venerdì 2 gennaio 2015

Un'opposizione facile e futile

Prato: le opposizioni bocciano la politica della maggioranza su più punti: il Metastasio (che non diventa teatro nazionale), la pressione fiscale, che è eccessiva (TASI) e sull'ampliamento dell'aeroporto.

Viene da scompisciarsi dal ridere, in questa commedia da gioco delle parti: niente di più facile, semplice e, soprattutto, futile, di tutte queste parole scritte a destra e a sinistra.

L'opposizione vera all'aeroporto doveva cominciare diversi anni fa, quando hanno cominciato a cantare la canzone del "Parco della Piana"! Ora è inutile, i poteri forti con i loro cantori al mandolino hanno già fatto gli affari, e lo sanno molto bene coloro che ora stanno all'opposizione!

Riguardo alle tasse, be', hanno proprio ragione: solo però a dire che si dovrebbe praticare una revisione completa della spesa del Comune e vedere bene come questi soldi vengono spesi.

Come sono spesi questi soldi, e come sono stati spesi dalle giunte precedenti? In funzione particulare, e in funzione del consenso!

Riguardo poi alla questione teatrale, be', allora si arriva alla farsa.
Non serve a niente fare interrogazioni sul Met e sul Tric e trac, è pura demagogia, ci si vuol far belli, si vuole scrivere alla fine dell'anno che s'è fatto il compitino, punto, se non si va alla questione del problema; se non si rivede il senso del teatro stesso, di come è fatto e gestito. Ma per far questo servono persone competenti, capaci.

Bisogna essere capaci per stare in politica, non solo onesti. 

mercoledì 31 dicembre 2014

Evviva, sono viva!

Ringrazio tutti coloro che assiduamente seguono questo mio blog; siete tanti e questo mi sprona a continuare..
E' stato un anno difficilissimo, faticoso, tutto in salita. Anche mantenere in vita questo diario è pesante, ho sempre meno tempo, e lo ricavo quando posso; dico meglio: lo rubo...

Tuttavia ho vissuto e vivo anche momenti positivi, come il perdurare della mia creatività, che con gli anni, invece di calare, sembra aumentata. Forse per contrastare tutte le difficoltà, lavoro, scrivo e metto in scena di più.

Ho tantissimi progetti in testa e ho calcolato che avrei bisogno di almeno di altre due vite per metterle in pratica...Ma evviva, sono viva!

Intanto domani debutto al Teatro La Baracca e insieme a Gianfelice con l'ultima mia creatura per ragazzi e famiglie:"La Beffana". Ricordo che non è uno spettacolo solo per i bambini, ma godibilissimo anche per grandi.

martedì 30 dicembre 2014

TEATRO E VENDETTA

Teatro come vendetta: il mio spettacolo sui 'celestini' ne è un esempio.

Mi sono voluta vendicare delle violenze ricevute a scuola da bambina dalle solite suore, quelle che stavano a S.Caterina a Prato, e di cui, proprio grazie allo scandalo dei celestini che era scoppiato, si fece oscurare tutto, come mi confermò un ex-dipendente del Comune di Prato proprio dopo una replica dei 'celestini'...Mia madre mi tolse appena in tempo, o forse non proprio in tempo, visto che non mangiavo più e tornavo a casa con la mano sinistra torturata dagli spilloni di suor Luisa, che non voleva che usassi quella mano, e quando ci mettevano a cucire in tondo, ecco che all'improvviso appariva da dietro le mie spalle e mi perforava il dorso della mano sinistra, procurandomi, oltre al dolore, un terrore infinito...Mia madre non voleva credere a tanta cattiveria, pensava che fossi io a farmi del male.

Non potendo compiere atti, molto del teatro che ho scritto è, ed è stata, la mia vendetta  personale e politica contro qualcuno, per non agire, non offendere. Il teatro mi ha salvato dalla violenza vera e propria.

