Il dramma "Cafiero Lucchesi (Vita e morte fra Mussolini e Stalin)" debuttò nel 2012 alla Baracca. In realtà, più che un dramma, è una sceneggiatura e fu messo in scena in una forma ibrida, se così si può dire. Poi replicammo a Officina Giovani e al Teatro Magnolfi, sempre a Prato. Fino ad allora nessuno, se non i cosiddetti specialisti, conoscevano la triste ed emblematica vicenda del pratese Cafiero Lucchesi, simile a molti oppositori in Italia, fuggiti dalla dittatura fascista e finiti giustiziati da quella di Stalin. Come a suo tempo fu per la vicenda dei Celestini e dei Concubini di Prato, anche questa ci portò diversi problemi e ostilità. (Perché, se la censura è ufficialmente morta, essa si esplica e dirige ancora in molti modi, molto più subdoli e pelosi, e noi ne sappiamo qualcosa!). Gianfelice D'Accolti interpretò il protagonista, io gli altri personaggi. Questo e più, e insieme ad altri, racconterò giovedì 18 giugno al Giardino di Elisabetta di Viaccia a Prato.

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