giovedì 21 maggio 2015

La televisione? Una compagnia di giro

Non sono proprio una specialista di TV. Tuttavia, quando mi capita di guardarla, mi rendo conto di trovarmi davanti sempre le stesse persone.

Può passare anche un bel po' di tempo, ma il copione lo stesso, le presenze medesime.

E', la televisione, come una compagnia di giro che ha i suoi propri attori, e con i ruoli fissi, alla maniera della commedia dell'arte.

E proprio i 'talk-show' sono le commedie o le farse del misero repertorio in cui questa caratteristica si evidenzia.


mercoledì 20 maggio 2015

La passerella di via Reggiana non avrebbe potuto essere riparata subito?

La passerella pedonale in via Reggiana a San Giusto chiusa per atto vandalico. Una ragazzina, follemente, attraversa la Declassata per andare a scuola, e un motociclista la investe, ma, a quanto sembra, ha la peggio. 
Io mi chiedo se una passerella ciclopedonale così strategica per il polo scolastico di Prato, e che ora promettono di riparare in tempi brevissimi (comunicazione fatta dopo il grave incidente), non poteva essere riparata subito.
Così impossibile? Era così fortemente danneggiata che non si potevano sostituire le assi compromesse?

Tra l'altro la passerella è tenuta malissimo, e va riparata comunque!

E intanto si strombazza la retorica del pedone, delle 'autostrade ciclabili'...


martedì 19 maggio 2015

Campo di grano e carcere


Il carcere della Dogaia, a Prato. Ogni volta, un pugno allo stomaco.
Non so se l'uomo è più pazzo nel commettere crimini ed entrare là dentro, oppure nel costruire questo orrore.

lunedì 18 maggio 2015

La vecchia dogana a Prato, ovvero il proto-interporto: che ne facciamo?


Il cartello grande recita: PESA PUBBLICA - MAGAZZINI GENERALI DI PRATO
Il cartello piccolo, sotto, sul vetro: ATTENZIONE, EDIFICIO PERICOLANTE
Per chi non se ne fosse accorto: questa che vedete è la vecchia dogana, un sorta di proto-interporto, e si trova in via Fiorentina, fra lo Stadio e l'Interporto, dove la nuova dogana più comodamente si è andata a sistemare.

Ma di questo rudere moderno in cemento armato, che ne facciamo?

domenica 17 maggio 2015

Programma estivo del Teatro La Baracca (Il Pereto dentro e fuori)

La situazione culturale con cui ci confrontiamo ha colore e sapore  di "Terra Desolata", ma ostinatamente siamo qui.
"Lo spettacolo della città" è inserito nella Pratoestate 2015; tuttavia il Teatro La Baracca non riceve un euro di finanziamento pubblico per la sua attività in sede ed è stato escluso da ogni finanziamento regionale perché -e questo a livello formale - ritenuto teatro non conforme a criteri aziendalistici e quindi di grandi numeri e incassi.
A livello ideologico è osteggiato e deriso, perché non è un teatro inserito nell'ideologia, anzi nella 'nullologia' del teatro e della cultura in genere dominante, per cui ogni attività culturale deve essere funzionale alla propaganda per cui essa è finanziata e sostenuta.

Lunedì 25 maggio
GONFIENTI, VIA COL VENTO
Incontro di sensibilizzazione culturale 
(Dibattito con ingresso libero, fuori programma)

Venerdì 5 giugno
GIROTONDO di A. Schnitzler, con gli allievi di Teatro de La Baracca

Giovedì 18 giugno
VI ODIO CARI STUDENTI, letture e conversazioni da Pier Paolo Pasolini adattamento e regia di Maila Ermini, e con Francesca Lenzi (ingresso a offerta libera)

Domenica 28 giugno
LO SPETTACOLO DELLA CITTA'  (secondo viaggio)

Domenica 5 luglio,
CONVERSAZIONI SUL TEATRO: Gianfelice D’Accolti racconta e legge Orazio Costa Giovangigli (ingresso a offerta libera)

Martedì 14 luglio,
L’AMORE E’ UN BRODO DI CAPPERI, commedia scritta e interpretata da Maila Ermini (ingresso a offerta libera)

Domenica 26 luglio LO SPETTACOLO DELLA CITTA'  (terzo viaggio)

Domenica 30 agosto LO SPETTACOLO DELLA CITTA'  (quarto viaggio)


Gli spettacoli - con l'esclusione de Lo spettacolo della città in collaborazione con il Comune di Prato e che ha costi e orari diversi - , hanno inizio alle 21,30.  
Teatro La Baracca via Virginia Frosini 8 - Prato. Telefono 0574-812363
www.teatrolabaracca.com
teatrolabaracca@gmail.com


venerdì 15 maggio 2015

Gonfienti: via libera ai costruttori di altri magazzini

Il signor Daverio è venuto qua a Prato, con tanto di cachet, a fare l'araldo, per mettere la pietra tombale sull'area archeologica di Gonfienti, e dare così il patentino del via libera ai costruttori di altri magazzini dell'Interporto. Basta non costruire il gasdotto sotto; ma sopra, via libera! Così avrebbe detto il critico.

