mercoledì 18 marzo 2015

Per la Festa della Poesia 2015

Ricordo coloro che in tutti questi anni - 23 anni quasi - mi, ci hanno umiliato. 

Coloro hanno ironizzato sul lavoro e le opere: assessori e organizzatori. E senza conoscere.

Critici teatrali che ci hanno volutamente ignorato e continuano a farlo. Così, per antipatia e soprattutto, perché non siamo potenti. O non facciamo parte della cricca. O per tema di provincialismo.

Chi mi criticò per aver messo il nome La Baracca al teatro.

Chi rideva e denigrava mentre lo stavamo costruendo, ristrutturando mio padre e io.

Chi ha riso e denigrato il teatro perché piccolo, perché in campagna - allora -, perché in periferia. Lo chiamarono 'teatro di campagna' per tentare l'offesa. E in questi anni, diversi altri nomi si sono aggiunti per deriderlo.

Chi si è rifiutato di lavorare con me perché io facevo l'operaia a teatro e volevo che anche gli altri lo facessero.

Chi ha smesso di lavorare con me, perché io facevo teatro politico e per il mio impegno politico.

Chi non ha voluto ricordare né vuole farlo ora, di aver imparato il teatro da me, con me. Che addirittura fa finta di non avermi mai conosciuto.

Chi evita il teatro con la scusa che non ama il teatro; quando invece è questa donna o questo uomo che non vuole conoscere o frequentare.

Chi parla di partecipazione, ma non partecipa mai se non c'è il potere sul palco.

Chi ha negato tutti i soldi possibili per far morire il teatro: politici e funzionari complici in completa osmosi.

Tutti i colleghi, giovani e vecchi, che ho ospitato e che ora quando mi vedono si girano dall'altra parte o mi detestano in disgrazia di gratitudine mai richiesta. Nonostante abbia pagato tutti e a volte, quando era possibile, saporitamente.

Ricordo, e vivo ancora tutto questo: ma senza astio. Al massimo, a volte - nuvola passeggera - , con una presina di rabbia. O piuttosto, facendo spallucce.

Celebro questa Festa della Poesia contro l'arroganza, l'ignoranza, l'invidia, l'opportunismo, la piccolezza umana, rivendicando tutto il resto: la mitezza, la sapienza, la generosità, il coraggio, la grandezza umana.



martedì 17 marzo 2015

Mobilità sostenibile della politica insostenibile, ossia miracoli in vista a Prato

Non ci posso credere: quando, ma quando avviene il miracolo della 'mobilità sostenibile' a Prato di cui si legge nel comunicato internautico del Comune (che segue), la cui classe politica è ogni giorno di più insostenibile?

Per quanto riguarda le auto di cui ci si rammarica nello stesso: dopo che la Signora Sinistra ha costruito il megamostro del Parco Prato e annessi (quale orrore di nome, che inganno sommo, simile al Parco della Piana distrutta, per un luogo del tutto cementizzato e motorizzato!) dopo aver compiuto le porcherie ambientali che ha voluto, tenta di correre ai ripari, anzi alle 'riparelle'!, e si accorge che Capezzana è un formidabile laboratorio di anidride carbonica, insieme al Soccorso (altro nome diventato definitivamente equivoco, perché il luogo pratese ha bisogno lui di soccorso ed è ben lungi da darlo)...beh, da quelle parti chi va in bici può rischiare davvero l'arresto definitivo (nel senso primo della parola)!

In questi anni e anni e anni il Comune di Prato, la sua classe politica (quale classe politica, prego?) non ha fatto nulla per incentivare la mobilità sostenibile: a partire dal banale 'dar l'esempio', che si insegna all'asilo. Infatti, alla domanda: quanti politici (come? quali politici?) pratesi avete visto girare per Prato in bicicletta?, la risposta è NESSUNO! (se si escludono le gitarelle...). Ma nessuno di questi che abbiamo visto scorrere nelle lunghe, inutili teorie degli anni, pur essendo nessuno, può ricordare o aver ricordato lontanamente né il terribile monocchiuto Polifemo né, men che meno,  Ulisse! 

