martedì 16 gennaio 2018

La saga politica raccontata da Mentana

Sempre di più gente sintonizzata su LA7 e sul tiggì di Mentana, che alle 8 della sera racconta la saga della politica italiana.
E ogni sera, immancabilmente, una nuova puntata! Per questo sono tutti sintonizzati su quel canale, si vuol sapere che è successo, che succede, nonostante lo si sappia già.
Ma se non lo dice lui, se non lo commenta, è come se non avesse sapore!

Il telegiornale mentanesco si presenta davvero come una trama di una saga infinita, un telefilm pieno di colpi di scena e personaggi ricorrenti ma anche inusitati, e il racconto diventa avvincente grazie all'abilità e al tono epico usato dal giornalista, prodigo di particolari nel descrivere la grande famigliona, il grande collettivo politico, ora in procinto di scannarsi si fa per dire in vista delle prossime elezioni.

Ogni sera, da vero cantastorie, egli illustra uno scontro là uno scontro qua, e dice qual è il giusto partito da prendere; chi sbaglia e chi no. Chi sale, chi scende. Con tanto di sondaggio del lunedì.

E lui, non solo rappresenta il racconto, ma lo partecipa, è 'intradiegetico'; il giornalista Mentana è in fabula!, è quasi lui stesso un personaggio!

Ogni sera  poi offre un partito da prendere, e il pubblico, sollecitato parteggia per una parte o per l'altra, e segue e s'accalora e, appunto, prende partito. Di solito quello che dice lui. Anche se non si vede, 'sto pubblico, ché se ne sta a casa sua, lui sa come farlo scegliere.

I commenti, resi più incalzanti dalle elezioni prossime, rendono la saga politica piccante e frizzante. Altrimenti, le elezioni, che senso e gusto avrebbero? Come sarebbero scialbe se non venissero rappresentate e condite da questo maestro mediatico? Chi andrebbe altrimenti a votare e per chi?

Ma infine, chi vincerà? Qualcuno prevede e stravede per il Grande Nonno, chi l'avrebbe detto che sarebbe tornato, liscio e stirato come una salacca, ma pare ormai certo, almeno che non si verifichino sorprese che, sì sì!, ci sarà un ritorno dell'amatissimo Gentiloni.

Anche Macron ha sussurrato: Gentiloni, mon amour!

Ah, che tempi, e come passano svelte le serate, divertenti e amene, con Mentana che poi fa tandem con l'alter-eva Gruber, con cui si tocca la perfezione,  il settimo cielo appunto, ché la maestra della sera porta i personaggi stessi a un confronto diretto.
Con lei i personaggi della saga possono fatalmente entrare in scena incalzati da filosofi filistei, cortigiani e oppositori, tutti tutti, per tutti tutti poi finire unti, conditi e antropofagizzati dalla Signora. Con sale e pepe.

Una emozione simile devono aver provato gli antichi romani con gli spettacoli al Colosseo. 

Ecco perché le sale cinematografiche sono vuote e il cinema è in crisi: è reso insignificante da questi popò di tiggì con salottoni al seguito, più divertenti ed emozionanti dei film stessi, per cui alla gente non passa nemmeno per l'anticamera del cervello di uscire e spendere soldi e tempo per una scontatissima pellicola, quando qui ha tutto ciò che serve per sentirsi un pochino viva e politicizzata.

Alla fine dall'anticamera il cervello del pubblico va direttamente in camera, perché poi, come per la spazzatura che si lascia sotto casa, pensano a tutto LORO. 

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