venerdì 16 febbraio 2018

Parma aveva bisogno di diventare capitale della cultura?

Parma sarà la Capitale della Cultura 2020.
Ma questa città aveva proprio bisogno di essere incoronata? Ci sono altre città che forse avrebbero dovuto ricevere questa coroncina! Parma è da sempre, storicamente, capitale codina e incoronata: della cultura, del cibo, della ricchezza, del benessere...

Sempre più sfacciatamente - e lo si è visto anche nel caso di Pistoia Capitale della Cultura 2017, anche se gli è andata male perché il Centro Sinistra ha perso! - le corone (ricche di brillantucci) sono soltanto funzionali al voto!

In questo caso l'incoronazione è finalizzata a contrastare il Movimento 5 Stelle! A capo della prossima capitalona, c'è Pizzarotti, che ora è un forte oppositore proprio di quel movimento da cui è nato.

IN  ITALIA LA CULTURA E' SOLO STRUMENTALE AI PARTITI DOMINANTI E AI LORO INTERESSI.

Il resto son chiacchiere e vane illusioni.

Google, hai sbagliato, i cani hanno paura dei bòtti!

Non è molto importante, e non vorrei apparire pignola, ma l'animazione ("Doodle") di Google di oggi che celebra i giochi invernali è sbagliata: i cani sono terrorizzati dai bòtti e dai fuochi d'artificio; altro che muovere la coda e abbaiare, come si vede fare al cagnolino.

Come ben sa chi vive o ha vissuto con loro.

giovedì 15 febbraio 2018

Sogno votante

Sogno. Quasi un canovaccio di commedia dell'arte.

Il giorno delle elezioni vado al seggio, dove, invece che la solita apparecchiatura votante, trovo che si deve recitare un dramma o commedia.
Mi dicono che il voto-esame avrà luogo dopo la recita, e che dovrò scegliere solo i partiti rappresentati da questi candidati-personaggi della repubblica:

Il Re di Destra
Il Re di Sinistra
Il Papa Triste
La Serpe Lasciva
La Tarantola Ondeggiante
La Sanguisuga
Il Mendicante Volontario
L'Equilibrista Zoppo
La Figlia del Deserto
Il Saggio Sdentato
L'Illusionista
Il Convalescente.

Scopro però che non c'è trama, e i personaggi, pirandellescamente, mi chiedono di scriverne una.
Scopro che chiedono a tutti gli elettori la stessa cosa e che ognuno di loro vuole la parte del protagonista.
Confusione.
I personaggi non sanno decidersi per la storia.
Gli elettori non sanno decidersi per i personaggi.
A un certo punto il presidente  del seggio scappa con la Figlia del Deserto. E anche gli altri personaggi lasciano il seggio per riacciuffare la fuggitiva, senza la quale non si può fare nulla.
Nel frattempo il Convalescente, segretamente innamorato della fuggitiva, muore per alta passione.
Funerale.
Litigio per chi debba tenere l'orazione funebre. Il Papa Triste dice che tocca a lui, consustanzialmente. I Re dicono che il potere sta da sempre nelle loro mani e che basta con la religione imperante. Re di Sinistra e Re di Destra si alleano e allontano il Papa Triste.  Lui piange e parla con Dio. Dio c'è ma non si vede. L'Illusionista  si azzuffa con il Mendicante Volontario per degli spiccioli spariti non si sa da quale tasca; l'Equilibrista Zoppo dà un saggio della sua bravura arrampicandosi sulla bara. Cade poi rovinosamente sul morto. Il Saggio Sdentato tenta invano di portare sulla retta via la Serpe Lasciva e la Tarantola Ondeggiante, che durante il mortorio si avvinghiano in un rapporto consenziente e oralmente osceno...

Saputo del dolore arrecato, la Figlia del Deserto torna al seggio e piange sulla salma del Convalescente.

Il Presidente del Seggio torna anche lui, tentando di salvare la forma elettorale. La moglie cornuta piange strisciandosi dietro due figli pupazzi connessi.

