lunedì 30 novembre 2015

A Prato gli Etruschi saranno solo 'ombra'

Inqualificabile risposta del vice sindaco Faggi del Comune di Prato all'interrogazione presentata sul sito archeologico di  Gonfienti dal Movimento 5 Stelle.
In sostanza è tutto fermo, il sito non è turisticamente accessibile, in attesa della definizione della proprietà.
Mancano ancora, per far i primi (sic!) passi verso la sua valorizzazione gli elementi fondamentali (vi rendete conto, siamo ancora all'abc, altro che costruire 'frasi', dopo tutti questi anni mancano i fondamentali!):

1. la definizione della proprietà dell'area archeologica (ma non lo doveva comprare la Regione?);
2. Chi gestirà l'area e l'eventuale parco archeologico (che se mai sarà, sarà in mezzo ai capannoni industriali, esattamente come il Parco della Piana sarà in mezzo a elettrodotti, autostrade e piste d'atterraggio);
3. Con quali soldi.

Naturalmente nessun museo archeologico ci sarà a Prato, e questo lo si sapeva, ma sì è confermata la mostra, il prossimo marzo organizzata dalla soprintendenza, e denominata L'ombra degli Etruschi, dove saranno in mostra reperti dagli scavi di Pietramarina e di Gonfienti.

Nessuna mostra fu meglio intitolata: a Prato gli Etruschi saranno solo 'ombra'.

Giuliano l'Apostata

In un mondo sempre più fanatico e ignorante, anche in Occidente, fra presepi e canti religiosi vietati o imposti in una scuola pubblica che rivela il vero volto di sé (cfr. il preside Marco Parma di Rozzano e i canti religiosi; il sindaco di Pietrasanta che impone il presepe), fra gli strepiti di identità sottratta e integralismo, con i politici che subito squallidamente strumentalizzano, mi viene da chiedermi: e i pagani, quelli che seguivano il culto di Mitra, credevano negli dèi eccetera nel mondo antico romano, come si saranno sentiti, con il cristianesimo imposto e violento di Costantino?
Ecco una 'circolare' di Giuliano l'Apostata, archetipo dell'imperatore anticristiano, su cui sono fiorite le più false leggende; lo scritto,  che dimostra il forte dissidio fra cristiani e pagani- l'imperatore impedì di fatto ai cristiani di insegnare retorica - ,  non è più intollerante di tanti atteggiamenti e 'circolari' di oggi.
Sarebbe l'ora di via la religione dalla scuola.

« È necessario che tutti gli insegnanti abbiano una buona condotta e non professino in pubblico opinioni diverse da quelle intimamente osservate. In particolare, tali dovranno essere coloro che istruiscono i giovani e hanno il compito di interpretare le opere degli antichi, siano essi retori, grammatici e ancor più sofisti, poiché questi ultimi, più degli altri, intendono essere maestri non di sola eloquenza ma anche di morale, e sostengono che a loro spetta l'insegnamento della filosofia civile. [...] Io li lodo perché aspirano a elevati insegnamenti, ma li loderei di più se non si contraddicessero e non si condannassero da soli, pensando una cosa e insegnandone un'altra. Ma come? Per Omero, Esiodo, Demostene, Erodoto, Tucidide, Isocrate e Lisia, gli dèi sono guida e norma dell'educazione: forse che costoro non si reputavano devoti, chi a Hermes, chi alle Muse? Trovo assurdo che coloro che spiegano i loro scritti disprezzino gli dèi che quelli onoravano. Ma, anche se a me pare assurdo, non dico con questo che essi debbano dissimulare le loro opinioni di fronte ai giovani. Io li lascio liberi di non insegnare ciò che non credono buono ma, se invece vogliono insegnare, insegnino prima con l'esempio [...] Finora, si avevano molte ragioni per non frequentare i templi e la paura, ovunque avvertita, giustificava la dissimulazione delle vere opinioni sugli dèi. Ora, poiché questi dei ci hanno reso la libertà, mi sembra assurdo che si insegni ciò che non si crede giusto. Se i maestri cristiani considerano saggi coloro di cui sono interpreti e di cui si dicono, per così dire, profeti, cerchino prima di rivolgere la loro pietà verso gli dèi. Se invece credono che questi autori si siano sbagliati circa le entità da venerare, vadano allora nelle chiese dei Galilei a spiegare Matteo e Luca. Voi affermate che bisogna rifiutare le offerte dei sacrifici? Bene, anch'io voglio che le vostre orecchie e la vostra parola, come dite voi, si purifichino astenendosi da tutto ciò a cui io ho sempre desiderato partecipare insieme con coloro che pensano e fanno quello che io amo. »

"Gatta al lardo"...come rospi!

