Certo teatro, che viene costantemente deriso o smaccatamente ignorato, ha tuttavia assunto da tempo una funzione politica, pur micro-politica, alternativa.
Certo teatro, che vive in un luogo preciso e determinato, è metafora politica e poetica di contro-potere, resistenza contro lo sradicamento, contro la disumanizzazione e la scarnificazione dell'uomo, contro l'omogenizzazione culturale della globalizzazione, contro l'insignificanza, la perdita della memoria storica e la distruzione del territorio, contro la perdita del principio di realtà, contro la spettacolarizzazione degli aspetti culturali e sociali.
Questa politica e poetica della resistenza afferma che certo teatro non è in crisi, ma che è contro.
Anche di questo parlerò al seminario del 22 settembre alla Baracca.
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