lunedì 27 aprile 2026

Venezia contro Venezi

Seguo con interesse la vicenda politica della Maestro Beatrice Venezi - fatta sloggiare dal Teatro La Fenice dal sovrintendente con il placet della destra che ce l'aveva messa e per la felicità degli orchestrali che la vedevano come il fumo agli occhi ecc. -  che avrebbe dichiarato niente popòdimenoché a La Nacion di Buenos Aires (la lucchese è direttrice al Teatro Colon), che in quel della Laguna certi posti si tramandano di padre in figlio. 

Ché, nel caso, accade solo là? Si può fare diversamente che in modo nepotistico in questo paese?

E perché, all'Università? E perché in banca? E perché fra i direttori dei teatri, nei partiti, ecc.?

Solo che non si può dire. Non si può dire, che si solleva il mondo. Tutti si sentono offesi.

Vi assicuro che oltre alla parentela vale molto anche la tessera di partito. Per esempio da queste parti. E dalle vostre?

Solo che non si può dire. Se lo dici, qui anche gli amici ti abbandonano. Lo sanno a Buenos Aires? E là come funziona, per merito?


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