martedì 25 agosto 2026
venerdì 21 agosto 2026
giovedì 20 agosto 2026
Come creare l'alluvione: l'esempio di Prato
La Regione Toscana ha appena diramato allerta arancione per stanotte e domani, ed ecco come lasciano le strade a Prato, dopo aver ripulito i marciapiedi ( la ripulitura è stata eseguita solo a seguito di varie telefonate da parte dei cittadini)
L'erba tagliata - se piove come prevedono e non la tolgono - non finirà nei tombini e non li occluderà?
Questo a Prato, località Casale, Via Montessori. Ma tutta la zona è stata lasciata nella stessa condizione.
Si aggiungerà anche il vento a completare l'opera. Almeno secondo le previsioni.
Scrivo questo post nella speranza che provvedano entro stasera. (In realtà dovevano provvedere entro le 15).
Altrimenti sarà mostrato come si può creare, e anche con poca pioggia, una alluvione in città.
(Ore 17,30. Strada ripulita, anche se in alcune vie le macchine sono state riparcheggiate dopo le 15 e quindi la pulizia non è stata compiuta a dovere).
Il meterologo etrusco
Non è un intervento contro le previsioni del tempo. Siamo nati e cresciuti nelle previsioni del tempo, nelle trasmissioni - e non quelle di oggi - sul tempo che farà.
Come fare a parlarne male? Non ne sarei capace. Non consulto anch'io le sentenze del meteorologi?
Voglio però ricordare che la parola meteorologia ha in sé la radice del discorso, in questo caso del parlare intorno al tempo. Non è una scienza, pur ben supportata dalla tecnologia. E necessariamente sbaglia. E meno male che spesso ci azzecca.
In questi anni è un gran parlare del tempo che farà, se pioverà o meno e del caldo che è diventato ossessivo come fino a qualche tempo fa, negli anni '70 si prevedeva un periodo di glaciazione (vedi il film Quintet). Le previsioni, con l'aggiunta oggi il sistema della propagazione delle informazioni e delle "mappe rosse", indubbiamente sono diventate un buon diversivo e controllo, hanno fatto spuntare e proliferare i soliti esperti-guru, (ognuno ha il suo metereologo di fiducia), che riescono in modo pulito e fintamente scientifico ad allontanarci da molte problematiche, non solo quelle legate all'aggressione del territorio e di sua poca cura - anche grazie a lavori demandati a cooperative spesso poco scrupolose e a una nessuna cultura ecologica di gran parte di noi -, ma anche dal sistema della cura collettiva che spetta a tutti noi, singolarmente.
Non c'è più nessun comune che investe nella cultura ecologica, tanto per fare un esempio.
Con la scusa del nostro bene, per la nostra incolumità - ma certo c'è anche quello - in realtà la previsione meteo, che si presenta come certa e presuntamente scientifica, influenza ormai le nostre scelte, le direzioni, i pensieri, gli umori e rende - oh, ma quanto sono poetessa! -sempre più arida l'azione e l'immaginazione.
Io non sono faccio parte dei laudatores temporis acti, ma quanta saggezza e osservazione popolare se n'è andata con questa meteorologia, quanta mancata osservazione del cielo affidata agli esperti, che tra l'altro sono in concorrenza feroce fra loro, aspri combattenti per il trofeo delle previsioni migliori.
Io, è noto, sono a mio modo un'etruscologa e quindi non vi sorprendete se dico che i meteorologi di oggi mi ricordano sempre di più gli aruspici etruschi, usati a piene mani dalle varie fazioni nella Roma antica.
A noi non ci resta che alzare la testa in su e osservare le eclissi quando ce lo dicono, come è accaduto qualche giorno fa. E aspettare il tanto annunciato nubifragio per stanotte.
mercoledì 12 agosto 2026
Il laboratTorio
Oltre agli spettacoli e alle interviste, alla Baracca terrò un corso che ho chiamato il
IL LABORATTORIO
Sarà un percorso teatrale tecnico e pratico, didattico e culturale. Età minima 20 anni, ma aperto a tutti. Questi gli argomenti, che elenco non in ordine di trattamento:
1. I modi teatrali (classico, avanguardia, dialettale, futurista, ecc.).
2. Tempi e ritmi scenici.
3. Le narr-azioni.
4. Scrittura e non scrittura teatrale.
5. Movimento, geometria, schemi e danza libera.
6. Voce, suoni e silenzi.
7. Dizione e dialetti, le contaminazioni linguistiche.
8. La donna fa l'uomo e l'uomo fa la donna. Recitazioni e
9. Economia del teatro.
10. Educazione e rivolta alla teatralità
Il laboratTorio inizia lunedì 5 ottobre 2026 e si svolge
due volte al mese, a lunedì alternati dalle ore 20,30 alle ore
23 e si protrarrà fino a lunedì 22 marzo 2027.
Solo se ci saranno le condizioni si potrà passare a un
allestimento scenico o saggio o quello che potrà essere.
Per altre informazioni e sapere quanto costa si può scrivere
teatrolabaracca@gmail.com.
martedì 11 agosto 2026
Caro Sem, ora tocca a te
Ringrazio La Nazione per questo articolo uscito oggi, che annuncia i prossimi spettacoli alla Baracca.
Approfitto per confermare già da ora il primo spettacolo (gli altri di volta in volta), ossia Maila Ermini racconta Sem Benelli, il cui debutto sarà venerdì 25 e sabato 26 settembre prossimo...
Eh, sì, caro Sem, ora tocca a te!
giovedì 6 agosto 2026
Malaparte versus Sem Benelli
Caro Malaparte,
A quei tempi tu eri "solo' un giornalista o poco più e scrivevi articolacci; quello su Sem fece addirittura arrabbiare l'allora sindaco di Prato.
Poi, dopo l'assassinio di Matteotti il giudizio nei confronti del tuo concittadino si fece ancora più aspro ...
E vedremo perché.
Ora tu vai celebrato, rivalutato, riletto e riportato in scena, e anche da me, mentre Benelli né legge né rappresenta nessuno; e alla tua tomba tutti portano fiori e bandiere, inerpicandosi sulla collina sopra Prato che porta il tuo nome, mentre la tomba di Sem pochi sanno dove a Prato sia.
E vedremo perché.
Sarà insomma uno spettacolo un po' malapartesco, e più politico che letterario chissà, con i giusti raffronti col presente.
E vedremo perché.
E pensa che tutto è nato dal mio solito ripulisti primaverile, quando sommersa dai libri mi son capitate fra le mani quelle ristampe anastatiche dei drammi benelliani che una funzionaria della provincia mi regalò con sollievo, ché non sapevano che farne..., E che ho riletto con sorpresa, anzi meraviglia.
Malaparte, siete così diversi, ma alla fine ho trovato cosa ti accomuna a Sem, ossia la mania delle ville maestose, forse imitando entrambi D'Annunzio: Sem sul golfo del Tigullio, e tu poi a Capri.
Altri tempi, durante il fascismo e anche prima, quando i poeti sì illudevano di essere potenti e liberi,
Ora non ci illudiamo più. E vedremo perché.
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Le foto della villa del Benelli (stile eclettico, architetto Giuseppe Mancini, ora proprietà inaccessibile di una immobiliare), sono mie.
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Signor Ministro, io non so per quale arcano motivo Lei sia diventato ministro della Cultura, ma tant'è. In virtù di ques...
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Non era per nulla scontato che all'incontro ci fossero tutti i candidati (eccetto Rubino) e, soprattutto, così tanta gente. Troppa p...





