giovedì 21 maggio 2026

Come eravamo

Durante le mie periodiche pulizie, dove tutto è sconvolto e rivisto e buttato o altrove riposto, ecco che trovo questa cartolina che mi regalò babbo Loris, grande accumulatore di oggetti e cose, e in questo non gli somiglio, dove si vede una immagine di Casale di Prato della seconda metà anni '80, con la chiesa di San Biagio in primo piano e la Baracca sulla sinistra prima che diventasse, nel 1993, teatro. Poche macchine, diverse biciclette (se si paragona a oggi!), forse era un giorno di festa,  di fine maggio come ora,  probabilmente.




mercoledì 20 maggio 2026

La prossima stagione, una immagine

In questo disegno è immaginato lo spazio del teatro La Baracca, con l'orto pereto,  la strada e la piazza del borgo di Casale a Prato.

Non so se è la piazza a entrare nel teatro o, viceversa, il teatro nella piazza. O forse simboleggia il teatro come centro, come piazza, come agorà. 

Ma anche: il quadrato spezza la continuità di qualcosa, è una ciminiera? Tutto è colorato di nero, solo il teatro è chiaro. Lo spazio è cosparso di parole nello sfondo, illeggibili.

E' l'immagine che ho impostato e scelto per il prossimo percorso del teatro.

C'è ancora tempo per presentare proposte per la stagione teatrale a venire.


lunedì 18 maggio 2026

La politica di sasso

E' definitivamente tramontato il tempo dei programmi sulla cultura, degli assessori alla cultura che progettavano, che impancavano prospettive.

Infatti a che serve la cultura se non a immaginare, inventare tempo e spazio? Portare futuro e passato nel presente, e viceversa?

E che non si voglia impancare più è dimostrato dal fatto che la cultura è un argomento che i candidati di questa tornata elettorale amministrativa qua e là per l'Italia, non contemplano.

La lasciano ai litigi di partito e stati delle biennali, alle barchette fenicie, ai saloni dei libri, paradiso degli editori che tutti frequentano, ma chi legge?

Al massimo si fanno concioni sul turismo, su cui però si preparano ricette maldestre: o manca il sale, o c'è troppo olio nella pietanza. Ma cosa si vuole cucinare, non si sa.

Gli argomenti di cui si tratta nelle campagne elettorali sono quelli ritenuti urgenti per quanto accade nelle città, ormai vissute come minaccia quando un tempo erano, con le loro vecchie mura che nessuno restaura, difesa:  la "sicurezza" dei cittadini e  le misure contro i vari degradi del centro sono ovunque i temi fondamentali.

Ma il degrado del centro va di pari passo con l'aumento del turismo e con il definitivo abbandono delle questioni ecologiche, dell'artigianato, questioni urbanistiche e del territorio!

Ricordo che quando andai in scena con Turista il barbaro - dramma  che potei rappresentare solo alla Baracca- fui attaccata da diversi spettatori che sbandieravano il turismo come espressione della democrazia. - Vorresti tornare al tempo del turismo d'élite, tu? -

Qualche volta i candidati aggiungono al programma fantasma la ricettina del risveglio della periferia (dopo che sono stati eliminati circoscrizioni e i quartieri in molte città ecc.), e vi si afferma di voler vivacizzare le piazze con una manciata di rose piantate in un'aiuola.

Ma cosa vuol dire "vivacizzare"? Perché lo si deve fare?

Posto, per esempio, che io togliessi il parcheggio da piazza Mercatale di Prato (cosa che nessuno ha osato nominare questa volta!) e quindi le sgombrassi dalle antiestetiche ma comodissime macchine, cosa ne farei? Lascerei ambulettare la gente a suo gusto e piacimento, permetterei il gioco del pallone ai ragazzi, metterei le panchine, o piuttosto monetizzerei gli spazi con mega dehors? O ci metterei la ruotona panoramica - peraltro io le vedo sempre vuote - come fanno gli amministratori al fine di mostrare che esistono in qualche modo, che ci sono e che organizzano ecc.!

C'è, bisogna proprio dirlo, molto pressappochismo, banalità, presunzione, ma anche timore, tant'è che gli incontri fra candidati si organizzano in aree chiuse, e li osserviamo come infilati in un grande uterone protetto da preservativo (ma se siamo in menopausa, che serve?) un profilattico che difende da attacchi da domande a cui non si è in grado o non si vuole rispondere, da idee che possono minimamente fecondare lo status quo e far traballare la "vincita".