Così sto architettando altre vendette, altro teatro; e in questo modo magari non diventerò famosa e gradita al grande pubblico, non reciterò nei politeama con i 'big', ma almeno mi sarò salvata, e vedrò curate un po' delle ferite, le ingiustizie.

lunedì 29 dicembre 2014

LA REGIONE TOSCANA UCCIDE I PROPRI ARTISTI: E CHI SE NE OCCUPA?

Mentre tutti giocano alla politica e alla propria carrierina sulle nostre spalle, mentre parlano del Met che non è diventato teatro nazionale e non lo diventerà (vince Firenze e la Pergola - ma avevate dubbi?), diventerà solo un 'tric'!, vorrei ricordare che NESSUNO si è mai preoccupato veramente della situazione culturale della città di Prato (non parliamo di quella regionale), e tanto per dire due cose di noi (ma che riguardano anche altri) noi del Teatro la Baracca, dopo che ci hanno tolto tutto, ma proprio tutto tutto, dopo che hanno distrutto quel poco di buono che era stato fatto a livello regionale, tipo il piccolo circuito di Sipario Aperto che aveva una progettualità dal 'basso' eccetera, dopo che ci hanno negato la residenza teatrale, ecco che dobbiamo lavorare ancora di più, , perché ci dobbiamo preoccupare di tutto, essere noi a fare tutto e non ci possiamo più permettere nessun aiuto.

Di questo una seria politica che sta dalla parte dei più deboli e che si occupa di economia dovrebbe occuparsi, non solo del tric-trac!

E invece ancora una volta ci si occupa solo di quello, e BASTA!

La verità è che la Regione Toscana uccide i propri artisti, coadiuvata da falsi e incompetenti assessori, dai ' giovanotti' al servizio del Santo Partito Unico e nessuno, ma proprio nessuno se ne occupa, ahimé, nemmeno l'opposizione!

Dopo trent'anni di esperienza e di lavoro, il MET e tutti i direttori artistici che l'hanno diretto, ci considerano ancora artisti di serie B, artisti che non devono avere l'onore di stare nella programmazione cittadina; e, in aggiunta, ogni spazio libero esistente in città - libero dai partiti, ché quelli che sono di parte li fanno vivere eccome e li pompano, ogni spazio autonomo deve morire, e per far questo, hanno tolto la spina direttamente dalla Regione e noi dobbiamo lavorare il triplo per fare le stesse cose. Dopo tutti gli spettacoli significativi che abbiamo dato alla nostra città, alla Regione Toscana!

NON VI DAREMO MAI IL VOTO, E FAREMO IL POSSIBILE PER MANDARVI TUTTI A CASA, ESATTAMENTE COME STATE FACENDO CON NOI, CHE CI FATE MORIRE.


domenica 28 dicembre 2014

La musica fino alle due di notte

In città c'è chi chiede la musica fino alle due di notte, sono i giovani di Sinistra di Left Lab (tutto in inglese, s'intende).
I residenti vogliono dormire, ma che, non c'è modo, bisogna tenere 'viva e desta' la città! Altrimenti...muore!
Siccome il sindaco Biffoni crede anche lui d'essere di Sinistra risponde che sì, alcune volte al mese si può fare.


Dopo la filodiffusione natalizia per le vie del Centro, che ha causato varie reazioni e tutte negative, ecco che si continua con una distorta idea - e molto conforme - non solo della musica (così vilipesa, commerciale, trattata in modo davvero sinistro), ma anche di vivacità cittadina, in modo da appoggiare le associazioni e i gruppi  di area, di sostegno, Left! (Come disse l'assessore Mangani alla Baracca quando fu organizzata una sparuta assemblea sulla cultura dal Presidente Culturale Alberti? ah, ce ne fossero di associazioni così!...Ma quelle associazioni tanto lodate, tanto culturali  e musicali, non c'erano....), e così a loro, eh, gli si dice di sì. 

Però un sì che è anche un no. Però è un no che è anche un sì...Bisogna contemperare le esigenze...Svegli svegli tutta la notte, il centro deve vivere!

Ecco spiegato anche il motivo per cui il centro è sempre più disabitato, non c'è modo di dormire in pace!

