lunedì 24 febbraio 2014

Lettera a Dario Franceschini, neo Ministro della Cultura

Signor Ministro,

io non so per quale arcano motivo Lei sia diventato ministro della Cultura, ma tant'è. 

In virtù di questo tuttavia mi preme scriverLe per far presente alcuni, solo alcuni! aspetti irrisolti della cultura italiana.
Cercherò di essere breve, per quanto sia possibile.

Io vivo nella Regione Toscana, la culla della cultura. La perla del Rinascimento. La patria della lingua italiana. La terra degli Etruschi.

E qui già casca l'asino, e un asino pesantissimo.

Tutte o quasi le più recenti scoperte archeologiche in terra di Toscana sono state velocemente ricoperte, cito una fra tutte, la cosiddetta Gonfienti etrusca, quella che è stata sepolta, con la complicità di tutta la politica locale e non, per costruire il nulla indebitato che costituisce oggi l'Interporto della Toscana Centrale. Ho condotto la battaglia in prima persona, e ancora sono qua: mi è rimasta qualche barricata, ma ormai sono quasi sola o poco ci manca ad accendere qualche misero fuoco; battaglia che tuttavia mi ha visto insignita del titolo onorifico di 'pasionaria di Gonfienti'.

Lo scempio culturale, insieme ad altri in questa regione - simbolo dell'Italia tutta anche in questo scempio, e altrove è anche peggio - è irreversibile, e io temo fortemente che nessuno pagherà per questo danno che è stato compiuto alla nostra cultura e, visto che va di moda parlare così, anche alla nostra economia.

La Toscana è stata culturalmente massacrata e grazie a questo massacro siamo tutti più poveri.

Recentemente, ma troppo tardi, è stata sollevata dall'incarico di assessore alla cultura della Regione Toscana Cristina Scaletti, ex-IdV poi passata credo a Lista Civica e poi, ora, dopo l'onta della deposizione,  incoraggiata dall'affetto degli amici feisbucchiani - così mi dicono - sta pensando addirittura di candidarsi a sindaco di Firenze.

Il presidente Rossi l'ha deposta perché aveva messo in essere una campagna di promozione turistica regionale fallimentare.
La signora, come i suoi precedenti, aveva 'confuso chiaramente' cultura e turismo, pensando che quest'ultimo significasse o trainasse il primo, e non viceversa; ma è riuscita a essere  fallimentare anche in ciò che era ed è il suo forte: l'immagine vanitosa, in questo caso della Regione.

L'immagine che era mostrata della Regione è quella dello scempio camuffato, dell'inganno; insomma, paradossalmente il Presidente Rossi l'ha deposta perché, non volendo, quelle foto corrette al kitsch  dichiaravano il vero, ossia che la Toscana ormai non può che presentarsi come 'taroccata', perché la foto del paesaggio collinare con filare di cipressi è a serio rischio.
E con esso tutta la bella cultura popolare, insieme alla lingua, che in questo era nata e si era sviluppata.

L'aspetto più assurdo è che tutto questo è avvenuto e avviene mentre sono tutti ad affilare le armi presunte ecologiste e culturali (a'muina) contro Torri al Vento di Karavan che si vogliono fare sulle colline, contro speculazioni edilizie maremmane o chiantigiane, mentre si sognano città dei parchi o parchi delle piane con aeroporti allungati mega tralicci, mega centri commerciali con torrette o senza, e appunto interporti con annessi viadotti, mentre si 'sparla' della cultura che dovrebbe trainare, quando in questi anni, Sinistra in particolare visto che si tratta di Toscana ma la Destra è identica identica, sono stati tutti zitti e buoni e hanno lasciato fare.

Ora non guardi, stanno tutti rifacendosi il trucco per le prossime amministrative, ora quello che dicono non conta nulla di nulla.

Diciamo la verità: qualche assessore ha pianto per l'interramento di qualche 'sassuccio' (così lo chiamano) villanoviano-etrusco-romano, ha pensato di mettere tutto su 'i-pad', dato che, non potendosi salvare il vero, il concreto, si poteva così guardare il finto, l'immagine e consultarlo in qualsiasi momento.  
Poi però non se n'è fatto nulla e qualcuno di loro s'è consolato sedendo sullo scranno parlamentare.