Vedete? Non si parla più nemmeno dell'acquisto dell'area da parte della Regione;  in realtà, con il sostegno 'ideologico' di questi critici, e del concetto di 'archeologia preventiva', si sottintende la sua prossima copertura.
Non ci sono soldi per mantenere l'area, e quindi? Si copre. 
D'altronde i giovani, com'è noto, preferiscono i concerti, di cui verranno forniti, e la 'Street-art'. O la Palla Grossa.

La Soprintendenza non ha mai nemmeno valutato la possibilità di chiamare volontari per tenere l'area pulita. Una proposta del genere viene vista come un'onta, un'offesa alla 'cultura'. Orrore! In realtà non si vuole risolvere facilmente la questione e vi si pone, come ormai ho visto fare da anni, ostacoli su ostacoli.

Alla fine non mi stupisce questo. Stupisce l'indifferenza e l'ignoranza, anche di certi battaglieri politici; ma ancor di più il silenzio e l'acquiescenza di tanti, di troppi di loro; e di diversi ex-combattenti nelle file dei comitati e della politica dal basso.

Per non parlare degli 'intellettuali'! Ubi sunt?

Non si scopre nessuno, e tutti zitti e mosca, per paura di perdere l'ingaggino, il vantaggino, il posticino, l'affarino. Anzi,  alla fine sono tutti convinti di quello che è giusto, sano, migliore per tutti. 
D'altronde, si tratta di quattro sassi; meglio mettercene sopra sei, e farla finita.


giovedì 14 maggio 2015

Il signor Daverio svaluta Gonfienti: è ufficialmente iniziata la propaganda denigratoria

E' vergognoso come - così riportano tutti i giornali - il signor Philippe Daverio svaluti la zona archeologica di Gonfienti.
Segue la falsariga di una propaganda che è ormai iniziata da tempo, ossia la svalutazione del sito archeologico pratese, che diversi politici, pur ignoranti in materia o a essa indifferenti, stanno portando avanti per ordine di scuderia. Come per esempio dire che già c'è Artimino, c'è Carmignano, là sono gli etruschi 'ufficiali', c'è questo e c'è quello e quindi possiamo procedere a valle a fare il nostro lavoro di costruzione e di cementificazione; oppure dire che l'interporto non è sopra gli scavi, come sembra che abbiano raccontato nelle ultime visitine di primavera, che l'area archeologica non è quindi nemmeno i 17 ettari vincolati!
Ma ora c'è il cappello del competente, del professore!
Che un critico arrivi a dire questo, che arrivi tra l'altro a negare la possibilità di lavoro ad archeologi e a tanti studiosi, a volontari che terrebbero il sito pulito per una manciata di riconoscimenti, eh, questo non lo possiamo tollerare. 
Il signor Daverio - quello che ha confuso la storia dell'Isola d'Elba negandole un passato minerario! -  ha così dichiarato: "I costi degli scavi sono altissimi, impossibili per un Comune - (ma non doveva comprare la Regione? - n.d.r.), il materiale a disposizione è scarso e spesso ciò che si trova delude le aspettative". 

In questo caso applico a lui, al critico, quello che ha affermato degli scavi.

Renzi, l'Italia e la favoletta della superpotenza culturale

Con il tono del maestrino narratore redarguente, il Presidente del Consiglio Renzi è apparso via video agli italiani davanti a una lavagnina a ridosso di una libreria imponente di libri che nessuno legge più o che forse nessuno ha mai letto.
Era un po' arrabbiato nei confronti di quegli insegnanti che non capiscono la sua riforma della scuola pubblica (mentre fa regali a quella privata) e ha raccontato la favola dell'Italia e della superpotenza culturale:

"L'Italia non sarà mai la superpotenza demografica, la superpotenza geografica, la superpotenza diplomatica, può essere una superpotenza culturale, E allora dobbiamo recuperare tutto ciò che è cultura, educazione, istruzione, formazione e tentare di scrivere insieme una pagina nuova. Ecco cos'è la buona scuola...La buona scuola c'è già...."

