giovedì 30 luglio 2026

Gli elettrodotti e il paesaggio


L'ultima protesta contro gli elettrodotti che Terna semina in Italia è quella nata a Calenzano, dove passerà una ennesima linee elettrica di 84 km fra Toscana ed Emilia Romagna, che prevede tralicci alti fino a 60 metri.

Per renderli invisibili, questi mostri, li vogliono colorare di azzurro. Ridicoli.

E già da anni, passando per Calenzano, siamo investiti totalmente da questi mostri, stazioni elettriche ed elettrodotti. E non basta, vogliono rendere questa cittadina una totale pattumiera elettrica!

Dopo aver rovinato praticamente molto del paesaggio toscano, vedi le colline sopra Firenze (i tralicci di Foster), quelle del Carmignano, dove i bei colli tanto celebrati per vino e olio sono invasi da questi mostri.

Non c'è altro modo di far passare questa benedetta corrente, di cui tutti ormai siamo schiavi?

Una parte si potrebbero già interrare (come è stato fatto in Valtellina per le olimpiadi invernali del 2026), o trovare altre soluzioni energetiche. Troppo costose? Troppo difficili?

Intanto, con la collaborazione di tutti, friggiamo e urliamo contro il cambiamento climatico di cui tutti noi siamo autori protagonisti con cementificazioni senza limite,  macchine e automazioni di vario tipo, automobili che sempre più assomigliano a carrarmati (d'altronde non ci si sta preparando alla guerra?),  inquinamento di ogni genere...

Terna se la ride delle nostre proteste. Per ora.

Io, personalmente, sono elettropatica e non vi dico cosa significhi tutto questo proliferare di cavi e ripetitori per l'aria. La gente non ci crede, non ci crede, e dileggia.

L'elettropatia non è dimostrata scientificamente ecc.

Ho smesso di lamentarmene. Ma non di lottare per l'eliminazione di elettrodotti e di ripetitori fischianti.

Quando alcuni anni fa andai a parlare con un assessore di Prato degli elettrodotti del Macrolotto (di cui metto una foto usata come locandina per Lo Spettacolo della Città, teatro-tour in pullman del 2015), e quando gli feci presentet della loro nocività, oltre che come esempio di orrore estetico, fui dileggiata ancora una volta. Presa come signora bizzarra.

A Prato poi, come in altre molte città, ci sono stazioni elettriche vicino alle case, come per esempio in viale Galilei, dove io non posso camminare a piedi. O lungo la declassata, come a salutare chi arriva in città con uno scossone. Oltre che con i sottopassi allaganti e le strettoie del Soccorso.

E, incredibile, nessuno ha mai protestato. Sono tutti contenti dei traliccioni. Finché non se li ritrovano nel giardino.

Speriamo nei comitati di Calenzano.


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