Ieri, alla Fiera di Carmignano, GATTA AL LARDO è andato come il cacio sui maccheroni. Tanta gente e una bella atmosfera.

I commenti:

-S'è goduto come rospi-, Alex
-E' stato veramente simpatico-, Nadia
-Bella saggezza popolare, armoniosa e ben condita-, Adriana
-Complimenti per farci sorridere-, Anna
-Complimenti, davvero un bello spettacolo-, Nicola
-Bravissima, spettacolo divertente e interessante-, Grazia

Prossima replica...domenica 3 gennaio 2016 ore 16,30 al Teatro La Baracca.

venerdì 27 novembre 2015

GATTA AL LARDO alla Fiera di Carmignano

Domenica 29 novembre ore 16,30 sarò alla Fiera di Carmignano con GATTA AL LARDO, Ragionamento comico sui proverbi. Ingresso libero.
Lo replicherò comunque a La Baracca a gennaio.


giovedì 26 novembre 2015

Una massa di ipocriti pelosi



Sui social gira questo messaggio.
E proprio lo mostrano nelle loro bachechine coloro che, in questa regione chiamata Toscana ma non solo, fanno proprio l'opposto e le cui politiche operano in modo che il mondo sia delle multinazionali, dei grandi gruppi e delle grandi distribuzioni eccetera. Basta vedere cosa non hanno fatto in Toscana, cosa non hanno costruito e distrutto con i mega centri commerciali, le megasale (la multisala e megacoop, le esselunghissime, i giglioni e le rosacce loro).
Le periferie sono state svuotate e rese dormitori da questa politica marcia e compromessa.

Senza parlare di quello che stanno combinando in ambito culturale, hanno fatto morire ogni cultura alternativa, ogni piccolo centro, e fanno vivere soltanto i circoli o le salette loro.

Hanno creato i circuiti regionali e gli accorpamenti degli enti culturali, dei teatri; non esistono circuiti alternativi, centri autonomi né di giovani né di vecchi; gestisce tutto la politica di partito o di consorteria e chi non è allineato o non fa il lecchino per non dire peggio di cui purtroppo non ho le prove provate, non è nemmeno preso in considerazione.

SIETE UNA MASSA DI IPOCRITI PELOSI

La violenza è l'esercizio quotidiano (1)

La violenza è ormai il nostro esercizio quotidiano, di cui abbiamo ampia testimonianza, non solo nei giornali, nella guerra che riecheggia sempre più vicina, ma nel nostro vivere quotidiano. Di questa pratica comune però non si parla se non quando si compiono gesti eclatanti e definitivi.

Ieri è stato celebrato il giorno contro la violenza alle donne, e a Perugia una madre è stata uccisa dal marito 'per futili motivi'. Le ha sparato all'inguine ed è morta sul colpo. Insomma, lei è all'obitorio; lui in cella; il bambino solo e disperato.

Un pensionato, fra i commenti di un articolo on line, scrive testualmente, lasciando alle donne un terribile avviso:

Pensionato194625 novembre 2015 | 20:27
Sono un nuomo e dico alle donne: fuggite dal vostro uomo al primo gesto violento. Al primo schiaffo. Non sperate nulla, sara' sempre peggio. Fuggite da quell'uomo e basta. Come maschio devo ammettereche c'e' qulacosa di marcio in noi che difficilmente svanira'. Ci sono uomini che uccidono e poi magari si suicidano. Cosa possono fare le leggi contro simili demoni? Sta a voi donne di fuggire dalla bestia al primo segnale. Non sperate in nulla altro: scappate. Un abbraccio.

mercoledì 25 novembre 2015

Cauteruccio e il Teatro Studio, fine di una storia

Finalmente una buona notizia: dopo 25 anni Giancarlo Cauteruccio non dirigerà più il Teatro Studio di Scandicci, preso nell'orbita del Teatro della Pergola, del Teatro Era e di tutto il giro di monopolizzazioni e stregonerie del potere teatrale e non.

