In questi lunghi anni di teatro alla Baracca ho incontrato e incontrato tanta gente.
Gente che ha frequentato variamente il teatro, anche in maniera significativa, anche in maniera politica, o furono allievi o colleghi, insomma che furono più che spettatori o altro, ma poi, improvvisamente, è scomparsa.
Perché? In qualche caso il motivo è stato detto, va bene. Ma altre volte no.
Le persone si sono dissolte. Senza litigi. Senza rancori apparenti. Senza fastidi. Non hanno voluto spiegare, non mi hanno permesso di capire.
E quindi non ho potuto ringraziarle del tempo che mi hanno dedicato, e che io ho potuto dedicare loro.
Lo voglio fare qui: essere riconoscente con tutte quelle persone che, pur ormai introvabili o irriconoscibili, mi hanno permesso di entrare in contatto con la loro umanità. E lo scrivo senza ironia, senza astio. Senza scomodare la solita ingratitudine. La facile invidia. Senza queste cose qua.
Agli scomparsi, grazie: proprio così come si legge.
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