Sì no; no sì...un giorno sì e uno no...('così non dispiacerò'), sì no, no sì, si può fare.
Biffoni, un sindaco molto vicino al Re Tentenna (Carlo Alberto di Savoia, do you know? Storia, questa sconosciuta), che non sa proprio dire di no...o di sì?


"Ciondola,
dondola,
Che cosa amena.
Dondola,
 ciondola,
È l'altalena;
Un po' più celere,
Meno... di più...
Ciondola, dondola
E su e giù..." (Domenico Carbone).



sabato 27 dicembre 2014

Voti alle giunte

Fine anno, e tutti a dare voti alle giunte. Che noia. Che tristezza, questo svotìo.
La giunta di Prato attuale non si merita nemmeno un voto, è 'invotabile', in quanto 'vòta'.
Per l'opposizione vale lo stesso, uguale identico: 'vòti'.

Quindi non vanno nemmeno bocciati, dovrebbero essere azzerati per l'inconsistenza, la mancanza di idee, stimoli, incapacità di risoluzione minima di minimi problemi cittadini...

Questi ragazzi sono troppo giovani, e troppo presuntuosi. Pensano che tutto si risolva (o che risolva loro) l'on-line', il cinquettio o lo svolazzìo del mi piaci-piaci. E quelli non più giovani, non sono ancora sufficientemente vecchi, e ancora troppo con le mani nella pastina, che si vedono con il tovagliolo e il musino imbrattatino...
Oppure smaniano come prime donnine nel fare l'opposizione dell'opposizione. Vorranno candidarsi come prossimi sindachini?

Per la prossima giunta, propongo un consesso di  vecchi vecchi (old old), almeno con un minimo di esperienza di vita, di saggezza, di Weltaschauung. E che non siano troppo usi nel giocare e perdere tempo a scrivere 'votità/falsità' su Internet.

venerdì 26 dicembre 2014

"Raccontessa": uno spettacolo ecologico

Venerdì 26 dicembre ore 16
Domenica 28 dicembre ore 16
al Teatro La Baracca
RACCONTESSA
scritto e interpretato da Maila Ermini
con Gianfelice D'Accolti 

Raccontessa viene da Kima, il paese dei racconti, dove un tempo si persero i nomi e si decise di rinominare il mondo e di raccontarlo per non perderlo più; e non solo raccontarlo nel passato, anche nel futuro. Nel suo viaggio nelle storie è accompagnata da personaggi mai visti: Legnotto, un albero metropolitano sopravvissuto all'inquinamento; Sedia Itagliata, una sedia che è riuscita a sfuggire al paese dei tiranni tagliatori di sedie e...Fantasmanina, una mano dispettosa e divertente, che interrompe sempre e che smania per essere lei la protagonista...Sarà l'occasione per ascoltare storie mai sentite, come Monna Dada da Prato, e canzoni cantate dal vivo molto speciali...

P.S. Lo spettacolo è super-ecologico!  Ma di questo ci siamo resi conto solo dopo aver allestito lo spettacolo...Infatti: Raccontessa indossa scarpe vegane; maglietta in bambù e amido di mais; il tessuto dei pantaloni proviene da tessuto riciclato, da fine pezza; gli abiti di Legnotto: tutti fatti da tessuto riciclato...albero fatto con legno e carta di giornale...sedia itagliata è una vecchia sedia di contadini recuperata. Tutta la scenografia è realizzata con materiale riciclato.

Lo spettacolo è adatto a tutti, non soltanto ai bambini...

mercoledì 24 dicembre 2014

Locandine, la cannibalizzazione del senso

Impera il cattivo gusto.
Basta guardare le locandine che pubblicizzano spettacoli. Sembrano tutte partecipare alla gara del kitsch del grossolano, del macabro e del violento. Del brutto.
Spettacoli classici presentati come se ci fosse in previsione lo sgozzamento di qualche attore o di qualche spettatore. Spettacoli comici con attori completamente mascherizzati, carnevalizzati. 
Non sanno più cosa inventarsi per far arrivare lo spettatore, per catturarlo e rinchiuderlo a teatro...
Il massacro del gusto ma, soprattutto, la cannibalizzazione del senso.