Tra più brutti spettacoli che ho visto, in questi anni, sono stati quelli di Giancarlo Cauteruccio, sopravvalutato a mio avviso dalla critica e sostenuto da tutto il sistema teatrale e politico toscano.

Penultimo atto è stato quello di assegnare alla sua compagnia la somma più consistente relativa alle residenze teatrali regionali, per cui noi non abbiamo preso nemmeno un centesimo, e siamo rimasti al palo: nel senso che non siamo potuti entrare 'a corte', come invece si sono subito sbrigati a fare certi attori giovani (giovani di quasi quarant'anni, via!), pronti a calarsi le braghe a ogni manciatina di euro data, fornendo i soliti spettacoli inguardabili e inutili.

Gli spettacoli dell'artista calabrese non hanno aggiunto nulla di veramente nuovo al teatro italiano, a mio avviso solo ricerca fumus (e ne usava anche molto con la spara-fumo), e quindi, in parte, come diversi altri a Scandicci (e come ci ha informato il giornalista Alberto Severi) sono contenta che si sia voltato pagina.

A dirigere il Teatro Studio ora ci sarebbe bisogno di altre persone, autonome, indipendenti, ma è chiaro che questo non sarà né ora né mai, almeno con questo sistema politico.

Ricordo come erano festeggiati e salutati, lui e qualcun altro teatrante locale, dai funzionari regionali, come geni del teatro!, mentre io e altri siamo stati ignorati e umiliati per anni, come miseri poveracci che debbano restare ad aspettare di raccogliere le briciole e qualche misero applauso!

Vinta la gara per i bagni pubblici toscani dalla ditta "Fallainpace"

Dopo la monopolizzazione della cultura (teatri gestiti, p.e. dalle nonnesantissime) e dei trasporti (un unico gestore per girare con il bus bus tran tran in tutta la Toscana), ecco che abbiamo anche la monopolizzazione per fare pubblicamente la pipì e la caccà.

In Toscana un unico gestore, insomma.
Se vuoi fare i tuoi bisognini, ecco che devi affidarti alla ditta "Fallainpace". Finalmente, con solo 50 centesimi potrai veramente espletare le tue necessità, con tanto di saponetta, carta igienica e bagnetto pulito.

Ci sono state alcune polemiche, perché l'opposizione ha detto che la ditta "Fallainpace" è stata appaltatrice anche di bagni di partito, ma poi la notizia è stata smentita da un comunicato ufficiale.

Nella gara è previsto che la ditta appaltatrice posizioni bagni pubblici mobili con tanto di 'maggiordomo del bagno', che ti dà tutto quello di cui hai bisogno, ovunque in Toscana. 

Sarà stampata anche una mappa con l'indicazione di tutti i bagni pubblici e naturalmente non mancherà una app per il vostro telefonino, in modo da poterla fare in pace senza problemi in qualsiasi luogo nella terra di Dante e Leonardo.

I turisti di tutta la Toscana ringraziano, soprattutto in questo periodo di freddo, quando camminando e spostandosi da un monumento a un altro, da una amena cittadina e l'altra, hanno tanto bisogno di fare la  pippì e la caccà.

Grazie, Toscana!

Armi e cultura, ovvero come ti sconfiggo il terrorismo

Come faranno i politici a recuperare il tempo perduto?

Finalmente, grazie a Mister Renzi e alle sue paroline magiche, e ai soldi che ci cadranno addosso e non sapremo dove mettere, la cultura si dovrà svolgere in periferia.

Là dove si annida il degrado.

Noi del Teatro La Baracca siamo commossi, noi 'degradati', e stiamo già pensando di aumentare le sedute, visto il numero dei fedelissimi  che, per adeguarsi ai dettami del Mister, verranno a trovarci.

Finalmente non ci guarderanno più dall'alto in basso, non più!

