lunedì 16 aprile 2018

La politica delle donne

E' evidente che le donne sono lontane dalla politica che conta, e qualcuna se ne lamenta.
In Italia basta osservare lo scontro in atto fra Centro Destra e M5S, la parte maschile la fa da padrone.
I capi dei partiti e movimenti che contano, maschi. I guru, maschi. I maestri, maschi. Gli artisti e gli intellettuali che contano, maschi...

D'altronde, quando hanno potuto e possono essere vicine un po' al comando e alle decisioni, le donne scimmiottano i maschi e non producono una alternativa politica vera.  Producono solo politica mimetica, speculare, asservita.
Osserva, è sempre lei, Colombina, la servetta.
Da tempi dei partigiani, staffette. Ed è già dire molto. Ausiliarie. Assistenti. Infermiere. Volontarie.

Cornice. Solo a questa condizione alle donne è concesso di fare politica e di entrare nei giri che contano. Altrimenti, fuori.
Tutta la politica berlusconiana 'valorizza' le donne solo da questo punto di vista: elementi da vetrina, manichini viventi. Così si sono trasformate le rivendicazioni del femminismo.
Ma anche nella Sinistra abbiamo visto e ascoltato diversi manichini parlare. Emanazioni del capo di turno. Altrimenti non parli. Certamente non parli in televisione. E non tieni nemmeno la tua 'rubrica' il tuo salotto, niente.

La soluzione non c'è.

O meglio, ci sarebbe; ma significa abbandonare la politica che conta e stare lontani dal potere che manda i missili in Siria, così, con la stessa facilità con cui ci si gira un cappello.

Significa stare all'opposizione vera, significa scioperare da questa politica. Non avere incarichi, non essere le damigelle di nessuno che vuole che tu sia una damigella.

Contare, per esempio, significherebbe organizzare uno sciopero per la pace, magari di cinque minuti, in tutto il mondo, di tutte le donne. Non solo come quello d'occasione e 'concesso' che si organizza per l'8 marzo.

Li vogliamo fare, donne dei partiti e che vi chiedete però perché non contate, che ne so, cinque minuti di sciopero...contro la guerra? Un esempio. Fermarsi per cinque minuti. Sospendere il mondo. Denudarsi e tornare carne, respiro, pensiero, vita. Alle 12 di un giorno. A casa, smettere di cucinare. Smettere di pulire. Smettere di fare l'insegnante-balia-badante. Smettere di essere la deputata, l'assessore, la consigliera, la scrittrice, la giornalista, la regista, lo strumento quotidiano del potere. 
Quello che manda i missili in Siria, e che è lo stesso che ti fa diventare la direttrice o la presidentessa di qualcosa. Lo sai?


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