martedì 23 dicembre 2014

Met: è iniziato lo smantellamento

Se ne va Luconi, codirettore con Magelli al MET. Lo si sapeva da alcuni giorni.
Non è stato riconfermato; credo che Magelli avrebbe potuto farlo.
Si vocifera che i due avessero litigato.
A quando il prossimo?
A Luconi ho scritto ben due lettere, una quando era assessore alla cultura, ma mai ha risposto. Peccato, ha perso una occasione per stabilire un dialogo.
Il fatto è che in questi anni i due condirettori non hanno stabilito un legame con la città né con i suoi artisti, e questo è il problema più grave del Teatro Metastasio, ma di questo nessuno si cura.

I direttori sono stati autoreferenziali, e la città e i suoi artisti, il teatro stesso insomma,  hanno invece bisogno di altro.

Per questo il teatro sta morendo rispetto alla città, non c'entra diventare o meno teatro nazionale o come altro; e pensare che il male del Teatro Metastasio sarebbe stata l'unione con la Pergola, insomma, gestire la questione teatrale come l'ennesimo affare di partito o di congreghe di potere, è destinarlo alla morte.

lunedì 22 dicembre 2014

Elezioni regionali, la solita storia

Non ci interessa più di tanto sapere chi saranno i prossimi candidati regionali.
Non cadiamo nella solita, banale menzogna del potere, che ci vuole illudere col mettere nuovi nomi, facendoci credere che a questo corrisponda una nuova politica.

Abbiamo visto e sperimentiamo che anche le cosiddette forze politiche alternative sono molto lontane dai cittadini e dai problemi che vivono quotidianamente; sembra infatti quasi una regola:  chi entra in qualche palazzo automaticamente ne viene inghiottito e si dimentica la 'mamma' che lo ha partorito, il voto della gente (posto che questo sia effettivo...).

Dunque una seria politica alternativa non può che veramente 'perdere' tempo nello studiare alternative politiche,  studiare nuovi strumenti di lotta e di dissidenza per alleggerire l'affanno di questo esistente, piuttosto che mostrarsi prima della classe nello studiare documenti e atti. Per cosa? Per scoprire che quell'atto è servito per legittimare a questo o a quell'altro inganno? Lo sappiamo già che questa è la funzione di gran parte dei documenti che vengono prodotti. Dunque, studiare e fare i compiti per casa va bene, ma non cambia la sostanza delle cose. Non cambia la 'scuola'.

Per questo non ci interessano le anticipazioni sui candidati regionali, né le lotte all'interno dei partiti dei movimenti delle correnti, ché davvero queste sono vecchie storie, per cui, una volta eletti, i candidati si vedono automaticamente sparire nel nulla.

D'altronde io sono da sempre contro la Regione intesa politicamente, da cui peraltro non ho ricevuto che danno e angherie (vedi l'uso strumentale e partigiano dei soldi per la cultura). 

Auspico che questo ennesimo carrozzone scompaia, magari per auto-implosione, per eccesso di lotte di potere; ricordo che le Regioni esistono politicamente solo dal 1971, prima facevamo tanto bene senza.

Stato e Comune sono più  che sufficienti a rendere i cittadini sudditi.