Per sconfiggere il terrorismo, armi e cultura! Tante armi e tanta cultura! Andate e diffondete la parola; suvvia, in periferia!

Che bella accoppata...pardon, accoppiata! Ma come mai finora nessuno ci aveva pensato nel paese della cultura?

E ci daranno tanti 2x1000 che saranno 2000!

Grazie Renzi, grazie Mister! Sconfiggere la barbarie,  ti vendo armi e ti do biglietti per il cinema (delle multisale cinematografare) e il teatro (che gestiscono loro, monopolizzato)!

Che mente. Gl'è riuscita la quadratura, ha unito gli opposti. Fantastico.

Un bang bang fra una sonata e una cantata. O viceversa. Per il degrado.

martedì 24 novembre 2015

La fuga esotica

Per fuggire in luoghi inconsueti non serve andare nei paesi esotici, diventati tra l'altro pericolosissimi in questi ultimi tempi.

Basta non possedere il telefonino o non utilizzarlo;  non essere connesso a Internet, in nessun modo, e quindi non essere in nessun posto 'social'. Basta vivere il reale.

Oggi l'unica fuga affascinante ed esotica è la sconnessione.

lunedì 23 novembre 2015

Toscana, primato di morti sul lavoro

In questi giorni ci stiamo dimenticando di tante cose.
Per esempio: oggi è morto un altro operaio in una cava di marmo a Carrara.
La Toscana detiene il triste primato, dopo la Lombardia, per i morti sul lavoro in Italia.

http://cadutisullavoro.blogspot.it/

domenica 22 novembre 2015

KARL LAQUA, il boia di Figline. Com'è andata.

Stupito e molto soddisfatto il pubblico (una convincente presenza alla replica di stasera, 21 novembre 2015 al Teatro La Baracca), e anch'io, nonostante la fatica di questi giorni per metterlo in scena. Ne è valsa la pena.

Un testo difficile, che recito in italiano e in tedesco, interpretando 8 personaggi, ma che mi dà sempre grande soddisfazione. In questa replica ho affinato, rispetto alle precedenti, alcuni aspetti e dettagli riguardo ai personaggi.

Non è stato visto alcun rappresentante delle istituzioni, di nessun genere; nessuno che volesse saperne un po' di più di questo eccidio fra quelli che siedono negli scranni comunali pratesi, o fra i giovani 'resistenti' con tanto di patentino.


Commenti del pubblico:

-Non è una strage - è giustizia -. Ieri come oggi si abusa e si violenta la parola giustizia...Attuale, oltre che storico. Nel cuore dei pratesi dovrebbe risuonare di più la parola pace. - Silvia.
-Sei veramente incredibilmente grande - Antonella
-Interpretazione dei vari personaggi veramente fantastica. - Dania.
-Un passato da non dimenticare - M.
-Straordinario viaggio fra la memoria, la storia e l'emozioni. Angelo
-Una pagina di storia raccontata con straordinaria lucidità, brava brava Maila! - Graziano.





venerdì 20 novembre 2015

Sindaco, non ridere

Egregio Sindaco Biffoni,
si racconta che ieri, durante il consiglio straordinario chiesto dalle opposizioni sull'ampliamento dell'aeroporto di Firenze Peretola, Lei ridacchiasse al telefono; e mentre un Suo collega di Partito e di carica parlava, il Sindaco di Poggio a Caiano.
Raccontano che un cittadino ha urlato: - Non essere ridicolo, fai il serio! - .

Tutto questo è ben poco egregio, soprattutto in momenti così difficili della nostra Storia, e quando si discute di argomenti che la popolazione ha molto a cuore.

La Sua risata è sintomo di difficoltà; e infatti Lei si dichiara sì contro l'ampliamento dell'aeroporto, ma l'ordine di scuderia del Suo Partito va verso 'altre storie'; e Le permettono di salvare la faccia ma solo per tenere a bada l'elettorato di cosiddetta Sinistra.

Sindaco, non rida; la situazione è molto seria, e Lei, e chi le fa eco con le risatine in consiglio e con gli iphone accesi per illuminare il vuoto che c'è in sala, non si mostra all'altezza del compito.