Senza entrare nel merito della volontà di convincere gli insegnanti ad accettare la sua 'riforma' (anche se non vuole che si chiami così), è veramente risibile il suo discorso-favoletta fronte alla situazione culturale disastrosa proprio a cominciare dalla sua Toscana, che è poi la Regione della Cultura per eccellenza, dove si lasciano morire a livello culturale ed economico le persone che la fanno quando sono sgradite (come ha fatto con me e non solo l'Ufficio Cultura della Regione o la Fondazione Toscana Spettacolo), dove si spendono soldi per eventi di massa (facciamo tanti concerti così il pubblico giovane è contento e fa tanti ##), e dove magari si arriverà a coprire, e forse anche molto presto, un sito archeologico come Gonfienti perché non si può mantenere aperto (costa troppo e i soldi non ci sono, come è stato già annunciato), e dove si sostiene l'ampliamento di interporti e aeroporti, e in genere la cementificazione del territorio con l'uso in massa delle automobili.  La superpotenza culturale che immagina Renzi deve essere non molto dissimile da quelle superpotenze economiche, dove vige lo 'zitti e mosca!' (condizione essenziale per essere una superpotenza qualsiasi), in cui i dissidenti imputridiscono bellamente in carcere con la silenziosa complicità di altre superpotenze. Qui niente carcere - le carceri sono affollate e costose e impopolari- ma vige, per i dissidenti, l'invisibile eppur concreto confino in loco.

mercoledì 13 maggio 2015

"Gonfienti, via col vento" (o "via col cemento'?"): incontro di sensibilizzazione culturale

Lunedì 25 maggio, ore 21,30 al Teatro La Baracca si parlerà della Città Etrusca di Gonfienti di Prato, ormai relegata a un oggetto simil-virtuale o a saltuarie visite turistiche di una minima porzione di essa.
Si vuole così porre la questione di come i temi 'cultura' e 'valorizzazione del territorio' possano essere usati per altri fini da quelli dichiarati, per cui la vicenda della Città Etrusca è un triste esempio.

Rivendichiamo anche la battaglia di anni sostenuta in prima persona da Primavera di Prato, da molti cittadini e comitati, e da soggetti di competenza e di valore scientifico per la sua completa restituzione alla cittadinanza, fronte a un fallimentare Interporto, che pure vuole continuare ad espandersi verso Campi Bisenzio. Il concetto di intermodalità dei trasporti che ne sta alla base non si è realizzato, anche a causa del cambiamento economico della città e delle zone limitrofe.

Nonostante l'area archeologica sia stata quasi del tutto ricoperta, è essenziale rivendicarne l'importanza, se non altro in funzione di altre valorizzazioni archeologiche che sono ancora possibili, e in contrasto col continuo consumo di territorio che si verifica nella Piana fra Firenze-Prato-Pistoia.

Candidati e liberi cittadini sono invitati a esprimere la loro opinione in un dibattito aperto,  libero e civile. Ogni persona avrà a disposizione un tempo limitato per il proprio intervento.


martedì 12 maggio 2015

Solo la Soprintendenza si è interessata all'area di Gonfienti?!

Leggo un po' allibita  oggi su "La Nazione" che presto ci sarà la riscoperta della civiltà etrusca attraverso i social: "#Via Etrusca del Ferro2015". 
Ma questo nome esiste già, fu coniato nel 2004 dall'associazione Camars e poi fu istituita una omonima associazione. Forse andava detto! Non è una copia del nome? E' corretto tutto questo?

Non è giusto poi dire - se l'assessore ha detto così, e spero di no! - che solo la Soprintendenza si è interessata di Gonfienti.
Personalmente ho scritto anche un libro sull'argomento: "Gonfienti. Storia di una battaglia", e nel 2009 ho costretto tutti i candidati sindaco a parlare della questione archeologica pratese, e ci sono state tante tante persone, associazioni e comitati, e anche prima di me (il Prof Giuseppe Centauro, che è il massimo esperto in materia,  Riccardo Bonajuti, Francesco Fedi, Lanfranco Nosi- tanto per citarne alcuni, ma solo alcuni! -) , che se ne sono occupate e hanno perso giornate intere per gridare allo scempio economico e del territorio da parte di Interporto.
Senza contare la denuncia che abbiamo presentato ai Carabinieri, finita chissà in quale cassetto! E i filmati che ho girato su Gonfienti, di cui il primo, Gonfienti muore, è stato presentato alla Rassegna di Cinema Archeologico di Rovereto.
C'è poi una mia lettera al Presidente Rossi, a cui lui non ha mai risposto, pubblicata su La Repubblica nel 2011 (1).
La Soprintendenza non ha poi rilasciato il permesso per continuare a edificare, dopo aver scoperto 'la città etrusca', a costruire lo scalo merci e il magazzino di 200000 metri cubi per coprire il decumano e altri reperti dell'Età del Bronzo?