Il Presidente del Seggio ci chiede le schede e noi elettori siamo interrogati sulla trama, ma nessuno è promosso, ché quello che abbiamo scritto non corrisponde in nulla a quello che è rappresentato.

mercoledì 14 febbraio 2018

Teatralmente anche noi migranti

Colleghi,

ricevo da voi molte proposte di teatro, una quantità impressionante.
Per questo è necessario un chiarimento, a evitare fraintendimenti.

Il teatro La Baracca non ha riceve ormai da tempo più finanziamenti; non fa parte di circuiti; è uno spazio piccolo, in periferia, dove è non è facile portare pubblico.
A volte ci si riesce; a volte no. Dipende.
Non c'è più un ufficio stampa; un tempo, pur piccolo, esisteva.

Insomma, non posso accogliervi pagando un cachet. Si può venire solo a incasso.

Chi vi recita, lascia qualcosa per il teatro e punto; il resto, va appunto a chi lavora sulla scena.
Fino a qualche anno fa accoglievo compagnie professionali da tutta Italia. Con il poco del denaro pubblico che ricevevo, pagavo le compagnie, gli attori; il resto copriva le spese.

Da tempo la Regione Toscana ha decretato la morte degli spazi autonomi, e quindi anche del mio, dando forza solo ai circuiti gestiti partiticamente, da cui tra l'altro noi rimaniamo esclusi. Come molti di voi. Se La Baracca non chiude è solo perché è di mia proprietà e lo mantengo, oltre che con i biglietti degli incassi, andando a lavorare in tournée.

Le tournée si svolgono generalmente  fuori dalla mia Regione, ché, se si esclude qualche caso sporadico, appunto noi non siamo compagnia gradita né appetibile. Una specie di bando ci ha colpiti e siamo stranieri a casa nostra. Il motivo principale è la mia azione politica, passata e presente, e l'esistenza di questo diario. 

Teatralmente, a periodi, siamo migranti. Come voi.
Le tournée - la prossima evviva a marzo! - sono essenziali per la nostra sopravvivenza. Insomma, per mangiare.

I rappresentanti del PD, che gestiscono Regione e il Comune di Prato,  si tengono alla larga dallo spazio che si trova in periferia. E così anche gli altri, le opposizioni. Non cambia nulla.

Perché, come prima cosa, non gliene frega nulla del teatro fatto al nostro livello. Può al massimo interessare per curiosità e prurito il teatro mitologico televisivo.

D'altronde si può dire lo stesso per altre attività artistiche. 

Molta gente di quelli che vedete gironzolare ora per le elezioni fa politica solo per sé, per la propria carriera, e quindi per questi va bene solo la concezione  del teatro-poltrona, teatro-vetrina, teatro-occasione (vedi il caso del Metastasio, per esempio) o teatro-amico, come è il caso di spazi alternativi 'amici', che a Prato o in zone limitrofe 'esisticchiano', dove i politici possono svolgere propaganda o tentare di accaparrare voti (magari ci mettono anche una biblioteca, un collegamento, un appoggio per la gestione del consenso, eccetera).

Il mio teatro non si presta a questo gioco e quindi è disertato politicamente. Ed è per questo che non è finanziato né corteggiato in altro modo.

Probabilmente La Baracca finirà per tornare a essere quello che era quando è nata, solo un mio laboratorio politico teatrale. Chissà.

Questa è la premessa necessaria per capire che cos'è questo spazio e a chi inviate le proposte. Poi le potete presentare, e, se mi interessano, ci possiamo incontrare.

E magari venite a vedere anche quello che facciamo noi. Perché no.

martedì 13 febbraio 2018

Le astuzie da teppisti della 'politicanza'

Siamo nel bel mezzo di una campagna elettorale buona per un neo-Medioevo, tutta incentrata sulla 'sicurezza', che usa donne (sempre loro!) fatte a pezzi, cannibali, sparatorie nelle città, disonestà varie di astuti politicanti. Una campagna elettorale che assume l'aspetto di una caccia alle streghe, con risvolti sadici, aggressivi, patologici.