domenica 21 dicembre 2014

"Celestini" 2014: sorprese e colpi di scena

Abbiamo avuto una serie di sorprese e colpi di scena per la replica del decimo anno consecutivo de "L'infanzia negata dei celestini". 
Un ex-celestino, presente fra il pubblico, ha lasciato la sala fra il primo e secondo atto accompagnato da due donne un po' sgomente (l'anno passato un celestino abbandonò la sala in piena recita, interrompendola; disse che raccontavo fandonie, ma poi fu contestato lui da altri celestini); il signore lascia il teatro dopo essersi infilato nel camerino senza invito e avermi fronteggiato, asserendo che la colpa di tutto non era di Padre Leonardo, ma del Vescovo Fiordelli, concludendo che è necessario che lui mi corregga su certe cose...(Che non avrei raccontato della strana morte di suor Concettina, quando invece l'ho raccontata eccome, solo che lui se n'è andato...).
Era presente anche un altro celestino, venuto da Siena con la famiglia, che invece confermava tutto quello che ho narrato, e che semmai avrei dovuto raccontare ancor di più delle violenze...(io però mi attengo ai documenti, lo dico sempre!).
Il pubblico sembrava entusiasta, c'è stata una teoria di consensi sull'operato che da anni sta facendo il Teatro La Baracca.
Come avevo promesso, durante il dibattito, ho illustrato brevemente sulla situazione teatrale locale, anche del Metastasio che non concorrerà per diventare teatro nazionale eccetera, e dei meccanismi di scambio, ruffiani, clientelari e compagnia cantando che 'regolano' il sistema teatrale (che invece non si preoccupa minimamente dei propri lavoratori, tanto per fare un esempio); ho parlato delle 'residenze teatrali',  di come siamo stati esclusi da un sistema che invece ha punito proprio il mio impegno politico attraverso il teatro. Sono stata sollecitata a dire perché la residenza teatrale è stata negata; ho risposto perché non apparteniamo a nessuna greppia...Mi sono lamentata dell'assenza degli assessori e consiglieri comunali, e/o presidenti di commissione cultura....ed ecco il colpo di scena: l'assessore allo sviluppo del Comune di Prato, Daniela Toccafondi,  ha rivelato di essere in sala.  Ha fatto seguito una breve tenzone sul teatro di partito, che in realtà è l'unico teatro che fanno esistere oggi.
La rivelazione dell'assessore ha scatenato la reazione risentita ma corretta dell'ex-consigliere comunale Moreno Zazzeri che stigmatizzava l'assenza dell'assessore alla cultura e, anche, il fatto che questa cronaca della città di Prato non fosse stata adottata a livello di teatro cittadino (Metastasio, Fabbricone), dove avrebbe da sempre meritato di essere ospitata.
L'assessore Toccafondi con me ha difeso il teatro istituzionale, in sostanza negando che esista il sistema dello scambio e dell'interesse nelle scelte teatrali eccetera, ma che tutte le compagnie che vi recitano sono le migliori (e quindi sottintendendo che noi non lo siamo): insomma, ha parlato ancora una volta delle 'eccellenze' della Toscana, dove sembra esistere il migliore dei mondi possibili di Pangloss, e di cui abbiamo veramente piene le scatoline.

Nonostante la fatica psicologica che ogni volta devo subire con questo spettacolo - le pressioni e le violenze prima durante e dopo -  credo che chi era presente abbia avuto un esempio di teatro vero, quello fatto proprio anche dal pubblico:  il  teatro della 'polis', e non quello dell'applauso e del consenso, che ancora e sempre viene fatto passare come 'eccellenza'.

P.S. Facendo i calcoli per il borderò, noto come, rispetto all'anno passato, c'è un aumento del 30% di biglietti venduti. Sono distrutta, dato che bisogna lavorare il doppio per sopravvivere (dico sopravvivere), ma almeno...

sabato 20 dicembre 2014

Stasera "L'infanzia negata dei celestini"


Vi aspetto stasera, per l'ennesima replica de "L'infanzia negata dei celestini", decimo anno consecutivo. Nel dibattito, farò un po' di contro-informazione sulla situazione teatrale cittadina e regionale, incluso la  questione della mancata richiesta da parte del "Metastasio" di diventare teatro nazionale. 

venerdì 19 dicembre 2014

I monti della Calvana, una mostra per la valorizzazione

Ricevo e pubblico.


