Vale lo stesso per la gestione della cultura in generale, e ne ho avuta diretta esperienza nella scuola e come impiegata dello stato, e da molti anni nel teatro: clientelismo, nepotismo, tangenti, scambi vari di favore, puttaneria.
E' anche questo il motivo (oltre che la "vocazione" artistica) per cui non sono restata a studiare e lavorare all'università, nonostante i molteplici inviti: non volevo diventare la galoppina o l'amante di chi mi avrebbe aiutato a entrarci.
Crisanti non è il mio preferito (e dal tempo del Covid), ma viva chi snocciola qualche parola di verità, quale che ne sia il motivo, e anche se poi alla fine cambia ben poco.
C'è qualcuno che finalmente smuoverà questo sasso per vedere i bachi che nasconde?
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