In realtà la caccia alle streghe nasconde, e nascondeva un tempo, gli appetiti voraci dei politicanti che,  nella ricerca del buon posto al Parlamento,  sviluppano astuzie da teppisti.

Per questo la cultura, l'educazione, la formazione, la condivisione dei saperi, il rispetto per l'ambiente, che sono argomenti 'costruttivi' (che non finiscono in prima pagina e non danno scandalo o non 'dividono'),  nella migliore delle ipotesi, si trovano solo 'nominati' nei programmi, ma in sostanza vengono trascurati da tutti i candidati alla 'politicanza' del Parlamento Italiano.

5o racconto su Gonfienti: L'associazionismo

Continua il racconto su Gonfienti da parte di Cultura Commestibile (n. 249): Gonfienti e l'associazionismo, di Franco Focosi.



lunedì 12 febbraio 2018

Tutti i monologhi sono uguali, ma qualcuno è più uguale dell'altro

Non ho visto né ascoltato in diretta tele-visiona il monologo dell'attore Dalvino a San Paolo. Quello che racconta di migranti, stranieri che sono senza lavoro, soli, disperati. Ne ho visto solo la registrazione, un pezzetto.

Meraviglia. Sembrava davvero il mio amico Abdul, che da anni staziona davanti al supermercato Pum-Pum e che tenta invano di vendere una sveglia degli anni Ottanta e dei calzini di fabbrica turca.  Anche lui viene sempre spostato da una parte all'altra, e non sa più dove stare. Tenta di parlare con qualcuno, ma siccome è arabo, siccome è scuro di pelle, non gli si avvicina nessuno,  se non il figlio ogni tanto, ma solo per litigare. E anche se non si capisce quello che si dicono è chiaro che il figlio è incazzato col padre perché è un uomo mite buono, e non è ricco. 
Sembra che il figlio dica al padre: -Siamo venuti qui nel Bel Paese e facciamo una vita di merda. Cazzo, ormai sei quasi vecchio, fai qualcosa! - 

Alla fine, per compassione, il proprietario del supermercato Pum Pum, che naviga in cattive acque a causa della Grande Rete Supermercante costruita lì vicino, dove ormai vanno festanti gli stessi extracomunitari in attesa di poter votare (dicono che lì li trattano umanamente, che non sono razzisti), il proprietario del Pum Pum offre qualche spicciolo al povero Abdul in cambio di un po' di aiuto nel rimettere a posto le casse della frutta.

Mentre Dalvino recitava, e bene come il suo solito, e piangendo da vero attore, noi non lo potevamo guardare, perché eravamo in un piccolo teatro ad ascoltare un altro bello e drammatico monologo.
Dal vivo.
L'attore non aveva nulla da invidiare a Dalvino, se non che lui si trovava  su un palco sconosciuto, non nel Teatro Aoristo in diretta tele-visiona.

Il monologo che seguivamo dal vivo, recitato benissimo,  parlava di un mondo futuro fatto di dominio e di colonizzazione. Dominio sull'uomo e colonizzazione dell'universo. Della scienza messa al servizio del potere; di scienziati ormai privati della loro creatività e messi sotto torchio in cambio di un po' di soldi e di una villa e qualche macchina potente. Insomma, scienziati, schiavi, ma ricchi. Si immaginava un viaggio verso l'uniformità, un destino futuro di schiavitù e spersonalizzazione.

Di quando tutti vivremo, e non soltanto guarderemo, uno stesso canale, un pluricanale monologante per tutti, politico economico sociale.

Di quando ci esalteremo per i monologhi teatrali senza andare mai a teatro. E senza alcun senso di colpa o avviso interiore di incoerenza.

Di quando accetteremo finalmente, felicemente applaudenti nel gran teatro del mondo, che tutti i monologhi sono uguali, ma qualcuno è più uguale dell'altro.

