mercoledì 23 settembre 2026

Gonfienti etrusca di Prato: ecco il nuovo proclama


Come ogni anno, puntuale come un vecchio ma ben orchestrato orologio, ecco che arriva il proclama della propaganda su Gonfienti, secondo cui 'sta volta e a breve avremo in loco, per la cifra di 27 mila euro, una rivoluzione archeologica copernicana.

Il proclama ci informa che proseguono gli scavi nella "città etrusca più importante del centro Italia", per cui vivremo la grande emozione di visitare un'altra bella villa eccetera eccetera: peccato che siano dichiarazioni fuori tempo massimo, ché quasi tutto è stato orchestrato perché l'area archeologica, intesa come parco archeologico strutturato con museo a latere (come a Vulci o Luni, per esempio), non nascesse.

E infatti nessuna menzione del museo etrusco a Prato, che come sa chi mi legge, hanno traslocato a Campi Bisenzio proprio lontano dagli scavi e nessuna menzione ovviamente,  di quello che abbiamo fatto in questi anni perché la città etrusca non venisse dimenticata: libri, marce, firme, sit-int. 

Come se non fossimo mai stati! Ma il nostro impegno è stato fondamentale, altrimenti questi politici ed esperti non poserebbero in foto. Per questo ci odiano, perché siamo esistiti e insistiamo a ricordare.

E poi che il parco archeologico non c'è e non ci sarà, lo testimonia una insignificante mancanza:  i cartelli turistici, che invece darebbero la misura di un piano strutturato di valorizzazione del territorio che non è affatto in programma. A parte il cartello balzano che hanno messo in un altro luogo lasciato all'abbandono, le Cascine di Tavola, secondo il quale si potrebbe andare a piedi da lì a Gonfienti, passando ovviamente per il Macrolotto con i mega tralicci e il pullulare di pronto-moda cinesi.

A Gonfienti le visite una tantum alla zona archeologica sono affidate a volontari, e gli scavi vengono eseguiti dagli studenti che studiano archeologia, gratuitamente o quasi, i quali tutti allegri (che occasione, il volontariato!) chissà se hanno contezza che il lavoro professionale nel settore è ben lungi dall'essere discusso. Sindacalisti, avanti!

La Sinistra è cattiva?

In una intervista al discusso scrittore francese Michel Houellebecq, maestro conservatore, mentre partecipava in Italia a uno degli infiniti festival sulla lettura sulla filosofia sulla creatività sulla non so cosa con sui si tenta di riempire invano la miseria culturale del nostro tempo, ecco che ha dichiarato ciò che tutti i giornali, non solo quelli di destra, riportano: la sinistra francese è diventata cattiva. Una volta, asserisce il poeta, la sinistra aveva un consenso culturale vasto ed era come rilassata, era munifica di sorrisi, era vicina agli artisti, anche quelli che non la pensavano come lei eccetera, ora invece è diventata appunto cattiva, aggressiva.

E quella italiana?

Dalla mia esperienza locale, piccolina e insignificante invero, direi proprio che si può dire lo stesso.

Gli artisti eterodossi, quei pochi che riescono a sopravvivere, ma ormai siamo agli sgoccioli son quasi tutti estinti, sono visti da certa sinistra come i can gialli, si dice a Prato, cioè male, e su di loro punta uno sguardo aggressivo e cattivo. O finto indifferente.

Sembra che stiano aspettando che certa gente muoia, artisticamente s'intende. E che facciano di tutto perché ciò avvenga prima possibile. E' così?

In Italia c'è qualcuno che la pensa come il maestro conservatore francese, ed è un filosofo di sinistra e si chiama Leonardo Caffo, che ha scritto un pamphlet dal titolo "Sinistra cattiva", secondo cui la sinistra è diventata un amministratore conformista dello status quo, moralista e perbenista, ed è sostenuta soprattutto da chi sta in condizioni economiche avvantaggiate. E' così?

lunedì 21 settembre 2026

Prossimo programma alla Baracca (settembre-novembre 2026)

Do qui informazione sommaria di alcuni prossimi appuntamenti al Teatro La Baracca; alcune date, da definire, lo saranno presto.

L'inizio è alle ore 21,15.

Intanto vi aspetto allo spettacolo su Sem Benelli, che forse riserverà sorprese, e non solo rispetto all'autore, ad oggi da riscoprire, ma anche per capire certi meccanismi politici e culturali.

Venerdì 25 e sabato 26 settembre Maila Ermini racconta Sem Benelli

Sabato  3 ottobre ospite il saggista e filosofo Valter Bucelli Essere controcorrente e veramente alternativi è ancora possibile?

Sabato 10 ottobreappuntamento da definire

Sabato 17 ottobre Casa Minestra di e con Maila Ermini

Sabato 24 ottobre, Doppio Faust (Frammenti) di e con Gianfelice D'Accolti

Sabato 7 novembreappuntamento da definire

Sabato 14 novembre Memorie di Settemplice Luce, ultima amante di Casanova




mercoledì 16 settembre 2026

Io Malaparto...con Benelli

Caro Malaparte, 
dopo tanto parlare di te,  ecco che, come ti avevo preannunciato, mi dedico a un altro pratese, Sem Benelli: insomma dopo tanto malapartare, benelliamo un po'!