DAL SITO INTERNET DEL COMUNE DI PRATO: 

Si sono riunite oggi pomeriggio le Commissioni congiunte 3 e 4, presiedute rispettivamente da Luca Roti e Massimo Carlesi, per discutere sul Piano Urbano Mobilità Sostenibile. Alla riunione era presente anche l'assessore alla mobilità Filippo Alessi.

Al centro del dibattito gli indirizzi del Pums, il Piano urbano per la mobilità sostenibile. L'Amministrazione comunale ha vinto alcuni bandi che vanno in questa direzione. E' stato infatti approvato ed è in corso di attuazione il progetto sull'Infomobilità 2, al quale sono stati destinati 500 mila euro (il 50% dei quali provenienti dalla Regione Toscana), volto alla realizzazione di un sistema integrato di rilevazione, monitoraggio e informazione sulla mobilità.
"L'Amministrazione comunale ha vinto, inoltre, un bando che prevede un finanziamento di un milione di euro, il 50% dei quali arriverà dalla Regione Toscana, da destinare alla ciclabilità, così da rafforzare gli assi urbani e realizzare una serie di interventi di potenziamento delle piste e manutenzione dei tratti già esistenti - ha detto l'assessore Filippo Alessi - La bicicletta dovrà diventare un'alternativa reale all'auto privata. Un problema da risolvere è quello del deposito delle biciclette, ma l'amministrazione sta già lavorando su un percorso volto a coinvolgere anche i privati, per mettere a disposizione dei cittadini dei punti convenzionati dove lasciare le biciclette. Il Comune crede molto nella mobilità sostenibile e nella possibilità di diminuire, negli anni, la pressione dei mezzi privati attraverso l’uso di veicoli ecologici ed economici, a beneficio anche della salute dei cittadini".
Tra i temi affrontati, anche quello del trasporto sul ferro: l'Amministrazione si sta infatti adoperando per realizzare in tempi rapidi un collegamento, su binario proprio, ogni 15 minuti da e per Firenze. 
"Per quanto riguarda le auto, è necessario risolvere al più presto il nodo del Soccorso e quello di Capezzana - ha aggiunto l'assessore Filippo Alessi - Il tutto per diminuire le emissioni di anidride carbonica, migliorare lo stato di salute dei cittadini e rendere Prato una città sempre più pulita e vivibile".

lunedì 16 marzo 2015

Via Duccio e Via del Tignoso a Prato: vie pubbliche rese private

La rovina delle mura a Prato ha reso visibile quello che non doveva forse esser visto: molte strade che costeggiano le mura sono state inglobate come proprietà private ormai da tanto tempo.

Ma il caso di Via Duccio è più recente: questa via, infatti, fino a pochi anni fa, si univa ad angolo a via del Tignoso e invece ora, da entrambi gli ingressi, l'accesso è sbarrato da un cancello (come si vede bene nella prima foto). Io stessa ci passavo in bicicletta.
Ora credo che il Monastero di San Niccolò se lo sia reso privato, con il beneplacito del Comune e della cittadinanza.

Come questo sia stato possibile, nessuno lo sa. S'auspicherebbe che tutto tornasse com'era, magari anche solo pedo-ciclabile per i non residenti.
Via Duccio
Via del Tignoso


domenica 15 marzo 2015

Nello Sguanci

Stamani mi chiama Nello Sguanci, scrittore e poeta.
Mi chiama a casa, alla maniera antica, e senza tante parole si congratula con me per quello che ho scritto a Zygmunt Bauman e che La Nazione ha pubblicato.
Queste son le cose che valgono più di tutto, e questa gente e questi modi che non sembrano esister più.