"Sabato 20 dicembre 2014, a partire dalle ore 17, presso lo Spazio Espositivo Valentini in via Ricasoli n.6
CSN, Mostra documentaria “Conoscenza e valorizzazione dei paesaggi culturali – i Monti della Calvana. Castiglioni – Bucaccia: un sito da proteggere”
La mostra, ad ingresso libero, sarà aperta fino al 6 gennaio 2015
Sarà inaugurata sabato 20 dicembre, a partire dalle 17, presso lo Spazio Espositivo Valentini in via Ricasoli n.6 la mostra documentaria “Conoscenza e valorizzazione dei paesaggi culturali – I Monti della Calvana. Castiglioni – Bucaccia: un sito da proteggere”.
La mostra, ad ingresso libero, sarà aperta fino al 6 gennaio 2015.Il progetto, curato dal Professor Giuseppe Alberto Centauro, in collaborazione con il C.A.I. e Legambiente Prato, CSN e col patrocinio dell’Assessorato all’Ambiente del Comune di Prato, aderisce al 18° Simposio Scientifico ICOMOS (International Council on Monuments and Sites) come evento collaterale, in partnership con l’Università degli Studi di Firenze.
Il tema trattato è riferito alla conoscenza, conservazione e valorizzazione dei “paesaggi culturali” come aree geografiche o proprietà distinte che in modo peculiare "rappresentano l'opera combinata della natura e dell'uomo". Questo concetto è stato adattato e sviluppato nell'ambito dei forum internazionali sui patrimoni dell'umanità (UNESCO) come parte di uno sforzo internazionale per riconciliare "uno dei più pervasivi dualismi del pensiero occidentale - quello di natura e cultura".
L’esposizione proporrà, inoltre, un programma di tutela attiva che mette a sistema le risorse dell’area protetta dei Monti della Calvana, attraverso una rete di percorsi volti a garantire la massima fruibilità e facilità di accesso al patrimonio storico e culturale della “terrazza di Prato” troppo spesso dimenticata."


giovedì 18 dicembre 2014

Per ora niente nuova edizione del libro sui Celestini

Sabato 20 dicembre ore 21 prossimo replico "L'infanzia negata dei celestini".
Molti mi chiedono del libro. Purtroppo non è stato possibile, a causa delle difficoltà economiche, a causa dei tagli, della persecuzione in cui viviamo come se fossimo ebrei ai tempi del Fascismo (da quando abbiamo messo il cartello in bacheca sulla mancanza di finanziamenti - "la Regione Toscana vuole la morte del Teatro La Baracca", alcuni non ci parlano più, perché non si può parlare male del Santo Partito, né della Immacolata Opposizione!), insomma, non mi è stato possibile fare una nuova edizione del libro. Quello edito da Carlo Zella è esaurito da tempo. 
Farò il possibile per pubblicarlo entro il prossimo anno, promesso. Nella nuova edizione ci sarà anche il racconto di questi dieci anni di spettacolo, che credo molto interessante.
Vi aspetto sabato, so che sarete numerosi, per sostenere la nostra voce libera, non collusa, non schiava. Finché ci sarà possibile, terremo aperto il Teatro La Baracca. Grazie.
Dopo lo spettacolo faremo un po' di sana contro-informazione, racconterò due cosine sulla situazione teatrale cittadina e regionale, incluso quella del MET. 

mercoledì 17 dicembre 2014

Metastasio, non più nemmeno un teatro cittadino

Coloro che si preoccupano che il Metastasio non diventi un teatro nazionale, o pensano al proprio lavoro e quindi c'è da capire, oppure vogliono, come dire, mostrarsi per l'ennesimo intervento, e senza averne la giusta cognizione, senza fare le riflessioni dovute, senza nemmeno conoscerlo, il teatro!

In città si dice che durante la festa per i suoi 50 anni, il Metastasio fosse vuoto, che insomma, quanto meno non ci fossero gli artisti, né i cittadini.

Questo è grave: un teatro che, nonostante le domande, le interrogazioni, i post, non sia collegato, sentito dalla città. Né dagli artisti, ché ne sono tenuti fuori!

Perché continuano a snobbarli, a non valorizzarli. Il Metastasio continua a inseguire i numeri, le cifre che servono per diventare questo teatro, quest'altro teatro...

