Non è un intervento contro le previsioni del tempo. Siamo nati e cresciuti nelle previsioni del tempo, nelle trasmissioni - e non quelle di oggi - sul tempo che farà.
Come fare a parlarne male? Non ne sarei capace. Non consulto anch'io le sentenze del meteorologi?
Voglio però ricordare che la parola meteorologia ha in sé la radice del discorso, in questo caso del parlare intorno al tempo. Non è una scienza, pur ben supportata dalla tecnologia. E necessariamente sbaglia. E meno male che spesso ci azzecca.
In questi anni è un gran parlare del tempo che farà, se pioverà o meno e del caldo che è diventato ossessivo come fino a qualche tempo fa, negli anni '70 si prevedeva un periodo di glaciazione (vedi il film Quintet). Le previsioni, con l'aggiunta oggi il sistema della propagazione delle informazioni e delle "mappe rosse", indubbiamente sono diventate un buon diversivo e controllo, hanno fatto spuntare e proliferare i soliti esperti-guru, (ognuno ha il suo metereologo di fiducia), che riescono in modo pulito e fintamente scientifico ad allontanarci da molte problematiche, non solo quelle legate all'aggressione del territorio e di sua poca cura - anche grazie a lavori demandati a cooperative spesso poco scrupolose e a una nessuna cultura ecologica di gran parte di noi -, ma anche dal sistema della cura collettiva che spetta a tutti noi, singolarmente.
Non c'è più nessun comune che investe nella cultura ecologica, tanto per fare un esempio.
Con la scusa del nostro bene, per la nostra incolumità - ma certo c'è anche quello - in realtà la previsione meteo, che si presenta come certa e presuntamente scientifica, influenza ormai le nostre scelte, le direzioni, i pensieri, gli umori e rende - oh, ma quanto sono poetessa! -sempre più arida l'azione e l'immaginazione.
Io non sono faccio parte dei laudatores temporis acti, ma quanta saggezza e osservazione popolare se n'è andata con questa meteorologia, quanta mancata osservazione del cielo affidata agli esperti, che tra l'altro sono in concorrenza feroce fra loro, aspri combattenti per il trofeo delle previsioni migliori.
Io, è noto, sono a mio modo un'etruscologa e quindi non vi sorprendete se dico che i meteorologi di oggi mi ricordano sempre di più gli aruspici etruschi, usati a piene mani dalle varie fazioni nella Roma antica.
A noi non ci resta che alzare la testa in su e osservare le eclissi quando ce lo dicono, come è accaduto qualche giorno fa. E aspettare il tanto annunciato nubifragio per stanotte.
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