venerdì 13 marzo 2015

Il ladro in castagna alla Baracca

Ieri lavoravo in Baracca nel pomeriggio verso le sei.
Il ladro è entrato, rapido, veloce, un'ombra appena. Lui non ha visto, a causa dei doppi vetri della porta, ch'ero seduta a scrivere, alle prese con un borderò.
E' entrato di lato alla Baracca, esternamente. Era già dentro, quando l'ho fermato.
Ho gridato: "Dove va?".
Lui è sbiancato, fermo, bloccato; ma rapido è tornato indietro e m'ha fronteggiata.
Sì, uno zingaro: giovane ma già vecchio di viso, la carnagione bruciata, sdentato.

- M'ha detto: -Devo andare...(Non sapeva che dire) di là...
- Di là dove?
- Di là dal prete.
E io: - "Non è questa la strada".  Gliel'ho indicata.

Stavo per rientrare quando lui ha aggiunto:
-"Perché è così cattiva?".
- Non sono cattiva.
- Non posso stare qui?-
- No.
Mi ha minacciata, alzando quasi il pugno, non so perché. Era rabbioso con sé stesso, credo, per essere stato preso in castagna, per essere stato visto e bloccato.
Sarebbe stato il quarto furto.
Nel campino del prete il tipo non c'è andato; è scappato veloce, via come il lampo, con la vespa scassata.

giovedì 12 marzo 2015

Lettera aperta a Zygmunt Bauman

Signor Bauman, 

so che Lei terrà una conferenza sulla cultura al Museo Pecci di Prato.
Forse Lei non sa che in questo paese, l'Italia, essere artisti o intellettuali sul serio, è sostanzialmente proibito.
Ed è anche proibito dirlo; è tabù.
Si può essere intellettuali solo in maniera asservita.  L'artista 'diverso' e libero non è più bruciato sul rogo, ma in qualche modo la sua esistenza è impedita.  Oltre a essere invidiato, gli si tagliano i fondi, lo si isola, lo si umilia. 
Se della sua arte egli ne vuol fare un mestiere, è costretto alla fine a omologarsi e a omaggiare il potere o il potente. E questo accade oggi con maggior accanimento che nel passato, anche grazie al controllo e al commercio  cui siamo costretti.
Una volta diventato 'cortigiano', l'artista e la sua arte finiscono per avere ben poco senso.
Oggi l'arte è tollerata e così bene commercializzata, usata per il turismo eccetera, perché è come una vespa senza pungiglione.
Infatti il problema che si pone, e proprio nei luoghi dell'arte deputati dove Lei andrà, non è tanto l'ipertrofia produttiva o i troppi artisti; le troppe mostre o  i troppi spettacoli, insomma gli eventi in eccesso, come qualcuno paventa, ma proprio il fatto che l'arte non punga più, e per questo incida ed emozioni sempre meno.
E paradossalmente, proprio per questo, ce n'è invece sempre più bisogno, ove la quantità deve supplire alla qualità mancante.
Dunque fare cultura, essere intellettuali o artisti, oggi, è proprio questo: indossare l'abito della vespa, ma senza pungiglione.

Maila Ermini


Mr. Bauman,
I know you will give a lecture on culture at the Museum Pecci.
Maybe you do not know that in this country, Italy, to be artists or intellectuals seriously, is essentially prohibited.  It is also forbidden to say it; it is taboo.   
You can be intellectual in a subservient way only. The artist who is'different'or  free is no longer burned at the stake, but somehow his existence is prevented.  In addition to being envied, the funds are cut, he is isolated and humbled.

If he wants to do a job of his art, he is forced in the end to homologate and to pay homage to the power. And this is happening today with greater fury than everbefore, thanks to the control and trade of us that we are forced. Once he becomes 'courtier', the artist and his art has no more meaning.

