L'attore Michele Placido afferma che il cinema italiano non è più impegnato. Finalmente qualcuno che dice, non solo parla.
Per il teatro ancora è un pochino diverso, qualche sprazzo di impegno civile e politico, nel senso del francese engagement, si vede qua e là. Ma sempre meno s'intende.
Non è il caso del Teatro La Baracca, che è tuttora impegnatissimo, come sa bene chi ci segue.
Ricordo, brevemente, che è ancora attivo il sondaggio per scegliere quale spettacolo preferite fra quelli dedicati a Prato.
Rammento anche che:
- sabato prossimo, 24 ottobre ore 21,15 debutta Doppio Faust, frammenti di un mito fra Goethe e Thomas Mann, un affascinante tuffo nella letteratura e appunto nel mito di cui Gianfelice D'Accolti è maestro (lo spettacolo è suo). Lo vedrò stasera in anteprima speciale, ma ovviamente non potrò svelarvi nulla;
- io invece replico, con qualche novità Cimiteri (La veglia delle paure) sabato 31 ottobre: a dispetto del titolo Cimiteri ha l'andamento della commedia, si tratta infatti di teatro popolare. Tento di afferrare quel che ancora rimane delle nostre tradizioni, a casa dei ribelli il folklore è radicato e vivo.
- Di questo in particolare discuteremo con Lisetta Luchini il 21 di novembre nella seconda delle Interviste del Teatro La Baracca. Lisetta ci assicura che canterà anche qualche canzone del suo repertorio - , ma...
- dopo aver visto, per chi vorrà, un'opera insolita per il mio stile, ma anch'essa "impegnata" a dispetto delle apparenze, Le Memorie di Settémplice Luce, ossia Casanova visto dalla prospettiva di una donna. E' un romanzo breve che porto, ridotto e adattato, sul palco sabato 14 novembre.
Sabato prossimo alla Baracca sveleremo anche il programma di dicembre 2026, frutto anche delle scelte del pubblico.
Iniziamo sempre alle 21,15.
E' molto faticoso e difficile essere engagé.

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