Caro Malaparte,
A quei tempi tu eri "solo' un giornalista o poco più e scrivevi articolacci; quello su Sem fece addirittura arrabbiare l'allora sindaco di Prato.
Poi, dopo l'assassinio di Matteotti il giudizio nei confronti del tuo concittadino si fece ancora più aspro ...
E vedremo perché.
Ora tu vai celebrato, rivalutato, riletto e riportato in scena, e anche da me, mentre Benelli né legge né rappresenta nessuno; e alla tua tomba tutti portano fiori e bandiere, inerpicandosi sulla collina sopra Prato che porta il tuo nome, mentre la tomba di Sem pochi sanno dove a Prato sia.
E vedremo perché.
Sarà insomma uno spettacolo un po' malapartesco, e più politico che letterario chissà, con i giusti raffronti col presente.
E vedremo perché.
E pensa che tutto è nato dal mio solito ripulisti primaverile, quando sommersa dai libri mi son capitate fra le mani quelle ristampe anastatiche dei drammi benelliani che una funzionaria della provincia mi regalò con sollievo, ché non sapevano che farne..., E che ho riletto con sorpresa, anzi meraviglia.
Malaparte, siete così diversi, ma alla fine ho trovato cosa ti accomuna a Sem, ossia la mania delle ville maestose, forse imitando entrambi D'Annunzio: Sem sul golfo del Tigullio, e tu poi a Capri.
Altri tempi, quelli fascisti e anche prima, quando i poeti sì illudevano di essere potenti e liberi.
Ora non ci illudiamo più. E vedremo perché.
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Le foto della villa del Benelli (stile eclettico, architetto Giuseppe Mancini, ora proprietà inaccessibile di una immobiliare), sono mie.