Today art is tolerated and so well marketed, used for tourism and so on, because it is like a wasp without sting. In fact, the problem is, and exactly in the places dedicated to art where you will go, not so much productive hypertrophy or too many artists, too many exhibitions, performances, short events in excess, as some fears, but the very fact is that art does not sting anymore, and for this it affects and moves less and less. And paradoxically, precisely for this reason, there is an increasing need of it, 
where the amount has to make up for the missing quality. So, do culture, be intellectuals or artists today is this: wear the dress of the  wasp, but stingless.

Maila Ermini

La santa famiglia, ovvero il Parlamento italiano vaticanizzato

L'Italia è un paese dove il divorzio è frequentissimo; dove le famiglie alternative sono tantissime; insomma, dal punto di vista del comportamento, è molto 'europizzato'.

Però i governanti, i non-rappresentanti al Parlamento ancora si vedono vaticanizzati nel profondo: infatti la senatrice PD Puglisi ritira un emendamento importante sull'adozione.

Conclusione: chi non è sposato, ma è solo coppia di fatto, non può adottare un figlio in affido; chi è singolo nemmeno (come se non capitasse di gestire a un genitore divorziato i figli da solo!); nemmeno a pensarci dunque, adottare un figlio se si è una coppia di omosessuali.

L'Italia è vaticanizzata, anche se di fatto non lo è; è infatti uno dei paesi meno religiosi e spregiudicati, dove la famiglia è ormai sbriciolata.

Però la sua classe dirigente è fortemente ipocrita e vuole mantenersi lontana dalla realtà. Ha paura di andare contro la sacra famiglia di babbo e mamma, nonostante sia ben noto come in essa si possano covare le peggiori mostruosità (come anche abbiamo visto in qualche chiesa).

Signori bigotti del nostro parlamento, prima di vietare le adozioni a destra o a manca, renderle difficili (e magari però sostenere le associazioni che 'fanno del bene' ai bambini in Africa, vero?), fatevi un giro per gli orfanotrofi del mondo, magari in compagnia di qualche prete e vescovo.

Parlamento italiano vaticanizzato e, in questo caso, molto lontano dall'Europa tanto invocata.

Prato e la bella favola ipocrita dei grani antichi

Dopo essere stata distrutta nel suo territorio e nelle sue più antiche tradizioni da quasi un secolo e forse più; dopo esser stata inquinata e cementificata in modo orrendo unendosi nella bruttura e lordura nel sistema del "Ma quale Parco della Piana o Parco con Aeroporto", ecco che Prato s'è inventata la bella favola ipocrita dei grani antichi alle Cascine di Tavola, - a un passo dal depuratore di Baciacavallo e assediata da uno dei più significativi elettrodotti italiani, alcuni tralicci del quale si trovano a due braccia dalle finestre dei casamenti delle 'Badie'-, favola per cui ora l'assessore Toccafondi si vede premiata in Regione (ma guarda un po'), e con quali 'ma quanti bei semini Madama Dorè' andrà all'Expo a impastare la bozza pratese.

Si potrebbe dire: meglio molto molto tardi che mai e...troppo poco (granellini!)
Il progetto però, va detto, era partito nell'era Cenni...

mercoledì 11 marzo 2015

Cittadino masochista

Apri il giornale e vedi sempre gli stessi.
Da vent'anni.
Non muoiono mai, non si riposano mai.
Sempre in prima pagina, sempre loro.
Se guardi la TV, anche peggio.
Sempre gli stessi.
E' un'asfissia da personaggio,
che torna e ritorna, sempre.

IL POLITICO.

Questo bastardo che vive nell'eternità
nelle epoche,
da un po' di tempo c'è anche
la bastardina
la cagnetta in calore
di potere,
che ha imparato,
bene!,
a imitare il padrone.

Non c'è luogo
da dove non possa apparire
da dove non ti possa soffocare
all'improvviso
ma il giornale
ecco, anche l'elettronico gli va bene,
quello è il suo luogo naturale,
e la TV.

