per aver restituito autenticità al nostro presente passato futuro. (Senza firma).

-R come rivolta e responsabilità: quella di Carla Lonzi. Riuscitissimo, complimenti. (Maria Teresa detta Nikita).

-Grazie, ho voglia di leggere qualcosa di Carla Lonzi (Letizia Brazorv).

-Bello spettacolo. Grazie per avermi fatto conoscere Carla Lonzi. (Camilla).

-Mi sono emozionata molto con la frase: “Si è rivoluzionari se si è sé stessi”.

-Grazie per il fiume di profonde riflessioni (Monia Scarpa).

-Un’autentica opera, ben riuscita, profonda e coinvolgente che fa riflettere su sé stessi e sul proprio posto nel mondo.

-Davvero interessante e terribilmente attuale. (Livia).

-Grazie Maila per questa bella interpretazione. (Manuela).

giovedì 12 marzo 2026

Io Malaparto: Curzio nella letteratura?

Caro Malaparte,

è tempo di tornare un po' a malapartare.

Oggi su un giornale chiamato Il Foglio, che spesso si dedica a te a rimarcare che la Destra ti vuole dalla sua parte (ma qui, nell'astuta Prato la Sinistra non perde occasione per lustrarti al fine di lustrarsi, anche se si son fatti sfuggire i tuoi manoscritti), esce una recensione firmata Matteo Mattesini del tuo Uno straniero a Parigi.

L'articolo recensione - ormai si fa cultura sui giornali solo recensendo libri ovvio - inizia così:

"Esteta del concetto alla Papini, D'Annunzio aggiornato al '900 di Hemingway e di Malraux, a quasi settant'anni dalla morte Curzio Malaparte. non ha ancora trovato un suo posto sicuro nel canone della letteratura italiana. Troppe doti? Troppa dispersione?..." .

Ora mi chiedo: artefice massimo del paradosso, straniero ovunque, semmai dovessi trovare una collocazione, sarebbe quella di non trovarla.  

Tu lo sai meglio di me: niente può servire di meno per farsi leggere che stare incasellati nelle maglie del conformismo tattico e peloso della Letteratura, che si poi finisce spellati tra gli svogliati banchi. 

E poi, anche se ti ci mettono, tu guizzi ancora e sempre in malaparte.



mercoledì 11 marzo 2026

Mese di marzo-aprile 2026, una variazione

Ripubblico il programma di marzo/aprile 2026 perché c'è uno spostamento sulle date. Gli spettacoli però non sono cambiati.

 

Sabato 14 marzo

CARLA LONZI SONO IO! 

radiodramma a vista di e con Maila Ermini


Sabato 21 marzo FESTA DELLA POESIA

PINOCCHIA







A seguire, dopo lo spettacolo, in occasione della Festa della Poesia, ci sarà un breve incontro informale dal titolo Come sta la poesia?


Sabato 28 marzo 

PROSARE BORCHERT 






di e con Gianfelice D'Accolti



Sabato 18 aprile


NON LEGGO LE DONNE E NON LE RAPPRESENTO
 (un discorso imbarazzante).


 Sabato 9 maggio

LA COSA ARTISTICA, OVVERO COME DOVE PERCHE' GESTIRLA SENZA DINDI PUBBLICI NEL VENTUNESIMO (un discorso magico).

 

Alla Baracca gli spettacoli, che possono subire modifiche di data, iniziano alle ore 21,15; da aprile, in orario legale, alle 21,30.

lunedì 9 marzo 2026

Battisti e chitarra

Senza effetti speciali, senza trucchi, con la grazia della pura imperfezione artistica. Emozioni, senso, gioco, bravura. Musica maestra.

Battisti comprò la chitarra alla Stazione Termini per pochi soldi prima di esibirsi a Teatro 10 (era un varietà televisivo), e l'accordò all'impronta prima di cantare.

