martedì 28 novembre 2017

Prato Festival 2017

Entro brevemente in merito al Prato Festival 2017 organizzato dal Comune di Prato.
Il teatro, incluso quello del teatro-ragazzi, è praticamente gestito dal Metastasio. A parte uno spettacolo del Politeama.
Incontri, musei e simili dal e per il Pecci o il Pretorio o giù di lì.
La musica, a parte qualche eccezione, da Scuola di Musica Verdi, Filarmoniche locali eccetera.

Dunque è l'ENTIZZAZIONE della cultura! Di cosa vogliamo parlare? Di rottamazione? 
Ma mi faccia il piacere!

E questo perché?
1. Perché non ci sono soldi. Tutti spesi per il Settembre Pratese. E quindi niente bando pubblico, che avrebbe permesso anche ad altri artisti di entrare, come è accaduto nel passato.
2. Per aumentare i numeri di ingresso degli enti culturali. E degli spettacoli del Metastasio, e non di altri gruppi. Quindi un aiuto. Più borderò, più ingressi, eccetera. Valgono, anche burocraticamente.
3. Considerazioni di opportunità politica. 

Avevamo presentato lo spettacolo del Datini (Nel nome di Dio e del quattrino) all'assessorato, che non ci ha nemmeno risposto.
Lo spettacolo su Francesco di Marco Datini, di cui si possono leggere su questo blog anche le recensioni.
Niente. Nemmeno una rispostuccia. Dire, che ne so, che quest'anno non ci sono soldi, che magari ci sono altri progetti e che forse si vedrà. Favolette così, nemmeno quelle riescono più a raccontare.

Al Metastasio non abbiamo presentato niente. Con lo spettacolo su Federico II ci abbiamo provato, ma il signor D'Ippolito preferisce altro e altri, a lui più congeniali.
L'assessore Mangani non perora le cause degli artisti del territorio, ci mancherebbe!...Per nessuno? E' proprio così?

Insomma, quest'anno siamo fuori noi, ma sono dentro le persone giuste.

Or come faremo? Le bricioline non arrivano e quindi dobbiamo andare altrove, e spostare i nostri spettacoli alla Baracca. Prorogarli...

Da qui in poi, invece del buon Natale o altro, quando gli emissari di partito verranno nel 'teatro di campagna' per capire cosa succede,  o per cercare un 'dialogo', li manderemo, verbigrazia, a cacare, come il potere locale fa con noi.

Intanto, metto la locandina di La Barzelletta vien dalla campagna (Buona questa!),  che presentiamo prossimamente da noi e che conclude la 'trilogia sull'italiano'; ci sarà anche un angolino di barzellette originali sui politici da voi più amati, anche localmente. Satiretta dal vivo.

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