Oh, la TV!
Per salvarsi
non c'è che non sapere
non collegarsi
non vedere 
per eliminare
questa teorina
di insignificanti predicatori
predatori delle nostre vite!
Eh, ma non sempre
si può fare!

E poi la nostra vita
così noiosa e  scipita,
vuota!
viene bene farcita.

Cittadino masochista!

Sei tu che li voti
sei tu che li vedi
sei tu che li segui
sei tu che li chiami!

Li paghi!

Son loro
votati per farci soffrire di meno
-nella vita magra
brodo insipido
sequela di annetti
grumaglia di ossetti - 
che invece
tu corteggi accarezzi invochi
per la tortura.

Cittadino masochista!

martedì 10 marzo 2015

La fatturazione elettronica aumenterà il NERO

La rivoluzione annunciata sulla fatturazione elettronica obbligatoria nei confronti della Pubblica Amministrazione costringerà molti titolari di partite Iva a lavorare a nero, oppure a non lavorare con la P.A.
Molti titolari faranno il possibile per non farsi spolpare da queste fantomatiche agenzie intermediarie.
Senza considerare il panico a cui vanno soggetti in questi giorni i dipendenti pubblici che si devono aggiornare.

Un disastro totale nei confronti dei piccoli pesciolini, sempre più mangiati dai grossi.

Intanto la stessa POSTA CERTIFICATA sarà gestita solo da tre intermediari (Aruba, Infocert, Postecom).
Lo Stato non esiste più.

Andate al diavolo, ELETTRONICAMENTE.

"Gioco del rispetto" a Trieste: la Chiesa pensi a rispettare Lei i bambini

Brutta e inutile polemica sul "Gioco del rispetto", adottato dal Comune di Trieste, verso il quale è stata montata una campagna diffamante.

Tutto il nostro sostegno a chi ha voluto tentare un modo per affrontare gli stereotipi di genere fra i bambini.

La Chiesa Cattolica, attraverso la Diocesi e le note Sentinelle in piedi, hanno gridato allo scandalo. 

Comincino loro, i preti, a tutelare i bambini, cosa che notoriamente e per troppi anni, non è stato fatto.


E comunque, informatevi prima di calunniare.

http://giocodelrispetto.org/

Toscana Infelix: licenziamenti alla cultura

Mentre il nostro Presidente di Regione si sciacqua la bocca sull'accoglienza e l'integrazione dei ROM, dipendenti del settore culturale vengono tranquillamente licenziati in favore di esternalizzazione di servizi, e addirittura i sindaci mostrano il pugno sul tavolo contro i sindacati che osano protestare.
Alla Città del Teatro di Cascina sono in vista licenziamenti, naturalmente nel settore pesci piccoli e indifesi, per cui si prevedono le solite storie; mentre i pescicani e i pasci-gatti stanno ampiamente rimbuzzandosi e leccandosi i baffi. Direzioni, presidenze, segreterie compiacenti eccetera eccetera sono sistemati tutti al sicuro.

http://www.gonews.it/2015/03/09/citta-del-teatro-i-cobas-cosa-non-si-fa-per-stare-abbarbicati-alle-poltrone/

lunedì 9 marzo 2015

"SPETTACOLO DELLA CITTA", COMUNICATO

Si comunica che l'ultima data utile per aderire a LO SPETTACOLO DELLA CITTA', organizzato dal Teatro La Baracca, è spostata dal 12 al 19 marzo. Ancora una decina circa di posti disponibili, si consiglia di affrettarsi.
Per coloro che abbiano già prenotato è assolutamente necessario però RITIRARE i biglietti entro e non oltre il 12 marzo.
Al termine del viaggio sarà offerto un piccolo rinfresco all'interno del teatro.

