martedì 16 gennaio 2018

Io e Federico, gennaio 2018

Con molto piacere replichiamo IO E FEDERICO (Dialogo con l'imperatore, è il Federico II di Svevia) sabato e domenica prossimi a La Baracca (20 e 21 gennaio) nel più totale disinteressamento di direttori di teatri e assessori alla cultura. E non solo.

Chissà se nel futuro questo non sia un mio merito, un valore aggiunto?

"Non recitò mai in un circuito teatrale ufficiale, se non per sbaglio". 

Potrebbe essere un buon epitaffio, non vi pare?

Per la verità l'assessore Mangani ci ha permesso di fare una replicuccia del Federico la scorsa estate al giardino Buonamici di Prato, ma tanto per dovere istituzionale via e per allontanar polemiche (bontà sua, ma nemmeno l'ha vista, anche se sa che è andata molto bene), ché lui ama e scrive, in stile pomposamente criptico a volte difficile da decifrare - solo per gli adepti? - valorizzando altri artisti, con cui si immortala periodicamente in fotografie. E' un suo diritto.

Non parliamo poi della Puglia e dei suoi direttori assessori, del santa santorum culturale- il dramma impossibile che ha come protagonista il puer Apuliae là era anche destinato - , 'regione perduta' che, dopo l'illusione Vendola, ha voltato malamente la sua pagina affogandosi nell'ILVA, e purtroppo non nell'ILLVA dell'Amaretto di Saronno, e in una delinquenza spicciola sempre più diffusa. Come tutto il Sud peraltro.

Ricordo a tutti che nei teatroni si chiamano gli artisti solo per:

1. scambio vario: artistico, elettorale, clientelare eccetera.
2. se permetti di far cassetta, di alzare i numeri da presentare alle amministrazioni e alle banche.

Punto. No, ve lo dico così, anche se non ve ne importa nulla della distribuzione, delle ingiustizie, degli assassinii artistici, delle mafie, delle clientele, delle prostituzioni (altro che mani sul cùculo si vedono!); lo so, voi in quei teatri o non ci andate o ci entrate lo stesso. Come al cinema. 

Fortunatamente lassù qualcuno mi ama, e il premio per la drammaturgia del Fondo Artisti è arrivato, alla faccia di chi ci vuole male, e l'attività creativa e lo studio fervono, anche fuori dal solito spaziuccio. 

Salute.


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