Curzio caro, dirò, farò... anche un confronto fra lui e te.

Perché poi, diciamoci la verità: tu non fosti tanto carino con Sem nei primi tempi fascisti, quando, come disse Gobetti, giocavi a essere l' "eroe di corte" e promuovevi una concezione intransigente, "integrale", del fascismo nella rivista La conquista dello stato...

Tuttavia, per non smentire il tuo solito doppismo consustanziale, qualche anno dopo invitasti Benelli a scrivere su Prato nella rivista Prospettive...

Vogliamo dire come andò a finire?



lunedì 14 settembre 2026

Festivàl, Criminàl

Sono perplessa. 

Ci lamentiamo di una società sempre più delinquenziale, inorridiamo davanti a uomini che buttano donne dai cavalcavia, sì invoca la sicurezza cittadina, eppure non ci basta: accorriamo in massa ai festival del crimine, con personaggi di grido a spiegarci perché siamo così cattivi, come se da loro potessimo ricevere soccorso e soluzioni.

E sono tutte spiegazioni psicologiche, nessuna sociale  politica o economica, così che nulla cambi nei cardini dello status quo che finanzia e ospita.

È come tornare al vecchio teatro dei ruoli fissi, con il narcisista al posto del malfattore, del drogato o dell' ubriacone.  

Sì tratta della vecchia morbosità da fumetto Diabolik o è finalmente realizzato quel teatro di massa che qui da noi vagheggiava Mussolini?

E tanto riscuotono successo, questi festival (che nome squalificato!) con file impazienti e bramose di spettatori, che qualche amministratore se ne congratula, e promette séguiti.

venerdì 11 settembre 2026

Una intervista su "Maila Ermini racconta Sem Benelli"

Una intervista rilasciata all'improvviso, non mi hanno dato nemmeno il tempo di sistemarmi un po', darmi una truccatina, un ritocchino...Di prepararmi le risposte. Come si usa in tutti i video del mondo, che sono costruiti ben bene. Vabbé, spero vi piaccia lo stesso, e soprattutto vi convinca a venire a vedere lo spettacolo!


mercoledì 9 settembre 2026

Primi appuntamenti alla Baracca, stagione 2026-2027


VENERDI' 25 e SABATO 26 SETTEMBRE, ore 21,15

MAILA ERMINI RACCONTA SEM BENELLI
sul drammaturgo, un tempo famosissimo a livello internazionale per La cena delle beffe, poi dimenticato.
Non sarà soltanto un ripercorrere la vita e le opere, molte e varie, dell'autore, ma trarremo spunto dalla vicenda di Sem Benelli,  "dio caduto", perseguitato dal Fascismo come pochi, e considerato autore sorpassato e oggi illeggibile (ma è davvero così?)  per fare considerazioni attuali e raffronti col presente.


SABATO 3 OTTOBRE, ore 21,15
Le contro-interviste del Teatro La Baracca
ESSERE CONTROCORRENTE 
E VERAMENTE ALTERNATIVI E' ANCORA POSSIBILE?
incontro con il filosofo e saggista
VALTER BUCELLI
Questa la prima contro-intervista di una serie che spero ci accompagnerà per tutta la stagione su vari temi stimolanti e con personaggi significativi (e con ciò intendo che hanno qualcosa da dire), ma assolutamente non televisivi o famosi sul web.


MARTEDì 6 OTTOBRE 
IL LABORATTORIO
primo incontro del laboratorio teatrale aperto a tutti, che si terrà ogni martedì dalle ore 21 alle 23
Per gli approfondimenti tematici si può leggere nel link, ma anche scrivermi, incluso per i costi o altro:


Teatro La Baracca via Virginia Frosini 8, Casale, Prato.
Per informazioni e prenotazioni: tel. 348 704 6645 o scrivere all'indirizzo teatrolabaraacca@gmail.com

martedì 8 settembre 2026

Bene Benelli


Nel 1974 alla Pergola Carmelo Bene debuttò con La Cena delle Beffe di Sem Benelli, insieme alla sua attrice-schiava Lydia Mancinelli e a Gigi Proietti.

La versione di Carmelo fu un fiasco, come ebbe a scrivere il critico e drammaturgo Giorgio Prosperi:...il risultato è stato deludente, perché non si può operare con gli strumenti crudeli dell'irrisione su un testo che è già grottesco...  Tuttavia Giovanni Testori definì lo spettacolo una rappresentazione capace di mettere in scena il "disastro della nostra indifferenza".

In realtà la versione di Bene era un atto polemico nei confronti del teatro italiano, ché rimetteva in vita - more suo - un autore sepolto e disprezzato in primis dal teatro, e restituiva al testo il senso barbarico di vendetta del piccolo contro il grosso, del poeta contro il potere! 

Bene rinnovò quella polemica che già fu di Benelli nei confronti dell'astioso e statalistico teatro italiano.

