mercoledì 22 aprile 2026

Residenze artistiche? Ma allora vi siete proprio dimenticati di Fulvio



Dicevo appena ieri che questa campagna elettorale locale (parlo di Prato) non vedeva progetti culturali ed ecco che oggi ne leggo di uno, che riguarda ovviamente le periferie.

Un candidato parla di voler creare "centri per il lavoro" e addirittura di "residenze artistiche" naturalmente in periferia:

«Coworking e residenze artistiche condividono la stessa idea di fondo: riconoscere il lavoro come valore sociale, creare luoghi di produzione e non solo di consumo, rendere i quartieri vivi, aperti e attraversabili».

Peccato che noi, che siamo residenza artistica periferica da tanti anni, questi signori non li abbiamo mai visti. Anzi, chi fa politica e abita qui vicino, e ama così tanto parlare di periferia, proprio ci evita, come il fumo agli occhi e non è mai venuto a vedere al Teatro La Baracca quello che facciamo!

Peccato anche che le residenze artistiche organizzate da Fulvio Silvestrini, la Bottega d'Arte Comune a Iolo (ve la ricordate, o "dimentecatti"?), o le sue carovane culturali, sono state, la prima distrutta letteralmente dopo anni di "Giugno con l'Arte",  e le altre non prese in considerazione! Per anni Fulvio ha cercato una sede culturale, andando a chiederla a destra e a sinistra. Qui più a sinistra che a destra per ovvi motivi. 

Vi siete dimenticati anche di Fulvio Silvestrini, nonostante la targa che avete messo alla Biblioteca Lazzerini (e l'avete messa solo grazie a me e alla mia raccolta firme, anche per rendere inoffensivo il mio impegno) con tanto di fanfara per farvi belli, o forse per cancellare il ricordo dei vostri continui no, che a me però Fulvio raccontava per filo e per segno!

E poi chi le gestirebbe queste residenze comunali? Qualche altra associazione che tiranneggia sul territorio con le sue conventicole e privilegiati come funziona per tutti i circuiti culturali regionali?

Non resta che sperare che queste fantasticate residenze artistiche del futuro incerto siano più frequentate da chi le propone e dispone e con animo più democratico di quello che finora s'è visto in città, e altrove.


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Grazie

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