martedì 4 novembre 2025

Mieli su Pasolini, anche no

Continua la saga del conformismo televisivo e giornalistico ecc. su Pasolini.  Oggi Mieli, nella trasmissione che cura da troppo tempo, Passato e Presente, ne ha dedicata una sull' "ultimo Pasolini". Quello che sarebbe stato il più "pericoloso".

Corredato e aiutato al solito dai giovani storici, che non fanno altro che pronunciare le scontatezze del giorno, e solo quelle autorizzate, ospitava un docente di storia contemporanea, figlio di uno dei Taviani registi. Appariva molto cauto nel parlare. Cautissimo.

Vabbè. 

Ho notato come Mieli sia pronto a far morire ogni discorso che possa configurarsi come scivoloso, come ha fatto con Taviani quando ha accennato al conflitto fra Ferrara padre e Pasolini eccetera. L'ha subito fermato, forse per non irritare Ferrara figlio e non far sapere quanto certa sinistra, a suo tempo, l'abbia stigmatizzato.

Mieli ha citato Zeri, che paragonò la morte di Caravaggio e quella di Pasolini. 

Ma Zeri, che aveva molti numeri, era uomo di estrema cultura certamente più libero di molti bustoni di oggi e non conformista, e aveva titoli e sapeva per parlare e colpire, con ironia, alla televisione. E agli storicini, preferiva come spalla, per la sua performance, un personaggio della popolana.


 


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