(Da La Nazione) ALLA RISCOPERTA della civiltà etrusca attrraverso i social "#viaEtruscadelferro2015" è il progetto presentato ieri mattina da Instagramers Prato, - la community degli utenti pratesi di Instagram - con il patrocinio del Comune diPrato. L'iniziativa vuole far conoscere la storia del territorio pratese e non attraverso i nuovi mezzi di comunicazione, in particolare Instagram, appunto, ma anche Twitter e Fcebook.
IL PROGRAMMA prevede diverse gite fuori porta, durante le quali gli Igers immortaleranno coi loro scatti i luoghi più suggestivi del paesaggio toscano. Il primo appuntamento - 22, 23 e 24 maggio - è all’Isola d’Elba. Quindici tra i migliori Instagramers pratesi visiteranno il parco minerario dell’isola e il Museo archeologico del distretto minerario Rio nell’Elba. Dall’isola, infatti, gli etruschi trasportavano il ferro a Pisa, da dove partiva la cosiddetta «via del ferro», sempre in stretta relazione con l’Arno.
La seconda tappa - 21 giugno - è nella frazione pratese di Gonfienti. L’instameet, aperto a tutti, si articolerà in una visita dal titolo «Il Museo che non c’è. Il territorio di Gonfienti fra l’età del Bronzo e l’età etrusca», seguito da una passeggiata agli scavi della villa etrusca e ai reperti rinvenuti negli anni. 
Il terzo appuntamento (la data è ancora da definire) sarà ad Artimino. L’incontro, aperto a tutti, si svolgerà in una visita al Museo archeologico Francesco Nicosia e alle aree archeologiche del tumulo di Montefertini, della necropoli di Prato Rosello, della tomba di Boschetti e di Pietramarina. 

Le ultime due gite, entrambe nel 2016, saranno al Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto e al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara. «La modalità di raccontare la città proposta degli Igers – ha commentato l’assessore all’innovazione tecnologica Benedetta Squittieri – non è trascurabile. Parlare della città attraverso le nuove tecnologie è utile, per questo dobbiamo continuare a investire in iniziative simili». «L’aspetto divulgativo è importante – ha aggiunto l’assessore alla cultura Simone Mangani – tanto quanto quello scientifico, che spetta alla Soprintendenza, l’unico soggetto che in venti anni si è interessato all’area di Gonfienti». (Chiara Agostini)

Sullo stesso argomento, scrive anche Maria Lardara su "Il Tirreno", dove le parole dell'assessore sembrano essere state diverse - che la competenza scientifica è solo della Sovrintendenza, come a dire che gli altri non sono tenuti a indagare ed eventuali altri contributi non sono graditi -, tuttavia si evidenzia come non ci siano soldi per l'area archeologica. Insomma, la stessa solfa di sempre.
"Laris Pulenas" a Poggio Castiglioni (Prato), 8 luglio 2008



Pantomima del Teatro La Baracca in occasione del 'sit-in' a favore di Gonfienti 14 febbraio 2009


Maggio 2009: manifestazione in Via Roma, Prato.
Interporto con magazzino di 200000 metri cubi (2010)



lunedì 11 maggio 2015

"M'è preso il raptus"

Riprendo una dichiarazione interessante sull'inesistenza del raptus.
Alcuni, dopo aver commesso violenza, si difendono con la frase: 'M'è preso un raptus'. Ma gli psichiatri affermano, come dichiarato nell'articolo che copio sotto, che il raptus non esiste. Esiste invece la malvagità, che spesso se la prende con i più deboli e con coloro che non possono difendersi, come è successo alla tassista romana violentata dal 'padre di famiglia'.

«Ci avrei giurato»
Cosa?
«Che anche questa volta si sarebbe usato il termine “raptus”».
Succede spesso.
«Troppo spesso, direi. Sotto il cappello del raptus, o alcune volte della follia, si mette la violenza inaudita, quella imprevista, impulsiva. E non si considera mai che, guarda caso, quella violenza ha come oggetto i più fragili, i deboli, le persone indifese e quindi le più esposte. Lei ha mai sentito dire di qualcuno colto da raptus che ha assalito un uomo grande e grosso?».
Claudio Mencacci è l’ex presidente della Società italiana di psichiatria oltre che il direttore del Dipartimento di Neuroscienze del Fatebenefratelli di Milano. E dice che «noi, in psichiatria, tendiamo a escludere l’esistenza del raptus».
Sta dicendo che è un termine senza senso psichiatrico?