M.E.

giovedì 19 novembre 2015

Sai quante fanfare!

Come ho già detto, sabato presento il dramma Karl Laqua, Vita immaginaria e reale del boia di Figline.
La coincidenza con i fatti terribili di questi giorni, le guerre, la distruzione, l'affanno delle nostre e loro esistenze, è puramente casuale, tant'è che fino a qualche giorno fa pensavo di non farlo, perché molto affaticata, eccetera eccetera.

Perché per rappresentarlo, tanto per capirci, bisogna studiare duro, oltre al lavoro che si deve fare per tirare avanti...la baracca eccetera eccetera.

I giornalisti non ne hanno dato notizia, a parte il trafiletto, né nessuno dal Comune si è minimamente informato di quanto si sta facendo; insomma, si sta tratta di un evento simbolo di Prato e della Resistenza in generale. 

Sì, ho rappresentato il dramma nel 2009 a Figline, ma era un altra giunta, e più di sei anni fa.

Questi giovanotti investiti di cariche e caricotti hanno altro per il capo, evidentemente, e questo dimostra, ancora una volta, che:

1.  non gliene frega proprio nulla della cultura, e non solo in periferia. Infatti il consigliere presidente della cultura, che abita a cinquanta passi dal teatro periferico, non è mai venuto a vedere uno spettacolo, né verrà a vedere questo;
2.  che la cultura è solo strumentale alla propaganda e al consenso.

Infatti, se l'avessero presentato loro, sai quante fanfare.

Se volete venire, prenotate; c'è gente.

mercoledì 18 novembre 2015

Malicidio

Buongiorno,
dopo 48 ore di silenzio, vi trasmetto un pensiero, una piccola riflessione.

“Giovani che scannano giovani nella coscienza di uccidere nel segno del Profeta, sospinti dall’odio cieco del “malicidio”, in preda ad un delirio di onnipotenza come estirpazione del male. Atto disumano, folle e terrorizzante, prima ancora che per il corpo, per lo spirito di ognuno perché dietro tutto ciò esiste solo il baratro, la morte del dialogo, del confronto col prossimo.  Il malicidio trasposto agli infedeli cristiani o non credenti dell’oggi richiama, volenti o nolenti, il malicidio condotto blasfemamente nel segno di una croce vilipesa, così come il grande Piero della Francesca, ammonendo silenziosamente, raffigurò in pittura nelle Storie della Croce ad Arezzo. 800 anni sono passati dalle Crociate senza però che l’Umanità abbia di molto progredito nel rispetto reciproco, gli uni degli altri,  di etnie, religioni, razze, di condizioni sociali e di culture diverse. L’Umanesimo, alla fine del Medioevo, arginò questa barbarie aprendo l’Occidente al Rinascimento, ma evidentemente – come ben sappiamo - questo non è bastato e gli orrori si sono perpetrati con puntuale continuità nei secoli a venire, generazione dopo generazione. Alla resa dei conti attuale è da un nuovo Umanesimo che dovremo necessariamente ripartire per riscattare ogni forma di malicidio, passato, presente e futuro che, come un tarlo, alberga ancora, senza limiti e confini nella società contemporanea”. (Giuseppe Centauro).

PIERO DELLA FRANCESCA, uccisione del figlio del Re persiano Cosroe, particolare (Leggenda della Vera Croce, Arezzo, Basilica di San Francesco)

Natale: ecco a voi la città-panettone

Sento già mancarmi il respiro, per come le città saranno confezionate a Natale!

L'aspetto che più mi angoscia è la musica di sottofondo e l'assedio delle luminarie penzolanti; l'impossibilità di camminare, di guardare la città, conoscerla. Mercatini ovunque, e tutti tutti uguali! Cammino per la mia città e sono schiacciata dal commercio!

Magari, per esempio, per passare meglio il Natale e aiutare i commercianti, sarebbe bastato sistemare meglio qualche piazza, illuminarla, ripulirla, fare un po' di trekking urbano, incluso per bambini (1), e non usarla come piazzone per il mercato o le piste di pattinaggio, o come grande parcheggione!

Come accade a Piazza del Duomo di Prato.
Come accade a Piazza Mercatale a Prato. 