Nei confronti di aree dissidenti questioni scottanti figure impertinenti (ma ancora esistono, non li hanno ammazzati tutti?) c'è poi la solita strategia del silenzio, vecchio metodo con cui il potere avanza immoto e si autoconserva sottovuoto.

Si dichiarano la difese dei migranti, che però rimangono confitti nelle attività di cosiddetto basso livello e disprezzati dunque, ma non si difende affatto e si perseguita chi, pur autoctono, è migrante di idee e di fatti.

(Si può solo migrare col corpo e solo con quello, certo sempre con il rischio altissimo di finire in fondo al mare, ma mai è concesso di migrare con altri mezzi, perché migra solo  chi è disposto a pagare con corpo e lavoro la licenza di penetrare nella geografia dei dominatori; coloro che compiono altre qualsivoglia migrazioni sono condannati a non esistere e quindi nemmeno a morire).

Il potere è arroccato, ecco cosa si percepisce chiaro e tondo in questa campagna, e i suoi agenti sottomessi e quasi in-differenti, intercambiabili, nonostante l'illusione della "scelta" nel voto, tanto che l'ormai vecchio motto uno vale uno si è convertito alla definitiva legge dell'uno vale l'altro, insomma siamo dunque arrivati a quella che già è e che sarà ancora per diverso tempo, alla politica del non è-è, ossia dobbiamo smentire Parmenide, anche se lui intendeva in senso ontologico e non politico, certo, ma sia: ormai il non essere è e può essere, e  la politica è di sasso.

domenica 10 maggio 2026

Grazie


Ringrazio tutti coloro che in questa stagione hanno fatto vivere il piccolo Teatro La Baracca.

Con piacere pubblico una foto, scattata da Gianfelice, durante lo spettacolo di ieri sera, Non leggo le donne e non le rappresento.

Ora ci aspetta la tournée estiva. 

Arrivederci alla Baracca con la nuova programmazione 2026-2027! 

 

sabato 9 maggio 2026

Replica di Non leggo le donne e chiusura stagione 2025-2026


Stasera, sabato 9 maggio ore 21,15 ci sarà la seconda replica del discorso imbarazzante Non leggo le donne e non le rappresento, e con questa chiuderemo la stagione 2025-26 alla Baracca, durante la quale sono stati presentati dieci spettacoli senza alcun aiuto pubblico e senza alcun tipo di sostegno, se non gli spettatori stessi.
Anche se non ve ne importa nulla, lo scrivo lo stesso.

Alla Baracca, fatto salve una tantum fra giugno-luglio al Pereto come a volte mi piace fare,  spettacoli e laboratori riprenderanno con regolarità a settembre con la nuova stagione 2026-2027.

Questi gli spettacoli del 2025-2026:

Prosare Borchert

Un mese con Carlo Monni

Scaramànzia

Intervista a Pasolini

Compendio della vita di Gesù Cristo, di Blaise Pascal

Novello Belfagor

Carla Lonzi sono io!

Quel porco di Medardo (saggio di laboratorio)

Pinocchia

Non leggo le donne e non le rappresento


E' stato poi presentato uno spettacolo in ospitalità (Finoanottefonda).


(P.S. Ho scelto di presentare lo spettacolo Non leggo le donne e non le rappresento con  diverse immagini di donne, perché il testo è in divenire e ribelle all'autrice, e in fatti stasera il testo con le canzoni sarà un po' diverso dal debutto della scorsa settimana e le immagini necessariamente  cambiano. E poi mi piace così, ecc).

venerdì 8 maggio 2026

Della fu provocatoria indipendenza

Citazione pasoliniana. Oggi non è più possibile provocare con la provocatoria indipendenza e d'altronde nessuno lo vuole, in nessun campo. Figuriamoci culturalmente!

Né nel vecchio e nuovo teatro (sembra che sarà il riceeercato a CHI L'HA VISTO?), né nel noiosissimo cinema neo celebrante e vuoto dei Donatelloni o col kitsch algoritmico hollywoodiano, né nelle Biennali dell'arte contemporanea- strumentali alle guerre e carissime - prego mille euro a notte per dormire a Venezia se non vuoi finire a dormire nell'acqua  - né con nessun sconcerto musicale dove dirigi e stai solo per grazia di partito tanto per cambiare, né con i libri atTORINO... Andate un po' a vedere gli sponsor della Salone del Libro, fatevi un giro e vi perdete nell'ennesimo programma obeso e noioso della mostra (quest'anno dedicato all'infanzia, ancooora?!), programma soffocante, dove, parafrasando Wittgestein, si potrebbe dire che troppi libri, nessun libro...