Vogliamo parlare delle Sovrintendenze? Lamentano sempre che non hanno soldi, ed è vero, ma è necessario approfondire il discorso: sono state dirette partiticamente e per questo, mi permetta, il loro operato non è stato sempre 'limpido' e a tutela del NOSTRO patrimonio culturale.

Io non sono una cittadina qualsiasi che parla di cultura; io la faccio la pratico tutti i giorni, il mio mestiere è quello del teatro.

E qui casca un elefante.

Come ho detto e ridetto, il settore teatrale italiano è marcio e andrebbe tolta la muffa. (Ma Lei si dovrà occupare anche del Cinema - e della sua distribuzione! -, e della silente Musica. E dell'Opera - dove il nuovo è proibito -  e dell'immobile Danza...Che lavoro dovrà essere il suo per avere un minimo di senso!).
In particolare in Toscana il settore teatrale è stato soffocato da un centralismo sempre più invadente, e sempre più calato dall'alto che, unito alla crisi economica, ha distrutto tutto il settore.
Ossia: la Regione, la Fondazione Toscana Spettacolo i teatroni finanziano qualche compagnia di giovani, ma sono bazzecole. Quello che producono questi giovani sono soltanto, nella stragrande maggioranza dei casi o forse assoluta, dei balbettii. Come potrebbe essere altrimenti? Sono  costretti a piegare continuamente la testa, a presentare progetti che non sono i loro, solo quelli che sceglie la politica in sostanza.

Forti e corteggiati sono rimasti i divi televisivi, che vivono di rendita in particolare dagli anni '70 e '80, gli eredi del toscanismo simpaticamente becero che lei sicuramente potrà riconoscere nel primo Benigni (che non esiste più, quello che è spacciato è falso); si sono salvati altri,  pochissimi altri che sono riusciti, più o meno negli stessi anni, ma ancora nei primi anni '90 era possibile, ad infilarsi nei teatri, negli enti eccetera, anche grazie ai voti che il babbo portava dal circolo al partito.

S'è creato un monopolio fortissimo diretto dalla partitica, che gestisce tutti gli spazi e tutte le possibilità. Questo significa anche che non solo coloro che come me sono invisi e antipatici perché non consenzienti oppure perché capaci - anche l'invidia è un altro elemento ostacolante, ma per questo problema so che Lei non è attrezzato -, ma tutti coloro che non sono del 'giro' muoiono di fame.

Chissà quanti genietti si perdono per strada così, ostacolati da qualche direttore di mostra, teatro, circuito!

I giovani che intendono operare nel settore culturale (e non solo giovani, com'è il mio caso), si trovano davanti a un bivio: o essere schiavi di qualcuno, piegare continuamente la testa a discapito della loro creatività e originalità (posto che ne abbiano una) per qualche tozzo di pane e d'occasione, oppure optare per altro.

Ora ci sarebbe bisogno di un serio rinnovamento, di un afflato nuovo, che non vedo. 
L'argomento cultura in questa regione dovrebbe essere il primo, con un programma ben preciso verso un movimento di liberazione e uno stimolo alla creatività; e questo darebbe molta forza al turismo; e invece il settore è da anni gestito da personaggi incapaci, balbettanti e incompetenti, corrosi spesso dalla loro stessa mediocrità e dalle lotte intestine che si svolgono all'interno dei palazzi; personaggi che in realtà non hanno alcun potere se non quello di organizzare qualche cosina per amici e sostenitori, tipo aperitivi al mare con tuffi messi in onda da Rai 3 (il cui telegiornale è un interrotto spot di partito), sempre  impossibilitati a dire di no alle mire cementificatorie, consenzienti con il monopolio e con i giornali locali che preferiscono mettere a tutta pagina la sfilata di Carnevale piuttosto che un evento culturale di spessore.

Credo che sarà molto difficile, ma voglio sperare che Lei contribuisca a qualche cambiamento d'aria, perché siamo prossimi all'asfissia.


Maila Ermini

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Rimarra' senza risposta questa tua bellissima e profonda lettera?
Certamente!

Alfredo

Maila ha detto...

Grazie, Alfredo.
Anch'io penso che il Ministro non mi risponderà mai. Come il Presidente della Toscana Rossi, il quale non hai mai risposto alla lettera che gli indirizzai su Gonfienti, pubblicata addirittura da "La Repubblica".
Che fare, vogliamo essere speranzosi?

Prato città cannibalizzata

Prato è una città che è stata cannibalizzata. Basta confrontare il suo centro storico con un'altra città toscana che non sia Firenze....