«Esattamente. Serve molto a chi fa le perizie per giustificare le azioni di grande violenza e attenuare la gravità del fatto e la colpa di chi le commette. Servirebbe invece un impegno culturale e civile perché questo non succedesse. Per non giustificare mai la prevaricazione, la prepotenza, la violenza esplosiva e cruenta. Perché giustificare in un certo senso è come avallare l’idea che sui più deboli si possa accanire la violenza».
Perché chiamare in causa la follia davanti alle cronache più nere?
«Perché si vedono le cose dal fondo e non si riflette su ciò che c’è dietro. Bisognerebbe imparare a capire che ci sono individui che covano malvagità, crudeltà, cattiveria. Che quando accade un fatto di violenza apparentemente improvvisa c’è sempre una spiegazione, un motivo che si è costruito nel tempo. Non è mai un fulmine a ciel sereno e tendere a giustificare non aiuta nemmeno a cogliere i segnali di un eventuale pericolo».
Pensa a un caso in particolare?
«Penso alle donne che muoiono uccise dai propri partner perché scambiano per amore quel che amore non è. Oppure al padre di Motta Visconti che ha sterminato la famiglia: tutti a dire che era la persona migliore del mondo ma la famiglia per lui era diventata un peso insopportabile e, come si fa con i pesi, lui l’ha eliminata. È la banalità del male. E poi ci sono anche le statistiche che ci aiutano a capire».
Quali statistiche?
«Per esempio quelle che ci dicono che gli uomini che fanno del male ai propri figli hanno tendenzialmente fra i 30 e i 45 anni e utilizzano quasi sempre un coltello o una pistola. A differenza delle donne che commettono invece infanticidi usando oggetti casuali, a volte per annegamento o soffocamento».
Quali sono le condizioni che possono aumentare il rischio?
«L’alcol e la droga possono di sicuro aumentare l’impulsività, ma c’è anche l’odio che si accumula e cresce nell’individuo in modo latente per poi esplodere».
Nessuno pensa mai che fatti gravi come questa bimba uccisa possano capitare nella propria famiglia…
«È così. Spesso pensiamo che il seme del male cresca a casa degli altri perché cerchiamo di espellerlo dai luoghi e dalle persone più care. E invece il male può essere ovunque, la cattiveria alberga anche a un passo da noi. Riconoscerla mentre cresce può voler dire salvarsi».

domenica 10 maggio 2015

Lazzerini: se la biblioteca è troppo 'democratica' e rumorosa

Ultimamente vado in biblioteca, sto studiando. Studio sempre per i miei spettacoli. Non riesco a fare uno spettacolo senza studiare. Mi devo sempre documentare. Anche se è uno spettacolo di cosiddetta fantasia, su cui non ci sarebbe da documentarsi. E' un vizio che ho dai tempi delle medie, quando ci costringevano a fare le ricerche, che si è sviluppato nei miei lunghi anni universitari.
Dunque: la biblioteca di Prato è un posto molto gradevole, dove riesco anche, se non proprio a studiare, a leggere quel tanto che mi serve per documentarmi o trovare un libro da portare a casa.
Studiare non so, me l'hanno chiesto proprio ieri, studiare sul serio, credo di no.
La biblioteca, così come appare questa di Prato, ma credo altre a quanto raccontano, è diventata un luogo dove ci si incontra, si amoreggia spesso, si chiacchiera, ogni tanto si va a leggere qualcosa sui libri che si sono lasciati sul tavolo. Non v'è nessuna forma di controllo, in effetti. E' un andirivieni continuo e rumoroso, soprattutto di giovanissimi.
No, non riuscirei a studiarvi con la dovuta concentrazione. Credo che chi abbia questa necessità, incontri serie difficoltà. Magari c'è chi esce di casa perché non ha una stanza dove stare in silenzio, e poi casca dalla padella alla brace.
Una biblioteca così va bene per studenti come me, che si sono già laureati, e che studiano per sé. Col computer ho anche scritto qualcosa, ma poco. Scrivere là dentro, mah, non lo so se ci riuscire veramente, soprattutto dopo aver buttato giù la prima stesura, quando sono sulla seconda e ho bisogno di pace assoluta. 
E' una biblioteca adatta allo studio superficiale, alla documentazione tipo quella che si può raccogliere su Internet, alla letturina primo livello.
Nella vecchia Lazzerini le regole erano molto più ferree e il silenzio più costante. Forse l'era internet era ancora di là da arrivare.

E poi, c'è una falla: dalla parte della sezione ragazzi mi è capitato di poter uscire per ben due volte senza nessun tipo di controllo sui libri, perché entrambe le porte erano aperte, anche quella che è usata per entrare, da cui appunto si poteva uscire senza passare il controllo elettronico.