(Dedicato a Gianfelice D'Accolti e al suo Porchetta Mission)

venerdì 9 febbraio 2018

Festa della Poesia 2018



Il 24 marzo al Teatro La Baracca celebriamo il sesto anno della Festa della Poesia e il secondo anno del concorso poetico a tema libero. Il premio è dedicato Federico Garcia Lorca e al suo teatro, "La Barraca".



Durante la Festa della Poesia i poeti possono leggere e condividere le loro poesie, durante un tempo però limitato che dipende anche dal numero dei partecipanti.

Questo è invece il regolamento del premio di poesia:

1. Il tema è libero.
2. E' possibile inviare soltanto una poesia;
3. La poesia non può superare due pagine in formato A4.
4. Le poesie possono essere inviate via e-mail, al teatrolabaracca@gmail.com, indicando nome e cognome, e un riferimento, oppure via posta a Teatro La Baracca, via Virginia Frosini 8, 59100, Prato. E' gradito un brevissimo curriculum. Si prega di inviare la poesia in un documento allegato al messaggio in caso di invio elettronico.
5. La partecipazione è libera e nulla è dovuto. 
6. Il termine per l'invio delle poesie è il 20 marzo.
7. Il vincitore sarà proclamato sabato 24 marzo, alle ore 21, nell'ambito della Festa della Poesia.

Si ricorda che l'ingresso alla Festa della Poesia è libero, ma è gradita la prenotazione.

Seguiranno aggiornamenti.


giovedì 8 febbraio 2018

Bambini come gladiatori

Scoppia lo scandalo dei ragazzini drogati nel ciclismo.

Ma per vederli vessati e umiliati basta molto meno. Andate ad ascoltare qualche 'mister' che allena i ragazzi, che ne so al calcio al rugby, spiate in qualche campetto di calcio, la sera, quando stanno tutti insieme ad allenarsi, e vi rendete conto come siano trattati questi ragazzi, bambini.
Altro che attività formativa!
Aizzati, frustati, umiliati a colpi di parole feroci, educati alla competizione più impietosa anche da alcuni famelici genitori, vi sembrerà di trovarvi in qualche moderna scuola per gladiatori.

mercoledì 7 febbraio 2018

Arte fatta a pezzi, ovvero come non si vola


Mentre si celebra la neo direttrice del Pecci, Perrella, leggo come è finita l'opera dello scultore toscano Mauro Staccioli (morto il 1 gennaio), che un tempo era collocata davanti al museo: fatta a pezzi.

Lo sapevo, ma l'articolo, che riporto sotto, dà altri dettagli.

Non solo l'arte antica, anche quella moderna, modernissima, tutto, senza pietà nella 'città del contemporaneo' viene fatto a pezzi e triturato.

E la politica-kodak, brava a spazzare via tutto, ha anche la faccia tosta di, oltre a selficchiarsi, collocare nella cupa, telaiesca Piazza Ciardi una decontestualizzata 'mongolfiera'! La piazza Ciardi (ma chi era Giovanni Ciardi? lo vogliamo dire chi era 'sto tizio dell'Ottocento, che è stato gonfaloniere della città?); ora, da cupa che era, senza alberi, con quella scultura in mezzo, dà l'idea di un pennuto spelacchito che non può volare!

Infatti è una mongolfiera inservibile da tutti i punti di vista, buona solo per questa politica, questo apparato, con cui, nonostante la tecnologia e la potenza, non si vola, non si vola!

Anche come simbolo, questa come quella, solo un inganno!


Mauro Staccioli, Prato e lo scandalo della scultura fatta a pezzi:

4o racconto su Gonfienti su "Cultura Commestibile": Gonfienti addio!

Continua il racconto su "Gonfienti archeologica": ancora un articolo del Prof. Centauro.


Parma aveva bisogno di diventare capitale della cultura?

Parma sarà la Capitale della Cultura 2020. Ma questa città aveva proprio bisogno di essere incoronata? Ci sono altre città che forse avre...