Per far capire: se chiamano uno spettacolo del Teatro La Baracca, che vantaggio hanno? Nessuno, perché la Baracca non può riospitare una loro produzione, non fa punteggio, non conta una recita in più da mostrare al Ministero...Molto più conveniente chiamare compagnie di teatri che possono riospitare e quindi possono segnare nel registrino una recita in più! (questo accade in tutta Italia). E poi, stupidamente, non si vuole valorizzare la gente del posto, punto. Invidie, rivalità,  incapacità di gestire gli artisti più asfissianti (che ce ne sono!), stupidità umane di questo genere entrano nel conto.

E quindi il Teatro Metastasio non solo non sarà un teatro nazionale, ma sta cadendo giù, non è nemmeno più un teatro cittadino, anche e proprio perché non valorizza i suoi artisti e insegue la categoria, come nel calcio, come nelle competizioni sportive, e presenta una programmazione che non interessa a nessuno!

Stupisce, in tutto questo, che si faccia una interrogazione comunale e altro per chiedere come mai non diventerà teatro nazionale eccetera, e non si chieda come mai non è nemmeno un teatro comunale ormai, e come mai non sono chiamati e valorizzati gli artisti locali, e perché a un teatro, sì privato è vero e piccolo, ma pur sempre un teatro di Prato, La Baracca, non è stata concessa la residenza teatrale e quindi rischia di chiudere, in sostanza.
Non fanno una interrogazione una domandina per sapere dello sfracelo, nemmeno l'opposizione, quella che dice di occuparsi dei cittadini e che invece, in sostanza, magari senza volerlo, fa servizio ai partiti!

Perché negare la residenza al Teatro La Baracca, tanto per fare un esempio, è stato un atto di partito! Ci si sarebbe aspettati una domandina proprio su questo punto, ci si sarebbe aspettati una domandina anche su questo piccolo teatro che non è teatro gestito dai partiti (anche sulla asfissiante e dittatoriale mano di questi sulla cultura ci si dovrebbe chiedere, no?, e invece niente!) E la domandina non la farà certo l'assessore alla cultura, che nemmeno è mai venuto a vedere un nostro spettacolo, solo a farlo, ma diversi anni fa!

Fare domande sul Met anche in questo caso porta punteggio politico, anche se si parla a sproposito, difendere la Baracca o altri artisti,  che punteggio porta? nessun punteggio!

Questo dovrebbe fare la politica, e invece insegue le mode, insegue il momento e non ascolta o consulta i professionisti, gli artisti che avrebbe così facilmente e senza spendere un euro a sua disposizione, e dalla sua parte!

Che totale delusione.


martedì 16 dicembre 2014

E ora vi scandalizzate su Benigni!

Ma sì, eccoli là, a scandalizzarsi su Benigni, sul fatto che commenti i 10 Comandamenti alla televisione profumatamente pagato, sul fatto che sia diventato giullare di corte a tutti gli effetti! Fino a qualche tempo fa, erano tutti a corteggiarlo, (sempre lo aspettavano a Prato!) mi ricordo bene di certi che ora lo criticano...Lo criticano, sì, ma poi lo guardano, lo seguono eccetera, il personaggio televisivo.
Non vorrebbero mai un comico diverso, che ne so, veramente critico e satirico.
Per parlare dei famo-televisivi, ricordiamoci la fine del comico Luttazzi: lo hanno prima infangato con l'accusa di plagio e poi eliminato dalla scena. Puf!, scomparso. 
Benigni è sempre stato un piacione, e fin dagli albori della sua carriera, era chiaro da che parte sarebbe stato. 
D'altronde un artista deve scegliere: piacere alla massa, e allora si adegua; e magari viene criticato, calunniato, eccetera, ma sempre rimane un 'personaggio', continua a essere 'vivo', serve per qualche causa all'incontrario, come esempio negativo, eccetera, ma continua a 'esistere'; oppure l'artista sceglie di non piacere alla massa, di essere autentico rispetto a sé stesso, e allora scompare. E nessuno ne parla, nessuno commenta, a nessuno stuzzica l'autenticità, l'originalità insomma, la qualità positiva, ché non serve a nessuno, non serve ad alcuna maldicenza, a nessuna politichetta d'occasione. Anzi dà fastidio, l'artista non piacione, molto meglio che 'muoia'.