venerdì 8 maggio 2015

Letterina ai candidati

Candidati,

forse non vi è chiaro come è difficile vivere e muoversi per il territorio.
Non vi curate di questo.
Dovreste andare a piedi, andare in bici. E vedrete la fatica di vivere la città e gli altri luoghi ancora rimasti non cementificati.
Chiedetevi veramente: come si vive nello spazio per cui chiedete il consenso?
Invece trattate tutti e soltanto gli argomenti che dettano i 'mass-media'. Punto. Oppure della vostra fazione.
Avete idealità pre-confezionate, non siete convincenti.
Ci vuole un piano per muoversi a piedi e in bici senza sprecare tutte quelle energie nervose che servono per tornare, ogni volta che usciamo, vivi a casa.
Invece tutto e soltanto è fatto e costruito per le automobili, che sono diventate vere e proprie armi per aggredire ed eventualmente uccidere.
Già se uno di voi pensasse a questo, semplicemente, come sarebbe bello e rivoluzionario!
Condivido con voi alcune riflessioni dello scrittore romano Tertulliano, per sottoporvi la sua attualità:
"Floride case cancellarono i deserti: campi coltivati domarono le selve, animali domestici fugarono le fiere. Le sabbie sono seminate, le rocce tagliate, le paludi prosciugate: vi sono più città delle capanne di un tempo. Le solitudini più non spaventano, né gli scogli atterriscono: ovunque sono case, ovunque è popolazione, ovunque è lo Stato, ovunque è vita". 

Candidati!

giovedì 7 maggio 2015

Il Pereto dentro e fuori (Estate alla Baracca 2015)

Impegnati nell'elaborazione e organizzazione de "Lo spettacolo della città" e della prossima stagione teatrale, per questa estate riproponiamo alcuni spettacoli della passata stagione alla Baracca, con una sola novità, le 'Conversazioni sul teatro', di cui presentiamo la serata numero uno. Nei vari incontri si tratterà l'argomento teatro sotto varie angolazioni, sia da un punto di vista prettamente teatrale ed estetico, ma anche da un punto di vista organizzativo e politico. 
Ricordo che, con l'esclusione de Lo spettacolo della città, che è stato inserito nella Pratoestate 2015, il Teatro La Baracca non riceve un euro di finanziamento pubblico, e vive solo del nostro lavoro e della vostra presenza. Grazie a chi vorrà sostenerci.

TEATRO LA BARACCA – ESTATE  2015
Il Pereto dentro e fuori


Venerdì 5 giugno
GIROTONDO di A. Schnitzler, con gli allievi di Teatro de La Baracca

Giovedì 18 giugno
VI ODIO CARI STUDENTI, letture e conversazioni da Pier Paolo Pasolini adattamento e regia di Maila Ermini, e con Francesca Lenzi (ingresso a offerta libera)

Domenica 28 giugno
LO SPETTACOLO DELLA CITTA'  (secondo viaggio)

Domenica 5 luglio,
CONVERSAZIONI SUL TEATRO (1) : Gianfelice D’Accolti racconta e legge Orazio Costa Giovangigli (ingresso a offerta libera)

Martedì 14 luglio,
L’AMORE E’ UN BRODO DI CAPPERI, commedia scritta e interpretata da Maila Ermini (ingresso a offerta libera)

Domenica 26 luglio LO SPETTACOLO DELLA CITTA'  (terzo viaggio)

Domenica 30 agosto LO SPETTACOLO DELLA CITTA'  (quarto viaggio)

Gli spettacoli - con l'esclusione de Lo spettacolo della città che ha costi e orari diversi - , hanno inizio alle 21,30.   Teatro La Baracca via Virginia Frosini 8 - Prato. Telefono 0574-812363
www.teatrolabaracca.com    teatrolabaracca@gmail.com

mercoledì 6 maggio 2015

I prossimi "Spettacolo della città"

Ecco la descrizione, tappe e modalità di iscrizione per i prossimi "Spettacolo della città", che saranno inseriti nella Pratestate 2015 del Comune di Prato.
I primi due viaggi saranno diversi dal primo, quello che si è svolto il 29 marzo passato, con altro percorso. L'itinerario del primo viaggio si ripeterà nella data di agosto.
Chi vuole iscriversi, deve rivolgersi al Teatro La Baracca.

Lo spettacolo della città vuole essere un viaggio teatrale, storico-geografico, fantastico-poetico nella città di Prato, anche in zone non consuete e periferiche. Un progetto ideato da Maila Ermini del Teatro La Baracca, che darà la possibilità di conoscere la città in modo diverso, quasi un turismo alternativo e finora mai realizzato.
Il viaggio si svolgerà in autobus.
Un percorso toccherà anche il centro, ma soprattutto saranno attraversate le zone più peculiari come i borghi e gli insediamenti industriali con vere e proprie soste. Un viaggio-spettacolo, quindi, che coinvolgerà il passeggero-spettatore in un curioso racconto della città e avrà come insolito palcoscenico un autobus, per poi proseguire attraverso alcune significative tappe in zone spesso messe in secondo piano, ma fondamentali per la storia passata e presente di Prato.
Al termine di ogni viaggio sarà offerto un rinfresco.