"Il bignamino delle donne", un piccolo trionfo

Dunque, in giro con questo spettacolo ironico sulle donne, ricevo davvero un carico pesante di complimenti e apprezzamenti. Un signore, in quel di Bologna, mi ha fatto anche il regalo di bellissime foto, di cui copio alcune. Inserisco anche, come sono solita, tutti i commenti (non proprio tutti, che molti si esauriscono con un 'brava bravissima') su questo semplicissimo spettacolo, nato in poco tempo e all'improvviso, ma di cui evidentemente sentivo e si sentiva il bisogno. Ringrazio il pubblico e tutti coloro che mi hanno mostrato simpatia e affetto e che apprezzano il mio lavoro. A presto!

"Veramente bello e spiritoso, complimenti." (Mari e Cri)
"Ottima la analisi, mai banale sempre divertente l'ingenuità di noi donne. Brava".
"Mitica, semplicemente" (Federica).
"Ironica e acuta. Brava, ci siamo molto divertiti riflettendo". (Elisa).
"Spettacolo di notevole valore, condivisibile al 100%"Adriana
"Mi sono emozionata e mi ha offerto spunti e riflessioni. Grazie, grazie". (Laura)
"Walter dice brava".
"E' stata fantastica e bravissima a imitare tante voci" (Giuseppina)
"Doveva durare di più" (Elena C).
"Che grazia, tante grazie".
"Brava dieci volte donna".
"Spettacolare, unica..." (Stefania)
"Grazie ancora per lo spettacolo di ieri sera, abbiamo ricevuto tantissimi complimenti" (Patrizia,   organizzatrice)



La canzone della donna contenta/ La canzone della cortigiana che dà la fi...

Otti Marzi, la donna del futuro con la stazione orbitante
Polda, la strega pistoiese (fra le più amate dal pubblico)



domenica 8 marzo 2015

Otti marzi, ovvero La donna del Futuro de "Il Bignamino delle donne"


Ecco qui Otti Marzi, la donna del futuro del Bignamino delle donne: lo spettacolo sta andando benissimo (stasera a Castelvetro di Modena... - ho il Libro del Gradimento aggraditissimo, e pensare che questo spettacolo non lo volevo proprio fare... -). Inutile dire che oggi è il suo compleanno.


sabato 7 marzo 2015

Nella tormenta Pistoia batte Prato

Lontani da Prato, abbiamo comunque visto che a Pistoia, che ha subito come Prato forti danni a causa del vento, se l'è cavata discretamente, se paragonata a Prato. Ci sono ancora solo seri problemi con la luce. Ma almeno le sue strade sono già tutte praticabili, e non ha assunto l'aspetto depresso e 'rimandatario' con accessi sbarrati eccetera.
Le mura hanno retto eccome!
Da veri boscaioli e vivaisti hanno sistemato le legna tagliate degli alberi caduti lungo le strade e nei giardini, già pronte per essere rimosse. Per le strade un gran fermento e pulizia.
O bravi pistoiesi piri.



venerdì 6 marzo 2015

Le mura e l'incuria, ossia le parole 'piccole' del Sindaco di Prato

Non so con chi ne parlai, e poco tempo fa, passando proprio nel punto in cui le mura di Prato sono crollate, che era ben visibile uno 'spanciamento' a chi le costeggiasse  a piedi in quel tratto.  Che insomma faceva un po' impressione anche solo camminarci sotto, ché il muro sembrava sul punto di crollare.
Ora, vedendo il Sindaco parlare dietro a quel buco nelle mura (scenografia da novello 'Sacco di Prato'), che quasi chiede aiuto ai volontari per rimetterle su, si viene presi dallo sconforto. ("Prato città dello sconforto...").
Io mi sarei aspettata che il Sindaco trattasse la ricostruzione delle mura come uno dei suoi primi obbiettivi; che dichiarasse che non c'era tempo da perdere, ammettendo almeno la superficialità o l'improvvisazione politica eccetera eccetera. Che magari desse parole di conforto alla cittadinanza così duramente colpita: non serve anche a questo, un sindaco? 
E invece,  davanti a RAI 3,  solo parole 'piccole'.