Le città, ormai smantellate pezzo a pezzo dal punto di vista comunitario e sociale, sono date in pasto agli eventi commerciali, e non offrono più prospettive a lungo termine.

I bambini stessi vengono presi e messi nell'ingranaggio con la neve finta e le finte letterine a Babbo Natale. Un obbrobrio.

Alcuni assessorati, come quelli 'economici', andrebbero eliminati, perché non fanno altro che trasformare le città in grandi e brutti bazar.

Per sostenere l'economia cittadina possiamo fare a meno delle idee degli economisti.


(1)   Il Trekking Urbano è un’attività che coniuga sport, arte, gusto e voglia di scoprire gli angoli più nascosti e curiosi delle città, attraverso itinerari caratterizzati da forti dislivelli del suolo e da scalinate. Si tratta di una forma di turismo “vagabonding”, libera e ricca di sorprese, adatta a tutte le età, senza un particolare allenamento preventivo. Oltre ad essere un’attività che fa bene al fisico e alla mente, il trekking urbano fa bene alle città perché permette di decongestionare le zone attraversate dai flussi turistici tradizionali, allargare il raggio delle visite alle aree più periferiche dei centri urbani e prolungare i soggiorni.

martedì 17 novembre 2015

Karl Laqua, un dramma attuale

Sabato 21 novembre ore 21 al Teatro La Baracca replico KARL LAQUA, Vita immaginaria e reale di Karl Laqua il boia di Figline.

Tragicamente attuale.  

Pensavo di non farcela, e invece ce la farò. 

E sono contenta di fare questa grande fatica per riproporlo in questo difficile momento.

Vi aspetto.

lunedì 16 novembre 2015

La guerra c'è lo stesso

Lo sapevi, vero?
tu non conti niente.

Anche se non la vuoi,
inutile,
la guerra c'è lo stesso.

Tu puoi essere
se vuoi
il martire,
l'eroe.

O il nemico.
Sì, puoi essere il nemico.

Vuoi essere il nemico?

Basta una bandiera,
ed ecco fatto.

Cosa scegli?
Scegli, sbrigati,
non c'è più tempo.

Da che parte stai?

La guerra è pronta,
tieni, prendi il fucile
e spara.

Speri di non morire.
Anch'io.
Ti dovrò ammazzare.

Questo possiamo fare.
Sperare. Ammazzare.

Tu non conti niente.
Neanch'io.

C'è un'altra scelta, però.
Se vuoi, se sei abile,
puoi schiacciare
con il carro armato,
con l'aereo da caccia
sganciare bombe.

Vuoi?

Oppure puoi
farti saltare in aria.
Diventare un eroe
o un assassino.

Dipende.

Se sopravvivi
e stai fra chi vince,
ti servirà
se servirai.

Scegli, suvvia,
il tempo stringe;
carichi d'armi
fremono ai porti.

E tu non conti niente.

La guerra ci sarà lo stesso
e morirai di fame
e di ferite.
Perché non muori già?

Ci aspettano,
dobbiamo andare.

Tu da che parte andrai?


Finché c'è guerra c'è speranza



domenica 15 novembre 2015

GATTA AL LARDO, che bella replica!

Che bella replica, proprio straordinaria, con pubblico e tanto divertimento. Anche così si reagisce alla barbarie.
Pochi i commenti, ma perché il pubblico ha riso parecchio.  Che doveva dire di più?
Stasera al testo ho aggiunto alcune piccole varianti e forse ne aggiungerò altre alla replica che farò a Carmignano domenica 29 novembre, nell'ambito della Fiera.

Commenti:

Simona. Divertente!
Mario    Me ne ricordassi uno!
Franco. Che simpatia!
Eliana: Una Maila nuova e positiva. Mi è piaciuto aver scoperto il suo lato 'infantile'.
Daniele. Brava. Per te vale il proverbio: "Chi fa da sé fa per tre, ma anche per quattro".

Il laboratTorio

Oltre agli spettacoli e alle interviste, alla Baracca terrò un corso che ho chiamato il  IL  LABOR A TT O RIO Sarà un percorso teatrale  tec...