E infatti non legge nessuno. Meno si leggono libri, e più obeso diventa il salone.

Detto chiaramente: non sanno che farsene della TUA indipendenza, bella mia. Ti lasciano proprio essere indipendente, anzi meglio così...Rimani da solo, non ti appoggia nessuno, e non costituisci alcun potere.

Dove trovi qualcuno disposto a buttare un po' di soldi per te come faceva il produttore Bini per Pasolini? 

Oggi va di moda e ciascun vuole essere culturalmente DIPENDENTE o AFFILIATO. GOVERNATO. Chi non è governato, è un disgraziato! 

E chi non pensa come noi...peste lo colga!

Scriveva Pasolini, che viveva quando essere indipendenti era ancora possibile ancorché doloroso e pericoloso:

-"Ho saputo per caso stamattina, da una persona che mi dà sempre brutte notizie, che un regista (appartenente all'intelligenza dell'opposizione) mi ha violentemente attaccato. Non è che un ennesimo attacco: ma c'è sempre l'attacco che va al di là della sopportazione, proprio per un puro e semplice fatto numerico. Una certa quantità di dispiacere può essere sopportata: oltre un certo limite non può più essere sopportata. Ora, all'inizio di un nuovo anno (il caso vuole che questo esame della mia situazione coincida con l'inizio di un nuovo anno) che cosa devo propormi di fare? Io sono completamente solo. E, per di più nelle mani del primo che voglia colpirmi. Sono vulnerabile. Sono ricattabile. Forse, è vero, ho anche qualche solidarietà: ma essa è puramente ideale. Non può essermi di nessun aiuto pratico. È chiaro che, nella lotta contro il potere, bisogna opporre una certa forma di potere: se non altro come prestigio. In questo momento, grazie a Dio, mi aiuta, in tal senso, miserando, il successo delle mie opere all'estero: «Edipo Re» in Francia, «Teorema» in Germania, «Una vita violenta» e così «Teorema» libro in Inghilterra, ecc. È tremendo dire, pubblicamente, queste cose: ma si tratta di fare calcoli meschini, per vedere come preventivare una certa sicurezza contro meschine ma atroci« persecuzioni ». Fatti questi calcoli, se tornano, potrò conservare la mia indipendenza: la mia provocatoria indipendenza. "

P.P. PASOLINI, La mia provocatoria indipendenza, dalla rubrica Il Caos, su «Tempo», n. 2, a. XXXI, 11 gennaio 1969, p.10.

martedì 5 maggio 2026

Replica di Non leggo le donne...

In attesa della prossima stagione alla Baracca su cui sto già lavorando, forse avrò modo ancora di presentare o replicare uno spettacolo o due, magari a giugno o luglio al Pereto, chissà.

Intanto sabato 9 maggio ore 21,15 alla Baracca replico Non leggo le donne e non le rappresento.

Per prenotare scrivere a teatrolabaracca@gmail.com oppure telefonare al (solo telefono e solo sms) 348 704 6645.



sabato 2 maggio 2026

I filosofi che diventano attori

Ora che i filosofi gli psicologi gli storici e quanti altri fanno i teatranti calcando le scene di teatri e festival per vendere il loro libri e illuminarci nella via della sottomissione con le loro lezioncelle di verità luminose e fatti incontrovertibili, insomma trasformando i pensieri in spettacoli e muovendosi sulle tavole come vecchi e astuti ipnotizzatori, 

per i teatranti è arrivato il tempo di gettare le maschere e fare i filosofi gli storici gli psicologi e quanto altro, trasformando i loro spettacoli in pensiero e azione, e finalmente condurre gli spettatori verso la più sana disperazione?

O povero teatro, che grazie a questi vendenti maitre-à-penser, a questi filosofi attori sei diventato uno dei luoghi preposti per l'accecante conformistico commercio culturale!

A causa della loro prepotenza modaiola, sono banditi tutti gli ingredienti del fastidioso teatro, ossia le storie la fantasia il gioco l'allegria l'amore la ribellione la vita la morte.

Allo spettatore non è lasciato più nulla, nessuno spazio per l'immaginazione, per l'interpretazione, per la creazione, per l'opposizione: come fare? dal palco cola verità!

Come eravamo

Durante le mie periodiche pulizie, dove tutto è sconvolto e rivisto e buttato o altrove riposto, ecco che trovo questa cartolina che mi rega...