giovedì 23 aprile 2026

Sul festival Seminare idee, ovvero dell'appalto della cultura

Intendo commentare il programma di SEMINARE FESTIVAL che si terrà a Prato a inizio giugno 2026 nella sua seconda edizione, annunciato ieri con fanfare e dei,  e nelle stanze della Regione Toscana.

Sottolineo che commento solo il programma, visto che il festival non è ancora iniziato, e quindi non posso entrare nei singoli incontri.  Non posso approfondire. E tuttavia, dal programma si capisce molto, almeno l'intento generale; e solo questo voglio commentare. 

Il programma è composto, e come ormai si presentano tutti i festival,  da una sfilza di "nomi" più o mediatici,  e trattano temi invitanti, morbidi e piacevoli, temi che "promettono": quest'anno l'argomento del festival, guarda caso è il desiderio.

Cosa vuoi desiderare oggi? Cosa c'è da desiderare? Cosa c'è da vedere?

In questi festival vi domina dall'alto l'organizzato e il tranquillo.  Le lezioni spettacolo sono condotte da certi  personaggi che sono collegati a certe case editrici, alla televisione, ai media, e che si presentano nella forma gurata,  ossia il guru santone che parla e che ci illumina spettacolando! Alleluia! Namastè!

Quello che si semina è ancora una volta e sottilmente conformismo, acquiescenza, sudditanza e a piene mani, visto che poi gli ingressi sono gratuiti. C'è bisogno di fare numero!

Insomma, la forma del desiderio è ancora e sempre quella consumistica (il desiderio e il consumismo sono strettamente legati) e la cultura affascina ormai nella forma spectaculis da intrattenimento-conforto-medicina-guarigione. Zitti tutti, parla lo specialista. L'illuminata.  maitre-à-spectaculaire!

I festival sono ormai le epifanie cittadine della cultura appaltata e ammorbata. Sostanzialmente spenta.

(Anche se qui non si tratta del classico appalto, visto che paga una fondazione e la regione, ma la sostanza non cambia).

Nei festival tutto è organizzato da una agenzia, non dalla politica, non dal popolo, non dai Fulvio Silvestrini che mettevano in moto tutto un quartiere per fare cultura! 

Tutto questo non esiste più, non può più esistere, è vergognoso, è povero, mette a disagio, non è confezionato, non è presentabile...Non è maneggiabile a uso e consumo di...

E questi sono ormai i soli eventi, la sola cultura che ci danno in pasto, e noi siamo tutti d'accordo (ma insomma, che vuoi?) confortati da i nomi televisivi, mediatici, à la page, che pubblicano con Monda Feltri e Pinco Pallo e magari che ci ammanniscono loro consigliastri sui video-internet (non ti dimenticare di cliccare per non perdere nulla del mio canale!).

Questo è ciò che ci aspetta ancora nei prossimi anni, questa calata di personaggioni e di soluzioni confortanti,  curiosità e spiegazioni serali che ci dimenticheremo all'alba per la nostra prossima disperazione che loro capiranno e cureranno, ovviamente, ancora una volta e sempre e su cui scriveranno il prossimo tuo libro, scritto da loro! 

Non li senti, non li senti che dicono: ma come, visto che non c'è nulla a Prato, almeno c'è questo, che ti lamenti? 


 

 

 

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