Voglio spiegare l'origine del detto: Vissi al tempo di Matteone.
C'era una volta un sindaco che a ogni elezione stravinceva, e si chiamava Matteone.
I cittadini di... lo votavano e lo rivotavano. Non c'era verso. Lui vinceva.
Hai voglia a costruire opposizioni, liste, far nascere apposta costruttori di alternative, lui vinceva sempre.
Occomemmai? Occomemmai? Per le sue idee? Che idea, non esistevano più le idee! Era dotato di superpoteri? Macché, era un uomo come gli altri. Era semplice e misteriosamente diventato un idolo, e riusciva con niente a sbaragliare ogni concorrenza a ogni nuova elezione.
Certo che Matteone aveva dalla sua i circolanti, che per lui brigavano distribuivano tessevano, e bisognava essergliene grati. (Però per favore non parliamo di intrallazzi di mafie e massonerie, eh!). Eppoi c'erano le fanatiche i creduloni e i bischeroni, che erano le liste a lui collegate, che non mancavano mai di portare voti a Matteone, a cui fermamente credevano.
Era arrivato, alla decima elezione, a nemmeno farsi vedere più per la città, si affacciava dal balcone della sua casona, e salutava con la manina il suo elettorato in giubilo.
Fu così che dopo la quattordicesima elezione, il sindaco Matteone - ormai vecchio - fu acclamato direttamente e nominato di fatto sindaco senza alcun voto, insomma non ci furono nemmeno più elezioni, ormai considerate dispendio di soldi e di tempo, almeno per quella città, tanto si sapeva chi avrebbe vinto, e poi nessuno aveva più forza e voglia di organizzare opposizione nella città di...
Fu così che nacque il detto: vissi al tempo di Matteone, nell'anno eccetera eccetera, e il tempo di Matteone fu più di cinquant'anni.
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