mercoledì 12 novembre 2025

Commenti su "Intervista a Pasolini" e solidarietà

Ricevo e volentieri trascrivo questi commenti sullo spettacolo, e sulla vicenda che ne è seguita.


Ero presente alla rappresentazione di ieri sera. Maila si è presentata da sola su un palco che aveva una scenografia scarna, essenziale; così come, ci sarà spiegato dopo, richiedeva il poeta per le sue rappresentazioni teatrali. A sipario aperto, si entra subito in un clima di complicità. Quello che mi ha colpito di questo testo, è stata appunto la grande complicità, la confidenza che Maila ha mostrato fin da subito nel dialogare con Pierpaolo. Una confidenza che a sua volta il poeta le ha riconosciuto, quasi autorizzandola, come se si conoscessero, come se ci fosse stata anche Maila, lì con lui sulle dune di Sabaudia a discutere con Moravia, Dacia Maraini, Vincenzo Cerami ed Elsa Morante. E questa complicità reciproca questa autorizzazione di Pasolini a Maila, sta tutta dentro quel luogo pasoliniano che, come detto, è il teatro la baracca; luogo dove si respira una grande e autentica libertà, così come dovrebbero essere e non sono, tutti i teatri. 
Consiglio dunque , a chi non c’era e a chi vorrà, di andare a La Baracca ad assistere alla rappresentazione di questo testo (non si può chiamare spettacolo) intensa emozionante, viva, vera e con un finale rivelatore.
Che non rivelo.
E poi c’è il dibattito, fondamentale e necessario.
Luca 

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Non sono solita fare commenti sugli spettacoli. Volevo solo dire che il rito culturale su Pasolini alla Baracca è stato comunque qualcosa di esemplare. Primo perché ti aspetti altro, e poi per il testo, come qualcuno ha detto nel dibattito, davvero profondo e come dire, scientifico e poetico al tempo stesso. Aggiungo la mia solidarietà per quello che è successo.

Lella

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Signora Ermini, 

non ho visto lo spettacolo su Pasolini, ma sul giornale ho letto che hanno buttato nel giardino del teatro due rotoli di carta igienica. Sono cose da non sottovalutare. Io penso che non sia un'azione di popolo, ma di gente di certo livello culturale. Travaglio offese Renzi con la carta igienica "decorata" col volto del politico fiorentino (Renzi denunciò, ma non vinse la causa), e anche Salvini fu offeso nello stesso modo. 

D'altronde non si va in giro con la carta igienica. Bisogna corredarsi di rotoli, l'azione si fa con intenzione, si parte da casa apposta. Questo vuole dire che: 1. Pasolini fa ancora paura 2. Che chi gestisce la Baracca infastidisce.

L'Italia è, come diceva lo stesso Pasolini, un paese profondamente fascista e invidioso. Fa benissimo a denunciare, e non demorda, e con lo spettacolo su Pasolini e con l'attività teatrale che evidentemente dà fastidio. Ma è anche questo che l'arte deve fare, altrimenti fa salotto.

Alla Baracca vidi (quando potevo muovermi!) il suo meraviglioso spettacolo sui celestini e a Firenze (era all'Isolotto mi sembra) quello non meno toccante sui concubini di Prato.

Giuseppe Rossetti, Lecore

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