martedì 22 agosto 2017

Mi sembra Casamicciola!

Com'è noto il paese di Casamicciola si trova ad Ischia.  Ma in italiano significa anche disordine estremo, grande confusione, rovina. "Mi sembra Casamicciola", gridava mia madre quando, io bambina, entrava nella mia stanza e vedeva il gran disordine che vi regnava. Il modo di dire deriva dal terremoto che distrusse la cittadina ischitana nel 1883.
Ieri il terremoto si è ripetuto, proprio a Casamicciola, e ci sono stati morti e feriti.

L'Italia è un paese dove le lobby decidono le leggi in Parlamento e si eliminano i paragrafi che riguardano gli obblighi per la stabilità abitativa. Come è successo pare qualche giorno fa.

Parafrasando Gramsci: la storia non insegna nulla a noi pessimi scolari. 

mercoledì 16 agosto 2017

Gatta al lardo, ragionamento comico sui proverbi: qualche foto della tournée estiva


Garbagnate (MI)
Rasora (BO), prove


Rasora, pubblico in attesa


Cutigliano (PT)

Gianfelice a Cutigliano

Garbagnate



Cutigliano, Piazza Catilina

lunedì 14 agosto 2017

Pastifici, pasticcerie: che uova mettete nel santo impasto?

Dopo lo scandalo delle uova al Fipronil, mi aspetterei che pastifici e pasticcerie, grandi e piccole, nazionali e locali, dichiarassero che tipo di uova mettono nei loro santi impasti per creme e ripieni e tutte le altre diavolerie.
E invece tutti con l'acqua in bocca. Sarà perché siamo tutti al mare?

E allora risuonano le solite infinite e ormai banali domande.
Ma la pasta Gana è proprio così buona e fresca?
Ma la gallina del Melino Bianco è così come lo vedo nella confezione e in pubblicità?
E i Nuovi Monti pasticceri, oh pasticceri sempre così altezzosi, le vostre dolci pescoline zuccherose sono proprio condite con la crema giusta?

E poi: usate uova fresche oppure nella insaziabile impastatrice versate miscela liofilizzata di tuorlo d'uovo DOS (di origine sconosciuta)? 

Nonostante il Ferragosto incipiente, il tempo migliore per essere disattenti, fregarsene e ingurgitare di tutto,  è l'ora di farci sapere!

Quando ti torturavano perché eri mancina

Mancini, si sono inventati una festa per noi. Era ieri, 13 agosto.
Una volta col cavolo che ti festeggiavano; ti riempivano la faccia di schiaffi e la mano era del diavolo. 
Le suore di Santa Caterina di Prato erano sicure che con quella mano non si sarebbe potuti andare in Paradiso e queste erano le torture praticate affinché io bambina cambiassi mano nello scrivere e cucire eccetera:

1. legare la mano sinistra dietro la schiena e scrivere con la destra il dettato. Non lo terminavo mai, né riuscivo a finire le somme o le sottrazioni eccetera con vari zero spaccati sul quaderno;
2. punzecchiare la mano sinistra con gli spilloni con cui le suore tenevano il velo, se venivo sorpresa a ricamare con la sinistra;
3. 'righellate' sulla mano dopo aver fatto un disegno a mano libera con la sinistra;
4. nessuna risposta alla mano sinistra alzata;
5. costretta a passeggiare in coppia a destra, per me ancora oggi a volte una assoluta tortura.
6. chiusa nello sgabuzzino delle scope alcune volte; io mi ricordo tre volte, per un tempo che mi sembrava lunghissimo. Credo in quei momenti di aver deciso la mia vita.

Conseguenze:
destra e sinistra confuse totalmente; ambidestra nella scrittura, ma ormai quasi tornata solo mancina; in tutto il resto, anche nel disegno e nel sesso, sempre mancina. Nel suonare la chitarra, uso la chitarra a destra, come molti altri mancini, perché la sinistra è tanto importante quanto la destra in questo strumento; ma con la chitarra a destra sono più brava nel barré che si fa con la sinistra, che con il tremolo, che si ha con la destra. (E questo lo possono capire solo gli specialisti).
Ho rischiato di non prendere la patente perché l'ingegnere della Motorizzazione in Piazza Indipendenza a Firenze mi invitò a girare a destra e io svoltai a sinistra. Fu comprensivo.
Vari litigi con fidanzati, ché sbagliando la destra con la sinistra e viceversa hanno pensato che io fossi una femminista incallita, una ribelle a tal punto che andavo dove mi pare anche nelle direzioni da prendere in macchina, in bici, a piedi. 
Per questo, mancina, mi sentivo costantemente una vera bambina aliena. Cattiva, brutta, pericolosa. Ecco spiegato il motivo della mia segreta passione per la fantascienza.

Oggi invece, per fortuna tutto è cambiato: come si può leggere nel grande dizionario della mitologia moderna, essere mancini è indizio certo di genialità!

mercoledì 9 agosto 2017

Per scrivere, comporre e creare non abbiamo bisogno della birra!