E io, che polemica farò?




Che barba che noia, il corteggio!


Perché, non si può dire? Ve lo proibisce l'opportunità politica? Bisogna dirlo, invece!

Diversi pratesi evitano di andare in centro l'8 settembre, festa della città di Prato con l'ostensione della sacra Cintola, anche perché lo spettacolo che si presenta è veramente noioso, e ormai divertente solo per chi l'organizza e vi partecipa chissà: ogni anno le stesse sfilate, incluso di personaggi politici cittadini. Anche quelli sempre gli stessi. Da quanti anni ormai? Tralascio l'aspetto religioso. 

Un corteggione polpettone. E visto uno, visti tutti.

Ora, ammettiamone anche l'utilizzo pro-propaganda, ma insomma! Nessuna nessuna novità, frizzo, fantasia, cambiamento, fissità assoluta ammorban...zzz...zzz...

venerdì 4 settembre 2026

L'archivio di Prato: quando una sede nuova e dignitosa?

In questi giorni a Prato non si parla che di piscina di Iolo, che non c'è, ma che ci sarà con il nuovo Stadio dell'Acqua (addirittura una piscina olimpionica), e del nuovo stadio per cui anche oggi si promette non so cosa.
Vorrei però anche segnalare una carenza meno popolare ma altrettanto grave: la condizione da non so quale mondo dell'archivio di Prato in via Pomeria, sistemato in una ex fabbrica e tenuto anche troppo decorosamente da alcuni pochissimi impiegati, che lavorano in una sede che una qualsiasi asl definirebbe fatiscente, degradata, assolutamente non idonea.
Ci sono stata per consultare il materiale esistente a Prato di Sem Benelli. Tutto l'archivio - e non voglio dire di Sem Benelli, di cui si conserva il primo manoscritto de La Cena delle Beffe - tutto l'archivio avrebbe bisogno di un'attenzione maggiore, come si può vedere dalle foto e dai video che posto. Per fortuna all'interno della fabbrica archivio c'è un pozzino, il famoso pillozzo che c'era nelle vecchie fabbriche pratesi, dove almeno gli impiegati, gentilissimi e pazienti, lasciano lavare le mani ai poveri utenti che hanno l'ardire di andare a ciacciare nel passato come me ma sinceramente, dopo aver consultato un po' di faldoni, ci vorrebbe una doccia.
Mancano anche i guanti, e per gli stessi impiegati! Quanti costano i guanti? Vogliamo fare una piccola colletta per avere un po' di guanti di lattice in archivio, almeno fino a quando qualche consigliere o non so chi non perori questa ennesima miseranda causa cittadina? E' forse questa battaglia di poco appeal o ritorno che dir si voglia?






mercoledì 2 settembre 2026

L'arzigogolo


Sto leggendo tutto il teatro di Sem Benelli. Dico tutto. 

Stanotte ho letto il suo Arzigogolo, anno 1922, e non ho dormito fino a che non l'ho concluso.  A volte certi drammi non si possono interrompere con il segnalibro.

Protagonista, oltre al Buffone Spallatonda, Violante, femminista punita per la sua arditezza, intelligenza, libertà sessuale, ecc.

Quelli che hanno cianciato su Sem Benelli, molti almeno, ormai l'ho chiaro, non l'hanno letto.

E lo dimostra la pagina di Wikipedia dedicata al film tratto dal dramma (Violante nel film era interpretata da Maria Almirante, la zia del famoso politico del M.S.I.), in cui, oltre a diverse inesattezze, si rivela un finale inesatto: Spallatonda uccide la donna, non fugge con lei.


"Monna Violante, figlia del Principe di Carpi, è costretta dal padre a trovarsi un marito tra i suoi pretendenti o lui la chiuderà in convento. Violante sceglie Floridoro, un grasso e ricco mercante, sicuro di sé e convinto di essere protetto dalla buona sorte. Anche dopo le nozze, però, Violante non abbandona l'obbiettivo di trovare l'uomo dei suoi sogni. In una visita ai castelli del Principato, incontra il conte Giano, uno dei suoi ex corteggiatori. Crudelmente, ella finge di essere disposta a cedergli. Così Giano ordina a Spallatonda, il suo buffone di corte e servo, di portargli la donna, pena la decapitazione. Spallatonda tenta, ma con tale veemenza che Violante ne rimane sensualmente turbata, fino a lasciarsi sedurre dal buffone che, dopo, non vuole più portarla dal suo padrone. A Giano non rimane quindi di mettere in atto la sua terribile minaccia. Violante però si offre per la vita del buffone; Gianno accetta. Spallatonda sarà decapitato per finta. Il buffone finge di perdere i sensi e si nasconde nella stanza di Violente e quando arriva Giano l'uccide, per poi fuggire con la donna".

https://it.wikipedia.org/wiki/L%27arzigogolo



Gonfienti etrusca di Prato: ecco il nuovo proclama

Come ogni anno, puntuale come un vecchio ma ben orchestrato orologio, ecco che arriva il proclama della propaganda su Gonfienti, secondo cui...