Ora io non voglio fare cannibalismo politico; io non parteggio, non appartengo a nessun partito o gruppo; è pur vero che l'e-Vento è stato eccezionale, che il momento è difficile e tutto il resto: però, nel vederlo affrontare un argomento di tale gravità con quel piglio sbrigativo e freddo, senza comunicare emozioni ma solo difficoltà,  quel signore si mostra non all'altezza del compito cui la cittadinanza lo ha chiamato.
E questo, sia ben detto chiaro e forte, come almeno i due o tre suoi predecessori.

Sembra che ci sia stata come una strana volontà di affossare la città di Prato nello scegliere candidati sbagliati, a cui la maggioranza della cittadinanza ha evidentemente dato credito.

Ora ci si augura che questo Sindaco cambi rotta, che insomma ci rappresenti anche moralmente. Che, mi si perdoni, si mostri diverso, oltre che nei contenuti (carentissimi), anche nel modo di parlare in pubblico, sfoggiando magari un granello di stile, di sentimento collettivo e, per carità!, di buona dizione italiana; o toscana, che va pur bene, se corretta come usava alla maniera antica.

giovedì 5 marzo 2015

Prato, la città del vento, dissolta dal vento (e dalle 'lobbies').

Prato, la città del vento, distrutta dal vento. 
Le scuole inagibili, le mura sbriciolate, vecchie fabbriche come bombardate, alberi divelti ovunque.

In questi anni nessuna vera tutela del paesaggio, della città.
Hanno solo costruito costruito costruito, hanno inquinato inquinato, e chi ha comandato? Solo le lobby.

Le LOBBIES!

Il Parco della Piana, inganno assoluto. E ci hanno anche preso per il c... con lo sviluppo sostenibile, la politica partecipata! 

Ed ora ecco la città di Prato dissolta. DISSOLTA.


(Foto da "Notizie di Prato")

La Baracca ferita

Prato, vento fortissimo e la città sembra semidistrutta. 
Alla Baracca qualche danno al tetto, ma niente di grave,  almeno per ora...

mercoledì 4 marzo 2015

Cronache da Pratonia (1)

Pratonia è una delle città scomparse di cui meno si sa.

Si racconta, fra le altre cose che il sindaco, così amato da tutti per le storie che raccontava quando era candidato, fu presto 'moralmente' decaduto. I cittadini non lo amarono da subito dopo la sua elezione.
Come questo accadde, ci sfugge. Sono passati così tanti secoli...Però fu un fatto: il sindaco nuovo, giovane, diventò subito vecchio.

Il potere si allarmò. Per questo si affrettò a confezionare per tempo un nuovo candidato, credibile, preciso, attento. Vicino al sindaco, eppur lontano. Dentro e fuori.

Forse di sesso femminile. Materno stile Stabat Mater.

I temi da mettere sul piatto, eh, non mancavano: lo sperpero di danaro pubblico, l'ambiente devastato, la corruzione.
Fu così che Pratonia ebbe il primato di avere un candidato sindaco dopo nemmeno un anno dall'elezione del sindaco...

E quindi accadde che il sindaco dovette continuare per tutto il periodo del suo mandato a fare la campagna elettorale. Ma sembra che scontentò tutti.

Il nuovo candidato, candido,  ebbe la meglio, sembra.

Sembra.

D'altronde il gioco era sempre stato questo, a Pratonia: avere sempre un candidato nuovo da piazzare sulla piazza perché in palazzo nulla cambiasse.

Erano lettori de Il gattopardo.

(Segue)

Il laboratTorio

Oltre agli spettacoli e alle interviste, alla Baracca terrò un corso che ho chiamato il  IL  LABOR A TT O RIO Sarà un percorso teatrale  tec...