(IL PRIMO VIAGGIO SI E’ SVOLTO  IL 29 MARZO 2015)

SECONDO VIAGGIO – 28 Giugno 2015 ORE 17.30;
La Baracca-Iolo- San Giorgio a Colonica – Questura/Museo Pecci - Castello dell'Imperatore – Chinatown - Maliseti- La Baracca

TERZO VIAGGIO – 26 Luglio 2015 ORE 17.30;
La Baracca-Iolo- San Giorgio a Colonica – Questura/Museo Pecci - Castello dell'Imperatore – Chinatown - Maliseti- La Baracca

QUARTO VIAGGIO – 30 Agosto 2015 ORE 17.30
La Baracca - Ospedale - Galceti – Lungo Bisenzio/Calamai - Marconi –Macrolotto - Parco Prato - La Baracca

Modalità e tempi di iscrizione
iscrizioni e acquisto biglietto presso il Teatro La Baracca – via Virginia Frosini, 8 – telefono 333 27 13 136; teatrolabaracca@gmail.com

Termini di iscrizione:
PER IL SECONDO VIAGGIO: entro il 15 Giugno
PER IL TERZO VIAGGIO: entro il 13 Luglio
PER IL QUARTO VIAGGIO: entro il 20 Agosto
durata dello spettacolo
L’impegno previsto per ogni viaggio è dalle  17.00 (ritrovo in Baracca) sino alle 21.00, compreso il rinfresco in Baracca;
Costi: biglietto 10 euri
Sono previsti 5 posti a prezzo ridotto per ragazzi; età consigliata: a partire dagli 8 anni.



martedì 5 maggio 2015

No Sgarbi, ma sì Philippe Daverio a Prato

Cercando di fare un po' di numeri culturali a Prato, si invitano nomi di palcoscenici televisivi. Ora, dato che Vittorio Sgarbi era stato invitato dalla precedente amministrazione e quindi non andava bene, ne hanno trovato un altro, più calzante e 'nuovo': Philippe Daverio - , ex assessore alla cultura nei tempi della Lega a Milano, che confuse un po' la storia dicendo che lo sfruttamento industriale minerario a Piombino era cosa messa là dal 'Mascellone', dimenticando forse che davanti si trova l'Elba, isola che prima ancora di essere 'la California' e turistica, è stata da tempi immemori fonte di estrazione mineraria, di ferro, da cui la Via del Ferro, - il professore, (uno dei non molti casi di professori ordinari non laureati), viene a Prato a tenere una conferenza sul Pretorio e la sua collezione.
Voci in città raccontano che il noto critico sarà addirittura pagato in anticipo. Saranno i soliti malevoli, perché sarebbe come raccontar di miracoli.

lunedì 4 maggio 2015

Una modesta proposta per eliminare le Regioni

Chiedetevi, cittadini: a cosa servono le Regioni?
A gestire la Sanità, i vostri ospedali? Ma non sono affatto, vostri! Se avete bisogno veramente, vi accorgete subito che è così. (1) 
A gestire la Cultura, i vostri musei e le aree archeologiche? La vostra, oh, la parola!, identità? Ma la Regione spesso fa l'esatto contrario, sottrae cultura ai cittadini, appena e come può! (2) E vi toglie ogni 'identità'. Ogni spazio e lo vuole tutto per sé; e fa il possibile per distruggere ogni istanza e originalità che venga dal basso.
A gestire il Territorio? La Regione lo vuole gestire solo per farlo fruttare, in combutta con privati potenti, per farlo rendere, a livello politico ed economico. (3)

Come ho detto altre volte, da anni, delle Regioni, di queste Regioni non ne abbiamo bisogno. Per accettarle, dovrebbero essere gestite da uomini diversi, con altre prospettive. Ma se vi informate sui prossimi candidati, capirete che, o non sono all'altezza o quei pochi che potrebbero eventualmente esserlo, non faranno parte che della minoranza.
Per questo molto meglio eliminarle.

Le Regioni  sono vessatorie, ed esistono solo per la politica che vuole mantenere sé stessa e vuole decidere come gestire e far fruttare l'affare che si trova in mano. Hanno approfittato della solfa federalista per propinarci questo altro dominio.
Geograficamente, è un'altra storia. Ricordatevi che le Regioni non esistevano politicamente prima del 1970, e nessuno ne sentiva il bisogno.
Per amministrare un territorio basta un Comune che funzioni, e lo Stato. Punto.

Molte persone lo hanno già capito, e per questo non andranno a votare alle prossime Regionali, anche se purtroppo per legge ci possiamo ritrovare uno presidentuccio incoronato anche soltanto da due persone e quello lo autorizza ad alzar la voce...

Probabilmente ci vorranno ancora anni, ma succederà: le Regioni saranno eliminate come enti politici, perché di siffatte ai cittadini non servono. Anzi!

