Giovedì 18 giugno ore 21,30, al Giardino di Elisabetta di Viaccia (Prato) sarò presente a questo incontro su Cafiero Lucchesi, su cui ho scritto e rappresentato il dramma CAFIERO LUCCHESI, Vita e morte fra Mussolini e Stalin e che dà il titolo all'incontro stesso.
L'incontro è organizzato dal Centro Filippo Buonarroti di Livorno, che ringrazio (in particolare Ezio Mecacci) e di cui troverete, in fondo a questo articolo, il comunicato dell'iniziativa.
Pubblico anche l'estratto video del dramma rappresentato con Gianfelice D'Accolti con la locandina. Per l'occasione "smontammo" tutta la Baracca e allestimmo una scena totale. Il dramma fu rappresentato 10 volte, di cui due a Officina Giovani (2013) e al Teatro Magnolfi (2015).
COMUNICATO
Dal 4 giugno al 13 luglio torna il Viaccia Festival al Giardino di Elisabetta, ex lavatoi di Viaccia (Via Valdingole, Prato). In programma incontri, spettacoli, musica, cineragazzi. La rassegna, curata dal Circolo Arci “La Libertà del 1945” fa parte del cartellone della Prato Estate 2026 promossa dal Comune di Prato.
Tra le iniziative in programma, ti invitiamo a partecipare
GIOVEDI' 18 GIUGNO - ore 21.30
all'incontro - dibattito
"CAFIERO LUCCHESI. Vita e morte fra Mussolini e Stalin"
Cafiero Lucchesi nasce a Prato nel 1897. A quindici anni aderisce alla Gioventù socialista. Chiamato alle armi nella Prima Guerra Mondiale, diserta e viene arrestato. Aderisce al Partito Comunista d'Italia nel 1921 ed entra a far parte degli Arditi del Popolo. Nel 1922 si oppone al dilagante squadrismo fascista, uccidendo un caporione locale. Ripara in URSS, dove trova lavoro come operaio e si forma una famiglia. Ben presto si schiera su posizioni internazionaliste fra gli emigrati del PCdI. Per questo viene schedato come bordighista dagli stessi stalinisti italiani e finirà fucilato il 4 giugno 1938 nel poligono di Butovo, alla periferia di Mosca, seguendo lo stesso destino di migliaia di oppositori al capitalismo di stato russo. Sarà ufficialmente “riabilitato” dalle autorità sovietiche il 31 dicembre 1959.
Il titolo dell'iniziativa è ripreso da uno spettacolo teatrale scritto e messo in scena da Maila Ermini (direttrice artistica del Teatro La Baracca), andato in scena per la prima volta nel 2012.
Partecipano:
FRANCESCO VENUTI - Storico ANCR Prato
MAILA ERMINI - Drammaturga e attrice
FRANCESCO INNOCENTI - Centro Filippo Buonarroti Toscana
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