Vogliono valorizzare il territorio.
I prodotti locali.
Vogliono valorizzare la cultura.
Sorridono.
Parlano di inclusione.
Di dialogo fra le comunità.
Sono a capo o vicino o nei pressi di qualche associazione. Partito.
Assessori. Consiglieri. Cittadinanza attiva. Giovani. Attempati illusionisti.
Fanno del bene.
Fanno politica.
Fanno.
Qua, da venticinque anni, non li abbiamo mai visti.
Io noi siamo andati varie volte. Ad ascoltarli. A guardarli. Anche a chiedere e confrontarci.
Loro mai.
Di quale dialogo parlano? Di quale città inclusiva delle razze e delle diversità?
La nostra razza non è mai stata inclusa.
Perché non serviamo alla loro strumentalizzazione. Non abbiamo soldi da elargire. Vantaggi da prospettare. Non omaggiamo i loro interventi.
Apparteniamo come a una razza indefinita, ma che si teme; infatti ci tengono lontani, per non contaminarsi, come se avessimo la lebbra.
La nostra razza non si riconosce dalla forma degli occhi, non si riconosce dalla forma delle labbra; dal colore della pelle: è una razza interiore, una razza di opposizione, di contrasto.
La razza esclusa.
venerdì 10 febbraio 2017
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Se Remo vi piace così
Ma chi è questo Santo? Chi è San Remo che ci asfissia in questi giorni? non certo il gemello di Romolo allattato dalla Lupa! San Remo non è...
-
Signor Ministro, io non so per quale arcano motivo Lei sia diventato ministro della Cultura, ma tant'è. In virtù di ques...
-
Non era per nulla scontato che all'incontro ci fossero tutti i candidati (eccetto Rubino) e, soprattutto, così tanta gente. Troppa p...
Nessun commento:
Posta un commento