lunedì 15 dicembre 2014

Lasciati soli, noi e le periferie

Ieri pomeriggio abbiamo presentato "Petuzzo, la filaStrock!", spettacolo per bambini e famiglie nel salone della Circoscrizione Nord di Prato, ed è andato male per quanto riguarda il pubblico. Poche persone, anche se soddisfatte della recita.
I motivi sono da attribuirsi soprattutto a una cattiva gestione della comunicazione (sbagliati anche i volantini degli eventi dedicati solo alle circoscrizioni, nessuno sa dove distribuirli  e quindi nessuno li legge), al fatto che fanno lavorare ma con poca convinzione, ma molto del fallimento è dovuto anche alla morte delle circoscrizioni,  che la gente non frequenta più se non per i corsi di ginnastica antalgica. Sono diventati 'non-luoghi'.
Addirittura pensavamo di non fare lo spettacolo, e poi invece qualcuno all'ultimo momento è arrivato. 
Perché dicono di voler valorizzare le periferie, e poi chi organizza (e parlo della politica) non si presenta, non fa almeno una capatina a veder quello che ha comprato per i cittadini e con i soldi dei cittadini?
Perché vanno solo dagli 'amici'?

Commenti del pubblico:
"Molto bello spettacolo, attori bravissimi...peccato che non sia stato reclamizzato l'evento, né appese indicazioni sul luogo nella piazzetta Conad (nelle vicinanze almeno)...!". Lara.
"Splendidi come sempre". Silvia

domenica 14 dicembre 2014

E' giusto che il Metastasio non diventi un teatro nazionale

Tutti a preoccuparsi sul fatto che il MET non concorra a diventare teatro di rilevanza nazionale.
Noi no. Noi pensiamo che non ne abbia il diritto, non solo nei numeri, ma anche nella qualità delle stagioni proposte e nel comportamento nei confronti degli artisti della sua città in primis, e di tutta la Toscana poi.

1. Il Metastasio prima di tutto ha il compito di valorizzare i teatranti di Prato, non certi sì e altri no. E non lo fa. Anzi, ha un atteggiamento molto pregiudizievole e dannoso nei confronti di alcuni, senza considerarne la capacità, la qualità, la storia. Quindi viene meno a uno dei suoi compiti più importanti e significativi rispetto alla comunità.

2. Che non diventi teatro nazionale non cambia nulla per i cittadini, è un falso problema. 

3. Il problema vero è presentare spettacoli di qualità, e quindi la gente sarà più invogliata ad andare a teatro. Questo è il dovere del Teatro Metastasio. E quindi di conseguenza aumenteranno i numeri, e quindi potrà cambiare il suo status, forse.

Insomma, gli spettacoli, sia quelli ospitati che quelli prodotti, sono generalmente mediocri, noiosi, poco stimolanti, il livello è basso nonostante i tanti soldi a disposizione, è giusto che non diventi un teatro nazionale, non ne ha, non solo i numeri, ma nemmeno la caratura!

Prato: il centro storico supermercatizzato

C'è stata polemica per gli arredi urbani natalizi a Prato.
Tuttavia, ancora peggiore degli arredi urbani in sé, è l'aver addobbato il centro storico come un supermercato, con tanto di musica in filodiffusione - per me fisicamente insopportabile e quindi non tornerò in centro se non per impegni - e alberelli luccicanti e pancali, a ricordare proprio il commercio e il supermercato.
Ciliegina sulla torta è stato vedere il campanile della chiesa di S.Niccolò addobbato con luminarie a forma di fiocco tipo pacco regalo, insomma, anche la chiesa si paganizza ormai del tutto ed entra a far parte a pieno titolo del centro storico supermercatizzato!
Ieri sera però i negozi erano praticamente tutti vuoti, tristissimo, e gli assessori e certi consiglieri che si incrociavano, indispettiti e superbi, facevano finta di non conoscerti o riconoscerti. Povero Natale.

A Chiavari, sulle tracce di Sem Benelli