Senza contare l'alleggerimento economico che i cittadini sperimenterebbero per non dover mantenere una buona fetta di classe politica che li domina e maltratta...

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(1) Se volete servizi efficienti, dovete comunque pagare. Infatti la sanità pubblica è stata indebolita a favore di quella privata convenzionata, molto più conveniente per il potere politico ed economico!
(2)  Nella 'sezione' Cultura fa l'esatto contrario di quello che fa in materia sanitaria, dove delega al privato. La vuole tenere tutto per sé, ché la intende come potere politico utile ai fini del consenso e della gestione del voto. Gli artisti sono trattati, anzi umiliati al rango di truppe cammellate utili ai fini predetti. Vecchia storia; e gli artisti naturalmente...ringraziano! Riguardo alle zone archeologiche, basti pensare cosa ha fatto di Gonfienti a Prato.
(3)  E' sufficiente considerare l'evolversi della nascita ed espansione dell'aeroporto di Firenze Peretola.

domenica 3 maggio 2015

Il cambio dell'armadio

C'è stato un tempo delle scuole medie in cui esisteva la materia Applicazioni tecniche.
La distinzione fra uomini e donne era ferrea.
Le ragazze avevano un libro dedicato, in cui v'erano illustrate, in specifiche sezioni, come le signorine future signore avrebbero potuto gestire alcune problematiche di casa  come appunto il  fantomatico 'cambio dell'armadio', oppure una sezione specifica, corredata di illustrazioni con tazzine da té e tovaglietta, su 'come si accoglie un ospite'.

Gli insegnanti interrogavano pure.

Fa specie vedere che è scomparsa la materia così insegnata (che nella sezione maschile insegnava la manualità, questa scomparsa!), ma non la mentalità: dopo tanti anni molte giovani donne ancora si preoccupano del 'cambio dell'armadio', e che questa cosa minimamente sfiori le testoline dei compagni, ben poco con-sorti.



sabato 2 maggio 2015

I maleducati della ricarica telefonica (anche Samsung insegna le cattive maniere)

Per il suo ultimo smartphone, il Galaxy S6, la Samsung ha messo in giro una pubblicità (la solita obbligatoria e asfissiante se vuoi vedere un video in un giornale online), dove una intrigante e bella signorina entra in un locale, si mette seduta al tavolo dove si trova un ragazzo, e con il cavetto elettrico ricarica in 10 minuti il suo bell'oggettino. A lei non interessa altro, non certo scambiare due parole con il ragazzo (che invece sogna, banalmente, di avere una storia con lei).

Samsung mostra e propaga le cattive maniere, che già sono diffuse.

Molti arrivavano nel mio teatro, e senza nemmeno chiedermi niente, si attaccavano alle prese di corrente con i loro cavetti.

Accadde in maniera plateale quando feci l'incontro sulla cultura con i candidati sindaco di Prato, un anno fa: testimoni mi dissero che alcune figliole di Partito, nell'ansia di rimanere senza il drugphone, si attaccarono alle prese della corrente che loro non pagano. Non chiesero nulla a nessuno.

E' capitato poi spesso, con altri, signorini inclusi, fino a quando mi sono irritata un po'.
E non certo per il 'costo'!, ma per questo usare senza rispetto, senza cognizione. Entrare, usare, sporcare, uscire.

L'ho visto fare anche altrove, esattamente come nella cattiva pubblicità della Samsung.

Drugphonici.



venerdì 1 maggio 2015

Expo e pollo al pesce (Primo della serie:"Favole vere")

Mentre apre i battenti l'Expo di Milano, con il grande tema dell'alimentazione, ecco che oggi mia madre mi racconta triste che ha buttato praticamente il pollo appena cucinato, ché sapeva di pesce.

Hai appena comprato un pezzo di terra da coltivare per non finire avvelenato da cibi che portano al cancro o all'alzheimer? Hai appena imparato due cosine sull'orto fai da te? Hai acquistato un pulcino oggi per un uovino domani? Faranno il possibile per non permettertelo!
Devi ammalarti, vivere a lungo (non vuoi questo?), invecchiare tanto, è chiaro. E prima di morire, ti dovranno prima spremere bene. Poi potrai morire, magari incenerito da un bel forno crematorio moderno e all'avanguardia, gestito da qualche associazione del tipo Facciamoilbene.

Questo sistemino porta dunque due affari in uno: più cibo guasto più malati più ospedali più dottori più cemento eccetera eccetera e più business per tutti.
Expo!

Il mondo è pieno di automobili

Ieri sono andata in bici a Prato. Vado sempre in bici a Prato, che c'entra,  sono abituata al traffico, ma ieri m'è sembrato che sia...