Un articolo del SOLE24h riporta un presunto studio della rivista Consciousness and Cognition, secondo cui prima di mettersi a scrivere, dipingere, comporre, creare, sarebbe quasi consigliabile farsi un birrino!
Ci sono centinaia e centinaia di artisti che non hanno né hanno avuto bisogno di bere o di farsi nulla prima di creare alcunché.
Continua la tradizione dell'artista maledetto, una delle tante balle che gira sul presunto genio, che serve tanto a vendere libri - come si capisce leggiucchiando il sito della rivista Consciousness and Cognition -  e birrette.



martedì 8 agosto 2017

Bambola d'amore

In Giappone sempre più uomini scelgono di accoppiarsi e vivere con le bambole.
Lui torna a casa, e lei è arrabbiata e non disponibile al sesso.
Alla fine è sempre colpa della donna, che non 'la dà'. Mai di lui che magari non è proprio un campione d'amore e sesso; oppure, peggio, che ci si ponga il problema di una società competitiva, asfissiante, disumana, dove il modello è essere felici e ricchi a ogni costo. D'altronde, dopo che sono tornato a casa da un mondo che 'mangia', effettivamente non mi rimane tempo per l'altro, come, a proposito di Oriente, insegnava il Kama Sutra.
Non ho tempo per vivere e superare dialettiche umane, dissapori, discussioni. Sono esaurito, sfinito.
Ho già dato tutto. Quando torno a casa non voglio né posso avere più problemi, se non quelli irrinunciabili.
D'altronde si è così ipocriti e schiavi del sistema economico che non si vuole mettere alla porta il matrimonio, e allora si preferisce sopportare, piuttosto che mandare al diavolo il consorte, lei lui che sia, imbambolato.




mercoledì 2 agosto 2017

La mappa di Prato col disegno del dragone


La guida per giovani turisti della città di Prato, "Free Map Young Travellers", ha suscitato forte sdegno per il disegno della copertina, dove si staglia un bel dragone cinese che sovrasta una ciminiera.

Certo, a qualcuno può dar fastidio, ma a me personalmente, più del dragone che circuisce - ormai è la realtà - la nostra città, irrita il contenuto del librettino, che vuol essere 'ganzo', giovanile, 'sprizzante'.

Tutto basato su dove andare a bere e mangiare, offre una  visione superficiale e 'centrica' di Prato, che è notoriamente città 'estesa', composta, oltre che dal centro, anche dai borghi che hanno una loro storia, e fino a qualche tempo fa anche una loro tradizione.

Non si accenna nemmeno al passato, se non con le figurine: vedi l'etruschino che cammina, e non si capisce il perché.
Si tacciono le criticità della città, che invece andrebbero, anche giovanilmente con ironia, evidenziate. Infatti, il dragone disegnato non è una interpretazione ironica dei problemi che la presenza della comunità cinese porta con sé, bensì una chiara accettazione; la ciminiera, dove il giovane turista si arrampica soddisfatto per fotografare  un 'prato industriale',   ha significato, per tanto tempo e ancora, inquinamento, cementificazione, inurbamento caotico e invasivo, oltre che 'identità'.

Insomma il libretto è retorico (ah il luogo comune del cenciaiolo!), e vuol esser piacione e simpatico, ma alla fine è soprattutto conformista e compiacente.

Anche se molti giovani non cercano 'altro', da loro e per loro ci si aspetterebbe.

giovedì 27 luglio 2017

La canzon della divona

Canto La canzon della divona, di Aspasia Arruffagatti, quando gli spettatori mi chiedono il tris al finale di Gatta al lardo.


Io sono bona sono bella
sono...uno due tre, stella!

Io sì ce la farò
e tu no, e tu no!
Solo io nel firmamento,
tutt'e l'altre nello stento.

Son sicura che poi vado
e nel grande e sì teatro

e nel cinema e in finzione,
che poi è televisione;
come me nessuno mai
altrimenti... saran guai!

Posso diventar cattiva
se non mi mi si fila mica;

ma or sorrido e qui e là
ma c'è il fiele, non lo sa?

Col politico mi metto
nella foto il tengo stretto;
di qual parte? non mi curo!
Selfie! e salvo il mio futuro.

Tutti quanti vanno bene
se me metton sulle scene.

Col maestro m'incammino:
al mattino e 'mi protegge
e la sera e' mi corregge
se per caso il strafalcione
o se eccedo in la tensione.

Via, or vado al mio destino
che è quello della stella:

diva bona, brava e bella!

mercoledì 19 luglio 2017

Impegnata in nuovi mondi e personaggi

Impegnata con gli spettacoli estivi,  ma soprattutto presa dalla scrittura di testi, nuovi mondi e personaggi, mi allontano necessariamente un po' dal blog e dalla cronaca.
Nei prossimi giorni sarò meno virtualmente presente, ma cercherò di recuperare presto anche in concreto con la nuova stagione - libera, indipendente e autofinanziata - nel mio piccolo teatro, che spero non deluderà le  aspettative.

lunedì 17 luglio 2017

Recensione di "Io e Federico" su Cultura Commestibile

Recensione di Gianni Biagi (Cultura Commestibile n.226)