Sento anche la mancanza di attori professionisti come Alberto Lupo, qui nelle vesti del presentatore.


venerdì 6 marzo 2026

Sono una outsider del teatro italiano

Mi capita di recitare nei teatri importanti, paludati, ma sempre fuori dalla programmazione.

E' così da tanti anni, sono una outsider del teatro italiano. Sì, ne sono fuori, raramente mi accade il contrario. Eppure faccio teatro da quando avevo 19 anni!

E i direttori o altri che si trovano fra le quinte quest'ospite sgradito che sono io così mi trattano, come qualcosa di cui disfarsi presto, come un'artista fastidiosa.

Ma che vecchia storia! 

E capita anche che chi ha imparato da me l'arte del teatro, copiandomi anche ampiamente in certe tematiche o modi, e ora si trovi in questi circuiti alti,  incontrandomi fra quelle stanze, mi tenga a debita distanza.

Intolleranti ed esclusivi del "giro"  si salvano dall'esserne buttati fuori con la mimica dei replicanti. 

Sono diversa, sono un relitto del culturame del passato, dell'impegno eccetera (non è così che mi vedono?) e capisco il loro atteggiamento di spavento.  Oggi poi in questi tempi internet-reazionari, e dove c'è poco becchime per tutti.

Insomma sono molto dentro al teatro, ma allo stesso tempo me ne ritrovo fuori; ed è presto spiegato: senza pedigree, amicizie,  amante, politico. Niente. Ho costruito e mantengo tenace un piccolissimo spazio teatrale che però, non ricevendo finanziamenti, non può nemmeno entrare nel giro degli scambisti culturali.

Che pretendo?

Davvero non pretendo più niente; e a tal punto che quando mi trovo in questi teatroni, ecco io mi sento come sperduta, anche se non sono sola, e non vedo l'ora di scappare, e mi dico che ci faccio qui, e a momenti senz'altro me ne andrei - una volta l'ho fatto davvero che son venuti a riprendermi - se non fosse in fondo, oltre che per il pane così difficile da raccattare con questo mestiere, anche per qualche spettatore che ancora a quest'età ostinato mi raggiunge d'amore.


giovedì 26 febbraio 2026

Se Remo vi piace così


Ma chi è questo Santo? Chi è San Remo che ci asfissia in questi giorni? non certo il gemello di Romolo allattato dalla Lupa! 

San Remo non è mai esistito: il suo vero nome era Romolo ed è stato vescovo di Genova tanti secoletti fa. Il nome Remo è venuto fuori dal dialetto locale che ha cambiato San Romolo in San San Rœmu e quindi a San Remo...Questa storia è carina, almeno questa.

Per il resto, il Festival di Sanremo (come vuole la grafia moderna per annullare ogni santità e inserirci solo la tantità) è epifania suprema del conformismo assoluto, totalizzante, della banalità asfissiante, così come esce fuori dai giornali di questi giorni, che commentano quello che non vedo. Un terrorismo artistico e culturale proprio della dittatura più imbecille.

Non resta che disertare da questa annuale coscrizione obbligatoria.

Poveri artisti, ci illudiamo di servire a qualcosa di diverso dal potere che invece ci usa a suo piacimento e dopo ci mette nel dimenticatoio, se non ci stritola! Ma ora, davvero ha bisogno di annientarci fisicamente come è stato fatto tante e tante volte nel passato? Non basta già questa gran macina di internet a compiere l'opera di annullamento?

L'ItaliSmo artistico poi è ributtante, retorico e ridicolo, questo cantantismo usato solo per fini di attutimento del pensiero, della critica e della vera politica.

Se Remo vi piace così...Copio lo sketch su San Remo del Trio Marchesini-Lopez- Solenghi, che per questo fu accusato di blasfemia. Allora, era il 1989, gli artisti potevano ancora - un pochino, solo un pochino - muovere lo scandalo, irritare, ecc. Insomma, avere un senso.

 


 

Vissi al tempo di Matteone

Voglio spiegare l'origine del detto: Vissi al tempo di Matteone. C'era una volta un sindaco che a ogni elezione stravinceva, e si ch...