Ci avviciniamo alle elezioni amministrative e voglio dare il mio piccolo contributo con argomenti e spunti di discussione attraverso discorsi teatrali che presenterò alla Baracca.
Certo nessuna sorpresa per chi ci conosce: La Baracca da sempre si occupa di politica col suo teatro, e addrittura diversi anni fa ho osato sfidare me stessa presentandomi come candidato sindaco, cosa che, voglio rassicurare i miei detrattori, non ripeterò.
Naturalmente con i discorsi teatrali non si tratta di appoggiare alcun candidato o lista. Non si fa politica in questo senso, ma in quello più filosofico e profondo, o anche scherzoso e giocoso, ossia in versione satirica.
Il primo dei discorsi teatrali è Non leggo le donne e non le rappresento, previsto per sabato 18 aprile, ore 21,15: è un "discorso imbarazzante" e provocatorio sul pregiudizio letterario (e in genere artistico-culturale) contro le donne, che sembrerebbe ampiamente superato dalle moltissime scrittrici e artiste che affollano la scena editoriale e artistico-culturale in genere ecc.; tuttavia in ambito letterario gli editori lo confermano: gli uomini non leggono le donne... A parte le debite eccezioni. Mentre le donne, oltre a leggere di più e leggere le opere delle donne, leggono come sappiamo quelle degli uomini da sempre. In alcuni casi le donne affermano addirittura preferire la lettura delle opere dell'altro sesso. Possiamo aggiungere, trovandoci a svolgere il nostro discorso in contesto specificatamente teatrale, che di rado i registi rappresentano commedie o drammi scritti da donne; mentre come sappiamo alle (poche) registe accade il contrario da sempre, ecc. Cercheremo di capire il perché di quest'arcano. Si direbbe, in termini giallistici, un caso ingarbugliato ma interessante. E, nel caso ci siano, i colpevoli sembrano essere più d'uno.
Vi darò poi notizia più precisa degli altri discorsi che seguiranno.
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